domenica 18 novembre 2012

Adesso ho capito!

Rileggendolo, si eccolo :" Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata."

- gdf 2013-

2 commenti:

  1. ma che k. scrivi!?!

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  2. “Kafka riesce a conferire un valore universale ai propri incubi e alle proprie angosce, parlandoci della crisi della nostra civiltà, della solitudine, dell’incomunicabilità e dell’alienazione dell’uomo contemporaneo, dell’assenza di significato e del senso di estraneità che prova l’uomo moderno, dell’oppressione generata dalla burocratizzazione fredda ed impersonale dell’esistenza, un ingranaggio che stritola qualsiasi possibilità di vita autentica.”

    Lei non sopportava i rumori provenienti dal piano di sopra e reagiva con le parole a quello che le sembrava un sopruso e venne denunciata per stalking, le dissi mamma ci sarà un processo, mi rispose venderemo la casa patteggiai per evitarle/mi la vergogna accettai l’inconcepibile.

    m.

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