martedì 6 gennaio 2015

La Porte d'Italie



gdf

La prima buona idea arrivando dalla Francia in Italia. L'ultima buona idea prima di infilarsi in quel tunnel minaccioso e mettersi nelle mani dei Galli. Una torta : la Mont Blanc, da dividere tra cugini. Giù di sotto - dove partimmo inutilmente in molti per conquistare Punta Helbronner- oggi c'è, al posto di un negozio di souvenir inoubliable, oggi c'è un quadro di Edward Hopper, oggi c'è l'Armadillo Bar. Funivia spostata, spazio all'Armadillo Texano, che da qualche giorno corre in falso piano lungo la Val Ferret, per scaldarsi, tra un bicchiere e l'altro.

Era un sogno, Armadillo Bar, wine food and music, luogo apparentemente virtuale dove ci butto dentro ogni genere di cenere e residuo alcolico da almeno cinque anni, le mie energie più vere. Oggi è realtà, Armadillo Bar Courmayeur La Palud c'è: vino, cucina e musica. Sembra uguale da leggere, ma di mezzo c'è tanta di quella roba passata nei tubi e nel sistema nervoso di tanti uomini sensibili che ora mi spiace tanto di non essere subito lì, con loro, per abbracciarli, al freddo, mentre al faro fa tiepido.

Volevo, dovevo aspettare un attimo Luciano, Alessandro -yanez e ciciuxs- e anche per rispetto a tutti gli altri che stanno dando una mano a domare gli avventori, ma porco giuda non ce l'ho fatta, mi dispiace di non essere lì oggi a darvi una mano, ma prometto di arrivare presto per assaggiare le 230 etichette di vini non convenzionali, accompagnati da qualche piatto semplice, ma non troppo, e tanta buona musica d'autore, anticonformista.

Volevo aspettare a salire prima di scrivere, ma non si può, non ce l'ho fatta, perchè questa è la prima buona notizia del 2015, anche se voi l'avete provocata un giorno prima della fine del 2014, fidandovi dell'inizio. Mi tira su il morale questa cosa, mentre la luna mi indica ombre, prolungando il segno del Leone in una foresta piena di insidie. 

Comunque l'avevate pensata andava fatta, in quelle notti passate a conversare animatamente al Dente del Gigante, sovvertendo l'ordine dei fattori, cercando di arrivare alla soluzione per una via diversa per Les Grands Jorassess. Non è un locale pubblico che fa nascere un sito web stavolta, ma un blog che provoca, e poi una pagina facebook, il contrario che ci appartiene, l'opposizione, molto merito vostro e tanta passione vera condivisa per uno sport che richiede tempo, applicazione e disciplina prima di essere messo in pratica a livello agonostico.




A bientot les amis 














gdf 5 min

lunedì 5 gennaio 2015

L'Oro del Rodano



Il Cavaliere di Sterimberg

Gesso e argilla, ingobbio e oro

By  Marziapuntini ... ...


"Da Vienne a Marsiglia,
dal Cavaliere templare Gaspard
de Sterimberg ritiratosi
a vita monastica sulla
collina di Tain l’Hermitage
presso la Chapelle,
sino ai ritorni travolgenti
di Edmond Dantes a Beaucarie
nel dipartimento del Gard alla
bocca del Rodano. Sole, sale,
un pizzico di Mistral, e vino vino
e non quello di una notte sola."





domenica 4 gennaio 2015

Perché no.



Marco 50&50

Si, c'è anche un tocco di zenzero, adesso basta scolare&spadellare 




Due ore prima:

Faccio un salto all'Esselunga, mi manca lo zenzero, vado a piedi così smaltisco.

Alzati, dobbiamo andare a fare la spesa, vado nel box a prendere la macchina, chiudi tu, ti aspetto fuori.

Un suv con un equipaggio femminile a bordo si ferma per farmi passare, il pilota è una bella donna, il navigatore sta navigando col telefonino, attraverso.

Siamo quasi arrivate, ci fermiamo per lasciar passare uno che attraversa, devo ricordarmi di prendere lo zenzero.

Lo zenzero fresco è preso d'assalto, l'equipaggio del rally della Vigilia mi si avvicina 

Scusi sa dove posso trovare lo zenzero?

Davanti a lei, ma non sono io, anche lui si nasconde sotto falso nome, lo metterò nelle mie pennette al salmone, voi invece come lo usate...

È la prima volta, volevamo provare a rifare i biscotti pan di zenzero che lei (indicando la figlia ancora al telefonino) ha assaggiato quest'estate quando è andata in Inghilterra per perfezionarsi con la lingua.

Mentre mi chiedo se abbia raggiunto la perfezione le perdo di vista per ritrovarmele spesso&volentieri nel mirino, la mamma in versione aggressive gioca a far la sorella, la figlia, dalla carnagione chiarissima e pesantemente truccata, sembra una piccola reginetta del burlesque.

Nell'isola ormai quasi deserta delle offerte, le inquadro distrattamente e mentre metto nel mio carrello da mezzo toscano i sapori di una volta, la mamma lascia un secondo di troppo lo sguardo nella mia direzione facendomi sentire insuperabile...




Al reparto formaggi torno lombardo e con i piedi per terra, ho ricevuto un invito esplicito per un risotto:



il Carnaroli dalla Lomellina finirà presto in pentola con la zucca, a cottura quasi ultimata una bella mantecatura con il gorgonzola appena acquistato e, ci si prova, una riduzione al Marsala.




Mamma perché guardi il tipo dello zenzero, spero non ti piaccia...

Le perdo, poi me le ritrovo davanti in cassa, la navigatrice al telefono non muove un dito, mentre la mamma paga e pilota lentamente l'intera spesa nel carrello con destinazione suv.
La piccola Von Teese ha mani curatissime e, non posso non notarlo per via dell'incontro ravvicinato, un profumo che stordisce...




...In un grande magazzino una volta al mese, spingere un carrello pieno sotto braccio a te e parlar di surgelati rincarati, far la coda mentre sento che ti appoggi a me

M 50&50

venerdì 2 gennaio 2015

Il retrogusto del Rossese di Dolceacqua


gdf


Un SMS. Un solo sms è bastato per scatenare l'ennesimo Rossese Day. Grazie a Massimo Viglietti e Delio Viale. Un SMS sfuggito dal mio blackberry, la mora selvatica, e l'organizzazione di una bella cosa su questo vino dal retrogusto di mora selvatica è partita, ri partita. Il tutto in meno di un mese affinchè l'evento si ripetesse, di nuovo qui, ad Apricale, in uno dei nostri locali di riferimento.

Venticinque o più etichette diverse di Rossese di Dolceacqua, di tre annate diverse : 2011, 2012 e 2013 per apprezzare stili diversi e diverse intepretazioni di un medesimo vitigno, piantato su terreni abbastanza diversi, su esposizioni a volte molto diverse, ben riconoscibili da parte di chi questi vini li fa, li serve, li beve.


Non si dovrebbe stare in tredici a tavola, ma nessuno è più superstizioso dopo la dodicesima bottiglia di Dolceacqua, ormai eliminato dalla mente il termine Rossese, ed individuando un singolo comune come simbolo comune. Sembra un gioco di parole, ma sarà questo il prossimo passo anti campanilismo da fare per dare ancora maggior impulso alla valorizzazione di questo vino unico, e quindi da non confondere con altri "Rossesi" provenienti dalle altre zone della regione Boomerang per eccellenza.


Il retrogusto del Rossese, quello che non se  ne va né la sera stessa né il giorno dopo, lasciandoti quella sensazione di mora selvatica e amarognola, anche se ogni tanto incontri qualche bottiglia beauty case o prugna confit, ma il bello del Dolceacqua ( che come il Diano d'Alba potrebbe fare a meno del nome del vitigno ), dicevo, il bello del Dolceacqua è il retrogusto comune a tutti (quelli buoni), quel prolungamento del piacere acquisito sorso dopo sorso, fino a marinarti i visceri, anche meglio di uno spezzatino di capra e fagioli.

Giochiamo in casa ...

La carta vini del Ristorante Da Delio, che distingue le diverse zone di provenienza del Dolceacqua

Le annate recenti di un quindicina di produttori, a cui si aggiungeranno annate più vecchie



C'è anche la new entry di Ka Mancinè, che merita l'etichetta dorata ...

Alessandro e Maurizio Anfosso

Nino Perrino e Filippo Rondelli

Prima i bianchi : di Testalonga, Terre Bianche, Anfosso ...

Insalata di stoccafisso

Il tortino di patate e carciofi ... e altri antipasti a seguire.

I sempre impeccabili ravioli di coniglio nella sua salsa a cui seguirà la tipica capra e fagioli ...

E lo zabaione con pansarole, per tirar tardi


Di ritorno a Dolceacqua, per una visita in cantina da Testalonga



Nino stappa bianchi e rossi di veneranda età, perché anche i suoi bianchi possono sorprendere per l'incredibile longevità

Maurizio Anfosso, Massimo Viglietti, Luca Canessa


Rossese Day 2014, una maniera buona anche per ricordarci dell'amico Franco Solari, nel terzo anniversario dalla scomparsa di un caro amico che tanto amava questi vini e questa compagnia.







giovedì 1 gennaio 2015

L'anno che verrà



Marco 50&50


Spritz ...

La vita, per agra che sia, per dirla alla Bianciardi, riserva momenti dolci, se poi consideriamo che la parte acida è essenziale, per contrasto, a farci apprezzare maggiormente quel che c'è di buono da godere prima che il tempo e le opportunità passino, non possiamo non apprezzare la serata di fine duemilaquattordici, ma soprattutto, vista in positivo, di inizio duemilaquindici, col botto beneaugurante del tappo del Guardiano all'Agrodolce di Imperia.


Bianco, cipolle rosse, curry ...

Dalle ventuno al bonne année, il più giovane stellato italiano, ha sfornato, in centottanta minuti, una bella sequenza di piatti, mantenendo alto il ritmo di collaborazione tra sala e cucina.
Piatti puliti, ben presentati, ben calibrati, la sofferta rinuncia al kiwi, il freno sull'agro per non sfidare apertamente gli ospiti, evitando intoppi in una serata che deve accontentare, belini, milanesi in trasferta, cortesi francesi, attenti piemontesi e curiosi mezzi toscani.


Brandade, condiglione, carasau, crumble di nocciole

Affrontare la serata più difficile dell'anno sia per il cliente che per il ristoratore è una scommessa, non ci si può sottrarre, in palio la rinascita, un nuovo inizio, si levano le ancore, si salpa dalla Darsena, le incognite targate 2015 appena fuori dal porto, le certezze in un locale accogliente, dalla gestione giovane&motivata che ha saputo proporre un buon peso specifico nella parte della bilancia riservata alla qualità, che non ha perso la partita con quella destinata alla raccolta degli euro.

Calamaretti grigliati, pomodoro, mozzarella di bufala e basilico

Per onestà intellettuale non posso non segnalare peccati veniali sulle temperature di servizio, compensati per altro dall'armonia dell'insieme delle portate per un percorso netto sul quale mettere la firma, senza riserve, in attesa dell'anno che verrà.

Ricciola al lime, finocchietto e insalatine

Cappelletti di cappone nel suo brodo

Risotto Carnaroli al fumo, gambero rosso, limone candito e caviale d'aringa

Cotechino in crema di lenticchie

Qualche formaggio ...


Moijto


L'isola che c'è, panettone tostato, crema esotica, fiordilatte e cioccolato

Piccola pasticeria

M 50 + gdf