sabato 20 dicembre 2014

Dischi & Ricordi



Duca 50 & Marco 50

…ma, caro Duca, la nota casa discografica milanese che ha prodotto artisti fuori calibro non c’entra, stamattina nella mia macchina inserendo la retro si è insinuata altra musica  che mi riporta indietro, non mi resta che condividere…
Dovrò riportarti agli anni ottanta e, nolente, immagina di riascoltare con me Last Christmas e di rivedere gli Wham! e il loro storico videoclip girato sulla neve,
Andrew&George donarono l’intero ricavato delle vendite per fronteggiare la carestia in Etiopia ma non solo per questo meritano rispetto, in quel periodo cavalcavo gli ottanta e qualcos’altro , neve&Wham! sfondo&musica dei miei week end…
Wake me up, DJ
Nella nostra casa con fiocchi a vista, la sera dopo le discese sulle piste preparavamo la pasta con ogni formaggio reperibile in dispensa e stappavamo quel che capitava
Wake me up, DJ
Oggi che cavalco i cinquanta già da un po’ sceglierò una buona pasta di grano duro che tenga bene la cottura e del gorgonzola novarese al quale farò sentire il calore del fuoco, poi, fuori fuoco, o comunque un attimo prima, una bella spadellata con sedano fresco e una macinata di pepe nero.
Wake me up, DJ e per favore consigliami una bella boccia delle tue in abbinamento e, soprattutto, una musica di sottofondo diversa, ora ti saluto ho gli occhi rossi, sarà la tormenta…o il tormento?

Marco 50


  …ma, caro Marco 50%50,è onore immeritato, pesante fardello e grave responsabilità dover proseguire e concludere questo 50%.
Starò attento che alcun lettore, alla fine, o da subito, invochi l’adagio “Asinusasinumfricat”.
Tuttavia non mi sottraggo.
Nevergive up

Hai fortuna se inserisci la retro e ti fermi solamente agli ’80.
Quando pianto la retro li baipasso, perché il riferimento è là, è prima, assai prima,ma tant’è.
E non è questione di anagrafe.
Nevergive up.

Andrew è sempre stato il tallone d’Achille, l’anello debole sul ring, in tutto e per tutto, finché George, avido di profondità, lo ha messo al tappeto, cambiando strada, non disdegnando tappa in quella toilette, a Beverly Hills…
Anche lui avrà detto, sopra o sotto (pensiero): “Nevergive up”.

Leggo Dischi&Ricordi e per associazione viaggio a Tiscordi&Sozzogno, a Caianello, al maestro Scannagatti…Gli ’80? Neanche all’orizzonte, nemmeno i prodromi.
Nevergive up.

Quando pianto la retro, il riferimento scavalca gli’80 e ragiono sull’arco 1967-1977, anno più, anno meno.
Palese, da sempre, la non completa lettura e comprensione – mistificazione, senza contestualizzazione, quella sì, perché faceva, fa comodo - di tutti i treni e i trends musicali dei (primi)’70.
Lo sostengo, quasi sempre a vuoto, anche con l’archetto della cuffia in testa.
Nonostante tutto, anche io:
Nevergive up.

Circa il liquido per il tuo piatto, una sgrassante bollicina francese millesimata ante terzo millennio non la vedrei male. Tuttavia, non c’è due senza tre, e chi meglio del padrone di casa, al secolo GdF, ti, ci può venire in soccorso, magari con un Bourgogne blanc che solo lui…
Nevergive up, Guardiano.

Manca il sottofondo che, se scelto con scienza e coscienza, inevitabilmente esprime e riflette, sempre, il nostro status interiore. In questo momento mi viene in mente Dj Cam, ma anche DaveAju, o un dj set di Maya Jane Coles o di Anna.
Ma solo hic et nunc. Tra due minuti i lanci sarebbero altri.
Oppure back in the seventies e allora non basterebbe un blog…


E ora, se mi è permesso, ritorno nella mia tana, perché qui bene latet bene vivit.

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