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venerdì 21 marzo 2014

U Cian


del Guardiano del Faro


Ora è ancora un po’ presto, ma tra breve tempo il contesto generale somiglierà sempre di più ad un Agriturismo piuttosto a quello che sembra al primo sguardo, e cioè ad una villa californiana. In primavera gli orti cominceranno a colorarsi di toni diversi da quelli della mimosa e lo chef Davide Rebaudo potrà cominciare ad approvvigionarsi con più continuità dagli orti circostanti..


Un vero chef da Grand Hotel in un Agriturismo che vorrebbe -ma per ora non può- definirsi ristorante per motivi burocratici. Uno chef formatosi non qui o là, a caso, ma dentro le cucine dei Balzi Rossi e del Grand Hotel de Paris, dove, seguendo il suo maestro, Mario Muratore, ha avuto la possibilità di mettere la mani in pasta al Louis Xv, alla Salle Empire e al Grill, dentro ad uno dei palazzi più blasonati e stellati del pianeta.


Lavorando in brigata ( e che brigate! ) da subito, viene poi naturale applicare le leggi non scritte dell’organigramma di cucina, in questa cucina magnificamente organizzata, che quando comincia a produrre è in grado di sfamare anche più di cento persone alla carta con piatti di tutto rispetto, per contenuti, per concezione e per presentazione.



Ci si potrebbe accontentare di meno, anche perché il prezzo (menù a 30 euro) è da vero agriturismo, mentre tutto quanto gira intorno e da buon ristorante di campagna, contesto così caro ai francesi frontalieri che amano tanto questo posto, questa cucina e questi prezzi.


L'aperitivo...

Il carrello dei formaggi

Una volta ritiratosi dalle cucine del Grand Hotel de Paris, Mario Muratore ha intrapreso il mestiere di viticoltore, lasciando qualche rimpianto.

La zuppa di legumi e cereali...

Barbagiuai, farcito di verdure in foglia

Il colorato stoccafisso mantecato al verde...

Il turtun, dove è la cipolla a predominare nella farcitura...

I ravioli della casa, immersi in una golosissima e densissima salsa di burro e salvia.

Originali tagliatelle al Rossese con fegatini, olive... 

Baccalà alla frantoiana

Le lumache alla ligure

Agnello gratinato con patate al forno

La crema bruciata

Davide Rebaudo



gdf

martedì 29 novembre 2011

Una domenica all'agriturismo

- del Guardiano del Faro -

Domenica mattina, questa è la spiaggia di xxmiglia, che quindi non c’entra niente con il concetto di agriturismo, e allora andiamo a cercarlo nel solito posto il concetto, nell’entroterra. La giornata è bellissima e frizzante come solo in questo periodo dell'anno può esserlo, e in riva al mare ancora di più, fin troppo a momenti, perché la brezza tesa è di quelle in grado di staccare il prosciutto dalle pizze. Meglio quindi andare a ripararsi in un ambiente caldo quando confortevole, anche se parecchio distante dall'archetipo di edificio rurale in paesaggio bucolico come comunemente è inteso un agriturismo da cartolina.

Notte complicata questa, sognavo di essere entrato al Bar Sport, dove conoscevo tutti, però li ho ritrovati tutti cambiati in una sola notte, erano tutti etero la sera prima di andare a dormire. Questa invece è l’Alba dal faro, l'avevo promesso ad Alba, ho messo la sveglia e voilà, non è che ci si possa fidare di un orsetto letargico come Teddy per essere sicuri di potersi alzare alle 7. Mettici anche l'incubo del repentino cambio d'insegna, da Bar Sport a Blue Oyster Bar e la sveglia è stata solo un sollievo. Bella la vista dal faro, ma adesso il proprietario - un parigino sessantanne - dice che se voglio continuare a usarlo come mi pare gli devo pagare un affitto, e son palanche: 800 euro + iva. Però, dai, ne vale decisamente la pena, guardiamo avanti, molto avanti, verso un orizzonte sempre più sgombro di nubi, perché nonostante tutto sono convinto che l'individualismo pagherà sempre, certamente più delle conversioni di massa ad una dottrina prima odiata e poi abbracciata. Più del calcio lo stile tennistico, per sintesi, ma adesso basta pensieri, c'è da affrontare questo morso di vita. E la giornata promette bene, il tempo di dar da mangiare ai gabbiani, far la polvere alla lampadina del faro, scendere ad asciugare la scogliera col phon, e poi via verso l'entroterra.

VG Nostradamus non credo, è giorno, lui arriva quando stanno per scendere le stelle, ma il mago Cremona l’aveva predetto, già nella scorsa edizione del suo copioso volume, esattamente a pagina 401, ma sul momento non avevo colpevolmente rivolto il giusto peso all’informazione. Sono lento, ma ci arrivo, anche all’agriturismo da 120 coperti in villa californiana, quasi tutti felicemente occupati in una domenica di fine novembre, dove il servizio e la cucina fanno pensare ad una felice deviazione dalla normalità, dove non c’è la crisi, dove il prezzo medio si aggira sui trenta euro e dove , quasi tutti – ho tenuto gli occhi ben aperti – mangiano alla carta, anche ai tavoli da dodici o da quindici.


120 coperti alla carta in villa californiana con piscina e cadre sorprendente, in mezzo a coltivazioni di non ho capito cosa, ma così è. Forse ci siamo abituati male, ma il servizio è molto sopra la qualità media della zona, e anche la cucina, che risente dei benefici effetti della vicinanza con il confine, esce in maniera convincente, ben centrata su sapori e sentori che rivelano un certo feeling con uno stile ducassiano semplificato solo nella forma ma non nell’intensità e nella concretezza. Lo chef ha avuto un ottimo maestro, che si chiama Mario Muratore, e con il quale ha condiviso quattro anni nelle cucine del Grand Hotel de Paris di Montecarlo. Qui di seguito una breve carrellata di immagini, per dare un idea di ristorazione che anche se di chiara vocazione banchettistica riesce a declinarsi in maniera efficace anche quando si tratta di ricevere un centinaio di persone che nello stesso giorno hanno tutte deciso individualmente di andare a pranzo nel medesimo locale. Che è diverso dal partecipare ad un matrimonio dove due persone hanno deciso per 120.






Alla trentina di euro necessari per affrontare l'intero menù, o qualche cosa di più pescando tre o quattro piatti a la carte bisognerà aggiungere anche 3 euro di coperto, però, tenuto conto dell'offerta di coppetta di spumante, dei gradevoli snack appena usciti dal forno, e della buona apparecchiatura si può anche chiudere un occhio sul consueto balzello all'italiana.


Anche perché oltre all'aperitivo liquido e gli snack solidi arriverà anche una cremosa zuppa di cereali e legumi all'olio nuovo che sistemeranno a dovere la temperatura dei visceri, rilassandoli e preparandoli adeguatamente al seguito.


Titolo: Esotismo Austriaco. Titolo originale: Osterreich Kamptal 07. Autore: Martin Arndofer. Interprete principale: Veltliner die Leidenschaft. Contenuto: Selektionierte Gruner Veltlinertrauben im Barrique ausgebaut. Location: Strass ( Austria ) . Ambientazione: banani , ananassi e anidride solforosa. Recensione sintetica: Katastrofen , Kaputt .


Uno dei diversi piccoli intrattenimenti compresi nell'antipasto misto dell'entroterra ligure, dove, oltre ai barbagiuai e altri "ripieni" di verdure - prebuggiun per esempio - in leggerissima sfoglia di pasta, non manca il peperone ripieno di patata, il brandacujun e la prima fresca insalata di carciofi crudi.

L'elegante "confezione" con cui si presenta in tavola l'acqua.


Finissimo risotto ai carciofi di nitida impronta ducassiana, si vede che il ragazzo in quattro anni di Grand Hotel de Paris non è stato a lucidare le B delle Bentley parcheggiate nella piazza del Casinò e neppure a legare i lacci degli stivali alle entreneuses del Buddha Bar.


Piacevolmente saturanti invece i maltagliati di pasta fresca con aglio, prezzemolo e pinoli. Il tutto legato da una doppia concentrazione di salsa di pomodoro ai pomodori secchi. Belìn che potenza! E serviti caldissimi dal tegame di rame. Obiettivo Canon appannato.


Carrè d'agnello gratinato alle erbe con carciofi saltati in padella di ferro. Si capisce che è stata usata una padella di ferro perché rilascia quel piacevole effetto BBQ, che unito al profumo dell'aglio rosa va a nozze con la golosa gratinatura, quasi una panatura alle erbe. La cottura non si vede, ma anche quel dettaglio per nulla secondario è rispettato. La carne è rosa uniforme.


Per vedere meglio l'indirizzo e il numero di telefono dovete allargare la foto con un altro click.
Sono quei trucchetti che noi blogger utilizziamo per conteggiare più pagine viste...


E tanti saluti dall'Agriturismo U'Cian



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