venerdì 26 settembre 2008

sweet autumn rain

è da ieri notte che 'The Growing Season' di Rebecca Martin mi fa compagnia. Stavo rientrando a casa sotto una dolce pioggia autunnale ripensando alla bella serata passata, (deliziata anche da un Brunello 2000 di Gianfranco Soldera, non proprio un vino da tutti i giorni, ma che Vino!!) e, tac, l'iPod che ho in macchina decide di fare partire questo disco, situazione perfetta. Belle canzoni, voce intrigante, atmosfere jazz soffuse, pianoforte e chitarra elettrica che ti portano altrove. Il chitarrista jazz Kurt Rosenwinkel produce e suona con gusto creando la base perfetta per i racconti di Rebecca giunta al suo ottavo disco.
Il critico musicale del NYT sicuramente esprime meglio di me il contenuto del disco: 'Rebecca Martin has a warm, unguarded voice, an instrument of modesty and forbearance. Her interior style can feel almost too spare for standards, though she has recorded good albums full of them, most recently with the jazz drummer Paul Motian. With her own songs, she manifests a deeper, more easeful authority. She can make the same phrase seem philosophical and conversational, and about as natural as sighing.........As the album’s producer, Mr. Rosenwinkel merits special recognition: the sound he has created, all softness and luminosity, complements the songs beautifully. But it’s Ms. Martin who opens herself up here, and who deserves the credit. She makes this album feel momentous, in the quietest possible way.'

vino del giorno: ovviamente il Brunello 2000 di Gianfranco Soldera, era l'ultima ma ho in arrivo 3 bottiglie del 2001 di cui si dice un gran bene. Per ora delle ultime annate il miglior ricordo me l'ha lasciato il 1999.

giovedì 25 settembre 2008

André Beaufort: le bollicine piu' buone del mondo..



La storia di Jacques Beaufort, récoltant manipulant di Ambonnay (comune classificato grand cru nella regione dello Champagne), e' singolare e appassionante. Ammalatosi verso la fine degli anni '60, quando lavorava ancora col padre André, si accorse delle sua allergia ai prodotti di sintesi della cura medica. Ripresosi curandosi con prodotti naturali e omeopatici decise che anche le sue vigne avrebbero rinunciato ai prodotti chimici. Da allora i suoi sette ettari sono condotti con cura maniacale ed allevati con olii di essenze e secondo i dettami dell’omeopatia e dell’aromaterapia e tutti i lieviti sono strettamente naturali.
Un'altra particolarita' di questa “maison”e che la sboccatura viene fatta ancora “à la volée", a mano, e non per folclore ma, come dice Beaufort, per “far respirare” un’ultima volta ogni bottiglia.
In cantina riposano riserve di vecchi millesimi per la clientela affezionata (cosa poco comune in Champagne dove i facili incassi immediati seducono quasi tutti i produttori). Si tratta di vini che rispecchiano il carattere del vignaiolo: potenti e ricchi di frutto ma anche morbidi e seducenti con finezza ed eleganza oltremisura, insomma degli autentici fuoriclasse!
Controcorrente alle mode, Jacques Beaufort produce anche uno Champagne demi-sec (perfetto con una scaloppa di foie gras...) ma sono da consigliare anche gli strepitosi:
- Rosè Grand Cru (70% Pinot Nero 20% Chardonnay 10% Vin Rouge d'Ambonnay)
- Grand Cru 1994 (80% Pinot Nero 20% Chardonnay)
Vini dal prezzo”umano” e da bere sempre, quando se ne ha voglia, senza aspettare Natale o Capodanno.....
Disco in abbinamento: Little Feat - waiting for columbus

martedì 23 settembre 2008

alt ctrl canc


oggi giornata lavorativa pesante, il rientro richiedeva qualcosa di bello ma non troppo impegnativo per aiutare a resettare il cervello.
Ho ripescato questo disco di qualche mese fa. Simpatico sin dal nome, dal titolo e dalla copertina. Perfetto. Bei suoni, classe quanto basta, qualche classica cover (Blind Willie Johnson, J.J. Cale e Curtis Mayfield) ben fatta. Guy Tortora è originario della California ma vive a Londra. Buon chitarrista, spazia tra blues, folk, country; insomma lo spettro sonoro comunemente definito Americana, aggettivo che non amo molto, per me suona del buon Blues'n'Roots. Nulla di spettacolare ma onesto e ideale per quanto richiesto dalle mie orecchie questa sera.

vino del giorno: Sauvignon dell'Emilia 2006 di Camillo Donati, non il 'solito' sauvignon, particolare come tutti i vini di Camillo, anche lui non 'spettacolare' (non vincerà mai alcuna classifica) ma si lascia bere che è un piacere e fa il suo più che onesto lavoro: disseta!!! la gola e la mente.

lunedì 22 settembre 2008

sweet sonya

Non credo siano in molti a pubblicare il terzo disco a 18 anni. Sonya Kitchell ci riesce grazie alle sue ottime doti di autrice e la bella voce. Il buon Callieri ne aveva recensito positivamente il disco precedente su Rootshighway. Non ho avuto modo di sentirlo
per intero ma da quanto leggo e dall'ascolto di questo 'This Storm' mi pare di percepire un cambiamento nel percorso artistico di Sarah. Certo anche la frequentazione di Herbie Hancock, che dopo averla notata l'ha voluta in tour con se per tutto il 2007, ha avuto il suo peso. Una ulteriore crescita a livello compositivo e la professionale e misurata produzione di Malcolm Burn sono in realta le armi vicenti di questo disco che mi sta deliziando da qualche ora a questa parte. In alcuni momenti mi ricorda la migliore Feist (che coma al solito il Corrierone ha stupidamente definito qualche giorno fa cantante punk-rock) soprattutto nelle canzoni che rivelano il suo lato più intimista. Ma non mancano deliziosi agganci a quanto più mi piace, il country flavor di 'Running', la ballata che vira al rock di 'Fire', la splendida e quasi Mitchelliana 'Robin In The Snow' che apre la bella sequenza di sei canzoni per un ideale grande lato B.

vino del giorno: Riesling Vignoble de Katzenthal 2004 di Audrey et Christian Binner, piacevole e fresco nonostante la cattiva annata in Alsazia

sabato 20 settembre 2008

back to the roots

Ha dell'incredibile che dalla periferia nord di Londra arrivi un disco come questo di pura roots music, che affonda con piglio fresco come pochi nel country e nel blues al punto di far pensare che la mitica Sun Records sia rinata in Inghilterra.
Se poi pensate che Kitty, Daisy & Lewis sono tre fratelli di 15, 18 e 20 anni, si fanno accompagnare dal padre alla chitarra acustica e dalla madre al contrabbasso, hanno uno studio vintage in casa da paura e si stampano perfino i dischi a 78 giri, beh chapeau!
Il loro primo singolo è 'Going Up The Country', resa famosa dai Canned Heat, ma in realtà è una canzone del 1920 incisa da Beverly White. I fratelli Durham, collezionisti di vecchie incisioni, si son0 ispirati a questa registrazione, di cui usano il testo originale, e solo in seguito gli hanno fatto sentire la ben più famosa versione. Questo è il video:
 
e quest'altro rende bene lo spirito e la passione che anima questo straordinari ragazzi londinesi, guardatelo ne vale la pena:


Kitty Daisy & Lewis show us around from Pure Groove on Vimeo.

e per finire un clip dal bel documentario 'We Dreamed America'

La moto e' rock? La Triumph Scrambler si!


Lo so, sono OT ma non ce l'ho fatta a non scrivere qualcosa in proposito.
Dopo svariati anni ridivento "motociclista", non ho saputo resistere al fascino della Triumph Scrambler !
Nel vocabolario del motociclista, il termine Scrambler indica quelle moto stradali degli anni sessanta trasformate in moto fuoristrada grazie a qualche accorgimento come scarichi alti, pneumatici tassellati e manubrio largo. La sua fama e' dovuta in modo particolare a Steve Mc Queen che, nel film La grande fuga del 1963, evade dal penitenziario in cui è stato fatto prigioniero in sella ad una Triumph trasformata in Scrambler ... Questo bastò per creare un mito, emblema di libertà in un'epoca in cui le barriere cadevano una dopo l'altra. Ed è più precisamente alla Triumph TR6c del 1968 che s'ispira questa Scrambler moderna, versione 2008.
Si', e' molto rock!!

Abbinamento: Rolling Stones - Exile on Main Street + Birra Baladin Super

venerdì 12 settembre 2008

the last waltz part two







A distanza di quasi una settimana riesco a scrivere qualcosa su una giornata per me/noi speciale senza farmi condizionare da una sottile malinconia che mi ha accompagnato nei giorni successivi....Gli amici piu' cari presenti il 7 settembre sanno perche' di questa decisione sofferta, e' un momento in cui le priorita' sono altre e la pur bella avventura del ristorante va (momentaneamente?) accantonata; le soddisfazioni sono state tante, almeno quanto i sacrifici affrontati per raggiungere i risultati che ci eravamo prefissati 5 anni fa quando decidemmo di metterci in gioco in un campo a noi sconosciuto...
La vita continua e le sfide non mancano, il tempo di riavere la zia Alfre in forma e via a cimentarsi ancora sulla strada del gusto magari in maniera piu' "easy" alla ricerca di nuove emozioni per la mente ed il palato.
Un'abbraccio a tutti, a quelli che c'erano e a quelli che non sono potuti venire, alla prox my friends! Stay tuned..
A special thanks to Bonfa and David for the great music!
l'abbinamento musicale non puo' che essere the Last Waltz di the Band

lunedì 8 settembre 2008

the last waltz del dente


Il mitico ristorante Dente del Gigante di Courmayeur, grazie al volere dei patrons Zii Alfred and Lou, ha voluto degnamente celebrare con gli amici la chiusura, ma che in realtà segna un nuovo inizio. Lascio volentieri a Tatix, se ne avrà voglia, spiegarne le motivazioni. Per quanto mi riguarda posso solo dire che nonostante qualche rimpianto, ne vedremo ancora delle belle, magari senza 'l'assillo' di stelle, forchette o altri giudizi. Di sicuro non mancherà, come è stato fino ad ora, la ricerca del gusto con proposte sempre attente alle materie prime giuste, sane e naturali; e la cantina sarà sempre all'altezza! Ci si divertirà ancora...
Purtroppo qualche defezione dell'ultima ora ci ha privato della compagnia di qualche caro amico quali il Barotti, il Traditional Man, la Repiz e Hazel. Non potrete mai capire cosa vi siete persi......
Grazie Zii per l'indimenticabile bella giornata! grazie a chi c'era ed anche a chi non ha potuto esserci. Appuntamento all'apertura del.....????......?????

mercoledì 3 settembre 2008

le melodie inaspettate di Ben Sollee


Ben Sollee suona il violoncello con lo Sparrow Quartet, in compagnia tra gli altri di Bela Fleck.
Un paio di mesi fa è uscito il suo disco solista 'Learning to Bend'. Sia che accarezzi le corde del suo violoncello o le percuota come se fosse una percussione, il suo risulta uno stile che travalica la sua formazione classica. In tutto l'album spazia tra folk, bluegrass, blues e jazz in modo veramente originale e con bella voce ricca di soul. Sicuramente uno dei dischi più onesti e piacevoli dell'anno, da non lasciarsi sfuggire.

in abbinamento: una Ribolla Gialla di Damijan Podversic, anche lei dallo stile originale e sincero

sabato 30 agosto 2008

vini dissetanti


Qualche post fa avevo sritto di Camillo Donati, che produce i vini che consumo quotidianamente, vini sani, digeribili, ad un prezzo onestissimo e ne berrei a secchiate. I suoi sono quelli che in Francia chiamano Vins de Soif.
Ora leggo sul blog Vino di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari un bellissimo intervento di Giovanni Bietti, una ex grande firma di Porthos, che di ritorno dalla Francia ci parla di tre grandi produttori di Vins de Soif, vini dissetanti, generalmente venduti sfusi.
Sono quei vini  'facili da bere, non da “degustare” ma appunto da bere, vuotando il bicchiere senza troppe cerimonie. Per riempirlo di nuovo, naturalmente.' 
Sempre citando Bietti “Bisogna che il vino sia bevibile, sano, digeribile; in una parola: che sia naturale”. Naturalezza, bevibilità, digeribilità, ossia salute.'
Quanto sopra per questi produttori è la vera risposta, che condivido pienamente, per un rilancio del consumo del vino, che deve diventare un consumo quotidiano. Ovviamente ad un prezzo che non deve superare i 4 o 5 Euro al litro.
Camillo lo sta facendo e molto bene. Se qualcuno conosce altri produttori italiani che corrispondono a queste caratteristiche si faccia avanti, sarei ben lieto di avere qualche altro fornitore di vino quotidiano.


giovedì 28 agosto 2008

fine agosto con Luglio...



Ho avuto il piacere di trascorrere alcune giornate in compagnia di Fabio Luglio, appassionato gourmet (ha visitato, piu' di una volta tutti i migliori ristoranti del mondo!), grande palato ma sopratutto "talent scout" di vini veri/naturali o triple A che dir si voglia. Dobbiamo dire grazie anche a lui se ora riusciamo a deliziarci il palato con "chicche" come l'anjou "les nourissons" di Stephane Bernaudeau (salvatore di un vecchio vigneto di 93 anni) o "la lune" di Marc Angeli (il più integralista, il più "arrabbiato", il più romantico dei vignaioli) oppure il raro ed affascinante vino Georgiano rkatsiteli di Prince Makashvili Cellar solo per citarne alcuni...
Dal canto mio potevo contraccambiare solo facendogli conoscere gli artisti "veri/naturali" di CdM records, e devo dire con grande piacere che Stefano Barotti, Jono Manson, Andrea Marti e Paolo Bonfanti hanno fatto breccia nel "palato musicale" del nostro amico.
Bravo Fabio, avanti cosi'sempre alla ricerca di nuove emozioni, in questo siamo molto simili!

Gli abbinamenti a questo post fateveli voi, io vi ho dato gli ingredienti...

ps nella foto Fabio e' quello a sinistra...

mercoledì 27 agosto 2008

ATTENZIONE

E' da tempo che seguo ed apprezzo la musica di Tom Freund. Ora ha fatto questo disco meraviglioso prodotto da Ben Harper con la partecipazione di Jackson Browne. E poi rifà pure 'Can't Cry Hard Enough' di David Williams e Marvin Etzioni, una delle mie canzoni preferite di sempre.
Per un misero $ 1.oo non fatevelo scappare!!!


Tom Freund - Collapsible Plans

quello che ho lasciato e quello che ho trovato....




le vacanze sono andate. Dopo tanti anni è la prima volta che avrei voluto prolungarle, forse perchè sapevo 'cosa' mi attendeva al rientro. Magari nei prossimi giorni racconterò di qualche bell' incontro estivo, vinoso e non.
Comunque la prima bella cosa del rientro (ma non è la sola) è stato trovare il nuovo disco dei Lambchop 'OH (ohio)'. Vabbè, uscirà il prossimo 7 ottobre ma se siete un po' smanettoni lo si trova già in rete (ovviamente se vi piace poi va comprato!).
Semplicemente splendido, con quella sottile vena malinconica che è la voce di Kurt Wagner, capace di catturarti al primo ascolto. 'A Hold Of You' da sola vale il prezzo, come Kurt approccia il 'soul' è veramente unico. Nel player a fondo pagina trovate il singolo ' Slipped Dissolved and Loosed' ed anche questa non scherza.

In abbinamento: Poggio a' Venti 2002 di Massa Vecchia - perché l'ho bevuto ieri sera con la migliore compagnia possibile, perché volevo andare a trovare Fabrizio Niccolaini e non ci sono riuscito, perché è un maremmano 90% Sangiovese a 10% Aleatico puro e duro, elettrico, nervoso e regala grandi sensazioni, perché è un vino che non viene più fatto ma che ricorderò per sempre. Ahimè era la mia ultima bottiglia!

lunedì 11 agosto 2008

buon Ferragosto e...










...per un bere consapevole se non conoscete il vino che avete ordinato, interrompete un attimo di guardare il panorama (magari il Monte Bianco... ndr) e leggete le informazioni che trovate sulla controetichetta, se sono come quelle in foto non temete state bevendo un vino "naturale" di un vignaiolo "pulito". Complimenti alla Velier di genova a ai suoi Artigiani Artisti Agricoltori (triple A) per questa operazione all'insegna della trasparenza. Mi sorge solo un dubbio, gli altri che non danno queste informazioni sulla bottiglia il vino come lo fann0?...

Buon Ferragosto.

Disco in abbinamento: Richard Hawley - lady's bridge

giovedì 7 agosto 2008

tra vigne e nuvole...


due settimane di break per me, ma tatix sarà presente sul pezzo.
buone nuvole!
..... e l'immagine della mia più recente bella bevuta 'milanese', da ricordare!
con 'Sip The Wine' by Rick Danko

I want to lay down beside you
I want to hold your body close to mine
Like a grape that grows ripe in the sunshine
There comes a time when we must sip the wine

I can tell by lookin ... that you're not mine girl
I believe everything I told you was true
There's a child here that wants to start livin
And you know that this child will get it's start
from me and you

Close your eyes ... and don't you think of nothing
Let your thoughts remain here inside this room
Lay your head beside me on my pillow
And I will share this night with you

We must sip the wine ... till it feels alright
We must sip the wine ... into the night
We must sip the wine ... together ...

lunedì 4 agosto 2008

l'hillbilly music ed il brunello


Billy Bob Thornton è un bel personaggio, integro, tutto d'un pezzo,  Attore, regista e musicista, non sbaglia mai un colpo e mi ha sempre dispensato belle emozioni. Ho anche avuto modo di incontrarlo in un paio di occasioni, la prima in compagnia dell'allora compagna Angelina Jolie, altro merito a suo favore eh eh, che poi non ha retto ed ha pensato bene di accasarsi col fighetto Brad Pitt che gli garantisce sicuramente una vita più rilassata..... ma questa è un'altra storia.
Coerente con il suo carattere Billy Bob ha realizzato un disco di hillbilly music verace con la sua band Boxmasters come non si sentiva da tempo, anche coraggioso direi perché realizzato da un personaggio tanto affermato, quantomeno al suo paese. Il disco è doppio, uno è di canzoni originali l'altro di covers che spaziano dai Louvin Brothers alla Nitty Gritty Dirt Bind, dai Beatles agli Who fino a tradizionals dei monti Appalachi. E il Brunello che c'entra. C'entra perché in entrambi è una questione si di 'gusto' ma fondamentalmente é culturale. Oggi la country music, che non ha un disciplinare da rispettare ed è la musica che vende di più negli Stati Uniti, sta ad un disco come questo come Castello Banfi sta a Biondi Santi. Qui la priorità non é il marketing e i numeri di vendita ma conta prima di tutto il risultato finale, sono usati solo gli ingredienti giusti e tecnologia magari un po' vintage, vince la tradizione (pur aggiornata)  alla faccia dei critici musicali e le radio che trasmettono musica country Parkerizzata; non fai a tempo a finire una canzone che l'hai già dimenticata, tutte uguali, proprio come tanti, troppi vini che piacciono a Mr. Wine Advocate.
Sicuramente la prossima settimana mi farà da colonna sonora mentre mi aggirerò tra le colline toscane per visitare qualche personaggio un po' hillbilly; veri, integri e tutto d'un pezzo proprio come Billy Bob.

PS ogni eventuale riferimento alla cosiddetta vicenda 'brunellopoli' non è casuale

domenica 3 agosto 2008

two gamblers..




Nel mondo musicale (ma non solo in quello) e' difficile riuscire a far collaborare due artisti, sopratutto se molto bravi, subentrano incomprensioni, gelosie e quant'altro a minare un'ipotetico grande progetto. Questo fortunatamente non e' successo con Gamblers, il cd uscito su Club de Musique records scritto e realizzato a quattro mani da quei due fenomeni che rispondono al nome di Paolo Bonfanti e Jono Manson. Ho caldeggiato a lungo questa collaborazione e, con il senno di poi posso dirmi orgoglioso del risultato finale. Il disco registrato a Santa Fe al Kitchen Sink Studio contiene dodici chicche dove i nostri si cimentano in un repertorio vario e stimolante, il rock'n'roll heart e l'anima soul di Jono Manson si intrecciano a meraviglia con la chitarra bluesy di Paolo come il rock'n'roll iniziale di I Want Love e Give it Up While You Got It con il blues fumoso di I'll Throw the First Stone per concludere con la bellissima ballata soulful Hands of Gamblers. Ma la meraviglia delle meraviglie e' stato il tour seguente, la coppia è sembrata veramente affiatata e le canzoni hanno girato a mille, complice probabilmente l'apporto sensazionale di John Popper (Blues Traveler) all'armonica, i pezzi hanno acquistato una vitalità elettrica ed un trasporto micidiale e chi ha assistito ad un concerto di quel tour sa a cosa mi riferisco. I due giocatori d'azzardo hanno giocato un bella mano...speriamo non sia l'ultima!


Vino in abbinamento: Barolo Brunate Le Coste di Giuseppe "citrico" Rinaldi (piu' invecchia piu' diventa buono...)

giovedì 31 luglio 2008

elogio dell'Elogio


questo è un bel libro che se si ha un minimo, ma proprio un minimo, di interesse al vino o semplicemente piace bere un bicchiere ogni tanto, deve essere assolutamente letto. L'amico Maurizio Pratelli ne ha scritto un bella recensione. Mi piace anche perchè in Andrea Scanzi ho trovato alcune affinità, prime fra tutte la comune passione per la musica e, ovviamente, il vino. Ma la cosa che mi piace di più è che mi pare di intravedere un cammino nel mondo del vino che trovo abbastanza simile al mio. Certo lui ha studiato di più per arrivare ai titoli AIS di cui può fregiarsi, ma sono sempre più convinto che la vera 'scuola' alla fine è sulla strada, conoscere i vignaioli, respirare il lavoro in vigna e cantina, bere di più e degustare di meno.
Certo i corsi servono, AIS ma anche il base dell'ONAV è più che sufficente. Perchè come diceva mi pare Miles Davis ' impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, ma poi dimenticati di tutto e suona come ti pare'. Per esempio al mio primo livello AIS l'enologo ha spiegato come si fa il vino 'perfetto', quello asettico che viene propinato alla maggioranza di noi, ha spiegato cosa sono i lieviti, la loro funzione e che occorre utilizzare i lieviti selezionati e le temperature controllate altrimenti la fermentazione non parte. Però non insegnano che la fermentazione non parte perché i lieviti naturali sono stati ammazzati dalle porcherie chimiche spruzzate in vigna. Poi la 'strada' ti porta a conoscere vignaioli che non usano queste 'tecnologie', lavorano pulito con grande rispetto della natura, del frutto della vite, del vino che producono e del consumatore che alla fine lo beve. Questi vignaioli spesso ti parlano anche di un filosofo, Rudolf Steiner, della viticoltura biodinamica, assaggi i loro vini, all'inizio magari possono sembrare 'diversi', profumi e sapori che ai corsi non avevi mai sentito, perchè finalmente si sente il profumo della terra dove quell'uva è cresciuta, si sente la differenza tra le annate, annusi il lavoro fatto e ad un certo punto io sono arrivato spesso a pensare che sto bevendo non solo il frutto del lavoro di un vignaiolo ma, anche se può sembrare un paradosso, il vignaiolo stesso, il suo spirito. Questo in particolare se si è avuto modo di conoscerlo personalmente. Beh Andrea nel suo libro comincia ad avvicinarsi a questo tipo di produttori ed ora, attraverso il suo blog, mi pare che si stia sempre più avvicinando al mondo dei vini 'puliti', ma c'è anche chi li chiama vini veri, naturali, triple A e, abbastanza impropriamente, biodinamici. Proprio dal suo blog prendo questo stralcio di una conferenza di Sandro Sangiorgi, direttore della rivista Porthos, che ben spiega questi vini:

'Non è vero che la biodinamica costa di più. Permette anzi di avvicinarsi di più alla terra. Questo può accadere solo con pazienza e disciplina. Con la biodinamica la terra torna a vivere, paradossalmente i vini biodinamici fanno sentire meno l’uva e più il terreno, ma anche questo è naturale, sono pochissimi i vitigni che sanno spiccatamente di frutto e fiore. Il vino è un prodotto altamente civilizzato, da sempre ha avuto bisogno dell’aiuto dell’uomo: la biodinamica è una buona risposta. Rudolf Steiner, che peraltro non amava il vino, ci ha dato ottimi strumenti per ridonare vita alla terra. I polifenoli del vino rosso sono di per sé poco digeribili, quelli del legno sono ancora più indigesti, in particolare il rovere poco stagionato: il più usato dai modernisti. Dicono che la mia idea di vino è edonista, ma è il commento interessato dei tecnici. Il vino, per essere interessante, deve rispondere a tre caratteristiche: essere corrispondente al luogo d’origine; essere un ottimo ministro della tavola, mai prevaricante sul cibo ma ispirato e discreto accompagnatore; ed essere digeribile. Io sono alla ricerca di vini interessanti, ed oggi i vini più interessanti sono quelli naturali, non solo biodinamici. Questo vino, da interessante, deve diventare universale: non deve inseguire la nicchia. Essere naturali è straordinario, ma non basta. Perché inseguo questi vini? Perché nel 2001 ho conosciuto Nicolas Joly, e perché alla fine degli anni ’90 mi resi conto che, durante le degustazioni seriali per la guida Vini d’Italia, non ricordavo più i vini che avevo degustato dieci minuti prima: dovevo fermarmi'

Grazie Andrea, ti leggo sempre con piacere, e spero presto di fare un bella bevuta in tua compagnia.

disco in abbinamento: tutta la discografia di Denison Witmer, perchè lo sto ascoltando in questi giorni ed è troppo bravo e 'pulito'!

mercoledì 30 luglio 2008

estate, caldo, sete !





E' diventata ormai una consuetudine dei nostri fine pasto estivi, il gin & tonic! Ed il nostro e' probabilmente il g&t piu' buono del mondo, provo a spiegare il perche' ma il consiglio e' di berlo (non e' facile trovare questi ingredienti nei bar Italici ma val la pena provarci).
Gli ingredienti:
un capiente tumbler, tanto ghiaccio e...
Martin Miller’s Gin che e' prodotto a Langley nel cuore della Black Country, la regione cuore della Rivoluzione Industriale, in un centenario Pot Still della John Dore & Co. la Rolls Royce degli alambicchi, utilizzando bacche di ginepro, liquirizia, cannella, cassia, noce moscata, scorza di arancia e di limone. Ora la “pazzia”: il distillato parte per un viaggio di 4800 km tra andata e ritorno arrivando in Islanda, dove sarà ridotto di grado con l’acqua dei ghiacciai islandesi, l’acqua più pura del mondo.
Fever Tree, deliziosa acqua tonica dal sapore ed aroma pulito e rinfrescante, creata miscelando acqua di sorgente, oli essenziali naturali e le migliori qualità di chinino naturale proveniente dalla piantagioni poste a cavallo tra la Ruanda ed il Congo
E voila'! La calura estiva e la sete sono placate....

Disco in abbinamento: Ry Cooder - Chicken Skin Music

lunedì 28 luglio 2008

when in Texas.....





                                                               



Chi mi conosce sa che ad Austin, Tx mi ci ritrovo spesso e volentieri. I vini texani è meglio lasciarli perdere, qualche buona bottiglia la si trova nei negozi specializzati ma a prezzi piuttosto cari nonostante il dollaro debole (ma sono molto orgoglioso di aver fatto conoscere e bere ai miei amici texani, tra gli altri, la barbera di Walter Massa e lo champagne Les Rachais di Raymond Boulard, piuttosto che i soliti vini parkerizzati che bevono loro). In mancanza di un vino quotidiano alla Camillo Donati non rimane che la Shiner Bock, in Texas la si trova ovunque ma al di fuori dello stato è veramente difficile trovarla. E' prodotta dal birrifico Spoetzl appunto a Shiner, un paio d'ore d'auto a sud-est di Austin e l'anno scorso mi sono finalmente deciso ad andare a visitarlo. Questo ormai ex microbirrificio l'anno prossimo compirà 100 anni ed ormai vanta 55 dipendenti. L'edifico originario è ben conservato ed ancora in uso. Lì ho avuto modo di assaggiare la gamma delle loro birre di chiara impronta tedesca e credo che oggi in Germania nessuno, a livello di quelle commerciali, ne produca di altrettanto buone. In particolare nel 2005 con la 96 hanno cominciato a produrre le birre del centenario per arrivare degnamente al loro importante anniversario.  La 96 è una ale Marzen Style (prodotta in primavera per essere gustata in autunno all'Oktober Fest), la 97 é una lager nera presto divenuta un classico della loro produzione, la 98 è una tipica rossa bavarese, forse la miglior birra mai prodotta da loro. Ora è uscita la 99, se ne dice un gran bene e non vedo l'ora di assaggiarla magari il prossimo ottobre. Per la 100 mi toccherà tornare l'anno prossimo!! 

in abbinamento: The Road Goes On Forever di Robert Earl Keen