mercoledì 26 aprile 2017

Armadillo Meeting 2017 -Terroirs Sauvages-

-gdf-
Il decimo meeting dal mio punto di vista


Tina, i miei boxer più di così non possono assorbire.

Ho capito, il bicchiere di rosso che mi hai versato sulla coscia sinistra è bio. Il bianco freddo riversato direttamente sul pacco sarà anche biodinamico e in effetti qualche effetto confortante lo sta procurando. Lo vedi adesso, è in evidenza.

Se ci provi con un terzo poi provo io a creare l'effetto contrario sulla tua mancata scollatura. Fermati prima.

Il mio calzone è verde militare, come quella divisa alpina che ho condiviso 35 anni fa con Alessio, che ora ha perso i capelli ma sta prendendo un bel colore.

Ehi! Special guest. Lei è sicuramente Patsy Kensit, complimenti per la tenuta.

Tina, c'è match.

Partite doppie, partite perse.

Yanez, Ciciuxs. E' il decimo Armadillo Bar Meeting. 2007 - 2017 .

Ne ho perso uno ma ho recuperato, a costo di salire a piedi e poi combattere al vostro fianco per 14 ore, il giorno e la notte.

E un giorno ricorderete la sciabolata plurima sulla dura pietra valdostana; contro le auto che salivano salivando in alta Val Ferret. Colpevoli di non fermarsi al Bar dell'Armadillo, tentando di andare oltre la fermata a richiesta.

Ne arriva una tostata dal sole dal piazzale, dove non c'è più la funivia. Una con in mano un tappo di collo mozzato dicendo : è vostro? Non so, venga dentro che verifichiamo

La brianzola dopo 10 gin&tonic mi dice che sono Riccardo Fogli. Sanremo è Sanremo, ma non esageriamo. Caso mai Richard, se no prendo in braccio un armadillo come Steve.

Tina, il giorno dopo, ad Aosta una ragazza mi ferma. Ciao. Era proprio Patsy Kensit. Ma era con le bimbe. Non ha osato versarmi addosso neanche un calice.

Dommage.



Vanno forte i gin & tonic d'autore al Bar del Armadillo.
Armadillo vino vivo è anche cucina, va ricordato

Vanno forte i gin & tonic e vanno rotti una media di bicchieri -a sera- impressionante.
Il sacco del vetro della differenziata può contenere bottiglie, ma con le schegge di vetro che fai?

Snackiamo già dalla sera prima

C'è un nuovo sciampo da farsi, quasi quasi


Giornata bellina

Lui se la ride comme d'abitude
Si, è Walter Massa. Ha portato da bere dei suoi, persino la Pertichetta.

Cominciamo

Arrivano rinforzi dal Dandelion, ristorante di cui sentirete molto parlare

Visto così non ci crederete, ma Paolo, Paolo Bariani, è stato chef de rang da Cracco.
Anche qui si fa rispettare. Dopo quello che ha visto e vissuto in quel sottoscala milanese qui è tutto in discesa.

Da MorgeXXX e dintorni, roba buona per aprire il discorso, verso ore 11

Dandelion è il luogo centrale dell'evento, nel senso che ci sta dentro come l'hamburger in mezzo a due fette di Armadillo Bar.

Stefano Lunardi, the cheese man

Dandelion, Courmayeur La Palud

Marcello Gado e Filippo Oggioni cucineranno per 28.
Due contro 28, però il curriculum del duo è talmente spesso che arriva ancora prima del risotto


Premi e cotillon

Mise en place

Pour s'amuser, ancora giù al bar degli Armadillo.
Le foto sono un po' mescolate, Mixadillo.
Vitello tonnato d'autore, ça va sans dire


Stefano di Francesco:Fumin e Petit arvine haute de gamme, però te li spiega come Maurizio Milani

Menù

Tavolo centrale, con tutti i Terroirs Sauvages a disposizione.
Sta a te capire la differenza tra un Timorasso di Walter un Sauvignon New Zeland
Sebastiano Angelini, il poeta declama (la poesia Bordo' è iconoclastica), Yanez e Ciciuxz decantano.

Il Quizzone 2017 si vince indovinando alla cieca un Costa del Vento -Timorasso- 2003, di Walter. Bottiglia proveniente dalla collezione privata di Luciano Angelini.


Il batsoà come a Borgomanero,-anche meglio- con salsa verde e insalatine Terroirs Sauvage

Terroirs Sauvage

Cuisine de Montagne

Ripasso

Una polenta conciata. Cuisine de Montagne

Beh, qui la vedi la mano di quei due. Persino estrema la cottura della Canard civilizzata, per nulla sauvage

Ok, la chiudiamo qui con la tartellete di fragola e crema di nocciola.
Vini ce ne sono ancora. Oggi molte ragazze all'Armadillo Meeting. Si beve poco, si sta attenti.

Armadillo Bar



E che non si dica che agli armadilli meeting manchi qualche cosa
Grazie a Luciano Angelini, Alessandro Maggiori, i loro collaboratori al Bar Armadillo Vino Vivo, lo staff del Dandelion, Cristina e i le sue collaboratrici all'Hotel Dente del Gigante ... insomma c'è stato bisogno di tutte queste belle persone per uscirne vivi.



Insegnavo tennis a gratis alle amiche del Generale in Val Ferret. Ritrovare Fred Perry non ha prezzo.



lunedì 24 aprile 2017

La Buona Cucina marinara nel nuovo Sogno di Timi


- del Guardiano del Faro -


FINALE LIGURE MARINA - Questa è proprio roba da guardiani dei fari. Non so se si può dire al plurale, comunque accendiamo le lampadine e mandiamo messaggi amici.

La Buona Cucina marinara ha trovato un nuovo indirizzo. La vera cucina marinara, quella che ti fa salivare, bere più del giusto e anche -Finalmente- fumare un Cohiba seduto sulla sabbia, guardando l'orizzonte, pensando di essere il re del niente. Il risoluto poeta della cazzata.

Quella sensazione anni '70 che ti faceva partire dal Piemonte e dalla Lombardia per andare al mare a mangiare questi sapori, quelli che prima del Turchino non esistevano: dopo peggio.

Nulla di creativo o di curatissimo nella presentazione del piatto. Questo è il sapore del rustico non ristrutturabile,

Qui il piatto sa di quello che ti aspetti. Nel vecchio Sogno Timi aveva preso 14.5 da Raspelli.

Qui rischia il 15, proprio perché ha fatto un passo indietro ed è andato nella direzione che gli suggerisce questa nuova collocazione (locale aperto da una settimana), direttamente nella via centrale di Finale Ligure, o come dicono alla Stazione F.S. Finale Ligure Marina.


Due sale, arredate proprio come te lo aspetti, anche se diverse. E poi un dehors piazzato a triangolo, in mezzo ad un trivio pedonale, sicuramente preso di mira dai primi chiari di Luna. Entri e -chi lo ha provato lascerà una lacrima- entri e senti il profumo dei migliori ristoranti spagnoli lungo costa Mediterranea anni '80, quelli affollati di clienti e di entusiasmo. Senti un profumo che mette appetito.


Guardo anche negli altri tavoli. Sono una quindicina i coperti coperti in un giovedì a pranzo. La gente, anche anziana, mangia parecchio, stimolata da una carta semplice e diretta. Gli uomini si nutrono di gamberi crudi o cotti. Le signore gradiscono ugualmente i gamberi, ma intiepiditi in una salutare passata di finocchi. 

I fritti vincono sempre, le acciughe tambien. Un milanese che vuole il branzino lo trovi sempre, e quindi lo devi avere, perché non si fida nè del dentice nè del morone, sto besugo ... eppure qualcosina a disposizione ci sarebbe per cambiare gusto.


Dettaglio della sala principale 

Quella più interna, più borghese

 Il mio tavolo al sole. Anche per il futuro, voglio mangiare solo a questo. Tavolo gdf

 Chablis Alto Atesino

Focaccia, ok, ma è quello scuro, ai sette cereali che non ha timore di confrontarsi con nessuno. Buono anche quello bianco. Qui il pane, la focaccia -e pure la pizza nell'altro locale di famiglia- sono considerati prioritari a tavola 

 Bello, rustico e buono. Certo, già immagino le foto su TripAdvisor ... questo sembrerà una roba difficile da gradire e guardare. In epoca di foto ai piatti, un po' tutti hanno cercato di migliorare la presentazione dei piatti, ma qui -per scelta credo-non si va per il sottile. Qui conterà di più il passa parola, il passaggio pedonale e il parere di qualche food blogger non troppo fighetto.

 Polpo, patate, fagiolini verdi. Profumo di aglio e prezzemolo.
Persino troppo cotto per i parametri di oggi.
Ma, detto tra noi, mi sono abbastanza rotto di polpi gommosi o giustiziati sommariamente su una piastra dopo il solenne passaggio in busta, roner e bassa temperatura. Il polpo un po' sfatto non sarà da stella Michelin ma si mangia più volentieri di quelli tignosi o duretti, fatti passare per "croccanti".

 Pietro Genduso, macchina da guerra in sala. Ne può tenere a bada anche un trentina da solo.

Lo spaghetto con pomodorini Pachino (sbucciati) basilico, succo delle teste del gambero e battuto delle code dei gamberi stessi. Leggermente piccantino e con quella sensazione crumble che invita a proseguire. Porzione per me inarrivabile per quantità, ma ci stavo riuscendo prima che il mio senso di colpa vincesse sul palato. 


La zuppa di pesce. Il brodo vale di suo già parecchio. Il filetto di gallinella spinata trova il suo giusto luogo dove nuotare ... e poi, vongoline, gamberetto, cozza ... e quello che c'è oggi in pescheria, parecchio. Il pane scelto è quello giusto, quello migliore, ai sette cereali.


Esattamente come negli anni '70  e '80
Un pasto veramente marinaro, quello che ti lascerebbe troppo, anzi parecchio, va chiuso con il sorbetto cremoso di mela verde e Calvados. Stacco e vado a fumare uno Eplendidos seduto per sabbia. Sambuca dopo.


Questo sarà il piccolo spazio apparecchiato all'aperto dai primi calori estivi. Cinquanta metri avanti sulla destra, si sta profilando un'altra novità di rilievo a Finale, che va già inserita in questo post perché Timi secondo me ci ha preso di nuovo bene mettendo in campo questa cucina estremamente di pancia al sole.

Li avanti, in un elegante locale dai toni chiari ton sur ton è arrivato Luca Collami, ex stella Michelin al Baldin di Genova. L'ultima stella che ha visto Genova. Luca è li da pochi giorni e, da una prima visione della carta, farà quel che sa fare, puntando di nuovo una fiche sulla rossa. Insomma, si sa, più ce n'è è meglio per tutti, senza gelosie. Langa insegna. E se diversi tra loro meglio ancora.


Il Sogno
Via Roma 45
Finale Ligure (SV)
Tel 019 695472

Ho scoperto che un delatore di TripAdvisor si è preso questo stesso avatar per identificarsi.

gdf, diffidate dalle imitazioni :-)