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L'ennesima due giorni a base di Rossese non poteva che finire a tavola. A tavola con i due Anfosso. Oggi è Alessandro il protagonista, che mette in tavola due vini che mi sono sempre piaciuti molto. Il curioso Rossese bianco, dal frutto croccante, le note saline, di erbe aromatiche e di agrumi; e poi Poggio Pini, qui nella versione 2011, un vino che nelle diverse degustazioni fatte alla cieca o alla luce del giorno è sempre arrivato sul podio.
Un colpo d'occhio, una zoomata sul vigneto Pini e Poggio Pini e poi ci possiamo dedicare alla tavola di una delle trattorie più apprezzate e frequentate della zona, di tutto l'entroterra. Un centinaio di coperti venduti di sabato a pranzo non è poca cosa. Qui funziona così: si cerca un tavolo libero in veranda, ci si siede, si aspetta il giusto, e basta. Non è necessario leggere e ordinare nulla. Le belle signore, a turno, arriveranno con i loro vassoi di antipasti, di primi, di secondi, senza tregua. Inutile fare domande o richieste strane, però è corretto ricordarsi i ravioli e il cinghiale, ma soprattutto uno dei conigli alla ligure più buoni di tutta la regione. Intanto i due Anfosso fanno anche finta di essere parenti, cosa vera fino ad un certo punto, perché fosse vero non potrebbero andare così d'accordo. Sono anche coscritti, e stanno facendo gruppo, insieme a pochi altri, per sfondare porte e frontiere che si stanno aprendo volentieri ai loro vini. Grazie a loro per l'ospitalità e alle belle signore e signorine del Giardino di Vallebona.
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