lunedì 9 marzo 2015

Numeri primi


Marco Galetti 50 e Fabrizio Nobili 50

Il casellante mi porge dieci centesimi, il resto di ventidue.
Fatto il pieno me ne restano sei e venti, considerando che avevo cinquanta euro in contanti,  mi chiedo adesso dove potrei pranzare.
Da nessuna parte, direte, ma userò le carte, col tre sette quasi ci siamo.
La temperatura lungomare sfiora i ventidue gradi, la stessa registrata alle ventuno e nove in occasione dell’equinozio d’Autunno.
Mentre sto parcheggiando una turista mi chiede moneta per il parchimetro, quando le domando quanto le serve lei mi risponde due euro e diciannove e, alla mia espressione stupita, risponde che qui è tutto così, ieri sera, mi dice, ha speso più di venti euro per una pizza.
Vedendomi incredulo, mi mostra la ricevuta, in effetti per una pizza coi petali e un  calice di Jack Legras ha sborsato la bella cifra di ventuno euro e novanta.
Poi mi chiede se conosco un buon ristorante aperto a pranzo, perché non ceniamo insieme le propongo, papi, mi risponde, stasera nove minuti dopo le ventuno mi imbarco sulla Costa.
Stupito per le coincidenze e un po’ risentito, chiedo perché mi abbia chiamato papi
Perché potresti esserlo, mi risponde
Scusa sembravi più donna, ma quanti anni hai, ribatto curioso&deluso
Quasi ventidue, vergine, ventuno settembre.

m50

Philipponnat Rosè 2007, dégorgement 2012



Il giorno, beato giorno, che ho deciso di smettere di valutare e dare punteggi ai vini mi sono sentito libero da un'ossessione competitiva. Le mie risorse invece di concentrarsi a raccogliere informazioni attraverso l'olfatto ed il gusto, elaborarle, memorizzarle, schedarle e trasmettere le mie conoscenze ad altri, hanno preso una strada diversa. Ora gli importatori, gli enotecari, i produttori e chi mi frequentava da vicino sfruttando gratuitamente le mie capacità nasali senza alcun ritorno sono rimarti orfani. Da tre anni ho scelto io l'orfano da accudire. Un nasino da Meda che distingue l'acqua minerale o quella del sindaco annusando il bicchiere. Un neo gourmet di cui un famoso bistellato abituato a dare le pacche sulle spalle ha detto: “state allevando nu mostro, in senso bbuono eh!”

Poi si organizza un pranzo per stappare qualcosa insieme a veri amici e ti capitano sotto il naso alcune cose con un loro carattere ben definito, quello che veramente conta e non misurare i centesimi di punto sui quali litigare.

1 – una buccia di cipolla dal perlage fine e persistente che definisce le capacità tecnica del produttore, profumi primari di ribes e crema pasticcera, equilibratissimo. Uno standard ed una garanzia.

2 – Peccato per quella nota muffosa ma un vino dalla struttura importante, dove al naso si rivela complesso, le note principali erano quasi già sul terziario con semi di finocchio, liquirizia, una leggera nota vanigliata e di cipolla bionda. Da un produttore prematuramente scomparso l'anno scorso. Bella la sua sottile acidità.

3 – I maligni spesso dicono che i predecessori degli attuali produttori di vino erano più bravi.
Lo si dice di Angelo Gaja, di Camuzet, di Mme Leroy etc. Hanno ragione: Mme A. era meglio di Nicolas senza dubbio. Non è proprio il figlio scemo, anzi, ma il monumento finito nei ns bicchieri potrebbe non avere rivali.

4 – Visitammo questa cantina non ancora importata in Italia il 25 Aprile di 8 anni fa. Se la verità sta nel mezzo vorrei che la verità sia sempre così. Quando si lavora bene, si vuole ottenere il meglio dal proprio operato ma non si è un fuoriclasse non è facile farsi apprezzare in pieno. Un lavoro difficile anche per chi comunica, si è sempre esposti agli attacchi dei detrattori, ma... note precise (come dice il buon Gdf) di “mon cherie in chiesa” cacao e marasche sotto spirito freschezza apportata da incenso e resina.


5 – Se ti invitano al photoshoot di Sport illustrated del numero dedicato ai costumi da bagno sai che panorama ti puoi aspettare: il meglio. Poi con l'occhio clinico noti un filo di cellulite e nella tua mente, lontano, molto lontano ti resta impresso un punto di domanda.  Marasche, prugne sotto spirito, cioccolato, resinoso. Tannini equilibrati e bella freschezza in bocca.

FN 50

Uno dei due cappon magro conviviviali

Corton Charlemagne 2005 Simon Bize

Ostriche tiepide ricoperte da zabaione di porri all'aceto bianco

La Coulée de Serrant 1987 di Mme Joly

In caraffa, ça va sans dire

Il finto raviolo di pescatrice farcito di pomodoro confit

Mise en bouche di asparagi ...

Tagliatelle fresche, vongoline, aglio, olio, peperoncino, broccoletti ( o cime di rapa )

Il carciofo assoluto

Mazis Chambertin 2005 Dugat Py, uno dei vini più rari del mondo, e il suo vicino di terroir, per nulla a disagio

Lo stinco di Santo

Dedicato a Sophie

Cioccolato, chinotti e carote ...

Ravioli fritti farciti di zucca e amaretti, e glassati al mandarino

Alla salute degli amici veri
gdf

3 commenti:

  1. Ero oggi da quelle parti,sui monti a fare foto alla natura,,mi sono limitato a una kilometrica coda di ritorno e un dolce assaggio di amaretti al chinotto da una deliziosa patisserie ,ma la prossima volta parcheggio e vado dal mio omonimo di compleanno,anche se di vini nu ghe capisciu in belin ;)

    TMC

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  2. fabrizio scarpato10 marzo 2015 09:54

    Da quelle parti domina sempre il giallo...

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    1. Il mistero s'infittisce ;-)
      Stavolta credo abbia dominato il rosso, anche se per i giallisti come me se dico Pinot Noir penso ad un thriller

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