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mercoledì 24 dicembre 2014

Rosso di Sera


gdf


Lo sanno in molti ormai, lo sanno tutti quelli che frequentano questa zona a cavallo della provincia di Novara e quella di Varese. Lo sanno quelli che leggono molte notizie sul tema, che provengano dal web o dalle guide, quelle che ormai da anni - tutte -  hanno accolto tra le proprie pagine il locale dei fratelli Gramegna.


Davide Gramegna
Ne ho già parlato diverse volte, quindi stavolta lascerei spazio alle immagini della devastante degustazione di vini curata da Davide Gramegna e alla sequenza di piatti di Cristiano, autodidatta in continua crescita. Quando l'ho conosciuto sapeva a malapena aprire le ostriche e servirle al banco di un gran bel bar. Sapeva anche fare un ottimo gin tonic, e anche il tè  (con le bustine).



Ma gli autodidatti non hanno preconcetti, non hanno maestri da seguire o da imitare, caso mai qualche chef ideale a cui ispirarsi, a cui avvicinarsi, con curiosità e discrezione, sperimentendo empiricamente tante strade, che non hanno un margine o una fine. Merci les amis.


Cristiano Gramegna








Orizzontale di 3 Barbera alternative

Capesante arrostite, crema di finocchio, lime e olio alla vaniglia

Torcione di foie gras, scampo crudo, mela verde, bergamotto, arachidi ...

Il mio vino del giorno

Pappa al pomodoro, seppia e basilico

Blocco di lingua di vitello, rafano e verdure al'agro

Coniglio, barbabietola, salsa d'acciuga



Gnocchi arrosto, pecorino, carciofi acidulati e mentuccia



Davide insiste allo stappo

Fabio al servizio



Pasta e fagioli, e cozze



Morro di baccalà Giraldo, sedano rapa, corn flakes di riso nero e chutney di cipolla rossa

Trippa di vitello alla Romana con gamberi rossi di Sicilia


Guancia di vitello brasata alla birra Moretti con purè di patate

Cremoso al cioccolato Valrhona con mandorle, mandarini canditi e ricotta

Millefoglie sparsa di crema Chantilly e lamponi

Crema bruciata alla vaniglia Bourbon e gelato alla lavanda

Tiramisù di marroni glassati, e granita al caffè



Complimenti Cristiano.
Chi l'avrebbe detto 25 anni fa, quando facevamo altro, entrambi. Ma neppure sette anni fa, quando hai cominciato questa bella esperienza di vita.

http://www.osteriarossodisera.it/

gdf

venerdì 22 marzo 2013

Il bio fuori-casello dei fratelli Gramegna

Il Rosso di Sera è a Castelletto Ticino, sul Lago Maggiore
Cristiano Gramegna alla consolle D.J.

Davide Gramegna al mixer
gdf 2014

Si dice sempre così: usciamo dal casello e in due minuti siamo al Rosso di Sera; ci facciamo un piatto di prosciutto crudo da Champions e un risotto fatto bene e via che si riparte. Più o meno, perché il prosciutto crudo e gli altri affettati sono sempre da Champions, così come la breve ma notevolissima scelta di formaggi.

Il problema sta nel fatto che Cristiano Gramegna, dopo già essersi affinato di suo, adesso ha anche un braccio destro, che qui come in altri casi, ha portato una ventata di freschezza e di buone idee, quindi inevitabile provare questo e quest'altro, in alternanza con alcune tra le centinaia di trovate biodinamiche di Davide Gramegna, che garantisce un rientro senza mal di testa, e questo è vero, però se faccio bene i conti, sei o sette bicchieri di vini diversi fanno comunque una bottiglia che mi sono bevuto in uno dei fuori casello più divertenti del Piemonte, e non solo.

Ma fuori casello, oltre ad essere un guida, è anche un discreto rifugio per non farsi prendere con il sorcio in bocca. E quanto alle Guide, qui ormai hanno sottoscritto tutte la fiducia ai Gramegna's Brothers. Un'altra coppia che funziona da decenni, alla faccia di chi pensa che tra fratelli ci si debba per forza dare fastidio nella vita. Qui di seguito qualche etichetta che farà felici gli armadilli, insieme a qualche assaggio di cose buone che sono andate oltre al prosciutto crudo d'autore o agli gnocchi Jefferson. Dal mixer alla consolle ho perso l'ordine esatto delle bottiglie e dei piatti, che non ci sono tutti, però siccome le nostre serata in discoteca a la Rocchetta di Arona -sul Lago Maggiore- finivano anche peggio, ma molto peggio, e Cristiano faceva il D.J. e non il barman, quindi bene così.


Pane, burro e acciughe del Cantabrico con olio alla curcuma e gelée di lamponi


Salmone mi-cuit gratinato ai pistacchi, passata di finocchio e yogurt al lime...



Risotto alla cipolla di Montoro, riduzione d'arancia e scaloppa di foie gras !




Sorbetto arancio e finocchio, menta ed Hendricks alla menta e lime




E infine il video un po' "maranza", che non a caso è di Robbie Nevil, il mio soprannome da sempre per big chef Cristiano Gramegna. Ma del resto: c'est la  vie!



gdf Robbie Nevil

giovedì 14 giugno 2012

Rosso di sera


 - del Guardiano del Faro -


Non sarà l’ultimo è non è certamente il primo. Senza stare a far troppi nomi, perché i casi non sono isolati, e di sommelier che sono diventati chef ad una o due stelle ne conosciamo un piccolo ma significativo numero. Da barman-dj a chef invece non mi risulta, ma non ci metterei la mano sul fuoco, perché se non lo so non tiro ad indovinare per fare lo scoop. E poi anche perché  le certificazioni non mi pare interessino molto a Cristiano Gramegna, almeno apparentemente. Ci ha già pensato il fratello, Davide, l’uomo del vino, a prendersi una stellina di sala altrove, vicino vicino a dove iniziò una storia che mi lega a questi ragazzi da oltre vent’anni.



Una storia che inizia dodici chili fa, quindi un po’ meno di vent’anni fa, nel 1993. After palestra, e anche dopo sauna e massaggio non mi dispiaceva affatto passare da loro per un paio di boccali di birra extra strong, La Chouffe?  bho? forse, comunque roba buona; ma così, solo per recuperare i sali minerali e i liquidi necessari per raggiungere la tappa successiva, prima di chiudere degnamente una serata da scapolo. Il loro locale, che era in breve tempo diventato il riferimento di almeno tre provincie, si chiamava Bon Ton e stava ( e ci sta tuttora in qualche altra maniera ) a Biella, nord Piemonte.


Non era raro sbicchierare Krug o magnum di Gilette anni ’60 al banco. Champagne e Sauternes, andava così nel 93. Anche molti produttori di vino, di lì e d’altrove, frequentavano uno dei bar a vin più brillanti del nord Italia. La clientela era la più disparata, e purtroppo per moda e non per  buon senso non era  purtroppo raro osservare avventori avventurosi che sperimentavano con soddisfazione una degustazione di ostriche bretoni bevendoci sopra Chateau Suduiraut. Mi spiace stigmatizzare questi ricordi, ma sono quelle cose che ti segnano la vita. Così come quando fui costretto a prendere atto che la mia collezione di vecchi Yquem  incautamente parcheggiati da quelle parti finirono nei bicchieri degli ospiti che non mancavano di affollare le folli serate dove Cristiano iniziava a dilettarsi in cucina mentre Davide si dedicava cinicamente allo stappo selvaggio.


L’appuntamento con Cristiano era per la sera dopo, alla discoteca sul Lago Maggiore dove era impiegato non come barman ma come DJ, ma anche il barman che imperversava a La Rocchetta di Arona non era da meno, e dunque l’appuntamento per la mezzanotte del giorno dopo era quanto mai allettante.

Mise en place per la pausa pranzo, per la sera si cambia.

Ma di mezzo c’erano ancora tante piccole storie da vivere, in sole 24 ore. C’era un appuntamento di lavoro in Romagna il mattino seguente, tre orette di macchina, e poi un pranzo a La Frasca di Castrocaro, il pomeriggio a conversare in salotto con quel numero uno della ristorazione che fa di nome Gianfranco Bolognesi, ed infine la difficoltà di individuare una buona tavola per la serata, non troppo distante dal Lago Maggiore, ma abbastanza vicino per poterci arrivare verso le 20.30. Curiosamente, nonostante fosse sabato sera, a Cassinetta di Lugagnano ( a proposito, ci sono novità laggiù, un’altra chiusura di un cerchio è in corso ) ma dicevo, all’ Antica Osteria del Ponte era rimasto libero un tavolino per una persona, et voilà. Risolto.


Salmone e caviale, lemongrass. Roba da Krug rosè
Mario, a Cassinetta, mi aveva messo via tempo prima una bottiglia di Vecchie Vigne Francesi di Bollinger, ma preferii tenerla in vita per un’altra occasione. E così puntai sul mio amico Krug Rosè, che -me lo ricordo bene- era in carta alla moderata cifra di 180.000 lire. E fu così che ne feci fuori una a tavola e la seconda me la misi nel baule della macchina.Non si sa mai.

In discoteca si fece tardi, tirando avanti a colpi di esperimenti alcolici che  tuttavia non riuscirono a levarmi di dosso e di dentro l’adrenalina accumulata negli anni, ma repressa dall'optalidon, quella che ti sale al cervello quando sei tornato scapolo dopo anni e  anni di fidanzamenti. Haddaway era il numero uno. Il pezzo "maranza" era what is love. Dal banco del bar era un piacere guardare dove andare a parare.


Chiudemmo praticamente la discoteca, due giri di chiave verso le quattro, e così rimase ancora il tempo per passare ad un’altra discoteca della zona, molto gettonata da quelle parti: Il Maneggio di Romagnano Sesia. Ma anche lì ad un certo punto ci buttarono fuori a scopate, perché saranno state le cinque e mezza. Rimaneva solo di ritornare a Biella, dove:

"… non è la prima volta, ho già cambiato vita una volta con Krug Rosè, non ho mica paura, era già successo,  bastarda la storia che si ripete,  erano le sei, all'alba, la panetteria apriva, la focaccia era calda, il marciapiede dove sedersi era tiepido, la bottiglia era in macchina, non era Fandango ma a quell'ora e in quelle condizioni di non sonno da 36 ore ci si  poteva anche credere, ma non ci poteva credere che io avessi nel baule un Krug rosè in piena estate, non il deserto del Texas, non il Dom Perignon, non terra per armadilli, ma era veramente troppo caldo per non esplodere e lavarci la faccia,  svegliando il quartiere."


Quando Cristiano ha letto questo straccio sporco su carta di buona qualità si è ricordato ed ha alzato il telefono, et voilà, eccomi a tavola in questo Rosso di Sera, di nuovo dalle parti del Lago Maggiore, locale intelligente che coniuga i criteri dell’Enotavola, del Wine Bar, della raffinata cucina alla carta, dalla sterminata cantina a vista costruita su 800 etichette di vino, birre, e almeno 300 di distillati collezionati già a partire dal vecchio Bon Ton.


Non è raro incontrare gli chef più noti della zona da queste parti, rilassati, e Cristiano, intelligentemente chiede e si confronta umilmente con loro, costruendosi così un’esperienza personale, arricchendo il suo portafoglio di chef autodidatta, magari sfruttando un assist del Barbaglini di Arona ( il cerchio..) a sua volta pronto per un’altra magica impresa sui Navigli ( l'altro cerchio). Io mi metto in macchina un'altro Krug, non si sa mai,  mi succedesse qualche altra cosa straordinaria in questa vita non me lo vorrei perdere per colpa di un Krug non stappato.

- gdf -

Apperò come scende veloce...

Davide Gramegna impegnato nello stappo selvaggio

Gnocchetti, melanzane, pomodoro e ricotta affumicata

Comincia dallo stallatico ma poi si fa voler bene...

Cervella di vitella della Bisalta ( Martini ) panatura agli agrumi, salsa limone e  capperi ( ! )

Splendido orange wine dalla Campania, ma veramente buono!

Cubo di capocollo al miele e peperoncino, zucchine all'olio

Galletto al vino bianco, tartufo e cipollotto ;-)


Non lo sapevamo allora, ma c'era già qualcuno che nel 93, da tre anni lavorava per noi, qui, nel 2012

Mancava proprio solo il Touring



Mi spiace per gli armadilli che andranno a vomitare in un angolo, ma questa è la dance hit 1993