mercoledì 29 dicembre 2010

Il Dittatore dei due stati liberi di Bananas



- del Guardiano del Faro -

Con questo freddo scaldiamoci un poco alla luce del caldo di un clima più clemente di quello continentale europeo.

C’era una volta un piccolo staterello governato in maniera apparentemente democratica da un pigro dittatore, uomo placido e moderato. Nel suo arcipelago regnava una calma piatta da anni, ma così a lui andava bene, il solito piccolo commercio di banane e qualche flacone di rum . Ma un bel giorno gli si avvicinò un vecchio mestierante in pensione , un mercenario rappezzatissimo e a fine carriera ma ancora con sogni di grandezza ormai fuori dal tempo, uomo che gli mise davanti agli occhi prospettive grandiose. Il piccolo dittatore si entusiasmò e si divertì parecchio solo ascoltando le proposte e le iniziative bellicose del mercenario. Lo convinse che le sue banane acerbine e il suo mediocre rum avrebbero potuto avere mercati più ampi se la sua piccola nazione fosse cresciuta di notorietà e di carisma. Un bicchiere di rum tira l’altro e quindi l’affare si ingrossò al punto che al mercenario venne data carta bianca, che purtroppo non utilizzò secondo le istruzioni di Totò, ma si mise alla ricerca di complici per organizzare il commando per spodestare da se stesso il dittatore del piccolo stato di Bananas.

Uno esperto di guerra digitale, un altro nel turpiloquio mediatico, un terzo con buone entrature diplomatiche. E così nel giro di non molto tempo la notorietà del piccolo stato aumentò esponenzialmente, nonostante qualche problema amministrativo evidente da risolvere, figuratevi che le migliaia di macchine che giravano a Bananas lo facevano senza targa, questo per fare un esempio, ma pure le bandiere nazionali erano esposte dal palazzo del governo al vento nonostante il loro stato pietoso, sbrindellate e scolorite. Sistemate queste condizioni formali lo stato si presentò ad un pubblico internazionale con garanzie ed immagine diverse, al punto che l’interessamento al piccolo stato seguì un andamento crescente pari all’ambizione del suo piccolo dittatore, che preso atto delle mutate condizioni di mercato e di credibilità del suo paese ordinò al popolo di seguire nuove norme e nuovi stili di vita, come mettersi le mutande sopra ai pantaloni, e chiedendo ai bambini sotto i sei anni di esporsi nel loro candore per allietare il sorriso dei passanti.

In quel tempo fu visto anche avventurarsi nell’impegnativa specialità del cammino sulle acque, ma fu preso a male parole da qualche dissidente e pure miscredente che lo apostrofò beffardamente con l’epiteto “Messia”, miscredente che però fu invitato con fermezza all’esilio senza il minimo contraddittorio su un tema per altro ricco di insidie per il dittatore, che però non ci badò, ormai certo della sua nuova linea dura da tenere a beneficio suo e del suo Paese. Per rasserenare il clima tappezzò la capitale di manifesti inneggianti alla patria, alla purezza dei pargoli, e alla bellezza della donne, fonti di vita e di fedele collaborazione. L’enfasi utilizzata su ogni comunicato stampa e su ogni mezzo di comunicazione libero o controllato fece inizialmente breccia nell’immaginario collettivo. Il turismo esplose, ma fu un fuoco di paglia, molti rimasero delusi dai reali contenuti che Bananas poteva offrire e il fenomeno rientrò nella normale routine degli amanti di quei prodotti e di quel clima.

Cambiò altre leggi che il popolo fece finta di capire e di accettare per non star li a discutere , cose che forse non capivano ma che pensavano sarebbero comunque andate anche a loro beneficio, impossibile biasimarli, gente semplice che aveva viaggiato poco e che quindi si fidava ciecamente della sua Guida. Ormai in preda della sua ambizione decise di alzare ancora i toni della propaganda e i prezzi dei suoi prodotti, provocando qualche crisi politica interna e l’innescarsi di una inflazione economica e verbale inarrestabile. Fece in modo di emarginare quei tre mercenari ormai fuori luogo, e che liquidò con una cassetta di banane e un flacone di rum , quindi si avviò verso un progetto straordinariamente innovativo per risolvere i piccoli problemi creatisi con l’espansione commerciale e con il dissenso affiorante . Contemporaneamente avrebbe placato per un poco anche la sua fame d’ego ma la situazione stava precipitando, alcuni statisti e intellettuali si fecero da parte, altri emigrarono volontariamente prima di poter diventare vittima dei prevedibili eventi. Il piccolo dittatore aveva però già in mente il disegno politico che avrebbe caratterizzato la svolta. Avrebbe innescato a breve un golpe nel suo stato e ne avrebbe creati due , si sarebbe destituito da Bananas e si sarebbe eletto presidente di Bananas del Sud e Bananas del Nord, così avrebbe potuto governare non su uno ma su due stati accontentando tutti !

Fine della prima puntata.


Versione classica da Bananas:

http://www.youtube.com/watch?v=L3dibzSRVek


Versione innovativa da Dénia :

http://www.youtube.com/watch?v=aGVHTH_6iDI&feature=related


gdf

5 commenti:

  1. scandalosamente divertente

    RispondiElimina
  2. Bella lì! :-)
    Più simpatica della sua, si senor!
    A.

    RispondiElimina
  3. Come mai qui nessuno firma ?

    Tranquilli, è Bananas, non è zona pericolosa , è per ridere .-)

    RispondiElimina