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venerdì 8 luglio 2011

Jura | La festa del 16/17 Luglio al Domaine de La Pinte

- gdf 2011 -
Tra le iniziative più intelligenti che un produttore di vino può decidere di mettere in pratica c'è sicuramente questa: aprire uno show room adibito a vendita e degustazione al centro della località di riferimento della regione. In questo caso la regione è il Jura è la località di richiamo turistico è Arbois. Riuscire poi ad aprire il locale giusto di fronte ad un ristorante due stelle Michelin vuol dire garantirsi una ricaduta di clienti già ben disposti ad assaggiare e comprare vini di qualità. Poi, se affascinati dalla qualità e dalla tipicità dei vini si vorrà anche fare un salto al Domaine, la giornata sarà sicuramente stata spesa bene: http://www.lapinte.fr/
Molto bella anche la proprietà, circondata dai 34 ettari di vigneti tipici del circondario : Chardonnay, Savagnin, Poulsard, Trousseau e Pinot. Il Domaine può contare su una gamma decisamente completa di denominazioni, oltre a qualche chicca come questa che vedete qui sotto:

Si tratta di un passito. Le uve sono state messe ad appassire durante cinque mesi prima della vinificazione e il risultato è tutto espresso in un bouquet costruito su sentori di spezie dolci, frutta secca e frutta disidratata. Ottimo con pane tostato e torcione di foie gras. Meno interessante il tranciante Cremant , veramente dura buttarne giù più di un bicchiere, cosa più probabile con i rossi, dove tra Pinot e Poulsard ha invece per una volta la meglio il sostanzioso Trousseau, più completo e il più complesso tra i rossi assaggiati. Interessanti i bianchi, puliti e fini, dai sentori netti e precisi. Più complesso il Savagnin dello Chardonnay, che da queste parti si esprime in maniera molto diversa rispetto alla Borgogna, meno ampio, più secco, più acido, più magro. L'azienda è biologica già dal 1999 è si è definitivamente convertita alla biodinamica da un paio d'anni. Sapendo quanto amino queste cose gli armadilli , e siccome dovrebbero stare non troppo lontano da Arbois in quelle date, volevo ricordare che per il 16 e il 17 Luglio è prevista una bella festa al Domaine, che apre le sue porte ai curiosi e agli appassionati. Si tratta di farsi un'oretta di autostrada da Maçon e cambiare aria, uscendo per una volta dai consueti itinerari borgognofili. Le informazioni sono contenute nel sito. Per i dettagli basterà inviare una mail. Inoltre, pare che l'azienda non abbia più un importatore in Italia, se qualcuno fosse interessato credo che l'azienda possa essere di nuovo disponibile , e i prodotti sono sicuramente interessanti per il nostro mercato.

La piazza di Arbois

giovedì 23 giugno 2011

La cucina bisex di Jean Paul Jeunet


- del Guardiano del Faro-



Dei marshmallow rosa, l’immagine di sintesi che ho scelto per mandare un messaggio credo chiaro. Perché non si può scrivere la vera definizione per questo tipo di cucina , non sarebbe politicamente corretto, però penso ci siamo capiti, e niente da criticare o da stigmatizzare sul tema delle scelte personali, qui si tratta semplicemente di leggere, annusare, guardare, assaggiare, pagare, e per quel che mi riguarda, gradire poco. Una cucina profondamente estetica quanto insapore, fronzoli e paillettes, priva di concentrazioni, al minimo storico di sapidità, coerente quanto indisponente, e dove l’unico urlo è in falsetto, su una demi glace tirata al limite , ma dell’amaro. Se vi piacciono i gusti delicati , monotoni, schivi e monocorde questo è il vostro posto, diversamente allontanarsi perché per quanto attrattiva da leggere, bella da vedere e gradevole al naso, questa cucina rivela uno stile rispettabile quanto evanescente . I gusti intensi e concentrati non abitano qui. Ed io questo cercavo tra la Bresse e il Jura. Non carni bianche che sembrano bollite, gamberi di fiume insipidi, salse, creme, schiume e altre punteggiature che non sanno di niente. A fianco di ciò dei fuori giri isterici come appunto in quella demi glace lasciata tirare verso l’amaro o in quella gelatina di Vin Jaune aggressiva e spiacevole una volta approssimata ai delicati gamberi. Solo le verdure e i cereali risaltano, compresa un'ottima scelta di pani maison. Una cucina che tende a voler piacere a tutti, o a molti, ma che così rischia invece di doversi rivolgere ad una nicchia ristretta, se è vero quanto dichiarano normalmente le persone sul tema dei gusti personali, diversamente sarei molto sorpreso. A seguire alcune immagini che sembrano smentire quanto espresso, e volendolo, perdendosi nelle inutili e prolisse descrizioni di qualche piatto , dove si citano profumi, acidità e contrappunti in realtà irrintracciabili dal palato.






Grosses Ecrevisses « Déclinaison entre Tradition & Modernité »

Les Queues sur une Compotée d’Amande & Céleri Racines, Gelée de Vin Jaune, Arroche Juste Tombée à l‘Huile de Noisette,

Les Coffres en Vinaigrette de Gingembre, Nage de Légumes, Une Tempura à l’Estragon,

Un Consommé « Filtre » aux Sucs & une Emulsion au Carvi


Lapin Fermier, « Chou-Navet » & Origan

En Déclinaison : La Poitrine Confite, l’Epaule Pressée aux Trompettes, Le Râble Piqué à l’Origan,

Chou Rave Confit & Jus Balsamique au Vinaigre de Vin de Paille



Poularde de Bresse, Morilles & Vin Jaune

En Deux Cuissons : La Cuisse Pochée au Fumet de Vin Jaune Farcie d’une Mousseline aux Morilles,

L’Aile Contisée de Foies Blonds & Epices Massala,

Accompagnée de Riz Mélangés de Différents Pays aux Herbes Epicées


Première Rhubarbe de Printemps,

Comme un Blanc-Manger, Croustillant d’Epices,

Sorbet Naturel de Rhubarbe & Lait de Gentiane

Glace Vanille Bourbon comme je l’Aime

Accompagnée d’un Sirop & d’un Croquant au Sucre de Vanille Bourbon


Molto bravo il sommelier, nello spiegare e nel proporre al meglio la propria regione.


Hotel Restaurant Jean Paul Jeunet
9 rue de l'Hôtel de Ville - 39600 ARBOIS – JURA
Tél : +33 (0)3 84 66 05 67 Fax : +33 (0)3 84 66 24 20 -

-gdf-

martedì 21 dicembre 2010

Il vino del giorno: Chateau Chalon Berthet-Bondet 2002

Il Domaine Berthet Bondet, idealmente situato nel centro della denominazione Chateau Chalon, nel Jura, è un piccolo podere che può contare su una decina di ettari vitati a maggioranza di vitigni a bacca bianca: Savagnin e Chardonnay , e una piccolissima superficie di vitigni a bacca rossa quali Trousseau, Pinot Noir e Poulsard.



E’ dal varietale Savagnin che è ovviamente ricavato questo Chateau Chalon , vino che può essere prodotto solo nelle annate in cui l’esperta schiera di specialisti si riuniscono nella commissione incaricata di decidere se una tale annata potrà fregiarsi della definizione Chateau Chalon oppure più semplicemente Vin Jaune. Sulle modalità e le curiosità storiche relative all’unicità di questa appellation rimando al post precedente sul tema :
http://armadillobar.blogspot.com/2010/08/chateau-chalon-jean-macle-jura.html



Rinfrescata la memoria sulle origini e sulle peculiarità di questa originale vinificazione, possiamo tornare sul vino in oggetto che si presenta nel bicchiere agile e scorrevole. Paglierino di media intensità con qualche vago riflesso dorato.
Il naso riporta velocemente alla mente i tratti tipici che identificano questi vini sempre al limite dell’ossidativo, quindi noci fresche e mallo di noce qui corredate da un pungente curry verde e un qualcosa di sottobosco simile a funghi; i più spregiudicati potrebbero spingersi a identificare le spugnole, abbinamento validissimo anche in tavola.



In bocca sorprende per la freschissima acidità quasi tagliente non ancora sorretta dal resto del contesto, in attesa di ulteriore evoluzione, anche ventennale avendo pazienza. Per ora si accontenta di ravvivare le papille con mineralità discreta e avvolgenza limitata. Magretto in bocca, ma non anoressico, mentre la persistenza è notevole e il rimando di alcool è ancora un po’ troppo evidente ( 14 ° dichiarati, ma forse sottostimati ) e il retrogusto di mallo di noce e curry di piacevole nettezza. Grande approccio e grande chiusura quindi, con parecchio ancora da migliorare in fase evolutiva per completare un quadro per ora abbozzato.

Forse a questo stadio non ancora adeguato a sostenere match con i più maturi formaggi Comtè, e allora meglio su una pollastra in salsa cremosa di spugnole e carciofi stufati, piuttosto di un ricco risotto con porcini mantecato con formaggi tosti come un Taleggio, fino al richiamo infinito sul capolavoro di Alain Passard : filettini di astice ( o di scampi ) in salsa di Vin Jaune, dove la lotta tra acidità diverse farà trasalire anche i più esperti gourmet, nient’altro, qualche fagiolino verde e basta, qualsiasi altro elemento sarebbe superfluo come una colonna sonora sotto un film di François Truffaut.



Il vino costa in cantina una trentina di euro e si trova in enoteca attorno ai 45/50 euro , prezzo giustificato dal prolungato elevage ( quasi sette anni ) e dal limitato numero di annate nelle quali si può produrre, pas de 2001 dans l’appellation, per esempio.

Per ogni altro dettaglio rimando al sito del Domaine.



http://www.berthet-bondet.net/chateau-chalon.htm

tante strade da percorrere con amore per fare un vino così..




gdf