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mercoledì 8 febbraio 2012

Finale 2


- gdf 2012 -


Se qualcuno avesse qualche buon motivo per festeggiare il proprio decennale ecco qui che Notre Dame du Pinot Noir ci ha pensato anche quest'anno. 30 anni, 40 anni, 50 anni, 60 anni, 70 anni. Nessun problema, ci pensa lei a farvi la festa. La colonna dei prezzi è volutamente oscurata per non rovinarvi la giornata, ma quando è festa è festa, e quindi se il vostro portafogli non è uno che si offende facilmente perché non metterlo alla prova? Tutti cru della Leroy s.a. ma se avete la fortuna di avere 20 anni e avete già capito tutto sul pinot noir allora ci sarebbero tre perle che miracolosamente sono state conservate per voi al Domaine. Un migliaio di euro a bottiglia e anche il vostro compleanno avrà un senso più "compiuto" .

Auguri a tutti i "finali 2"

- gdf -

mercoledì 12 ottobre 2011

Les Richebourgs | Seconda parte: il pranzo

- del Guardiano del Faro -

Per questa ennesima full immersion monotematica abbiamo messo insieme alcune cose che i soliti quattro gatti hanno tirato fuori dalla propria cantinetta, quel che c’era, facendo attenzione a non fare doppioni del medesimo produttore. Essendo in cinque a tavola, otto bottiglie di cui una magnum, mi sembrava già fin troppo, è sempre troppo, anche perché alla fine salta fuori sempre qualche cosa di polveroso dai sottoscala che ti viene voglia di mettere nel bicchiere. Comunque ecco gli otto Richebourg della giornata: 2008 Gros Frere et Soeur, 2008 Mongeard Mugneret, 2002 Meo Camuzet, 2001 Nicolas Potel mgm, 2001 A e F Gros, 2000 Domaine Leroy, 1998 Domaine Romanée Conti, 1991 Jean Grivot . I grandi nomi ci sono, due in prima persona e il terzo per delega, nel senso che in mancanza di Jayer , la presenza affettiva di un Meo Camuzet in annata storica ci farà sentire meno la carenza del mostro. Possiamo considerare Meo Camuzet la terza forza su questo terroir? Mah, bisognerebbe approfondire ulteriormente, perché a priori non escluderei che possa essere considerato addirittura il secondo manico sulla denominazione. Qualcuno poi guarderà anche al valore di queste bottiglie. C’è da dire che se avessimo dovuto andare a cercarci oggi queste cose al mercato nero in effetti ne saremmo usciti maluccio, infatti se andassimo a farci un giro su wine-searcher e facessimo le addizioni sui prezzi minimi ne usciremmo con un conto virtuale superiore ai 3500 euro, con la punta di 1000 solo per il Leroy 2000, che nel listino originale, quando uscì dal Domaine, mi costava 236 euro + tva . Quindi tutto riprende una dimensione più “normale”, se possono essere oggi ancora intesi “normali” i prezzi del Domaine Leroy e DRC, per non dire del valore di mercato della bottiglia di Meo Camuzet, anch’essa vicina ai 1000 euro ormai. Li varrà?

Il Menù di Massimo Viglietti

Scarti : panissa, lisca di acciughe e buccia di patate fritte su panissa morbida e olio al peperoncino

Formaggio di capra (con erba cipollina-erbette e scorzette di arance candite) crema di castagne e bottarga

Filetto di coniglio spadellato con crema di rapa gialla di Caprauna riduzione di vino bianco e acciughe e patata viola

Daino a bassa temperatura su pancotto

Broccolo caldo sotto spuma di funghi freddi e cosciotti di quaglia

Lumache, purè di patate viola ridotto al vino rosso e ratatouille

Spaghetti aglio olio peperoncino e pangrattato all’aglio

Ravioli ripieni di basilico e formaggio di capra con consommé di quaglia

Gelato al pinolo con torta al cioccolato

Frullato di frutta fresca alla Vodka e Cointreau

Formaggio di capra, crema di castagna, bottarga...


Filetto di coniglio al rosmarino, crema di rape gialle, patate viola...


Cosciotte di quaglia fritte, broccolo caldo e spuma di funghi fredda...


Lumache, riduzione di vino rosso, ratatouille e crema di patate viola...


Daino "Antinori" a bassa temperatura su pancotto...


E fino a qui ci siamo, grazie a Marina e Massimo Viglietti per l'ospitalità e la gradevolezza del menù, ma soprattutto per la professionalità esibita nel servizio della dozzina di vini stappati e serviti durante la giornata. Adesso è il momento di riordinare le idee sui Richebourg: a bientot les amis !

- gdf -


- fine seconda parte -

mercoledì 22 giugno 2011

General Manager Leroy : il Generale Patton


Ma quali cagnetti di Madame, questo è il comandante, è lui che tiene a bada l'ufficio, lasciate stare le leggende, vi presento il capo, il Generale Patton. Se non era per lui stavolta si tornava a secco, altro che impiegate che se ne vanno alle 16,30, lui è rimasto li ad aspettare le nostre carezze fino alle 17.00 , intrattenendo Bettina con futilità perché sapeva che non gli avrei fatto il bidone. L'abbiamo sorpreso entrando dall'ingresso di servizio, ma lui non si è fatto problemi, neanche un bau fuori posto, solo un occhiata dimostrativa " dove cz siete andati a bere?". Lì, nella sua consueta postazione, sulla poltrona dietro la porta dell'ingresso principale, da cui può dominare tre sale con un solo colpo d'occhio. E sapeva anche dove stavano le casse, Merci le General! -gdf -


... e l'ultima l'ha voluta portare lui.

venerdì 25 febbraio 2011

Le Garzantine vino : quando l'enciclopedia disinforma

- gdf 2011-

Riprendo la presentazione di quest'opera dal sito labucadelvino.com "Ecco un libro degno di figurare nelle biblioteche di ogni appassionato di vino : la Garzanti ha voluto inserire tra "Le Garzantine" un volume sul Vino in grado di fornire al vasto pubblico di estimatori – neofiti o cultori già esperti – e agli operatori del settore un supporto conoscitivo a 360° sul mondo del vino, trattato nei suoi lemmi da ogni possibile prospettiva. Per chi non lo sapesse, questa collana di grande successo nata nel 1962, si compone una serie di enciclopedie tematiche dedicate ad argomenti vari dall'arte, all'economia, al diritto, alla filosofia, per non parlare di cinema, letteratura, televisione e per molti è stata ed è un utilissimo, duttile strumento di conoscenza e di divulgazione. 2300 voci – 600 lemmi di ampelografia ed enologia – 120 termini della degustazione – 70 vini italiani – 300 produttori italiani – 550 vini e produttori di tutto il mondo -70 Schede di approfondimento – 66 Profili enologici nazionali e regionali – 64 Tavole a colori fuori dal testo. "

Tutto bene, presentazione impeccabile, peccato che invece gli autori possano aver inserito nel sacro testo una presentazione così inesatta , ambigua e disinformante su uno dei Domaine più prestigiosi del pianeta, leggete qui :

LEROY, Domaine

"Azienda vitivinicola borgognona di Meursault, nel dipartimento della Cote d'Or. Eccezionale Maison de Négoce fondata nel 1868, comproprietaria del Domaine de la Romanée Conti dal 1942, dispone di 23 ettari di vigneti, tra i quali spiccano nove prestigiosi grand cru ( tra cui in rosso , Richebourg grand cru AOC e Clos de Vougeot grand cru AOC, e in bianco Corton Charlemagne grand cru AOC ) e otto premier cru, tra i quali si segnala il Meursault Premier Cru AOC Genaivrieres. Il Domaine è diretto dalla vulcanica Lalou Bize Leroy che dal 1989 pratica la coltura biodinamica con risultati qualitativi splendidi. Vini rarissimi e carissimi."

Ora, chi sa come stanno realmente le cose starà già sorridendo, ma non volendo dare nulla per scontato, come pensare che ogni cosa scritta su un libro o sul web sia veritiera, sarà quindi comunque meglio precisare che :

Se si indica nel titolo dell'argomento il Domaine Leroy non si può poi identificarlo come una maison de négoce che è cosa diversa, che in effetti esiste ma si chiama Leroy s.a. e si occupa di altre cose piuttosto che della coltivazione biodinamica dei vigneti di proprietà. Il Domaine ha sede a Vosne Romanée e non a Meursault. A Meursault , anzi, per la precisione a Auxey Duresses si trova la maison de négoce.

Il Domaine de la Romanée Conti non è in comproprietà con il Domaine Leroy, Madame Leroy e la DRC hanno diviso le loro strade da circa 20 anni . E non poteva comunque esserlo, essendo stato fondato nel periodo in cui l'azionariato della famiglia stava uscendo dalla DRC.

Il Domaine possiede in effetti 8 premier cru, tutti in rosso e non certo un Meursault Premier cru Genaivrieres.

Sperando che non ci siano nell'opera altre schede come questa e che il noto curatore del libro, Paolo della Rosa , abbia potuto controllare meglio le migliaia di informazioni fornite fittamente nelle 760 pagine.

-gdf-