Visualizzazione post con etichetta Il paradiso della pizza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il paradiso della pizza. Mostra tutti i post

mercoledì 4 febbraio 2015

In Paradiso senza ali



Marco 50&50

…ma io sono furbo, anche se sono stuzzicanti e saporite, preferisco il petto, in subordine la coscia.



Poi, non so se condizionato dalla presenza di mia moglie, o per un riflesso condizionato, ho scelto il minore dei mali, accontentandomi di un piatto anonimo per una serata all’insegna del quieto vivere, che nello specifico è un po’ morire, perché un petto di pollo bollito preceduto da una tazza del suo brodo, per quanto impegno ci si metta, è pur sempre una cena da ospedale.
Una soluzione ci deve essere ma il sale in zucca deve essere finito, non ci sono lampi e il brodo antiraffreddamento mi aspetta al varco, ma quando tutto sembra perduto arrivano risorse inaspettate, dalla lampada al sale  mi viene in soccorso il genio con un colpo risolutore.


Lascio il brodo in una zuppiera, domani lo sgrasso, lo concentro e tento una versione che strizzi l’occhio a mandorla a quelle provate in Sud est asiatico aggiungendo qualche coriandolo di sedano&carota, tanto Carnevale è vicino, completo il piatto con spaghettini integrali, due code di gambero e un tocco abbondante di zenzero, poi preparo un’insalatina di pollo per il giorno dopo, taglio a pezzetti il petto e lo condisco con un buon extravergine, qualche cappero ed un pizzico, ma una macinata è meglio, di sale rosa come la quota, che ho già messo in preallarme per l’imminente uscita, il pollo può attendere, stasera ti porto in Paradiso, le ho detto.


Marco&Giulia, del Paradiso della Pizza, hanno ricevuto una benemerenza dal Comune di Vimercate “per la passione e l’abilità con cui i titolari, scegliendo ingredienti biologici e a km0, aggiornandosi continuamente dal punto di vista delle preparazioni e percorrendo la strada della qualità, sono riusciti a trasformare una semplice pizzeria d’asporto in un locale apprezzato dalle più importanti guide gastronomiche.”
e conseguentemente, o più probabilmente, precedentemente, apprezzato anche da molti semplici appassionati e fanatici del disco della regina.
Dell'assurdità del locale, del contesto e dei piatti di carta si è già detto, speriamo l'oroscopo pronostichi sviluppi decisivi...
Ma è l'unico boccone amaro, per il resto sembra che siano ancora migliorati, soprattutto nell'impasto che con l'avvicinarsi della primavera sembra meno "rigido", ma quel che cede in "croccantezza" lo guadagna in elasticità e fragranza.
Le persone in attesa di un posto a sedere o di una pizza d'asporto sono davvero tante, si sforna senza soluzione di continuità, tranci e birre di nicchia si accoppiano alla luce del forno.
Quindi state in campana e se abitate in Campania, sappiate che ci stiamo avvicinando, la strada è ancora lunga, ma la sanno lunga anche Marco&Giulia.



la siciliana dal fascino mediterraneo, qui sotto in primo piano e senza trucco



Un giorno, non so dirti quando, ci rincontreremo io&te, non ci siamo ancora separati e già mi manchi...



Le rosse mi sono sempre piaciute, tanto quanto le veraci napoletane che inebriano col loro profumo d'origano



Pizzaiola vesuviana, da quando ti frequento, le aspettative disattese sono in via d'estinzione



Rientro all'ovile, il pollo è dietro l'angolo



M 50&50

venerdì 28 febbraio 2014

Azzchepizza

Marco 50&50

Come Belen, basta guardarla e già si capiscono molte cose, per poterla assaggiare e capirne altre non c’è bisogno di avere una corona o di saper ballare bene.

Caro Cavaliere, sono contento sia passato a trovarmi in terra di Brianza
E' un piacere anche per me, ma non lo scriva, ho lasciato il faro incustodito
Che ne dice di un paio di birre
Con una pizza è meglio



Bene, segua il mio cavallo, sarà questione di minuti
Sarebbe questo il posto, sembra un Paradiso (s)Perduto più adatto al Paradiso della brugola…




Si ma non si preoccupi
Non mi preoccupo, ma se lo scordi, in un posto così non metto piede, decidessi di farlo, il cavallo non mette zoccolo quindi...
L'aspetto del Centro Commerciale, convengo, non invoglia l'appassionato
Ma nemmeno una fragola
Non si faccia pregare, non siamo in pellegrinaggio, leghiamo i cavalli e diamo un'occhiata dentro, offro io
Questo è il minimo
La precedo, non faccia caso a ciò che la circonda, è stato così anche per me la prima volta
Quindi lei, nemmeno troppo velatamente, mi sta dicendo che è stato qui diverse volte...
Guardi che c'è stato anche il Guardiano
Glielo dico sottovoce, uno che spruzza acqua di mare sui piatti, un po' di credibilità l'ha persa
Questo non lo accetto, lo sa anche lei che ha dovuto far buon viso a innovativo cuoco
E questo ?



Mi sono permesso di prenotare il tavolo 7
Non scherziamo, adesso entriamo, le redini le prendo in mano io
I cavalli dobbiamo lasciarli fuori...ma cos’ha in quel fagotto ?
Sediamoci qui prendiamo una birra così evito di sguainare…




Al Paradiso della Pizza  potrà trovare diverse birre artigianali di buona qualità di produttori prevalentemente locali, Birrificio Menaresta, Orso Verde, Carrobiolo, Rurale, Bi-Du, perché non proviamo La  Spada Nella Botte, Cavaliere...
Mi incuriosiva la Scighera,
Oggi niente nebbia, la Scighera la teniamo per un'altra volta, potremmo piuttosto proseguire con  Una Botte e Via che non richiede coinvolgimento di testa e non dovrebbe dare alla testa.
Leggo che Marco è stato premiato da Cremona come Pizza Chef Emergente…un trancio prendiamolo, scelga lei



Facciamo una cinquanta & cinquanta poi mi dirà che ne pensa, qui utilizzano pasta madre, la lievitazione naturale può durare fino a 48 ore in Inverno, Marco & Giulia utilizzano una pasta madre che ha oltre 150 anni, ereditata dalla nonna di Giulia.

Questa è una pizzeria d'asporto che ha anche qualche tavolo, Marco&Giulia sono sorridenti, gentili e disponibili, come tutto il personale.

E’ possibile scegliere anche l’impasto tra i 3 proposti, Base, creato dalla miscela di due farine di grano tenero biologico macina a pietra dai Mulini Marino e Sobrino, Integrale con almeno il 70% di farina integrale e Trebbie che contiene una percentuale di cereali esausti derivati dalla lavorazione della Birra del Birrificio Menaresta.



Ecco la pizza, ma che sta facendo Cavaliere ?
Ho preso il mio set da viaggio che porto sempre con me, non vorrà farmi mangiare una pizza su un piatto di plastica con le posate “intonate”…
E’ splendida aveva ragione


Vedo che ha avanzato il cornicione, non le è piaciuto?


Al contrario lo tengo per la foto e per stasera, ho un dopocena da una cortigiana e dopo averla mandata in Paradiso dovrò uscire dalla finestra, ma “facciamoci” prima un’altra pizza, business before pleasure, quel Paradiso può attendere, il Paradiso della Pizza NO.


M50&50
  
Il Paradiso della Pizza
di Marco Locatelli
Tel. 0396085894

martedì 5 febbraio 2013

La pizza e suoi abbinamenti


del Guardiano del Faro


Diversamente da una giornata passata felicemente in solitario al ristorante, in pizzeria è sicuramente meglio andarci in compagnia. Perché, è inutile negarlo, la pizza è un cibo collettivo. Terminare una pizza da solo è un esercizio psicologico troppo introspettivo. I pensieri diventano negativi, poco per volta, mentre si va avanti in solitario guardando ogni singolo spicchio di pizza mancante.  La mente comincia a fare giochi strani in quegli istanti. Dalla filosofia del cornicione alla consistenza del centro del disco di pasta che non è mai cotto uguale ai bordi e alle zone intermedie. Birra o vino bianco si possono alternare quanto vuoi alla consistenza della pizza, ma ogni distrazione non riesce a levarmi dalla testa che dopo ogni sorso dovrò tagliarne un altro pezzo, che sarà sempre più tiepido e ciccoso. Inesorabilmente.
L'ingresso del centro commerciale

Quindi basta pizze in solitario, perché tanto non ce la faccio mai a finirne una da solo, salvo quando qualche gentile pizzaiolo mi consente di scegliere una versione baby, che finalmente riuscirò a terminare nelle migliori condizioni di fragranza e di temperatura. Volevo ribadire il concetto che una pizza grande e che abbia subito uno choc termico da temperature superiori ai 300 gradi per 90 secondi sarà "buona" si e no per altrettanti 90 secondi, dopodichè passa allo stadio successivo, quello del chewing gum al gusto di pomodoro e formaggio freddo. Non c'è niente di peggio che una pizza fredda con il formaggio ormai solidificato e raggrinzito.

Il dehors del Paradiso della Pizza di Vimercate
Tutti questi pensieri però non mi sarebbero comunque venuti di fronte a una qualsiasi pizza di Giulia e Marco del Paradiso della Pizza di Vimercate. Si, il centro commerciale è di una tristezza pari ad una pizza fredda e gommosa, ma quello che fanno qui dentro questi ragazzi è per lo meno consolatorio se non terapeutico. Non so quanto sia alto il tasso di mortalità causato da stati depressivi in questa zona, ma sono certo che una di queste pizze potrebbe rivelarsi un buon rimedio per sistemare l'umore per qualche ora, passata qui o a casa, dove me ne sarei portate 12 di queste pizze, da infilare in freezer, in attesa di qualche giornata grigia da colorare di rosso e di verde.


Però, per fare il pieno di buon umore la condizione migliore sarà presentarsi in quattro e dare carta bianca a chi sta davanti al forno, solo raccomandandogli di farsi vedere al tavolo ogni 20 minuti con una singola pizza sempre diversa e già tagliata in otto spicchi. Due a testa, il miglior modo per non lasciare avanzi di cornicione nel piatto, quello che succede regolarmente quando mangio una pizza da solo. Ma spesso mi sorprendo a lasciare anche il pezzo centrale della pizza, perché è quasi sempre umido e disgustosamente molliccio. Anche questo problema qui è stato risolto. La caramellizzazione degli zuccheri delle farine, grazie alla qualità delle stesse, del lievito, ma soprattutto perché finalmente la temperatura del forno e il tempo di cottura  (cinque minuti), concorrono alla splendida riuscita del prodotto finale. Perfetto.



Abbinare ogni tipologia di pizza ai caratteri delle singole persone. Lo farò, prima o poi, perché rimanere troppo laconico sul tema della pizza non va bene. La pizza quando è così buona e convincente ti fa venire tante voglie collaterali e fa emergere i caratteri. La marinara la ordina un uomo sicuro di se, la margherita i dolci di carattere, la quattro stagioni i confusionari, la bufalina il modaiolo, il calzone gli introversi... la mia preferita la ordinerò la prossima volta: prosciutto e funghi, con poca salsa di pomodoro, fior di latte e una spruzzata di origano. Se con porcini ancor meglio.

Ma oltre a questo cosa volevo dire: intanto sottolineare che grazie ad Alessandro Pellegri e Fabrizio Nobili si sono potuti improvvisare anche abbinamenti culturali di un certo livello, mica pizza e fichi insomma. E qui sopra ne manca una, quella di Pascal Cotat 2011. Chavignol Sancerre che si abbina bene alla marinara, mentre Egly Ouriet è ottimo con la farinata, ma se la cava bene anche sulla margherita, mentre un Volnay vagamente modernista (di Mikulsky), di annata piena e tonda come la 2009 andrà come una copertina di velluto sopra all'alpina (con bresaola e caprino...)

Chateau Grillet invece va per conto suo, perché è un vino fuori classe e fuori controllo. Di nuovo lui, il 1990 di Chateau Grillet. Era già successo quando presentammo il primo libro - quello sui vini francesi - che il Nobili e il Pellegri (all'epoca per conto della Gazzetta Gastronomica di Bonilli) arrivassero proprio con questa bottiglia. L'altra volta il Pellegri aveva mal di resta, mentre questa volta gliel'ho fatto venire io con le solite menate bloggarole invece di ringraziarlo per essersi presentato con sei bellissimi bicchieri di cristallo degni di questi vini.

La ciliegina sulla torta? Proprio una torta, una buonissima crostata di marmellata di fragole fatta da Twiggy, di cui (della torta), per l'emozione, mancano le immagini ma posso garantire che la ragazza impasta la frolla e cuoce le torte con la stessa maestria con la quale Giulia e Marco impastano e cuociono le pizze.

Questa giornata faceva parte della tournée dedicata all'operazione baratto. Libri consegnati e bottiglie bevute. Pizze perfette, crostata e farinata allo stesso livello. Vini buonissimi. Buon segno, il barbonismo etico e l'operazione baratto diverte e convince. Grazie ancora a Fabrizio, Alessandro (rimasto fuori dalle immagini), Twiggy, Giulia e Marco.




Margherita con impasto base: 4 euro!

Alpina: caprino, mozzarella, bresaola... con impasto integrale

Siciliana

Farinata belinense

Con broccoletti e salsiccia... impasto di trebbie

 Marinara:  Euro 3,50 !!!

E' ora di fare le palle per la serata

Eccola  la bottiglia mancante, quella di Pascal Cotat, tra il Nobili e Twiggy

Fabrizio (con barba etica), Giulia e Marco



"... per questo motivo la nostra pizzeria, invece di andare verso il futuro, che per noi vuol dire omologazione dei sapori, in qualche modo è tornata indietro a quando il cibo era quotidianamente genuino..."

E aggiungo io, con questa qualità anni '60, con queste materie prime di nicchia, e a questi prezzi, come dire: paradisiaci?

gdf