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giovedì 13 maggio 2010

avrei voluto essere li

Amo questa foto.
New Heaven, Connecticut. E' il 1975, avevo 18 anni, e Dylan e Springsteen si incontrano
tumblr_koi2tngcig1qzx6imo1_500.jpgper la prima volta. John Prine assiste sorridente insieme alla bella ragazza che non può mai mancare in un backstage che si rispetti.
Avrei voluto essere li, con una bottiglia, di quelle giuste. Il problema semmai sarebbe stato quale bottiglia portare.......
Chi pensa che Prine non sia all'altezza degli altri due sbaglia di grosso.
Nel 2009 Dylan in una intervista a Bill Flanagan sull'Huffington Post"Prine's stuff is pure Proustian existentialism. Midwestern mindtrips to the nth degree. And he writes beautiful songs. I remember when Kris Kristofferson first brought him on the scene. All that stuff about "Sam Stone," the soldier junkie daddy, and "Donald and Lydia," where people make love from ten miles away. Nobody but Prine could write like that."
Nella sua autobiografia Johnny Cash scrive: "I don't listen to music much at the farm, unless I'm going into songwriting mode and looking for inspiration. Then I'll put on something by the writers I've admired and used for years (Rodney Crowell, John Prine, Guy Clark, and the late Steve Goodman are my Big Four)"
Per Prine il 1975 è stato l'anno della sua maggiore popolarità con l'album 'Common Sense', il primo della sua carriere ad essere entrato nel Top 100 di Bilboard, per la verità solo 'Fair & Square' del 2005 è riuscito a ripeterne il successo.
Di Dylan e Springsteen ho potuto assistere a parecchi concerti, di Prine uno solo ma che giorno quel 16 giugno 1996 a Gallarate.
Qualche giorno prima Mr. Only A Hobo mi chiede se ero disponibile per prelevare a Linate John Prine. Impossibile rifiutare. Capite, quasi una giornata intera con lui. Abbiamo parlato per ore, e la cosa drammatica, oltre a non avere neanche una foto con lui, è che ho solo vaghi ricordi delle sue parole. Ma di sicuro ricordo che mi ha raccontato di quel giorno del 1975 e di quanto fosse legato a quei due signori, legame di amicizia non solo musicale.

Small town, bright lights, Saturday night,
Pinballs and pool halls flashing their lights.
Making change behind the counter in a penny arcade
Sat the fat girl daughter of Virginia and Ray

Lydia
Lydia hid her thoughts like a cat
Behind her small eyes sunk deep in her fat.
She read romance magazines up in her room
And felt just like Sunday on Saturday afternoon.

Chorus:
But dreaming just comes natural
Like the first breath from a baby,
Like sunshine feeding daisies,
Like the love hidden deep in your heart.

Bunk beds, shaved heads, Saturday night,
A warehouse of strangers with sixty watt lights.
Staring through the ceiling, just wanting to be
Lay one of too many, a young PFC:

Donald
There were spaces between Donald and whatever he said.
Strangers had forced him to live in his head.
He envisioned the details of romantic scenes
After midnight in the stillness of the barracks latrine.

Repeat Chorus:

Hot love, cold love, no love at all.
A portrait of guilt is hung on the wall.
Nothing is wrong, nothing is right.
Donald and Lydia made love that night.

Love
The made love in the mountains, they made love in the streams,
They made love in the valleys, they made love in their dreams.
But when they were finished there was nothing to say,
'Cause mostly they made love from ten miles away.

domenica 9 maggio 2010

Il vino ROCK lo fa il vignaiolo R'N'R

P1010595.JPG.jpegQualche post fa si diceva che il vino è rock! e lo è anche grazie hai quei vignaioli che incarnano lo spirito del r'n'r: passione sfrenata con l'amore per quello che fanno che viene (quasi) prima di tutto. Del resto Corrado, come noi, dopo il lavoro è capace di sciropparsi migliaia di chilometri per assistere a un concerto.
Corrado Dottori con i suoi vini di La Distesa incarna perfettamente questo spìrito e gli Armadilli non possono che godere quando stappano una delle sue bottiglie. I suoi sono grandi Verdicchio, ma non solo. Abbiamo voluto conoscerlo meglio.
D: In che anno hai cominciato e qual'è stata la prima vendemmia che hai commercializzato?
R: La storia comincia nel '96,'97 e '98 con una serie di primi imbottigliamenti "hobbistici". Dalle proprietà che erano prima di mio nonno e poi di mio padre si produceva ancora un pò di vino sfuso fatto dal vecchio mezzadro e, avendo da sempre la passione del vino, mi sono buttato nella cosa. La mia prima vendemmia vera e propria (all'epoca abitavo ancora a Milano) è quella del 1999. Ma l'inizio vero e proprio è stato con l'annata 2000.
D: Quale è, e quando l'hai realizzato, il motivo che fare il vino sarebbe stata la tua passione?
R: Che il vino fosse una passione più o meno l'ho sempre saputo. Perché diventasse un mestiere c'era sicuramente bisogno di Valeria, mia moglie, perché la scelta di trasferirci a Cupramontana (dove peraltro sono nato) l'abbiamo fatta assieme e senza di lei magari sarebbe andata diversamente. E poi c'era il fatto che la città e il lavoro dipendente mi andavano sempre più stretti...
4184689719_fe04e6e220_o.jpgD: La scelta di lavorare naturale è stata sin dall'inizio o è arrivata in seguito?
R: Ereditando vigneti "convenzionali" il percorso verso il "bio" è stato meditato e raggiunto pian piano. Era una mia idea fin dall'inizio, ma partivo completamente da zero come esperienza e conoscenze e non ho voluto affrettare i tempi. Così anche in cantina c'è stato un progressivo lavoro di sottrazione. Diciamo che sui vini più da "invecchiamento" lavoro secondo un approccio naturale dal 2004. Dall'annata 2007 tutte le mie vinificazioni sono di tipo naturale (che poi ciascuno su questo ha la sua idea ma vabbé...)
D: Bietti nel suo recente libro 'Vini Naturali d'Italia' nota che le Marche è una delle regioni più interessanti per gli appassionati di vino, in particolare di quelli naturali. Da relativamente pochi anni consumatore di vini naturali devo dire che la tua regione per me è sempre stata legata al Verdicchio, magari nella bottiglia a forma di anfora. Ma si trattava di un 'altro' Verdicchio. Com'è oggi la situazione? Onestamente faccio fatica a staccarmi da La Distesa e quel poco che assaggio in giro difficilmente mi emoziona.
R: Il Verdicchio dopo la profonda crisi anni '70 e '80 ha vissuto un periodo di grande euforia negli anni novanta sulla scia di ottimi produttori come Bucci e Canestrari, oltre che a un discreto miglioramento medio di tutti i vini, anche quelli più "industriali". Oggi secondo me si vive nuovamente un periodo non felicissimo dovuto ad una grande standardizzazione. I vini della zona si assomigliano sempre di più e si ragiona molto secondo quello che richiede il mercato al momento. Si fa molta fatica a "leggere" l'interpretazione del produttore o la vigna di origine: personalmente se assaggio 20 verdicchio capisco forse prima l'enologo che la cantina o la zona. Il che la dice lunga... Trovo più stimolante in questo momento il sud delle marche, il Piceno. Su Montepulciano e Pecorino sicuramente oggi si casca meglio.
D: Joly definisce così i tre elementi che compongono l'armonia del vino: il luogo dove è piantata la vigna lo strumento, il vignaiolo il musicista e l'agricoltura l'acustica. Ti ci ritrovi in questa definizione? Qual'è il tuo rapporto con la musica?
R: Io in realtà quando mi getto in queste metafore vedo la vigna (e la stagione) più come uno spartito. La natura ci fornisce uno straordinario spartito che certamente poi il vignaiolo interpreta attraverso uno strumento, un mezzo, che è appunto la coltivazione, l'agricoltura. Non eccederei, però, in queste similitudini, nel senso che la musica è una disciplina del tutto particolare, misteriosa e complicata (Nietsche la considerava infatti l'arte assoluta).Per quanto mi riguarda la musica ha sempre rivestito un ruolo di primo piano. Mio fratello è musicista professionista, diplomato in conservatorio, laureato in musicologia e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta. Da adolescenti non si faceva altro che suonare ed ascoltare dischi. Poi sono venuti i concerti. Grandi, piccoli, festivals, ecc. Con gli amici più cari la musica è sempre al centro dei nostri discorsi. E poi adesso c'è la rassegna estiva che organizzo nel mio agriturismo insieme a mio fratello, Musica Distesa, cercando di presentare gruppi e cantautori della scena "underground" italiana...
D: Personalmente sto notando un notevole miglioramento dei tuoi vini o se preferisci mi piacciono di più. Il Terre Silvate ed il Nur 2008, bevuti di recente, li ho trovati fantastici. Tanta freschezza e bevibilità per il primo quanto ricco di complessità ed emozioni il secondo. Al di là del millesimo credo che una crescita corale dei tre elementi sia innegabile. Quale canzone o disco abbineresti a questi due vini?
R: Ti ringrazio dei complimenti. Come dicevo prima, io partivo da zero (o quasi). Credo quindi che sia normale migliorarsi, ridurre gli errori, aumentare la consapevolezza di quel che si sta facendo. Anche una realtà piccolissima come la mia in realtà mette in moto una serie di scelte e di operazioni complicate, rischiose, difficili da gestire. Per quel che riguarda l'abbinamento, Marco Casolanetti, l'uomo del Kurni, ha abbinato il Terre Silvate 2008 ad "After the gold rush" di Neil Young in un libro bellissimo che si chiama Rockitchen. Non aveva tutti i torti, anche se a me piace pensare al Terre Silvate anche come ad un vino facile ed immediato, con quella leggerezza pop tipo certe cose dei Byrds o dei Beatles. Tipo "Ticket to ride"... Nur 2008 secondo me è psichedelico, ma della psichedelia campagnola hippy e folk... "Deja vu" di CSN&Y oppure "John Barleycorn must die" dei Traffic.
D: Quale abbinamento invece per il Verdicchio Riserva Gli Eremi (qui sono fermo al 2005 ma ho anche il 2007 pronto in cantina) e il Nocenzio che, avendo sempre bevuto solo i tuoi bianchi, è stata per me una piacevole sorpresa
R: La Riserva Gli Eremi, lo dico sempre, è il mio vino, croce e delizia... E' il mio modo personale di vedere Cupramontana come fosse Montrachet, sapendo che è una follia, beninteso... Io gli abbinerei qualcosa di elegante e complesso assieme. Dove sonorità acustiche ed elettriche si fondono. i Wilco di "Sky blu sky" ad esempio. Il Nocenzio, invece, è il vino più rock'n'roll che faccio, punkettaro da giovane, austero da vecchio. Diciamo Pearl Jam, "No code".


D: Un discorso a parte credo meriti il 99, un originale metodo Solera a base Trebbiano e Verdicchio. Come ti è nata l'idea per questo vino e, ovvio, quale abbinamento musicale suggerisci?
R: L'idea di questo vino è nata da una serie di coincidenze. Innanzitutto una botte rimasta scolma della mia prima vendemmia, la '99 appunto, che è divenuta la "madre". Poi la sperimentazione dell'appassimento, fatta per una serie di annate che sono andate a "rinfrescare" quella botte e a metterne in moto altre 2. E poi il mio scarso amore per i passiti classici, dolci e stucchevoli. Ho provato a fare una cosa diversa, un pò Jerez, un pò Vinsanto tradizionale, un pò Jura... Qui non ci vedo altro se non del Jazz. Ma sporco, acido. Miles. "In a silent way", ad esempio.


D: Di quale musicista di porteresti la discografia completa sull'isola deserta e con quale cassa di bottiglie?
R: Chi mi conosce lo sa. Sono uno springsteeniano malato (brutta razza). Ho provato a disintossicarmi ma è durissima. Ci ricasco sempre. Solo che Bruce lo vedo meglio con un bel birrozzo che col vino... 

venerdì 11 dicembre 2009

The Snake The Cross The Crown

La copertina di 'Cotton Teeth', disco del 2007, aveva attirato la mia attenzione, beh le nuvole sono sempre un'ottima scelta. Ma poi era stata la musica a dare il colpo dell'innamoramento definitivo. Non leggendo ormai da tempo riviste musicali pensavo che fosse stata loro prestata la dovuta attenzione. Invece oggi, in occasione dell'uscita dello splendido DVD 'On The Carousel Of Sound, We Go Round' (con cd di 14 canzoni in abbinamento) mi ritrovo a parlare in giro con amici e mi rendo conto che nessuno li ha mai sentiti nominare e non è bello.
Originali dell'Alabama si sono trasferiti in California ed ora pare siano sparsi per gli States al punto che non si sa se la band continuerà ad esistere o meno. Curioso il nome che nasce proprio dallo stemma della nostrana Alfa Romeo quale tributo al padre di uno dei membri della band proprietario di una officina di riparazione della casa automobilistica distrutta dalle fiamme.

Le loro splendide canzoni risultano piuttosto originali anche se le dovute influenze, da The Band ai Wilco ai Radiohead, si fanno sentire. Per non parlare del meraviglioso strumentale 'Lullaby' (dal CD allegato al DVD) che non può non ricordare i Sigur Ros più melodici ed ammalianti.
Il trailer del DVD, da vedere fino alla fine, da già una buona idea della band




Fresco di visita in Alsazia non posso che abbinare un gran rosso della terra che forse ingiustamente è rinomata solo per i bianchi. Elegante e raffinato come la band in questione è il Pinot Noir Gérard Schueller et Fils, naturale e senza solforosa aggiunta opera di Bruno, un autentico vignaiolo fuoriclasse alsaziano. Ne ho fatto buona scorta e non vedo l'ora di stapparlo con i pards armadilli.

domenica 6 settembre 2009

Aussie power

Ovvero non solo Nick Cave..
Si parla sempre troppo poco di Australia, la terra dei canguri invece è sempre
stata foriera di realta' molto interessanti in campo musicale. Qualche nome?
Nei '70 lasciano il segno i Dingoes una sorta di The Band locale e, non a caso nel loro ottimo "Five Times the Sun" troviamo il cameo di Garth Hudson e di .Nicky Hopkins
Circa dieci anni dopo gli Hoodoo Gurus, un gruppo di ragazzi scatenati che suonavano garage-rock con l'intensita` del punk-rock irrompono sulla scena, bello e stimolante il loro “Stoneage Romeos”del '84.
Paul Kelly col suo songwriting raffinato ci ammalia nel decennio sucessivo, splendido il suo “comedy” del '91 seguito dai non meno interessanti “wanted man” ('94) e “Deeeper Water” ('95).
I Waifs lasciano il segno a cavallo del nuovo millennio, il “Live from the Union Soul” conferma la grandezza di questa band che fonde esperienze collettive e popolari di folk, country, blues e roots suonate con estremo gusto e perizia tecnica di gran livello.
E come dimenticare i Cold Chisel del grande Jimmy Barnes, del John Butler trio
e di...., ditemi voi gli altri ma il primo che dice AC/DC ha il cartellino rosso..

John Butler, Kev Carmody and Paul Kelly


Mi astengo di fare il consueto abbinamento con la bevanda odorosa. La motivazione?
Non ho ancora bevuto un grande vino naturale Australiano, al contrario della musica sembra che l'omologazione ed il gusto ruffiano/internazionale la facciano ancora da padroni anche se qualcosa pare si stia muovendo pure la': http://www.redwhiteandgreen.com.au/ bene, bene..

martedì 25 agosto 2009

clouds






I've looked at clouds from both sides now,
From up and down, and still somehow
It's cloud illusions i recall.
I really don't know clouds at all.

I've looked at love from both sides now,
From give and take, and still somehow
It's love's illusions i recall.
I really don't know love at all.


giovedì 2 luglio 2009

parole - musica - vino


sto ripensando quanto letto qui ieri mentre ascolto il nuovo disco di Scott Matthews 'Elsewhere' e credo che in fondo la recensione di un disco o di un vino non serva a nulla. Perlomeno a me che le ho ormai abbandonate da qualche anno. Di recensioni di dischi ne ho lette migliaia e per un certo periodo ne ho anche scritte. Ricordo ancora la fatica mentale che comportava. Chi scrive ha una responsabilità pazzesca nei confronti di chi legge e di chi ha creato un disco, ma pure un vino. Con rare eccezioni ormai le critiche sanno tanto di 'mestiere' e puzzano di interesse e auto compiacimento. Quante incazzature per dischi acquistati grazie a belle recensioni e presto abbandonati o dischi che amo stroncati. Per questo disco ad esempio un mese fa dopo il primo ascolto lo avevo etichettato come opera inferiore all'esordio di tre anni fa, parecchio inferiore, se ne avessi dovuto scrivere sarebbe stata una stroncatura. Questa notte per non so quale ragione sono andato a ripescarlo e me ne sono innamorato. La musica come il vino regala emozioni da cogliere e non sempre abbiamo la mente ed il cuore liberi per coglierle. Ed oggi vale più la parola di un amico, magari il racconto della sua emozione su un blog, per incuriosirmi all'ascolto. Per la musica internet è un veicolo pazzesco, in un attimo ti permette di ascoltare e volendo, se ti piace, di acquistare. Io per scelta acquisto solo in vinile, e meno male che sono tornati a farli, altrimenti mi accontento dei files.
Per il vino fortunatamente esistono ormai tante di quelle manifestazioni dove poter assaggiare, se proprio non si vuole andare direttamente dal produttore, ed anche in questo caso le recensioni e le guide le ho abbandonate da tempo ad eccezione di una eccezionale rivista di approfondimento. Amo il vino, amo berlo non degustarlo, amo chi fa il vino che amo. Le note tecniche, quelle olfattive, i sentori li lascio volentieri agli 'esperti'. L'emozione del vitigno, della terra dove è cresciuto, del lavoro del vignaiolo nessuna recensione o guida riuscirà mai a darmela. Leggere meno e cercare le emozioni che più fanno per noi. Non me ne voglia Paolo, è pur sempre l'unico giornalista musicale con ancora qualcosa da dire.

martedì 12 maggio 2009

1978











mi ha fatto veramente piacere vedere le 'firme' musicali che più stimo prendere in mano la tastiera per difendere Blondie. non volevo criticare questa band che sicuramente ha rappresentato qualcosa di importante nella storia del rock. E' solo che all'epoca non li ho mai cagati più di tanto, sapete ero impegnato ad ascoltare dell'altro....... Questo post un po' sbilenco l'ho 'pensato' mentre tornavo a casa dell'ennesima cena di lavoro, ovviamente innaffiata a dovere (più bevo i suoi vini e più sono convinto che a Mr. Paraschos occorra fare un monumento!), grazie a 'Got No Breeding' di Jules Shear and the Polar Bears che usciva dallo stereo della macchina. Ebbene si già allora cominciava ad affiorare il mio amore per il poppeggio. Dopo aver letto i commenti al mio precedente post mi domandavo come mai non ha mai avuto un disco di Blondie. Forse ero già troppo vecchio per la 'new wave' (ma mi sa che Blue ha più o meno la mia età) ma molto probabilmente ero troppo preso da altro, TAC!

lunedì 11 maggio 2009

love is so confusing there's no peace of mind

non sono mai stato un fan di Deborah Harris e della sua band Blondie. 'Heart of Glass' è stato uno dei loro più grandi successi a cui non avevo mai badato più di tanto. Ora arriva questa bella band, 'Old School Freight Train', e cosa ti piazzano proprio in apertura del loro nuovo disco? Proprio lei e la rendono un piccolo gioiello. Loro sono una band di chiara impostazione bluegrass ma la loro offerta è assai variegata con influenze che spaziano da Paul Simon ai Wilco. Un bel suono, moderno, dove spicca la voce del leader Jesse Harper, capace di catturare anche l'ascolto più distratto. E poi sono riusciti a farmi innamorare di una canzone di Blondie..........

"Heart Of Glass"

Once I had a love and it was a gas
Soon turned out had a heart of glass
Seemed like the real thing, only to find
Mucho mistrust, love's gone behind
Once I had a love and it was divine
Soon found out I was losing my mind
It seemed like the real thing but I was so blind
Mucho mistrust, love's gone behind

In between
What I find is pleasing and I'm feeling fine
Love is so confusing there's no peace of mind
If I fear I'm losing you it's just no good
You teasing like you do

Once I had a love and it was a gas
Soon turned out had a heart of glass
Seemed like the real thing, only to find
Mucho mistrust, love's gone behind
Once I had a love and it was divine
Soon found out I was losing my mind
It seemed like the real thing but I was so blind
Mucho mistrust, love's gone behind

Lost inside
Adorable illusion and I cannot hide
I'm the one you're using, please don't push me aside
We could've made it cruising, yeah

Yeah, riding high on love's true bluish light

Once I had a love and it was a gas
Soon turned out to be a pain in the ass
Seemed like the real thing only to find
Mucho mistrust, love's gon
e behind



martedì 17 marzo 2009

brother jono and the last wines of winter (take 2)



il 'nostro' Jono ha appena concluso un nuovo tour in Italia in compagnia di John Popper, leader dei Blues Traveler. I due sono legati da lunghi anni di amicizia cementatasi sul palco dell'ormai defunto Nightingale di New York. Sto giro sono stato presente a solo due date e stasera uno stanchissimo, Jono è passato a salutarmi prima di partire. Mi ha confermato che il tour è andato bene ed i suoi programmi futuri. Al rientro si fermerà a NY per mixare il disco di Tao Seeger (nipote di Pete), da lui prodotto ed il 3 maggio lo accompagnerà nel concerto del Madison Square Garden per i 90 anni di Pete dove suoneranno parecchi illustri colleghi. Inoltre Jono e Popper stanno terminando il loro disco insieme che si preannuncia molto interessante, speriamo trovino un'etichetta (magari valdostana) che pubblichi il loro disco anche qui da noi.
In tutti i concerti del tour questa grande canzone non è mai mancata:

The Mountains Win Again
Words & Music by B. Sheehan


I pick up my smile put it in my pocket
Hold it for a while try not to have to drop it
Men are not to cry so how am I to stop it
Keep it all inside don't show how much she rocked ya

Ooh can you feel the same
Ooh you gotta love the pain
Ooh it looks like rain again
Ooh I feel it comin' in
The mountains win again
The mountains win again

Dreams we dreamed at night were never meant to come to life
I can't understand the ease she pulled away her hand
This time in my life I was hurt enough to care
I guess from now on I'll be careful what I share

Ooh can you feel the same
Ooh ya gotta love the pain
Ooh it looks like rain again
Yeah feel it comin' in
The mountains win again

A pocket is no place for a smile anyway
Someday I will find love again will blow my mind
Maybe it will be that love that got away from me
Is there a line to write that could make you cry tonight
Can you feel the same
Yeah ya gotta love the pain
Ooh it looks like rain again
Ooh feel it comin' in
The mountains win again
Ooh the mountains win again


Sabato scorso è stata anche l'occasione per un'altra sessione di 'the last wines of winter', un po' con la scusa di far assaggiare qualche vino naturale 'nuovo' al coinquilino di questo blog. 
Il Vermentino 2004 di Dettori é una meraviglia (grazie Jean P!!). Dimenticatevi, anzi lasciate pure perdere, i Vermentino sardi che avete bevuto sino ad ora, tutti più o meno uguali e di una banalità disarmante. Questo è IL Vermentino, frutto di quella straordinaria zona della Sardegna che si chiama Romangia. La limpidezza prossima al nulla all'inizio potrebbe spiazzare qualche fresco frequentatore di corsi sul vino ma appena si avvicina il naso, dopo un'adeguata ossigenazione, e lo si comincia a sorseggiare si apre un mondo affascinante che non può lasciare insensibile davanti a tanta meraviglia nemmeno chi ha bevuto aranciata fino al giorno prima.
Da rivedere il Dinavolo 2006, fratello dell'Ageno e frutto della stessa mano, quella del bravo Giulio Armani de La Stoppa. Forse ancora acerbo, verde, tannico, mi sono posto la domanda a che cibo lo avrei abbinato ma non ho trovato risposta. Credo occorra aspettarlo.
Il Rosso di Montalcino 2006 di Campi di Fonterenza ed il Geos 2004 di Fattoria Castellina, due belle conferme (ultimamente li ho bevuti spesso) di aziende che lavorano in modo serio e che sono garanzia di bel bere.

lunedì 5 gennaio 2009

ecco perché 'ARMADILLO'


In molti conosco la mia passione per Austin, Tx. Una passione nata negli anni settanta alimentata dall'ascolto dei dischi di Jerry Jeff Walker, Gary P. Nunn, Guy Clark, Butch Hancock, Joe Ely e moltissimi altri. Austin era allora, molto più che oggi, la vera capitale mondiale della musica dal vivo. Purtroppo all'epoca di andarci non se ne parlava nemmeno e le fantasie sul luogo si alimentavano anche grazie a riviste, libri, qualche sparuto film. Internet non era neanche immaginabile e trovare materiale era impresa ardua e faticosa ma in quel di Gallarate ed in un buon numero di negozi milanesi si spacciava roba buona. Poi c'era una canzone London Homesick Blues (Home With The Armadillo) di Gary P. Nunn con un ritornello killer che mi avrebbe portato a sognare di essere la, all'Armadillo World Headquarters

 L'AWHQ apre il 7 agosto 1970 e diventa subito il centro di aggregazione dei giovani di Austin, città universitaria che accoglie studenti da tutti gli States, musica dal vivo ogni sera. E' sicuramente il luogo dove si sviluppa quel movimento detto Cosmic Cowboy ma non solo; vi hanno suonato tutti i migliori musicisti, da Freddie King a Jerry Lee Lewis, da Springsteen a Zappa (che vi ha anche registrato un disco dal vivo) e vi nascevano leggendarie jam spontanee con i musicisti di casa.
L'AWHQ deve chiudere i battenti il 31 dicembre 1980 causa sfratto dopo dieci anni che hanno segnato in modo indelebile la musica texana e non.

Uno degli artefici e gestori dell'Armadillo è Jim Franklin, artista autore di molti dei poster dei concerti, di copertine di dischi ed anche musicista. Da alcuni anni colleziono i suoi bellissimi posters, ho avuto modo di conoscerlo ed ora ad ogni mia visita passo sempre a salutarlo e magari ne recupero qualcuno che mi manca.
Sentirlo raccontare di quegli anni è uno spettacolo, ha conosciuto tutti quanti e spesso ha suonato in jam con loro. Per intenderci nel filmato è quello che presenta Commander Cody, non male il suo copricapo!

Se comunque capitate ad Austin fermatevi daThreadgill's, ristorante con musica dal vivo gestito da Eddie Wilson, il proprietario dell'Armadillo ed ora collocato proprio dove sorgeva originariamente l'AWHQ. Oltre che un ottimo ristorante è praticamente un museo dedicato all'AWHQ pieno di memorabilia. 

Ma il nome di questo blog dice ArmadilloBar, beh questa è un'altra storia che speriamo di poter raccontare presto....

mercoledì 15 ottobre 2008

black cab sessions

simpatica iniziativa, qualcosa del genere avevano provato a farlo anche da noi Lifegate Radio in collaborazione con la Kia Motors, ma la cosa sfortunatamente non è durata molto. Qui siamo in Inghilterra e le performances si svolgono sul sedile posteriore di un tipico taxi londinese. Alcune sono davvero interessanti. Qui trovate quella dei Fleet Foxes, che a breve suoneranno in Italia. Ma la lista è molto lunga. Tra gli altri: 
King Creosote
Brian Wilson
Calexico
Micah P Hinson
Bon Iver
My Morning Jacket
Spoon
Stephen Fretwell
Okkervil River
The Felice Brothers
The Kooks
Lightspeed Champion
The Ravonettes
Scout Niblett
The National
Elvis Perkins
The New Pornographers
Langhorne Slim
Death Cab For Cutie
Bill Callahan
Daniel Johnston

giovedì 28 agosto 2008

fine agosto con Luglio...



Ho avuto il piacere di trascorrere alcune giornate in compagnia di Fabio Luglio, appassionato gourmet (ha visitato, piu' di una volta tutti i migliori ristoranti del mondo!), grande palato ma sopratutto "talent scout" di vini veri/naturali o triple A che dir si voglia. Dobbiamo dire grazie anche a lui se ora riusciamo a deliziarci il palato con "chicche" come l'anjou "les nourissons" di Stephane Bernaudeau (salvatore di un vecchio vigneto di 93 anni) o "la lune" di Marc Angeli (il più integralista, il più "arrabbiato", il più romantico dei vignaioli) oppure il raro ed affascinante vino Georgiano rkatsiteli di Prince Makashvili Cellar solo per citarne alcuni...
Dal canto mio potevo contraccambiare solo facendogli conoscere gli artisti "veri/naturali" di CdM records, e devo dire con grande piacere che Stefano Barotti, Jono Manson, Andrea Marti e Paolo Bonfanti hanno fatto breccia nel "palato musicale" del nostro amico.
Bravo Fabio, avanti cosi'sempre alla ricerca di nuove emozioni, in questo siamo molto simili!

Gli abbinamenti a questo post fateveli voi, io vi ho dato gli ingredienti...

ps nella foto Fabio e' quello a sinistra...