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giovedì 16 gennaio 2014

Il Quarnero mi fa un baffo

Marco 50&50


Un uomo in divisa mi mostra la paletta invitandomi ad accostare, in un italiano stentato ma non sdentato (ho visto chiaramente un ghigno) mi sento dire:
Lei guidava a 69
sono perplesso, mi sembrava di essere rimasto seduto al posto di guida con la quota rosa a debita distanza...
Sono 11000 Talleri (io capisco dollari e sbianco)
per un eccesso di velocità la sanzione mi sembra eccessiva, va bene l'eccesso di zelo, ma dove siamo.

Siamo in Slovenia, dopo il valico di Pese, supero qualche carro armato che mostra cingoli e muscoli e mi dirigo in Istria, sul golfo del Quarnero, a casa degli scampi. Il mio primo viaggio ad Opatija non è iniziato benissimo, ma la multa prima ancora di aver messo ruota sul suolo croato si rileverà l'unica nota stonata suonata ad Abbazia nel corso degli anni.

Qui d'estate si tengono concerti all'aperto e la riviera e i suoi dodici chilometri di passeggiata si riempiono di turisti, la mitteleuropea Trieste è a soli settanta chilometri, il cambio favorevole porta a farne molti di più per una vacanza diversa in uno degli alberghi di grande fascino davvero a pochi passi dal mare pulitissimo per via della costa rocciosa e subito profondo.

Il primo albergo edificato sulla costa orientale dell'Adriatico sembra sia stato il Kvarner nel 1884. Un altro edificio storico la cui costruzione risale ai primi anni del novecento è l'Hotel Belvedere, situato all'interno di un bellissimo parco con  accesso diretto e privato ad una piattaforma sul mare è dotato di Casinò e di un grande parcheggio dove sarà possibile dimenticare l'auto almeno fino al giorno del rientro. L'albergo collocato a metà strada tra il centro storico di Opatija e il porticciolo di Volosko è come il Kvarner luogo di grande charme.

Tutto qui è affacciato sul mare, a ridosso della splendida passeggiata, alberghi, parchi, casinò, campi da tennis, da pallanuoto, ristoranti, localini che offrono musica dal vivo, piccoli bar sul porticciolo per gustare un kava sa slagom, le panchine per respirare col mare al tramonto.

Il luogo è idilliaco e anche se la poesia può nutrirsi di sguardi e paesaggi, la pancia va riempita, si torna terreni e materiali al limite  del volgare con una pasta e fagioli alla croata con cetrioli sottaceto, maialino allo spiedo, cevapcici, raznici, palacinke e altri dessert che spingono sul dolce e sullo speziato aiutati dalla frutta secca e dal miele, in effetti basta proseguire la strada porta in Montenegro e attraverso Albania e Grecia arriva in Turchia.

La pesca dei datteri di mare che vivono all'interno delle rocce calcaree adesso è severamente vietata, adesso...
Mi scuso per i danni ambientali che in minima parte avrò causato mettendo l'etica in secondo piano, la passione per il cibo è una malattia, il coniglio è tenerissimo...appunto.

Ma nel Quarnero cos'hai mangiato, una grigliatina a lume di candela e due datteri di frodo?

No, piano piano ho imparato e il Porto lo tengo anch'io per ultimo, quante volte ho nuotato dal Belvedere al porticciolo di Volosko dalla Ivka, per poterne mangiare di più, perché gli scampi del Quarnero sono come le lolite, facciamo le ciliegie, una tira, l'altra pure.

Una sera in un piccolo locale semicircolare sul porto di Opatija, ho conosciuto Iso, cercavo scampi freschi in cambio di denaro fresco, ma volevo evitare di far la figura dell'italiano "frescone" in vacanza che paga e tace, così ho parlato chiaro, volevo il massimo. Iso è stato ancora più chiaro, mi ha detto il prezzo ma ha voluto che dessi un'occhiata ai suoi animaletti, Iso è unico, come i suoi scampi, VIVI.

Mi sono sempre chiesto il perché di quella vecchia multa, oggi ho quadrato il cerchio, l'uomo in uniforme, solitamente di pattuglia nel ponente ligure, era in Croazia in cerca di scampi e avrà voluto darmi un avvertimento, che ho disatteso: giù le chele.




M 50&50



sabato 6 luglio 2013

Racconti d'estate # 5 | Concerto per scampi a quattro mani e Cocktail di Lolite


di Marco 50 & 50

Per chi si accontenta e per chi non si accontenta mai: un unico ma imprescindibile presupposto minimo, un respiro sano e regolare. Per gli scampi non è così, vivi sono il massimo, ma alzi la mano o mi digiti addosso chi non li ha mai provati moribondi o a scendere,  diciamo fino a surg/cong. I crostacei sono uno dei motivi per non scegliere: le uova, la carne, i molluschi, il pesce di lenza.

Gli scampi sono l'unico motivo per non scegliere altri crostacei: siano gamberetti, gamberi, gamberoni, gamberi di fiume, conocchie, aragoste, astici ecc. Qui non vi faccio alzare la mano, siamo in ricreazione ed è solo un parere. Adesso la ricreazione è finita ma non vedo "ste" grandi alzate di mano.

Crudo, vapore, griglia, fritto, nel riso, nella pasta, con una maionese. Nel tubetto ci mettiamo il dentifricio, con una salsa... non di sottofondo, meglio altra musica.

L'accompagnamento ideale sarà una quota rosa (ton sur ton), loro saranno già sgusciati e non potrete succhiare la testa ne usare il rompi chele, la spaghettata in compagnia può prevedere l'alternativa pacchero e deve prevedere l'esclusione di quote rosa, una maglietta bianca e una quantità di pasta direttamente proporzionale al numero di scampi.

Di indimenticabili ho provato quelli di Fano e quelli del Quarnero, ma anche la spaghettata a casa mia con gli scampi di pescheria non si butta via. Guardiano, il concerto te l'ho aperto, scusa se ho preso qualche stecca ma suonare prima di un grande è sempre un'emozione, non da poco, perché tu non sei la Oxa ma un musicista di nicchia, passami quest'ultima nicchiata e portami fuori dal banale con uno scampo targato gdf  e una bottiglia o due, o tre, tutte quelle che ci stanno nel cilindro.



Stamattina sembrava dovesse andare tutto liscio, come l'olio, toscano col pizzicorino sul pane senza sale, o come il mare ad uno sguardo dal mio lettino in riva, ma poi ho deciso di inseguire un granchio ed è cambiato il vento. Non solo le lepri sono animali veloci, dopo un po' si è girato, il granchio, e mi ha mostrato le chele; sono tornato semi mortificato sul lettino, ma il granchio, poco dopo, l'ho preso lo stesso.

È passato un costume piccolo, che aveva vinto i regionali della prova costume: mi sorride e mi saluta, ho pensato di aver pescato il jolly, ma avevo preso solo un granchio, dietro di me si è materializzato un 190x80, ma non era un materasso, anche se a letto probabilmente ci sapeva fare.

Ho nuotato un po', nessuna medusa, tutto torna, come l'americana innamorata della Romagna, anche se il "salvataggio" l'ha salvata una sera sola due anni fa a fine stagione, ma con i saldi a volte si compra bene. Poi sono arrivate loro, allegre, senza tacchi, novant'anni in 5 (divisibile), il trucco non c'è ma non si vede. Ho pensato di farmi una nuotata, fino alla boa, ma constrictor dagli eventi ho deciso che non faceva ancora abbastanza caldo, saranno stati solo 30 gradi in frigo, qualcosa di più all'ombra.

Le maggiorenni da poco, si sono spogliate per il bagnetto, erano tutte qualche ottava sotto la sua quarta al minimo naturale, mia moglie naturalmente ha cercato di distrarmi con le buone, con le vie di mezzo, con le vie di fatto, ma mi sono incatenato al lettino "schiavo senza catene"

Era una rossa, e di non naturale aveva solo la tinta, occhi verdi, abbronzata, costuminissimo  bianco, ma non era una bandiera, anche se, ad occhio, se dovesse decidere di fare la folle banderuola, aste a disposizione, per i prossimi 30 anni, "e sto schisciato", non le dovrebbero mancare.

Comunque, moglie o non moglie, loro se ne vanno a fare il bagno e io metto la schiena al sole, tanto per non sbagliare. Ma -c'è spesso un ma- sono ragazzine e vogliono fare il bagno con gli animaletti gommati come le loro borse Hello Kitty, così passa un delfino, un alligatore, una papera; e lei, decide di gonfiare un bruco (chiamiamolo bruco), io decido che ci vuole un aperitivo e me ne vado ma faccio in tempo a sentire le altre: "Monica, non ti sei ancora stancata ?"




Riccione, caro Guardiano, non è solo una tris (di primi), è anche una bella accoppiata Lolita e Aperitivo, ma anche un Aperitivo con Lolita


Marco 50 & 50



domenica 7 aprile 2013

La cucina Vintage # 2 | Il cocktail di gamberi in salsa aurora



- del Guardiano del Faro -

Intanto questi, che possono apparire sfasati di spazio e tempo ma forse hanno ancora  qualche cosa da dire:



E poi questo, che non può essere un piatto (non lo è) da lunedì ad alta audience, ma una cosa da sabato sera, o  da domenica mattina con postumi




Scusate il ritardo, colpevole ritardo, ancora una volta, specialmente stavolta, perché questo must degli anni ’70 e ’80 è tuttora molto gettonato nelle cucine di tutta Europa. Certo, i locali che lo propongono non sono esattamente quelli di prima fascia, e la composizione del piatto non è quasi mai fatta partendo da prodotti freschi ma bensì prelevando gli ingredienti da un barattolo pieno più di liquido conservante dei tristi gamberetti rosa intrecciati l’uno nell’altro. Poi, a fianco, ci sarà un altro barattolo; quello della salsa aurora, o salsa cocktail, il cui numero di ingredienti utilizzati sembra una pagina dell’elenco del telefono. L’unica cosa che rimane più o meno fresca sarà la foglia di lattuga intera appoggiata sul fondo della coppa da gelato, mentre le altre foglie di lattuga saranno già state  tagliate a la julienne la sera prima e quindi perfettamente ossidate al momento della composizione finale. Tanto, con due o tre cucchiaiate di salsa buttata sopra al tutto chi se ne accorge del resto.

Un piatto notturno, così come faceva notare Lorenza Vitali nel post precedente sul tema, quello delle penne alla Vodka, perché era quella fame giovanile che ci prendeva verso le 23, se non più in là, a portarci verso una pennetta alla Vodka o alla ricerca di un cocktail di gamberetti in salsa aurora. Ma il cocktail di gamberi in salsa aurora evidentemente aveva qualche cosa in più di altri snack di moda in quegli anni, perché solo le ricette di successo durano così tanto nel tempo.

I ricordi legati a questa semplice composizione si sprecano. Dopo la discoteca o dopo il cinema, per tirare tardi dentro una pizzeria o dentro uno di quei bar che già timidamente offrivano qualche cosa in più di un toast o di un panino. La ragazza finalmente convinta ad andare oltre alle sue piccole labbra accostate al gamberetto, solo grazie a due battute simpatiche, due guasconate, due promesse, e due bicchieri di Mateus rosè, intingendo finalmente le dita in un cocktail di gamberi con salsa maionese, fino all'aurora.

La regola del tre
Le varianti possibili erano veramente poche; perché al limite, oltre alla salsa e alla lattuga, invece dei gamberetti ci potevano essere degli scampetti. E se c’erano gli scampetti era già più probabile che la materia prima potesse essere fresca o congelata, e non in barattolino con liquido conservante.

Chi viaggiò in quelle estati verso le coste spagnole o greche -isole comprese- si ricorderà che erano proprio gli scampi/scampoli d'assenza greci a prendere il posto dei gamberi italiani, perché la materia prima fresca o congelata, ma comunque proveniente dai loro mari antistanti, costava talmente poco che non avrebbe avuto senso usare costosi gamberi di altre provenienza, e anche perché esistevano delle consuetudini locali (pescatori greci) che non potevano venire cambiate senza un motivo importante.

Così come le pizze degli anni ’60 e ’70, anche i cocktail di scampi in salsa aurora erano molto meglio della media odierna, ma volendolo fare per bene, ci vuole davvero così poco. Un dettaglio che mi piace far notare, è la dimensione del crostaceo più adeguato. Perché se il crostaceo è troppo grande non si integra bene con la salsa e con l’insalata. E poi la cottura, che dovrebbe essere un po’ più prolungata rispetto al normale, se no il gambero rimane molliccio e la sua consistenza, insieme a quella della salsa crea in bocca una palatabilità non proprio gradevolissima.

In Riedel Moscato glass fine anni '80: base maionese con un goccio di Cognac e un poco di concentrato di pomodoro. Poi lessare dei piccoli gamberi rosa (un minuto) prima di sgusciarli. Lattughino fresco, in foglia. E tulipano Riedel per un sorso di Vintage trash come solo il Mateus rosè può essere in grado di rappresentare al meglio.

Assaggia tesoro, una cosa così buona non te l'avevo ancora fatta provare, altro che quelle capesante che tua mamma continua a vulcanizzare in forno sotto due dita di besciamella... un po' di vino ? Rosé, come la tua pelle emozionata; sentilo come è buono questo vino portoghese. La prossima estate ti porterò in Portogallo, te lo prometto, se ti comporti bene. Ti gira la testa? è buon segno, la quantità di solforosa dovrebbe essere sufficiente ad addomesticare un mustang, quindi rilassati, la notte è lunga. Non trovi che quella camicetta rosa ti vada un po' troppo stretta?


gdf