mercoledì 19 settembre 2012

La Muraglia a Varigotti


- gdf 2012 -


Si fa così: si scende dal treno Intercity a Finale Ligure, ci si dirige a piedi verso il lungo mare, poi si prosegue per circa cinque chilometri verso Levante, sempre a piedi, e così ci si guadagna un ottimo pranzo a calorie zero a La Muraglia di Varigotti, da Enzo frumento. E se vi va di prendere in contropiede un bagnasciuga ben posizionato si potrebbe anche incontrare in spiaggia Eva Herzigova e/o Michelle Hunziker; ce lo dice il gossip che è possibile incrociarle ( moi aussi )  perché sono residenti part-time e fortunate abitudinarie di questi bellissimi luoghi così lontani dalle loro "tristi" ( un appellativo che i soliti maligni vorrebbero legare a questo momento gastronomico...) si, dicevo, dalle loro Litvinov e Sorengo. Non conosco Litvinov, Sorengo si, ma ci sono arrivato troppo presto.




Ma noi abitudinari di questo luogo ci possiamo anche abituare al fondo schiena dello slip Roberta della seconda e della magrezza Dompè rosè della  seconda, ma ancora non riusciamo ad abituarci, bensì  ci sorprendiamo, delle capacità di questo gruppo di famiglia  di "poche parole"  ( e qui potrebbe partire l'ironia dei soliti maligni, ma proseguiamo...) dicevo, della capacità di questi rari professionisti nel realizzare piatti uguali o molto simili ad altri cento locali di questa tipologia ma ottenendo un risultato diverso, e cioè molto migliore. Qui si bada ai fatti e non alle ciance!


Cominciamo da Enzo Frumento davanti alle ceste di pesce fresco e dietro alla sua magica griglia che non brucia e non fuma, l'Etxebarri italiano, tra i migliori grigliatori di pesce della penisola. Rivedo lui ma con un pensiero vado a chi sta in cucina, che con in mano una padella di ferro e una piccola orata aperta in due, due rametti di erbe aromatiche e un filo d'olio ti sposta i parametri del pescetto in padella. Figuriamoci con un rombo e, in stagione, alle prese con asparagi o carciofi che ti lasceranno il verde in bocca fino al giorno dopo. Per non dir nulla del devastante cestino dei carboidrati lievitati, del barocco carretto della frutta sciroppata e delle ammiccanti torte. Meglio non insistere troppo, meglio spostare lo sguardo dal carretto dei dolci e distrarsi, osservare che per l'ennesima volta  il localino è al completo all'orario del pranzo nel mezzo della settimana ( ah, i maligni soffrono ora...) e ricordarsi che la stazione di Finale sta sempre a cinque chilometri, e io non amo il taxi.



Paul Bara rosè

Acciughine e ricciola marinate allo zenzero e pepe rosa, coriandoli di verdure

Polpo ai pomodori secchi su salsa di pomodoro fresco e basilico

Zuppetta di cozze...

Oratina al timo e maggiorana...


Rombo alla ligure... Belìn!


Qualche frutto sciroppato maison: pesca, fichi e ciliegie per esempio.


Seconda bottiglia anti disidratazione prima di affrontare il ritorno.



Ristorante La Muraglia
Sull'Aurelia a Varigotti (SV)
Tel 019 698015 



- gdf. il vostro cameriere on line-

martedì 18 settembre 2012

Ca' 'd Gamba | Typical Biellese Cooking

- gdf  2012 -


Prima di andare a provare questo rinnovato locale situato sulle prealpi biellesi sono andato a verificare i pareri su Trip Advisor, non si sa mai... Niente da fare, nessuna recensione sul mitico Trippadvisor. Meglio così mi dico, e allora andiamo a farci una bella e ricca polenta concia biellese.  La vedete nella foto d'apertura: cremosa, fluida, densa, corposa e profumata di buon burro fuso e formaggio. Non mi permetto di dare consigli, ma questo piatto è meglio mangiarlo come ultima portata, invece del dessert, perché se provate ad affrontarlo prima non riuscirete a smettere facilmente, e quindi vi perderete tutto il resto. Unico limite? Questo piatto non si sa bene il perché ma è a disposizione solo sabato e domenica ed è in carta a 7 euro.



Ingresso

La moglie di Romeo, il proprietario, è un'artista


Altra dritta, se permettete, perché qui si usa offrire un ricco aperitivo non appena il cliente avrà varcato la soglia. Negli eleganti salotti sarete piacevolmente attaccati da tentazioni di vario genere: oltre ad un paio di salami che creano dipendenza e a qualche scheggia di formaggi stagionati arriveranno delicati bignè farciti di crema di carciofi, tartine all'uovo e gamberetti, mini quiche ai porcini, soffici e microscopiche pizzette soffiate e molto altro. Quindi bisogna fare attenzione anche ad interpretare questa tappa. Bisognerà trovare il coraggio di dire basta e farsi finalmente accompagnare al piano di sopra, in una delle salette dedicate al pranzo. Buon proseguimento. Ah, ultima annotazione: questo locale, oltre a mancare colpevolmente all'infinito elenco di Trip Advisor non appare su nessuna Guida tranne quella di Massobrio, per ora.


Il benvenuto e l'aperitivo, o almeno una  parte di esso... con salami d'eccezione



Il 90 % dei vini in carta non supera i 20 euro, ed è realizzata con prodotti poco conosciuti, ma i due che ho bevuto ( un moscato secco dell'Alto Adige e una Barbera d'Asti ) non erano niente male...

I tipici antipasti di verdure, di carne, formaggi, capunet

Tajarin bianchi e verdi con porcini

Fagottino croccante di porcini e fonduta

Strepitoso risotto in cagnon!
Coniglio arrosto con peperonata e polenta fritta


Fricandò di Sordevolo, con salsiccia, pollo e manzo

Paste d'melia con gelato...


... e la prossima volta andremo alla scoperta anche del misterioso Palpitun di Mongrando, luogo che frequentavo da ragazzino per subire e poi naufragare in dolcezze diverse, quindi se lo fanno come si deve sarà sicuramente ottimo...

ANTICO RISTORANTE CA' 'D GAMBA DA ROMEO

78, v. Bona - 13817 Sordevolo (BI)
tel: 015 2568813

spenderete mediamente sui 40 euro.

- gdf -

domenica 16 settembre 2012

Antica Osteria del Ponte | Fabio Barbaglini


- del Guardiano del Faro -


Un cerchio che si chiude, un altro che ricomincia. Il Karma, il Puro, il Sapore, il Primo viaggio, la Scoperta. L’emozione tutto sommato pare sotto controllo, pare. Però allora perché devo stringere meglio la cintura dei pantaloni? E risistemarmi la giacca? L’imbarazzo nel "volerla" raccontare ( e non doverlo fare ) è  totale. Qui ogni tavolo mi racconta qualche cosa, alcuni anche più di una storia degna di un inizio di capitolo di vita.

Aggiungendo a  questa marea montante anche un fatto recente, e cioè che chi adesso governa questo luogo del cuore è proprio lo chef che molto ha inciso nei miei percorsi di vita e di lavoro negli ultimi dodici anni, rende l’insieme delle situazioni abbastanza potente da rendermi per lo meno un po’ apprensivo mentre spingo la porta dell’Antica Osteria del Ponte a distanza di dodici anni dall’ultima volta.



La prima cosa che faccio, appena entrato, è andare in cucina a rivedere la vecchia e delicata Molteni Blu. Rivederla in azione mi conforta, quasi come fosse una Bugatti d’epoca che riparte al primo tentativo di rimetterla in moto dopo una lunga sosta in garage. In cantina invece preferisco non scendere, perché so che le meraviglie che c’erano non ci sono più, e quello che sarà stato messo laggiù non potrà essere quello che avrei voluto vedere in questa cantina. I tempi sono cambiati, certe cantine scordiamocele.


I muri non si sono spostati, e così pure le piccole finestre che lasciano filtrare un filo di luce, solo un filo di luce filtrato dalle tendine che rendono l’atmosfera calda e  ovattata. I colori  sono quelli della stagione che andiamo ad affrontare: l’autunno, anche se con un po’ di buona volontà si potrebbe ancora pranzare all’aperto, ma il fascino del tavolo a fianco del camino mi chiama, e anche il personale di sala lo sa già che è quello “il tavolo” e me lo affidano quasi come fosse una procedura normale, un fatto scontato.

Le poltroncine con braccioli sono sempre le più confortevoli, e i tavoli sono pochi e ben spaziati. Inutile cercare l'informalità del ristorante di campagna, anche cercandola; è il luogo che non la accetta facilmente, non la digerisce. Le luci calde e l’acustica ideale mi mettono nella migliore condizione per andare a leggere la prima carta-menù di Fabio Barbaglini a Cassinetta. Carta moderna, nel senso della costruzione della stessa, che invita a scegliere alcuni tra i 17 piatti proposti per andare a comporre un piccolo menù a proprio gusto. Oppure si può fare il contrario, e cioè lasciare carta bianca allo chef, che sceglierà per voi. Due piatti per un pranzo leggero per una quarantina di euro. Tre piatti per una sessantina e 80 per i cinque piatti scelti dallo chef.




Quello che tutti si aspettavano e che saggiamente Fabio non ha fatto mancare è l’aggancio con la storia di questo luogo e con la cucina di Ezio Santin. Quindi la storia è ben rappresentata da sei piatti; alcuni di questi saranno sostituiti stagionalmente mentre forse altri rimarranno li in forma permanente. Il risultato è eccellente. La brigata lavora bene, sono almeno in cinque in cucina e quattro in sala. Le forze non mancano, l’entusiasmo nemmeno, impossibile rimanere impassibili, perché lavorare qui è dopante anche solo respirandone l'aria. Tra le altre cose arrivano due risotti che valgono il viaggio, anche da Parigi, che senza neppure dover pensare a tutto il resto riportano questo ristorante immediatamente ai vertici. C'è anche una pollastra che telefona da Vonnas. Che fai? La lasci in linea o appesantisci la tua di linea?



Cucina che si avvicina a questi territori, che strizza l'occhio alla campagna e guarda il mare da molto lontano, che stringe e concentra, che si diverte a costruire intensi  fondi e salse con l'aiuto di diversi vini dolci, rinfrescando poi le composizioni con erbe fresche e giocando su delicate note speziate e, dove le acidità sono abbigliate in frac con le punte a coda di rondine.

Cosa manca? Inutile nascondersi dietro un dito - tanto lo noteranno in molti - per ora la carta dei vini, anche se realizzata con la pregevole consulenza di Luca Gardini non convince, ma ci sarà tempo per raddrizzarla. Oltre alla mitica cantina di Cassinetta un’altra cosa mancherà agli affezionati di questo luogo, quelli che avevano 30 anni e adesso ne hanno 40, quelli che ne avevano 40 e adesso ne hanno 50, quelli che ne avevano 50 e adesso ne hanno 60… a tutti loro mancherà sicuramente una cosa: il profumo che si sentiva immediatamente quando si entrava qui, il Tea Rose di Renata Santin che avvolgeva gli ambienti e marcava indelebilmente l’atmosfera dell’Antica Osteria del Ponte.


PFM: pomodoro, fico, melanzana...


Una dedica di ritorno a chiudere: "Questa volta il faro ha creato l'ombra alle spalle del Guardiano ma ha illuminato due amici". Grazie Fabio, non serve dire altro, bastava quel PFM all'inizio per far intendere molto - gdf -


Piedino di maiale e melone speziati...
Brandade di stoccafisso all'olio di oliva e leggera bisque...

Foie gras d'anatra alle spezie dolci con crema fredda di fichi, foglie di levistico e fini erbe aromatiche

Composizione di legumi e ortaggi con vellutata di pollo al sesamo nero e riduzione di Pedro Ximenez...

Risotto alle zucchine in fiore e pistilli di zafferano !!!

Riso cremoso all'aglio dolce, animelle sgranate e riduzione di Sauternes !!!

Pollo di cascina, spugnole e riduzione di Banyuls con prugne all'aceto di more e patè del suo fegato biondo chiarificato...provate a spalmare il patè sul petto... la coscia si lascia mordere senza pudore.

Eccellente sorbetto di uva fragola in gel di moscato...

Gelato di Vaniglia Bourbon

Fichi al Recioto con crema di capra, croccante ai semi di papavero ed erba limoncina


Antica Osteria del Ponte
Fabio Barbaglini
Cassinetta di Lugagnano
http://www.anticaosteriadelponte.it/


Una cosa che dovevi fare, vada come vada ma la dovevi fare ed io sono felice per te ed orgoglioso del tuo coraggio e della  convinzione che hai trovato per chiudere anche questo cerchio. -gdf-