lunedì 24 dicembre 2012

Pommard Comte Armand



Rubino ancora brillante, rarefatto e fatalmente torbidino per la fretta che ha sconfitto l'attesa; antico, profondo, sotterraneo e appena unghiato di sottobosco. Di tartufo e di lampone; di laggiù, anche dove non maturano le fragole. Fuorviante per chi venga a cercare la costa di sopra, perché è quella di sotto che ha sempre marcato il territorio facendo le veci dei nobili cru più a nord. Alla sua maniera, senza esasperazioni, senza sfacciataggini ma con la discrezione del contadino schivo e sospettoso; in questo modo, come un cavallo sul suo percorso, come un cane da tartufo sul suo terreno, consentendo di morder solo un mirtillo maturo se hai avuto la costanza di dargli attenzione fino alla fine. E’ di grande annata a Pommard. E' di grande fama il produttore. Il tannino è giusto, l’alcool infuso, l’acidità fresca. Inizia vecchio e finisce giovane. Finisce in gourmandise in meno di un'ora e ci ricorda che un tempo la Borgogna en rouge si identificava con questo Villaggio: Pommard. Solo un Village, neppure Premier cru, nel Villaggio privo di Grand cru.

- gdf 2013 -

domenica 23 dicembre 2012

Maresol


- gdf 2013 -


E' nuovo, anzi, rinnovato. Completamente rinnovato.
Si trova sul soleggiato lungomare di Bordighera, dove anche tre giorni prima di Natale si può pranzare all'aperto in maniche di camicia. Si chiama Maresol, e mai insegna si è dimostrata più aderente alla realtà. La carta è molto vasta: carne e pescato fresco si contendono le scelte. Gradevole anche all'interno ma con giornate così perché perdersi la possibilità di prendere un po' di sole in faccia mentre in cucina preparano qualche cosa di stuzzicante?

Un tavolo all'interno

E uno all'esterno


Focaccina al pomodoro confit

Tre tipi di pane e grissini, tutto molto fresco e croccante

Un calice di bollicine " da spiaggia"

Voleva solo una foto: accontentato!
Zuppetta di calamari, moscardini e porcini.

E' arrivata una "gallinella" dal forno...

... servita con patate e carciofi

Tre bignè fritti e farciti di crema pasticcera!

Maresol
All'inizio del lungomare di Bordighera, vicino ai principali hotel

- gdf -

sabato 22 dicembre 2012

Qualche Barbaresco...

 - gdf 2013 -

Mah! Ieri sera qui c'era un post al posto di questo, ma stamattina non l'ho più trovato. Niente di che, si parlava di stargate, grandi Champagne come un Winston Churchill 2000 e qualche recente Grand Année di Bollinger. Ma stamattina quel post non c'è più. Bha! Lo stargate dei Maya me l'ha spostato in un'altra dimensione? Oppure è stata l'Ape Maya?

Comunque, non avendo più né testo né alcune foto ho recuperato queste. Mi spiaceva disperdere qualche nota relativa a questi vini di Barbaresco che sono stati veramente straordinari nel bicchiere. Prima di tutti il mio affezionato Falletto Asili 2004, che si è ancora molto aggressivo di tannini ma già molto meno di alcool, veicolo che porta al naso finissime sensazioni di ribes, lampone e kirsch. Molto più opulento e sul frutto carnoso il Roagna Asili 2006. Un vino grande, veramente cattedralico, quasi spaesante, baroleggiante. Così come suo cugino in magnum (Crichet Pajé), ma in annata 2000. Dicevo nell'altro post. ne hanno imbottigliati solo 300 magnum, veramente pochi per dissetarci, perché va così in progress da lasciare senza troppi riferimenti quando la bottiglia  sta per finire, mentre lui continua a cambiare, fino all'ultimo sorso.

In queste condizioni, un Ovello 1999 (magnum) fa la figura del contadino rustico ma dignitoso, mentre il Bric Balìn Moccagatta 2001 (magnum), soffre ancor di più lo spessore e le verticalità di quei tre campioni della denominazione, per una volta senza temere il confronto con molti Barolo di alta gamma. E adesso vediamo se l'Ape Maya mi farà un altro dispetto.

- gdf -

giovedì 20 dicembre 2012

Il correttore di bozze

La Corsica dal faro: 19/12/2012 ore 07. 55

- gdf 2013 -


Quando fa così mi invita a partire. Mollare tutto. Salpare e partire. Invece ieri, e anche oggi, prima di andare al pranzo in onore di Big Franck, mi è toccato e mi toccherà di fare il correttore di bozze. E che bozzona, ecchecappero! 120 mila battute più una copertina da ripensare, quasi interamente, e non sto parlando dello spessore, che non sarà certo questo, ma c'è qualche cosa nelle proporzioni che non mi quadra. Lo spessore sarebbe meglio averlo dentro, ma anche fuori: come si dice, una copertina robusta e una rilegatura tenace, questo prima di tutto.

Ok, però riuscendo anche a lasciarci dentro pochi refusi non sarebbe male. Si, non ci sono più i correttori di bozza di una volta. Altre banalità? No, è vero, i correttori di bozze costano parecchio e poi non ti garantiscono l'assoluta precisione. E poi? e quelli che interpretano? Manco fossero traduttori invece di correttori. No, hai visto l'altra volta? Proprio sotto Natale, bastarda la storia che si ripete. Alla fine a chi toccò l'ultima? A me ed a Andrea, sotto e sopra Natale, con l'angoscia di sbagliare ancora dopo il lavoro degli altri, con il peso di una dedica improvvisa a Franco, con la responsabilità di non fallire dopo un anno di lavoro.

Ma si, questa volta la voglio prendere più easy, io ci provo, lo so che sarebbe meglio lo facesse un altro, un'altra, ma non voglio dare la colpa a nessuno, così se alla fine, quando la seconda bozza, non questa, la seconda, dicevo, quando la seconda sarà pronta, uguale alla finale, quando mi toccherà di mettere una firma e liberare lo stampatore dalla sue responsabilità... fatto quello, se ci sarà ancora qualche cosa che non va potrò solo dire: questa l'ho fatta io.  Beh! E che sarà mai.. mica la fine del mondo.



- gdf -

 l' Alba dal Faro: 20-12-2012 ore 07.45



mercoledì 19 dicembre 2012

Franck The Big One : un anno fa


Come adesso, un anno fa. E continua a mancare. Non c’è niente da fare. Non sono più andato in Francia, non sono più andato in Spagna. La scusa è che ho avuto da fare in Italia, ma in realtà di prendere la macchina da solo e farmi 1000 chilometri per una lepre a la royale in Provenza o 2000 per ritirare una cassetta di vino in Borgogna è una cosa che non mi viene ancora voglia di fare. Figuriamoci andare sulla Costa Brava o giù di li.

Niente, ancora non ci sono con la testa: senza i silenzi del mio fedele scudiero non trovo né la voglia né le energie mentali per affrontare le belle autostrade  francesi o i lunghi litorali spagnoli. Senza quello che riusciva a mediare tra i miei alti e bassi, tra i miei eccessi e le mie cadute, rimango troppo alternato, su e giù di umore e di intenzioni.

Mi mancano quelle occhiate trasversali quando io la sparavo grossa, quelle battute di risposta che sembravano ingenue ma nascondevano un ironia genovese dove il sarcasmo e il fatalismo finivano in un sorriso dolce, mai amaro. Anche quell’indice che si passava sotto l’orecchio mentre guidava, che gli serviva per rimanere sveglio e continuare a guidare per altri 500 chilometri se necessario.

Ma non era necessario, avevamo solo voglia di farlo e basta. Per trovare una soluzione a piccoli problemi in realtà inesistenti, parlando di vino, di cibo, di donne; nell’ordine inverso di importanza secondo il suo credo.

Quell’involucro che non si sentiva suo, bambinone vizioso, conseguenza di una scelta fatta chissà quando. Non so, io non c’ero. Ma da un lato sono felice di aver fatto in tempo ad incontrarlo e a condividere otto anni di un'amicizia in viaggio tra tavole e cantine d'autore. Dall’altro lato mi arrabbio, perché ancora non ho trovato la soluzione. Io che penso sempre di poter fare a meno di chiunque, e invece no, invece continua a mancare, e ancor oggi, fatalmente, non saprei a chi dire: togli i Led Zeppelin e metti i Creedence. 


- gdf -

martedì 18 dicembre 2012

Antica Osteria del Ponte | Barbaglini e Santin - seconda parte -


 - del Guardiano del Faro -

Seconda parte, solo il menù con un finale a sorpresa...

Sono tre i tipi di pane, più la focaccia e i grissini. tutto impeccabile

Un piatto di Ezio: cous cous di cavolfiore, gamberi e cappesante marinate e poi appena scottate, fine gelatina di limone di Amalfi.
Abbastanza moderno?

Gonet e Barbaglini: ormai un matrimonio più che virtuale

Un piatto di Fabio: scampi arrostiti su panna all'aceto, rape e cipollotti.
Per continuare su una rinfrescante nota acida, dopo il limone, l'aceto.

Un piatto di Ezio: la ricca Crème brulée di foie gras e spuma di mele.
Cremoso, sapido, croccante, acidità di frutta 

Al bicchiere, qualche cosa di molto strutturato per reggere anche il prossimo.

Gran colpo di Fabio: ravioli di cipolla, noce moscata e Castelmagno, latte di topinambour. Pieno e coinvolgente.

E gran risposta di Ezio, molto anni '80 come presentazione, ma molto buono questo taglio di maiale nero, marinato, cotto a bassa temperatura e poi scottato. Classica "garniture" di verdure al dente e stupenda riduzione esotica: soja, zenzero ecc...acidità netta ed elegante, anche qui.

Ci vuole un dito di Amarone...

Una vera "Barbaglinata" questo scalogno con camomilla, tegola di sesamo nero, arancia e golosissima salsa Royale ( foie gras ). Il Ponte arcuato tra il dolce e il salato.

Dolce molto "dolce" questo bicchiere a sorpresa di Maurizio Santin...

Più leggera e vivace questa riproduzione di una Sacher, veramente invitante e opportuna...

... perché ci consente di spostare il discorso su un prossimo progetto sul tema dei Vini dall'Accento Inglese...

E infine un "barba-trucco" 


Ma non finisce qui perché nell'altra sala trovo questi due vecchi compagni di merende. Paolo e Mirco, due genovesi per nulla avari, anzi, questi due hanno girato più ristoranti di molti critici gastronomici o sedicenti tali, oltre ad aver partecipato a non so neanche più quanti meeting di VG. Inoltre questi due hanno seguito Fabio in TUTTI i locali dove ha lavorato: Caffé Groppi, La Gallina, Locanda Canevari, La Cassolette ed adesso eccoli anche qui. E' stato un vero inseguimento il loro, come il mio del resto. Star dietro a Fabio è stata dura. Con loro sarà inevitabile finire con un gin tonic, ma non prima di aver ringraziato questo filo di corallo.

...Salvo rivedersi in un Bar di Abbiategrasso per un aperitivo e decidere dove andare a cena ...




E per chi volesse scongiurare la fine del Mondo ci sarebbe anche questo per passare la serata di Venerdì 21 Dicembre 2012, e non intendo l'ottimo Martini Cocktail e la deliziosa bar-woman sullo fondo.

-gdf-

http://www.anticaosteriadelponte.it/

1985, la mia prima volta oltre il Ponte: la butto li una Hit tra le prime 5 dell'anno per Billboard?
Nel tardo pomeriggio, appena arrivato da un pranzo mi trovo questo!



lunedì 17 dicembre 2012

Antica Osteria del Ponte | Barbaglini e Santin -prima parte-


 - del Guardiano del Faro-


Visto che giornata? Eppure, nonostante i cumuli di neve, un velo di nebbia, il freddo pungente e l'atmosfera malinconica distesa lungo i ponti sul naviglio; nonostante tutto questo a Cassinetta di Lugagnano ieri era festa. Grande festa in occasione della performance a quattro mani di Fabio Barbaglini ed Ezio Santin, anzi, alla fine sono diventate sei le mani, grazie all'intervento di Maurizio Santin al momento di celebrare il rito dei dessert.


Arrivo presto, arrivo un po' prima, per godermi il clima magico che circonda il Ponte più famoso della ristorazione italiana. Mi ambiento prima di fuori che di dentro. Non c'è ancora nessuno, apparentemente, perché in cucina stanno lavorando in molti sulla Molteni, in attesa di chi arriverà. Per un momento mi preoccupo. Ma chi arriverà fin qui oggi? Con questo clima, con questa visibilità, con quelle stradine infide che nonostante siano state messe parzialmente in sicurezza rispetto ai gloriosi anni '80 continuano a necessitare di grande attenzione per uscirne senza la fronte sudata.


Con i navigatori satellitari non va meglio di un tempo, quando ogni volta che me ne andavo di qui riuscivo a percorrere strade diverse, imboccando caselli diversi, senza mai ricordarmi la strada più breve o quella più comoda. Mai! Neanche ieri. Per oziare pigramente lungo le stradine, andando piano, per prolungare il piacere. E chissà quanti come me, perché alla fine, la più grande sorpresa è stata quella meno probabile in una giornata così cupa e nostalgica, e cioè registrare il tutto esaurito.



Sold out a Cassinetta. L'evento ha colpito nel segno, nonostante la giornata, nonostante il menù fisso (molto valido) e nonostante il prezzo, ampiamente giustificato dalle materie prime e dal valore aggiunto portato dal genio di due grandi cuochi di due epoche diverse. Epoche diverse e stili diversi che però parlano la stessa lingua, quella della concretezza, della raffinatezza, dei sapori precisi e concisi, dei vivaci contrasti e delle armonie non scontate.


Luca Bertana, il giovane sommelier già visto all'opera a La Fermata di Alessandra e al Piccolo Lago di Verbania Fondotoce, ora qui a Cassinetta di Lugagnano.

La mia "Guida per un giorno" attraverso il menù degustazione e i progetti per il prossimo futuro, Paola Alghisi: responsabile relazioni pubbliche dell'Antica Osteria del Ponte

Il menù del giorno ( le immagini dei piatti nella seconda parte del report)


E' stato come vivere un match esibizione, come se un vecchio leone dei campi da tennis avesse affrontato amichevolmente un più giovane collega, ma senza soffrirne lo stacco generazionale, perché entrambi in grado di sfoderare colpi che possono mettere in dubbio le capacità e le tattiche dell'altro. Tecnica e senso del gusto. Buon senso e fini provocazioni che hanno soddisfatto il vasto pubblico ( una cinquantina di coperti ho contato...) che alle 17.00 cominciava a lasciare a malincuore "La Cassinetta". Vecchi clienti dell'Antica Osteria del Ponte di Ezio. Vecchi clienti del Caffè Groppi di Trecate di Fabio. Clienti che hanno condiviso le tavole di entrambi gli chef negli anni scorsi e che se li sono trovati insieme per questa giornata da segnare e sottolineare sul calendario o sulle agende, quelle giornate da rileggere più volte per farne emergere le diverse sfaccettature e i molti significati. E da domani tocca a Fabio: il passaggio di consegne sembra definitivo, ma sotto sotto io spero di no, perché da un lato ritroveremo in carta i classici di questa tavola, e dall'altra perché non ripetere una volta l'anno l' evento?  Magari proprio sotto Natale, con le famiglie e gli amici che si scambiano i regali e gli abbracci dopo un'altra piacevole giornata vissuta lungo il Naviglio dei Gourmet.


- Fine prima parte -