lunedì 7 marzo 2011

Perchè amo il Pinot Nero #2

Clima di pre-meeting, visto cio' che berremo come non ricordare il leggendario Miles in Sideways:
"MAYA: Senti... Posso farti una domanda personale, Miles?
MILES: Certo.
MAYA: Perché ami tanto il Pinot Nero?
MILES: Eh, eh!
MAYA: Sembri veramente fissato.
MILES: Eh, eh! Ah! Non lo so. Non lo so. Ehm... È un'uva ardua da coltivare, e tu lo sai, no? Ha la buccia sottile, è sensibile, matura presto. E, insomma... non è una forza come il Cabernet che riesce a crescere ovunque e fiorisce anche quando è trascurato. No, al Pinot Nero servono cure e attenzioni. Sì, infatti cresce soltanto in certi piccolissimi angoli nascosti del mondo. E... e solo il più paziente e amorevole dei coltivatori può farcela, è così. Solo chi si prende davvero il tempo di comprendere il potenziale del Pinot sa farlo rendere al massimo della sua espressione. E inoltre, andiamo... oh, i suoi aromi sono i più ammalianti e brillanti, eccitanti e sottili e antichi del nostro pianeta. No, diciamolo: il Cabernet sa essere potente ed esaltante ma è troppo prosaico per me, non so spiegarti il motivo. Non lo so. Non lo so. E tu, invece?
MAYA: Che cosa vuoi sapere?
MILES: Non lo so, perché ami il vino?
MAYA: Oh... Direi che... che i primi passi li ho fatti con il mio ex marito.
MILES: Ah.
MAYA: La sua cantina era splendida, la usava per impressionare gli amici.
MILES: Ah.
MAYA: Ma poi ho scoperto di avere un palato molto fine.
MILES: Hm-hm.
MAYA: E più bevevo, più amavo quello che il vino mi faceva capire.
MILES: Ad esempio?
MAYA: Che lui era un pagliaccio.
MILES: Ah, ah, ah! Beh...
MAYA: No, la verità è che amo pensare alla vita di un vino.
MILES: Sì.
MAYA: Il vino è un essere vivente. E amo immaginare l'anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c'era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d'annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l'aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l'apice. Come il tuo Cheval Blanc. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino. E che sapore... cazzo, quant'è buono!"

canzone in abbinamento:

5 commenti:

  1. Uva e Un Quarto7 marzo 2011 15:34

    E pensare che qualcuno ne parla solamente così:
    Limpido, Rosso Granata, Abbastanza consistente
    Abbastanza intenso, abbastanza complesso, Fruttato, Floreale, Speziato
    Secco, Abbastanza Caldo, Abbastanza Morbido.....
    e mi fermo qui perché mi viene la depressione!!!

    Sideways è un gran bel film che mi ha fatto scoprire una mia cliente un po' speciale come tutti i miei clienti!

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  2. Delle volte è necessario banalizzare le descrizioni di un vino, Quando pensavo solo ad arrampicare dicevo: il migliore amico dell'uomo è la corda.
    Ho smesso, non è facile comprendere per me i tifosi di calcio e non vedo perchè debbano capirmi persone lontane alle mie passioni.

    F

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  3. il dott.Uva ha ragione ragione, ridurre un vino ai noiosissimi schemini che ci hanno insegnato al corso Ais è veramente triste, col vino parliamo di emozioni che ti regala, di mani che lo hanno fatto, di poesia, cultura e natura.. tutto cio' è assolutamente magico! Ne riparliamo presto davanti ad una bottiglia, di cosa? Pinot Noir, ça va sans dire ;-)

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  4. Lo vedi che si dicono le stesse cose fruite in contesti diversi?
    Parlare di emozioni che ti fa provare un vino a chi non di vino non capisce e non vuole capire è come parlare di calcio a me.
    Col pinot noir no, è tutta un'altra storia

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  5. alla fine delle fini, l'unica cosa di un vago colore rosso degno di essere ingerito

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