venerdì 9 gennaio 2009

Vallée d' Aoste mon amour



Si' e' vero, amo la Valle d'Aosta, sara' perche' ci sono nato e ci vivo sara' perche e' bello sentirsi legati alla propria terra, un legame forte e indissolubile che mi ha portato ad apprezzarne molti aspetti, alcuni piu' materiali di altri ma non per questo meno nobili...
Complice una cena col caro amico Roberto Jacquemod appassionato sommelier e titolare di une delle piu' fornite enoteche Aostane (www.luvaeunquarto.it) ho riscoperto il piacere del bere bene legato al terroir, la bottiglia di Costa Baltea di Vini Rari da lui scelta ha lasciato il segno (grazie Roby..).
Per motivi climatici e storici in Valle d'Aosta si consuma abitualmente vino e si beve a volte anche molto bene. E' una terra dove il consumo procapite e' piu' alto che in altre regioni e sicuramente lo spirito goliardico del Valdostano unito a prodotti che abitualmente imbandiscono le tavole (fontina, lardo d'Arnad, motzetta ed altre leccornie..) portano inevitabilmente a riempirsi il bicchiere con piu' frequenza... Giocoforza la risicata produzione non riesce ad attraversare i confini regionali percui l'appassionato enofilo fatichera' non poco a trovare etichette Valdostane sugli scaffali pur ben assortiti delle svariate enoteche presenti nelle Italiche citta'.
In un panorama cosi' piccolo e variegato le "chicche" abbondano percui accanto a vitigni rari e preziosi come il Cornalin, il Prié Blanc, il Vuillermin o il Fumin troviamo vigneron duri e puri che con fatica e abnegazione portano avanti la tradizione vitivinicola valligiana, due nomi su tutti: Giulio Moriondo (az.Vini Rari) e Andrea Barmaz (az.DiBarro'); sicuramente vigneron di classe superiore che con umilta' e passione hanno intrapreso un percorso di appassionata ricerca territoriale, Giulio ha collaborato con l'IAR Intitut Agricole Régional occupandosi di recupero e selezione dei vitigni autoctoni ed Andrea del settore lattiero-caseario mentre ora e' direttore della sperimentazione.
Di Moriondo oltre al gia' citato Costa Baltea, uvaggio di vitigni autoctoni (Fumin 50% Cornalin 50% da uve raccolte dopo leggera sovramaturazione su pianta e cernite con cura); , meritano sicuramente l'assaggio anche il monovitigno Petit Rouge, fresco, tipico e di facile beva e il Nus Supérieur da uve Vien de Nus che e' il vitigno a bacca rossa piu' coltivato ( insieme al gia' citato petit rouge ndr) ; e' inoltre in uscita di questo intraprendente "vinaio" il bel libro Vina Excellentia.
Barmaz con l'aiuto della brava moglie Elvira vinifica con grande perizia un Torrette Supérieur di rara potenza ed equilibrio mentre il Mayolet, antico vitigno locale si fa apprezzare per i suoi profumi gentili e delicati mentre in bocca risulta morbido e ben equilibrato.. insomma vale la pena cercarli e se non li trovate, senza dover aspettare l'apertura dell'ArmadilloBar, regalatevi una vacanza nella bella Vallée.

Per saperne di piu' sulla doc Vallée d' Aoste e le sue 8 sottozone segnalo un link interessante:
http://www.lavinium.com/denom/aostaden.shtml


canzone in abbinamento: Bruce Springsteen - my hometown

11 commenti:

  1. Ho passato qualche giorno in Val di Rhemes, durante le vacanze natalizie, con la famiglia, ho mangiato e bevuto benissimo e la mattina del 6, quando ha cominciato a nevicare, ho sperato che si bloccassero le strade e non mi facessero tornare a Milano.....

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  2. Grande Fausto!
    La prossima volta che torni in Valle passa a trovarmi, io sono qui:
    www.dentedelgigante.com
    ti aspetto per un'aperitivo alla Valdotaine...
    A bientot
    L

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  3. Non mancherò.... sono già lì!!!

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  4. Ma si trovano al DiPerDi' questi vini,mon oncle? eheh

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  5. Siiii, sopratutto quelli di ViniRari che non arriva a un'ettaro di vigna;
    mi sa che se non li bevi nella cantinetta del Dente non li bevi piu'..!

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  6. c'ho passato una sola vacanza, ma molto bella, nell'estate del 1973... quella di almost famous :-)

    fausto, andiamo insieme a trovare l'amico tatix

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  7. hei voi due, vietato andare senza di me che non ci sono mai stato eheheheheh

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  8. Ci vengo anch'io . . . mi ricordo bene quei 10 giorni nella Vallée . . . la mocetta, la preferita dai figli, la fontina, la preferita da me!;-)
    Per il vino . . . non mi ricordo, ma so che dopo 9 mesi da quel viaggio è nata una bella bambina! ;-)
    Sì, quella vacanza non me la scordo più! ;-)
    Ma ci torno, mio marito me l'ha promesso, verremo a trovarti!
    Ciao, R

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  9. ok, io c'ho il monovolume, dai che si va su tutti quanti....

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  10. IDEA! Con Ciciuxs abbiamo pensato:
    e se facessimo un "armadillo meeting" in Valle d'Aosta?
    I temi, ça va sans dire, sarebbero buona musica e enogastronomia legata al territorio..
    Che ne dite?
    Se vi piace l'idea cominciamo a pensare al programmino..
    Paolo, Fausto, Maurizio e tutti gli altri amici dell'armadillo fateci sapere..

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