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Si stappa preferibilmente in terrazza vista Atlantico ascoltando quell'album che i Simply Red pubblicarono nel 1985. L'album del loro debutto musicale e del mio debutto nella terra del Porto, vista atlantico. Si ma come si fa a stapparlo? Nel libro dall’accento inglese l’avrei anche spiegato meglio, ma perché essere prolisso e noioso quando poi farlo di mano è
tutto un altro par di palle? Perché con tenaglie infuocate in procinto di abbracciare il
collo del bastardo, per poi finirlo in uno scroscio di acqua ghiacciata da brocca
a zero gradi o scesa dal cielo è uguale; è cosa certa, un metodo che funziona, una manovra a tenaglia che gli staccherebbe di netto il collo. Ma in una serata
atlantica come questa, il gusto del difficile riaffiora, e accanirsi con armi meno letali diventa un esercizio
virtuoso.
Bastardo non per mancanza di rispetto, ma perché gli stolti così lo considerano, a causa del suo peccato originale, che poi così originale non è, perché i "rinforzati" in giro per l'Europa non sono così rari. In
mancanza di attrezzi degni del metodo portoghese meglio affidarsi dapprima alle
preghiere, così le bestemmie andranno a compensare in partita doppia il
giudizio dall’alto. Occhio alle dita, perché quella maledetta copertura
metallica taglia come un rasoio. Una fascetta sopra e una di sotto ci hanno
messo, come dire: pensavi di cavartela al primo tentativo ma noi abbiamo la testa da portoghesi, siamo quattro gatti e dunque possediamo un testa di nicchia. E di madera non solo un arcipelago.
Il
sughero in Portogallo ce l’hanno, buono e tanto; e allora perché ne mettono così poco dentro il collo di una bottiglia da 100 euro? Se ne metti così poco e il vino deve durare
così tanto poi è normale che dopo 36 anni ti trovi in mano le briciole. Briciole
buone, per carità, niente da dire, però dove eravate in Portogallo quando gli inglesi tappavano i Porto Vintage?
Razza
di navigatori di piccola taglia, dimentichi di ciò che accadeva in casa propria per andare a curiosare altrove; popolo di due milioni di
anime, la metà partiti a
conquistare il mondo dimenticandosi che a casa non era rimasto quasi nessuno a
bagnare il prato o a difendere la virtù delle donne sole. Gli spagnoli non aspettavano altro, e gli inglesi pure.
1977: 19/20mi Declared by the major houses. An excellent vintage with a long finish
and complex structure.
Promette bene, anche se la miglior riuscita fu quella di Taylor nella grande annata 1977: 94/100mi, a seguire Dow's 92/00/mi e poi questa, a 91.
Niente
da dire, però chiuderla così piatta e rigida dando i numeri non mi sembra corretto: qui dentro
c’è un liquido dal rubino brillante e rarefatto che brilla e schiarisce alla luce orizzontale del tramonto, e che poi si piega verso riflessi di
mora al calare della luce. Qui, al naso, ci tiro fuori (dopo 36 anni dalla vendemmia e 34 dalla messa in bottiglia), e dopo mezzora dalla faticosa apertura; dicevo, ci tiro fuori un’amarena Fabbri Vintage 1969, abbandonata chissà perché dalla zia là in fondo alla dispensa, e un residuo di ciliegia sotto spirito più recente. Spirito uscito da un altare del Santuario di Fatima, che mi conduce ad altri segreti attraverso una navata Manuelina, un chiostro tardo Gotico ed infine all'altro altare: quello dei Templari nel Castello di Tomar.
Mai stati a Tomar? Bravi, andate alle Canarie ad abbronzarvi...
Mai stati a Tomar? Bravi, andate alle Canarie ad abbronzarvi...
Mi rincorre una culatta di cavallo argentino (non ancora sudato) e dunque una speziatura diversa dalle mie migliori scarpe dopo una lunga passeggiata; per buona sorte diversa, ché può ancora ricordare la cannella e il macis, ma
forse, ma anche se fosse solo rosa canina immersa in un potpurry? Dietro, di sottofondo, delle
fave di cacao e caffè dolce. Niente
dolci, grazie lo stesso! Così secco in bocca, alcolico, invita a tranciare un pezzo di Gorgonzola naturale, o a cucchiaiare uno Stilton non pastorizzato. Dalle pianure padane a quelle della Contea di Leicester (si pronuncia Lester, e il perché lo sanno solo loro).
Dopo
il rito celebrato tra il Sacro e il Profano pure dell’incenso mi sale agli occhi, prima che al naso: forse perché non avendo bestemmiato nonostante la ferita provocatami dal metallo portoghese me lo sono ritrovato come premio, davanti all’altare dei Crociati partiti da
Tomar, dove nascosero sicuramente anche questo segreto, non il quarto di Fatima, ma il primo del Porto.
C'erano anche le istruzioni per l'uso, scritte sul retro. Purtroppo non il luogo dove i Cavalieri si persero il Sacro Graal per una questione di Calendario Giuliano. Qui ci sono solo le regole del gioco: pensate prima ma incise nel 1979, e ancora validissime. Le ho viste dopo e le ho condivise. Spero si sia inteso tra le righe che per il Guardiano del Faro il Porto è Sacro.
Ringrazio ruffianamente i miei nuovi amici della Cantina di Manuela di Milano, che questa bottiglia mi hanno ben conservato e cedutami ad un prezzo che per ritrovarla alle medesime condizioni dovrei ripartire per l'Inghilterra, adesso. La bottiglia è finita, andate in pace. La polvere Vintage mi è ormai arrivata in bocca: eravamo polvere e polvere torneremo ad essere. Mi ripeto, andate in pace, ma se me ne trovate un'altra tra le Navate Manueline ve ne sarò grato, se no proseguirò fino a raggiungere le mura di Jericho.
Ringrazio ruffianamente i miei nuovi amici della Cantina di Manuela di Milano, che questa bottiglia mi hanno ben conservato e cedutami ad un prezzo che per ritrovarla alle medesime condizioni dovrei ripartire per l'Inghilterra, adesso. La bottiglia è finita, andate in pace. La polvere Vintage mi è ormai arrivata in bocca: eravamo polvere e polvere torneremo ad essere. Mi ripeto, andate in pace, ma se me ne trovate un'altra tra le Navate Manueline ve ne sarò grato, se no proseguirò fino a raggiungere le mura di Jericho.
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