- di Fabrizio Nobili -Un pranzo di fine luglio all’inizio delle ferie, un ristorante in riviera che sa esaltare le materie prime disponibili di mare e di terra, un amico che ha appena compiuto gli anni ed una bottiglia della sua fidanzata sul tavolo. Sì perché ormai è assodato che Mme Leroy sia la sua fidanzata (ma come succede tra compagni, alle scuole elementari Lei non lo sa ). Questa è la volta di un Pommard le Vignots 1998 che nemmeno ricordavo di avere in cantina e che ho trovato casualmente facendo il classico punto della situazione. Un’annata classificata debole in Borgogna ma che il manico della Regina ha saputo governare in maniera eccellente. Ogni bottiglia di mme riesce a farmi saltare i parametri che uso per valutare i vini, in Borgogna spesso mi capita di assaggiare bottiglie importanti e pensare immediatamente a quante bottiglie di “rocce rosse” avrei acquistato con gli stessi soldi e pari gratificazione nella degustazione. Cosa mai successa invece quando di mezzo c’è Lei. Ho deciso di iniziare a valutare i vini in modo diverso utilizzando una scala diversa.
Fabrizio Nobili