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giovedì 14 marzo 2013

Piccolo Lago | Marco Sacco - seconda parte -


del Guardiano del Faro


Nella seconda parte ci saranno solo i piatti e i vini abbinati dal brillante sommelier, ma prima di tutto gli ironici aperitivi, ricordandoci che l'aperitivo biondo che fa impazzire il mondo è originario di Crodo, quindi non lontano da qui; e che uno spritz si può anche personalizzare e diventare un "spritz" Piccolo Lago, molto più buono e originale rispetto al consueto che beviamo al bar, e servito...


...in accompagnamento dei divertenti stuzzichini freddi e caldi, con giusto rilievo centrale per l'eccellente prosciutto crudo della Val Vigezzo

Dal reparto di cucina dedicato alla panificazione arrivano i cracker al sesamo e papavero, i grissini all' olio, il pane al pomodoro, quello alle noci, ai cereali e una golosissima focaccia alla cipolla confit. Notare bene che il tutto viene affettato un minuto prima di essere servito su questa "beola" riscaldata ad una temperatura tale da mantenere i vari tranci di pane caldi o tiepidi per almeno un paio d'ore.

Il burro d'alpeggio montato con il Pacojet non si scioglie neanche se messo al sole per tre ore, pur rimanendo soffice


L'estetico e fondente lingotto di salmone affumicato su tappetino di sashimi naturale del medesimo pesce

L'uovo barzotto in potente bagna cauda, carpaccio di gamberi e alghe cristallizzate

L'audace finanziera di gallo con cipolle all'agro e crema di piselli, e qualche sorpresa celata...



Tagliatelle di farina di farro in crema di "agone" al cipollotto, colatura di "missultin", decisamente coerente sul tema "lacustre"


Essenziali e leggere le ali di razza al levistico

Pasta e fagioli... con ripieno di mousse di cotechino


Haute couture per la seppia farcita di crema di mortadella, il suo nero, il tentacolo fritto e le verdure al dente.


In questo periodo non poteva mancare il capretto della Val Vigezzo con il suo fondo originalmente speziato, scorzonera a guarnire


Castagne (in crema e glassate), germogli dolci, sedano (sorbetto) e biscotto di cioccolato...

Un tè?

O qualcosa di più strong

E una coinvolgente degustazione Valrhona a chiudere 

http://www.piccololago.it/

gdf, il vostro cameriere on-line

mercoledì 13 marzo 2013

Piccolo Lago | Marco Sacco – prima parte –



del Guardiano del Faro


Chef Marco Sacco
Sicuramente un ristorante molto bello. Sicuramente tra i più belli d’Italia e tra i meglio collocati nel paesaggio lacustre che lo circonda, situazione non rara in Italia, ma spesso in abito pomposo, in palazzi e ville settecentesche o dell' ottocento, piuttosto che in maniera più sobria come in questo caso. Favorito anche per la posizione geografica, in Zona Laghi, vicino alla  Svizzera, non lontano da Milano e con l’uscita autostradale a cinque chilometri. E non è solo la posizione a fare la differenza, ma anche la struttura -così protesa sul piccolo lago di Mergozzo- che è da cartolina, tutto l’anno, qualunque sia la stagione, con lo specchio d’acqua che riflette la montagna di fronte a forma di lumaca, e con tanto di trenino che percorre la ferrovia sulla sponda opposta invitando lo sguardo a seguirlo fino a scorgere il villaggio di Mergozzo. Sembra tutto costruito appositamente per creare un effetto complessivo che più rilassante non riesco ad immaginare.

Dietro, le montagne innevate; di lato, la ricca vegetazione e la strada panoramica che costeggia la sponda fino a unirsi con il Lago Maggiore, dieci minuti più in là. All’interno dell’elegante chalet gli spazi sono vasti e ariosi, e consentono di essere utilizzati e saggiamente destinati alle diverse esigenze della clientela incantata da tanta bellezza.

Nella soleggiata terrazza vetrata protesa sul lago dedicata ad una trentina di coperti, dove poter gustare l’alta cucina di Marco Sacco, pluripremiata da tutte le guide gastronomiche. Oppure all’interno, in maniera più defilata ma non meno calorosa, magari davanti al camino per festeggiare una festa in famiglia con menù che non dimentica i gusti semplici dei bambini. Ed infine nella veranda vetrata laterale, pronta  -così come lo spazio verde sottostante- ad accogliere qualche evento privato che necessiti di spazi più grandi, perfettamente idonei a ricevere parecchi ospiti senza restrizioni.


Ma per chi non conosce questo locale e ne varcherà la soglia la prima volta, sarà inevitabilmente lo spazio sotto vetro dedicato alla cucina a stupire ancor più di tutto quanto già descritto. Una grande cucina sotto vetro, dove lo chef e i capi partita possono muoversi in spazi ampi, calmi e freschi; spazi che invitano a pensare, a provare, a creare quasi autonomamente i singoli piatti.


E saranno gli stessi giovani ragazzi che costruiscono i piatti (le cui immagini saranno tutte inserite nella seconda parte) che verranno in sala a consegnarli ai clienti, per raccontarli e spiegarli sinteticamente. Cuochi giovani, alti, curati, cerebrali; che sanno parlare e conversare con il cliente, cercando così di far passare al meglio il messaggio inserito nelle loro estetiche composizioni.


I prodotti e le idee di partenza sono quelle tradizionali, con ancora qualche deriva esotica, ma sempre meno evidente come in passato. Passato il mal d’Asia si guarda giustamente più vicino, perché la zona offre parecchio a ben saper osservare e cercare, e quindi il progressivo avvicinamento al territorio è sempre più limpido.



Quindi tutto bene, riuscendo magari a domare e indirizzare su binari certi alcuni slanci giovanili; ma questo è compito dello chef e non di noi che scriviamo di loro cercando di far capire le cose a chi legge e non chiudendoci dentro le nostre convinzioni e i nostri preconcetti.


E chiuderei con un applauso da condividere con tutta la brigata di sala, nessuno escluso: maitre, direttrice di sala e sommelier, che dispone di una cantina importante, dove i preziosi e grandi flaconi andranno alternati (come giustamente fa) con una bella selezione di vini al bicchiere mentre come un orologio i giovani ragazzi di cucina presenteranno i loro piatti con un sorriso degno di questa giornata di sole.


Ma non finisce qui, perché un'altra chicca chiude il cerchio: la tavola dello chef, questa! Dove avrete la possibilità di passare alcune ore partecipando alla preparazione dei piatti (23 se non ricordo male) insieme ai ragazzi che li eseguiranno sotto i vostri occhi, per poi condividerne le sensazioni con lo chef, che sarà al vostro tavolo insieme al sommelier per gli abbinamenti del caso. Se pensate di farcela fatevi avanti. Marco mi sfida, ma oggi non ce la posso proprio fare. Mi servirà un periodo di preparazione fisica prima di osare tanto. 

Prima della seconda parte con le immagini dei piatti, qualche cartolina da Mergozzo:










gdf

giovedì 23 dicembre 2010

Natale, che noia... ma a Montecarlo no !

- del Guardiano del Faro -

Si, lo so, una settimana che traffico dietro al back office di questo blog confidenziale e già mi lascio andare lascivamente su sentieri abbigliati in red carpet, la vie en rouge e noir da Casinò, e adesso i pards mi affibbieranno il primo cartellino giallo così lo metto sul tavolo verde e sui colori basic stiamo a posto.A Montecarlo strade poco asfaltate come amerebbero gli armadilli non ne ho mai viste , perchè non ce ne sono proprio, anzi, piuttosto un tappetino liscio di catrame cashmirato e marciapiede di marmo satin setoso .

Però le feste natalizie sono noiose e a rischio depressione, e allora diamoci una botta di vita, eccheccaperò !



Le novità nel paese dei balocchi non mancano mai, figuriamoci sotto feste, verificato il bel mondo del Buddha bar ecco che a Le Cabaret parte questo spettacolo dove charme, sensualità e glamour non mancheranno, e a giudicare dal manifesto le promesse dovrebbero essere mantenute, o sul palcoscenico o sul parterre il tacco 20 sarà d'ordinanza comunale.

Voglia di dolce? Non ci crederete cosa si sono inventati questi fancazzisti miliardari e manager appiedilisti che non sono altro.



Le penne Mont Blanc e la pasticceria, e allora da dicembre a febbraio, saranno proposte novità gastronomiche al Fairmont Monte-Carlo, ( l’ex Loews, sopra il tunnel del Gran Premio per capirsi ) creazioni esclusive del creativo Chef patissier Maryan Gandon .Forse meglio affidarsi alla cantina del buon amico Massimo Sacco, l’uomo delle manifestazioni estive del Rossese che qui cambia look e stappa i più famosi grand cru vista mare.

Grande novità anche al Grimaldi Forum, dove è stato inaugurato il novello Cafè Llorca, Ristorante gastronomico supervisionato dallo cheffone bistellato ex Negresco ed ex Moulins de Mougins, lounge bar, ristorazione rapida e spazio per ogni sorta di evento .

Eccolo qui con il Principe, il principe Alberto è quello a sinistra..




Archiviato il vecchio arredamento asettico che connotava la discoteca Karement, qui ora il leitmotiv si ispira alla green attitude ed al frutto dell'ulivo.Il pavimento è in legno così come parte delle sedie e delle pareti divisorie, il colore marrone scuro avvolge e dà subito la sensazione di un calore nuovo, inedito. L'intimità di un ambiente lounge è possibile grazie al più intimo spazio VIP. Il bar esterno inoltre permette di approfittare della romantica terrazza - una vista ecezionale fa cielo e mare - di 220 metri quadri . Per mangiare qualcosa non credo serva prenotare, se è vero che sono 500 i coperti disponibili nelle diverse situazioni giornaliere, così come per prendere un bicchiere all’aperitivo, fino a 1000 persone non ci si pesta i piedi. Il motto del locale e della società di gestione è “ Tout est possibile! “ . Non ho motivi di dubitarne.

Ancora una novità, perché a Montecarlo si dorme poco evidentemente, e quindi ecco anche l’AfterWork, il dopo lavoro insomma, non quello ferroviario con la bocciofila e la partitona a scopa, alla monegasca ça va sans dire . Dalle 18 alle 23 al Black Diamond parte la festa. Non so quando tiri lo sprizz, ma con il Ricco buffet e la grande Musica Very Elegant style by dj di Radio Montecarlo Marco Ferri, una coppetta di champagnino a 20 euro la coupe tirerà l'altra.

Qualcosa di più classico? Nessun problema, che ne dite di un menù a buffet nella Salle Empire del Grand Hotel de Paris ? 150 euro a testa, ma vi danno anche del vino da bere. Stessa cosa per qualche euro in meno alla Salle Belle Epoque dell’Hermitage, secondo me ancora più bella.

E dopo pranzo ? Un colpo alla roulette glielo vogliamo dare?




O forse meglio una bella mano di poker in modalità più confidenzale?

Buon Natale a tutti!




gdf

p.s. prima di esserci mandato mi ci mando:

http://www.youtube.com/watch?v=yFE6qQ3ySXE