venerdì 7 marzo 2014

Cicale Cicale Cicale

del Guardiano del Faro

Non c’entra niente Heather Parisi con Davide Cannavino, che probabilmente non era manco nato quando la show girl americana ci martellava le orecchie con quella canzoncina sciocchina, ma lei era tanto carina, anche se parlava e sembrava alta quanto Don Lurio.


Quelli oltre il Turchino restano la migliore soluzione a chilometro dieci dal temuto valico appenninico, breve tratto di Aurelia inclusa, che comprende un paio di intrattenimenti da non sottovalutare se siete in anticipo sull’orario di apertura de La Voglia Matta.


Praticamente uno di fronte all’altro troverete la notissima pasticceria focacceria Priano, dove, una volta abbattuto il muro di gente che aspetta lo sforno della focaccia come i gatti aspettano due acciughe al porto  -se i pescatori gliele lanciano- arriverete finalmente al vostro trancio di focaccia da mordere : una delle migliori focacce alla cipolla (o bianca) di tutta la Liguria.


Di fronte, invece, o poco più in là del passaggio pedonale, il bar Luigi è un posto che da fuori sembra come tutte le altre vinerie di Voltri. Ma quante vinerie ci sono a Voltri? Belìn, questi bevono come dei secchi. Per capirlo, e per non avvelenarsi con cancaroni marsalati, il bar Luigi rappresenta una bella soluzione, quanto imprevista.



La gestione famigliare si presenta apparentemente dimessa di fronte all’avventore sprovveduto -pure lui solo apparentemente dimesso- che entra munito di Nikon e di parecchia sete. Alla richiesta di un prosecchino queste due (le due gentili signorine di generazioni diverse che stanno dall’altra del banco), rispondono estraendo dal cilindro un calice di cristallo alto venti centimetri serigrafato Berlucchi per versarci dentro Cà del Bosco (!?!) Per noi il prosecchino è questo. E insieme ci mettono anche due tranci di focaccia calda al formaggio, e altre due con le famose acciughine di Voltri, al verde, e all’aglio. 

Eh belìn, e allora si fa lunga la strada per arrivare da Catia e Davide, che, ve lo ridico, non sono né fidanzati né sposati. Tutti a fare illazioni, ma vi garantisco che si scambiano solo gli estratti conto e non altri liquidi; sono solo buoni soci, che oggi è già tanta roba.

Il fidanzato di Catia (si scriverà con la C o con la K?) l’ho conosciuto, e ci siamo pure sciabolati una bella bottiglia di bollicine. Il personaggio è simpatico, ma ha anche il fisico, quindi pretendenti e perditempo astenersi, se no posso intuire che l’amico possa sciabolare anche di mal rovescio.

Altre persone che perderebbero tempo, non con Catia ma con Davide, sono i rappresentanti della Marr, di Longino, di Selecta, di Gaja ecc… perché Davide continua nella sua ricerca di prodotti del mare e della terra in maniera individuale, senza ricorrere agli aiutini.

La sua cucina continua quindi ad essere quella di un ragazzo che possiede un senso del gusto equilibrato, ma con il “palato spostato” (copyright Cauzzi) verso l’acido amaro, che è una bella cosa se hai imparato a dominarne le asperità.

Cicale cicale cicale rappresenta invece la sintesi di un piatto che sta insieme con due ingredienti: la cicala di mare e la pasta all'uovo fresca alla ligure, che è la più avara possibile sulla quantità di uova presenti in rapporto alla farina. Ecco, passi il Turchino e da quaranta tuorli per chilo di farina ostentati con orgoglio e dolori alle braccia dalle sfogline piemontesi, ti rendi conto che ne bastava uno di uovo ad un sorridente cuoco ligure per far stare insieme un chilo di pasta fresca per ravioli, e pure buonissimi.

Ravioli di cicale di mare, in brodetto di cicale, con ragù di cicale


L'amico Lido Vannucchi (il fenomenale fotografo lucchese food & wine dall'Alighiero accento) dice che me la posso cavare benissimo da solo, ma qui proprio no, e vorrei proprio vedere come se la caverebbe lui a La Voglia Matta, dove il problema non credo resti sempre e solo mio, io che non ho ancora trovato la taratura della Nikon, perché è evidente che con questa luce, questi colori e questi riflessi non sono mai riuscito a fare delle foto decenti, ma che non ho neppure ancora trovato il coraggio di chiedere a Catia e Davide di cambiare l’illuminazione del loro giocattolo così colorato e divertente, così com'è, come potrebbe essere in ogni strada, ma com'è invece solo in questo vicolo.


 Si beve molto Armadillo's style qui, dove il Prosecco è questo, quello col fondo.




L'ostrica gdf, e cioè con Sambuca. Profumo accentuato dal finocchietto.

Orange wine più che gialla

Qui ci vuole l'ovarius, una volta privata la bottiglia dai grappoli in sospensione

Quello al curry rimane il mio preferito, perfetto col vino


Panissetta liquida di ceci con lumachine di mare al pomodoro e peperoncino.

La risacca di Voltri. Ovvero, acciughe marinate nel sale, verdure dolci, erbe e zuppa di limoni grigliati.

Quando mi presi, nel '91, l'epatite A-limentare, era appena più scura

Triglia, foie gras, spinaci, ceci, crumble, cipolla.

Hanno ucciso il coniglio !

Barracuda in jus di vitello. Radici dolci e amare

La compressione ligure, di cui spero se ne riparli anche altrove una volta messo bene a fuoco...

L'abbinamento Armadillo, con un Genepy d'autore

E per finire in freschezza un metodo classico da uve Nebbiolo

Sciabolato da me. Salvati tre bicchieri, e tre camicie.

gdf 2012






14 commenti:

  1. Grande Davide!Persona sicera,vera, e davvero uno dei pochi meritevoli cuochi di ricerca nella Pesto Town.

    TMC

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  2. Descritto e raccontato rende ancora un po di più
    Franck

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  3. Ho fatto fatica stamattina a restare seria leggendo questo post, non ce la faccio, devo salire la sciarpa sulla bocca....
    Alba

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    1. Da queste parti tra il red e l’orange ho abbassato la mascherina, ma qui è ancora carnevale, detto col massimo rispetto per il novello sciabolatore, che pur amando i vini “pronti da bere” dovendo scegliere Nouveau, lascia il Beaujolais per l’Art.
      Liberty 50&50

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  4. beh, che dire..è la mia tappa fissa quando "desarpo" dalla Vallée nella Belìn City.!

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  5. Chissà che ne pensano i cuochi recensiti in questo modo :-)))
    Beppe

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  6. Credo la prendano bene, specialmente quelli che colgono la palla al balzo e girano i contenuti su facebook facendo schizzare l'arto verso l'alto all'armadillo ;-)

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    1. che ringrazia gli zii, Diego Armando Maradona Vs/Equitalia e i Dire Straits
      Pippi (così Marco è contento)

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    2. Beh, se fuori dal tunnel in attesa di cicale, mi appare Giuliet Calzelunghe, non posso che sentirmi un Aristogatto contento.
      Chissà se Pippi esiste o, come me versione gdf mezzo toscano, è solo una replicante…speriamo di no.
      Romeo 50&50

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  7. Grande ristorante, grande chef... e grande servizio !

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  8. Son sempre io, il rompi.....
    quella con le lumachine è panissa, non "panissetta". Le panissette sono strisce di panissa fritte
    bene il decanter, ma deve proprio essere a forma di "pappagallo" (inteso come pitale)? Con quel liquido, poi...
    Una domanda: le acciughe "marinate nel sale"...sarebbero?
    P.S. Finalmente un pò di sole. Vado su a iniziare i preparativi per l' apertura.
    Buon w.e.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Reparto urologia su decanter da liquidi da vescica sofferente, ton sur ton su creme di ceci assortite, creme di orange wine nel vetro.
    Le acciughine marinate sarebbero delle acciughine diliscate e poi messe via mezzora nel sale, poi lavate e servite.
    Cosa apri?

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  10. La panissa in piemonte è un risotto.
    Giorgio

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