mercoledì 3 giugno 2015

VISCONTI SI NASCE



Marco 50&50 (solo per oggi 55/45)

Nella vecchia trattoria…c’è un orto, c’è una veranda per cenare all’aperto, c’è una saletta conviviale dove poter trascorrere piacevolmente qualche ora in compagnia dell’editore e di nobili di vario genere, ad esempio.


 






C'è un crostino con l'anguilla e uno con la ricotta che ha scelto di accoppiarsi con lo strachitunt, DOP della Val  Taleggio, un altro con mortadella Bonfatti, uno degli ultimi salumifici produttori della la Mortadella Classica, Presidio Slow Food che distingue questo prodotto, assolutamente artigianale, dalle altre mortadelle, un ottimo benvenuto accompagnato da un calice di bollicine.



C'è un uovo, di giornata, da gallina stanziale, l’uovo, ovoidale ma stratosferico è presentato su un letto di polenta, con asparagi d'Albenza e germogli di bruscandoli o apici del luppolo, comunemente chiamati asparagina, nel piatto anche dei germogli di vitalba, rimedio, nei fiori di Bach, per chi sogna ad occhi aperti e fugge dalla realtà, che mi abbiano scoperto...




C'è un bel salmerino gratinato con pane&semi di girasole ed erba silene, (gli stridoli del tosco/romagnolo) molto ricercata in gastronomia e tra le migliori erbe commestibili.




Dopo il benvenuto della cucina e un paio di piatti alla carta, di seguito, il menù tradizione, c’è il pane a fette lavorato con lievito madre, c’è un grissino dopo l’altro…
Gli anni, solitamente, non si dicono, ma quando sono pochi si, come il prezzo, giovane, di questo menù proposto a euro trentaquattro che inizia con una selezione di salumi nostrani e il tipico salame bergamasco, torta salata con Agrì di Valtorta (formaggio della Val Brembana ed ennesimo Presidio Slow Food) e tiepide verdure in agrodolce.




Ci sono i "da sempre in carta" Casoncelli della nonna Ida, ravioli di carne come da tradizione della nostra famiglia con burro salvia e pancetta.
Provare per credere, una volta provati, a piatto appena terminato, sale la nostalgia, sarà il ripieno, sarà la pasta di consistenza ”bergamasca” ma senza eccessi, sarà che salvia e pancetta, croccanti ma non bruciacchiate, non sono così facili da replicare, sarà per questo che non mancherò di riprovarli al più presto, “al più tardi” entro un mese effettuerò un altro pit stop.



Cè il piatto Expo, Uselì scapacc
Polenta del nostro mais salsiccetta e involtini di vitello con puntaggine e pancetta



C'è una splendida crostata con crema cotta e fragole

C'era una volta la trattoria di una volta...
...quella di oggi è l'evoluzione ad andamento lento, direi Slow, della trattoria e del concetto stesso di trattoria, per cui prodotti del territorio, piatti di soddisfazione, il Q/P che pende a vantaggio del cliente, anche per il sostegno della Q di quantità, prezzi a misura di portafoglio anche se il portafoglio non è di misura extralarge, ricerca di materie prime della classe ma non saccenti,  proposte di erbe, inconsuete per tante tavole, attenzione alle temperature di servizio, piatti che utilizzano presidi Slow Food, la carta dei vini che consente di divertirsi e che lascia spazio anche a piccoli produttori, l'orto, le galline dalle uova d'oro, la possibilità di cenare all'aperto in un bel contesto, la corretta distanza tra tavoli ben apparecchiati, la zona indoor dagli spazi armoniosamente distribuiti.
Cheese, un sorriso per la foto ricordo e uno per la possibilità di poter scegliere formaggi non banali, basterebbe questo per tornare, volentieri, e volentieri riscrivere, ma, quando ho scritto il post “l'agnello maculato”, nutrimento per l'animaletto texano, mi ero reso conto, ma non volevo sbilanciarmi, di essermi imbattuto in qualcosa di insolito, così sono tornato, per sbilanciarmi in perfetto equilibrio:
Alla Trattoria Visconti di Ambivere, c'è una famiglia che ama il proprio lavoro e che lavora bene, questo il cliente lo sente, si spengono le luci e inizia un film che  "ci prende" fino ai titoli di coda.
In sala e in cabina di regia, un numero dieci di quelli sui quali la squadra può fare affidamento quando il pallone scotta tra i piedi, gentile, attento, competente, preparato perché ci crede e non per aver imparato la lezione, cordiale ma al suo posto, sorridente ma non "amicone", disponibile perché la disponibilità rientra nella sua missione ma soprattutto nel suo modo di fare, attento, mai invadente, anche nella postura, anche per la distanza fisica che lo separa dal tavolo del quale si sta occupando, propone, non istiga, ascolta, memorizza, è chiaro al telefono, nelle risposte alle mail, quando descrive un piatto o un vino e quando, senza forzare, a domanda risponde, dimostrando competenza pur nascondendola col garbo, non sbaglia un pallone.
Ne ho visti tanti, ma come Daniele Visconti ne ho visti pochi, credo sia incedibile, chi ha in casa un fuoriclasse se lo tiene.



M 50&50

8 commenti:

  1. Ancora una volta mi colpisci al cuore ... facendomi rivivere le stesse emozioni che provo ogni volta!
    Grazie

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  2. Ancora una volta mi colpisci al cuore ... facendomi rivivere le stesse emozioni che provo ogni volta!
    Grazie

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  4. Passione , amore e rispetto per la materia prima , son certo che presto arriverà la prima , delle tre , Stelle .

    Valerà qualche cosa il parere di un professionista del settore .

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  5. Michela Brivio9 giugno 2015 14:31

    Potremmo condividerle certe esperienze visto che amiamo gli stessi posticini

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    1. Un mini Armadillo meeting in terra straniera, magari...in fondo ci manca solo l'acqua del mare, il vino non manca...

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    2. Michela Brivio10 giugno 2015 14:24

      Magari...

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