- gdf -
E sono anche d’accordo, però per quest’anno prendere pure un bell’accento
novarese non è bastato al Tonino nostro per acchiappare la terza stella
Michelin, ormai tanto evidente che
sarebbe pure stato banale conferirgliela. Ma i tempi della Rossa, lo sappiamo, sono alternati, e allora niente tre stelle in Italia quest’anno, già costellata
di una Via Lattea comunque sproporzionata al mondo, sempre seconda, perché arrivare primi pone degli impegni Primi pensieri a ruota libera leggendo più le statistiche
che i comunicati o le reazioni, ma prima ancora notando che se da un lato alla
Michelin si propongono con app multi piano mediatico, dall’altra parte si chiudono di
fronte alle indicazioni che arrivano dal web, e così restano in molti al palo
tra quelli papabili di stallaggio o stellaggio superiore o primario.
Da 8 a 10, da 16 a 20, il risultato è uguale, ma solo per
il web, mentre per la Rossa i vari:
Salmoiraghi, Parini, Dal Degan, Taglienti, Lopriore, Milone e diversi
altri che ora mi sfuggono come a loro non rappresentano ancora abbastanza una realtà presentabile su una pagina con copertina rigida.
Un pensiero personale per Barbaglini boy’s e dintorni, verificate le
performance di Francesco Sposito, Fabrizio Tesse e in tema allargato fino a Gavi. Una perla che mi stupisce arriva però da Firenze, dove, salvo caso di
omonimia, è proprio lui quel piemontese Michele Griglio con cui ho combattuto al pass per quasi un anno discutendo anche sulla quantità di sale da mettere nella pasta,
finendo però le serate bevendo insieme birre e Sophie's, con me, definito portapiatti dalla faccia rossa di gin. Che lui abbia preso un
stella a Firenze è la dimostrazione che io di cucina ci capisco meno che di
uomini.
Finisco con una chicca dal faro, o da appena più sotto, dopo
aver letto una quartina anticipata del VG Nostradamus che probabili vedeva le due stelle
oltre che a Sposito anche a Sarri. Nel suo
modo torto non ha avuto, perché non si sa bene come e perché, ma in Liguria, per
non perder troppo tempo a cercare hanno spostato la stella di Sarri a Borgo Prino, e nel
contempo l’hanno lasciata anche all’Agrodolce, spiazzando ogni pronostico.
Gamberi e kiwi sarà il mio prossimo limite concettuale da superare da Augusto Valzelli, -che sono ansioso di conoscere come Belèn- , all'Agrodolce di Oneglia, che comunque non salva la statistica Ligure, l'unica regione a perdere lungo un quarto di secolo ben sei stelle dei 17 citati nella guida 1990. 25 anni fa quinta, e oggi decima, in totale controtendenza nazionale dove erano 179 a vantare almeno una stella, mentre oggi sono 332 gli stellati.
![]() |
| Michele Griglio |
Belìn, e' proprio lui: Già mi ero sbagliato col Taglienti. Stavo con tre geni in cucina e non me ne ero accorto. Complimenti Michele. Come caspita hai fatto mi sfugge, comunque complimenti, sinceri.
gdf


