domenica 9 dicembre 2012

L’Osteria del Cavallo Bianco e il rischio delle inaugurazioni


- gdf 2013 -


Quella volta, per l’inaugurazione, il patron decise di fare una cosa che continuo a sconsigliare, e cioè di far girare la voce che per inaugurare il ristorante aveva intenzione di offrire un aperitivo e qualche finger food in piedi a coloro i quali si fossero presentati in quell’amena località. Località così defilata, così fuori mano, così distante dai principali centri della zona. 


Però, forse però lo fece scrivere anche su un giornale locale, se no non mi spiegherei perché arrivò così tanta gente. Il semplice passa parola in anni dove i social network non esistevano non poteva fare così tanta eco da portare in quel villaggio centinaia di persone in un locale dove erano previsti 30 coperti ai tavoli.


E fu così che il giorno dopo fu necessario ridipingere parte della sala, portare dal restauratore un paio di poltrone d’epoca ( in pelle ) perché vittime di bruciature di sigarette, recuperare colli di bottiglie di Chateau Lafite e Mouton, e poi lavare il pavimento dai residui odorosi di Paulliac.


In più,  la proprietà aveva pensato bene di riutilizzare un bellissimo armadio del ‘700, riadattandolo a “cave du jour”, dove depositare una bottiglia per tipo di ogni cru da mantenere in piedi o reclinata, ma comunque a temperatura ambiente. Altro grande errore.

Inutile dire che oltre ai danni a mobili e immobile, all’appello mancarono anche alcune preziose bottiglie. La situazione era andata fuori controllo, sia perché il numero degli ospiti era sproporzionato alle dimensioni del locale, e anche perché non avendo mandato inviti individuali e nominativi non fu possibile filtrare e intercettare alla porta i presunti intrusi poi trasformatisi in vandali. 

Mi raccomando, prima di organizzare un’inaugurazione pensateci tre volte.



E adesso perché dovrei raccontare di questa deliziosa e semplice trattoria di paese?  Perché era già successo ed è accaduto di nuovo. E anche stavolta ero stato invitato ma non ho potuto partecipare, così come l’altra volta. Un altro locale, in un altro luogo, in un altro tempo.  Quella volta i danni furono ingenti, anche perché l’arredamento e le bottiglie a portata di mano degli “invitati” erano di notevole valore. E l’apertura regolare del locale fu posticipata per  cause di “forza maggiore”


Qui invece ne sono usciti abbastanza bene, in questa nuova trattoria di Taggia è andata meglio, ma è successo di nuovo che la situazione prendesse una brutta piega. Fai girare la voce a 50 persone e se ne presentano 500. Tutto sommato, a parte il fiume di vino rosso e di bollicine bianche passate negli stomaci, sui pavimenti e sulle pareti, e a parte il ristretto numero di bicchieri sbriciolati, dicevo, a parte questi dettagli stavolta è “bastato” ridipingere il locale per poter riaprire dopo la sanguinosa inaugurazione, ma solo dopo aver girato per il paese per recuperare i bicchieri abbandonati sui marciapiedi.


Quindi alla fine tutto bene, adesso il locale sicuramente lo conoscono tutti in paese, e anche nel circondario la voce è girata. Volendo vederla con il bicchiere mezzo pieno è stato un modo piuttosto efficace e originale, quanto imprevisto, per fare della comunicazione in maniera alternativa. Quindi un in bocca al lupo ai titolari del Cavallo Bianco di Taggia.

Locale che mi piace perché ripercorre una traccia persa nei decenni scorsi, tra high tech e slot che hanno tristemente sostituito il bicerin, il tavolo per giocare a scala 40, i piatti semplici della cucina locale e qualche buona bottiglia da versare, volendolo fare, in bicchieri da fighetti, per non dire della generosa scelta di birre Baladin che girano a fusti interi, da spillare dentro caraffe o capienti bicchieri.

E che la festa ricominci, ma andateci piano, hanno appena ridato il colore alle pareti!


La "sardenaira" lo snack ufficiale della Riviera dei Fuori ( qui in versione eccellente )


Appena uscita dal forno anche la focaccia al rosmarino


Come diceva il mio amico Francone: io sono allergico solo alla roba grama, e qui non ne trovo...


E neanche la torta di riso è finita: torta verde tiepida, e allora no?


Qualche acciuga fritta con una goccia dei limoni del giardino di qui davanti




Un tagliolino al ragù perché ci è venuto appetito al bar


Un po' legnoso, ma lo buttiamo giù lo stesso ;-)


Crostatina maison, così come tutto quanto sfornato qui, privilegiando i prodotti biologici per quanto possibile



Fabio Lanteri ( il proprietario ) e Christian Ferretti ( il cuoco )


With The Baladin's Brothers



Osteria Cavallo Bianco
Via della Rimemebranza - Piazza Cavour
Taggia (IM)

sabato 8 dicembre 2012

Il branzino del Po, il cavedano Corso e i barbi del Danubio.


- gdf pgr -


Oggi, con il servizio pgr, dopo Lisbona e la Bretagna, andiamo non ho capito bene dove. Forse sul Danubio, forse sul Corso del Golu, forse sul Po' in Toscana. In ogni caso un Po' Oltre. Impariamo la tecnica di pesca con gli insegnamenti di " u gianchetto milanao ", detto anche UGM. Buona visione!

venerdì 7 dicembre 2012

Bassa marea

- gdf pgr -

Brutta storia questa, una cosa che trafigge la mattinata al faro come un fuso in un gomitolo. Il servizio pgr di oggi, di nuovo, va a colpire nel segno e guardate qui da dove arrivano le immagini fresche di giornata. Questo posto si chiama Riec sur Belon. Sta ovviamente in Bretagna tra un faro e l'altro e precisamente tra due località evocative per la qualità dei suoi ristoranti: Concarneau e Lorient per esempio. Ma anche Hennebont e Quimperlé stanno a due passi. Per non dir nulla de La Roche Bernard e il mitico Auberge Bretonne.

Impietosamente arrivano stamattina queste immagini come un colpo basso da un nuovo amico che io non conosco, e lui neanche, personalmente, ma nonostante ciò- tramite le pagine intrise di alcol del libro sui vini francesi- lui sa di me molto di più di quanto sappia io di lui.

Mi scrive da Dublino, e lo ringrazio: chissà che succederà con i Vini dell'accento Inglese con un personaggio come Carlo?  Riuscirò a stupirlo come ha fatto lui con me stamattina? Non voglio anticipare le cose, non vorrei cominciasse ad andare a cercare dell'Irish Whiskey già da ora, è prestino.

Oh! Che mal di stomaco! Queste immagini impregnate di iodio e di salmastro mi fanno venir voglia di partire per la Bretagna, adesso, e abbandonare per qualche momento il tiepido Mediterraneo, dolciastro di gamberi testa viola.  Un clima che anche stamattina invita ad indossare un jeans e un giubbino di renna piuttosto di uno spesso giaccone blu da marinaio bretone degno di Capitan Findus.

Qui una rarità: un cielo completamente azzurro in Bretagna?

"...al ristorante Chez Jacky: loro curano l'allevamento proprio di fronte al ristorante ! Abbiamo avuto modo di vedere il prima e dopo l'innalzamento della marea."

In rigorosa modalità non comment ma con salivazione a pioggia

 Le plat du jour... te possino Carlo...

Qui potevi far meglio, se ce ne fossero stati di migliori; ne riparliamo...

E complimenti per les p'tit dessert :-)



-gdf- il vostro cameriere on -line-

giovedì 6 dicembre 2012

La questione pgr e il caso Joachim Koerper


Sorbetto mirtillo e uva spina, unghie cassis

- gdf pgr smq -

Forse l’ho già scritto da qualche parte, ma ad una certa età è facile ripetersi. E non dovrebbe essere così, perché nascondersi dietro a qualche botta d’arterio non è corretto, anzi, è vivendo parecchio, in modo vario ed  abbastanza intenso che si potranno dispensare pensieri e raccontare episodi sempre diversi, e non il contrario. Invece alla fine ci si ricasca, nella ripetitività.

cappuccino al profumo di mare, barbabietole e cereali, tartare di gamberi, quiche con tonno, seppia con limone candito e pomodoro confit

Nel dubbio non sorpassare. O anche no, se no i dubbi come li risolviamo? Quindi ecco riaffiorare la questione p.g.r. attraverso una delle molte mail che fortunatamente continuo a ricevere nonostante tutto. La questione p.g.r. nasce da lontano, mentre questo blog è molto giovane, ma cresce bene anche senza magazzino. Questo blog non ha ne’ magazzino ne’ cella frigorifera. Tutto quello che viene in-piattato è del giorno stesso o al massimo della sera prima, come i gamberi di qui davanti il faro. Come stasera per domani.


Tacchinella ripiena di castagne e frutta secca al forno con barbabietole in 3 diverse consistenze


Quindi se qualcuno pensa: ma come fai ad avere qualche cosa tutti i giorni? La risposta è non lo so,  perché a dir la verità non ci penso neanche a quello che avrò da dire o da mostrare il giorno dopo, perché credo nella fantasia e nella provvidenza. E se per qualche giorno nessuna delle due si sarà fatta viva non ci sarà nulla di nuovo da assaggiare al Bar degli Armadilli.


Quenelle di baccalà e insalatina

Come rischiammo quella sera in redazione al giornale, quando il capo, alle 22.00, non aveva ancora il pezzo dall’inviato e la pagina centrale del lunedì sportivo rischiava di rimanere clamorosamente vuota per mancanza di un testo o di una foto. Nulla avevamo, neanche l'inviato. L’inviato ( a cui soffiai il posto dopo quell’episodio ), dissero i maligni, si era “arenato” già dall’ora di pranzo ai 12 Apostoli. E a distanza di anni lo posso anche capire dopo le tante volte che ho dovuto spostare un impegno post pranzum.



Tuttavia, pur non potendo esser certo che fu un collega dell’Arena o di altra testata a chiamare da noi in redazione per un riscontro a lungo cercato, quel che è certo fu il resoconto di quel match registrato al telefono, registrato al volo su un registratore. Sbobinato e messo nero su bianco prima di andare di corsa in tipografia poco prima di andare in stampa. Ma nessuno, nella confusione, si prese la briga di chiedere il nome di quel corrispondente, e quindi il direttore si prese la responsabilità di firmare il pezzo con un acronimo: pgr: Per Grazia Ricevuta

Però Joachim Koerper in questa vicenda è più di un caso pgr. E’ quasi un caso Chi l’ha Visto per me che amavo scendere d’inverno lungo la rotta del regista delle grandi fughe. Quando ho aperto il file con le foto e il link del ristorante Eleven di Lisbona mi è venuto un colpo. Tel chi il Joachim! Carramba che sorpresina.

Il mio vecchio e ultimo baluardo prima del nulla, l’ultimo due stelle in direzione go west prima delle Colonne d’Ercole ( 500 chilometri prima…)  E’ proprio lui, quello del rombo su ragù di carciofi all’aglio e timo rilevato da un  concassè di chorizo croccante. Due stelle Michelin e Relais Gourmand a Moraira, al Girasol per oltre un decennio, a pochi chilometri da dove oggi troneggia El Quique d’Espana.

Adesso è in Portogallo, a Lisbona, e mi sembra anche in forma; quindi anche oggi abbiamo risolto grazie al servizio pgr. Certo, non sarà gran cosa, non si è trattato del caso Thomas Crown ma del caso Joachim Koerper, ma a voi cosa è costato? Niente. E a me anche, e a chi ci ha pranzato solo 35 euro.







mercoledì 5 dicembre 2012

Save the date | Barbaglini-Santin

Ricevo, e molto, ma molto volentieri pubblico.
Domenica 16 Dicembre ore 13.00
Antica Osteria del Ponte
Cassinetta di Lugagnano

Fabio Barbaglini ed Ezio Santin

Quattro mani sul Naviglio

E anche Maurizio Santin torna per l'occasione
Sono emozionato e quasi commosso
Io ci sarò, e sarà di nuovo una bella occasione per rivedersi




-gdf 2013-

martedì 4 dicembre 2012

Acqua alta



 - del Guardiano del Faro -

Immagino come si potesse sentire dopo quella tracimazione di liquido. Fosse accaduto a me ci avrei rimesso per lo meno il fegato, gli iniettori, la pompa e uno dei due reni. Larios o Gordon's al posto di Tanqueray o Hendrick’s? Non ci voglio neanche pensare.

Ho cambiato bar, l’ho cambiato perché ero stufo di sentire sempre le stesse storie. Ho cambiato bar e quartiere per vedere un giro di persone diverse e conoscere barman diversi. Ma l’operazione è miseramente fallita sotto i colpi di altri tre in giacca nera che non ne fai uno, neanche qui, neanche nel quartiere vip’s and chic.

Non che fosse la prima volta che ci mettevo piede, ma un conto è sedersi ad un tavolino guardando in televisione Radio Capital e sorseggiando un Negroni con ottimi canapè  e sfogliatine appena sfornate, mentre è un altro conto  andare spavaldamente incontro al bancone fregandomene di aver compromesso il loro spazio lavorativo e appoggiandomi ad uno sgabello, ordinando prima un gin tonic e poi, ascoltati i primi dialoghi tra di loro, aggiungendoci anche un dry Martini cocktail per non perdermi il seguito.

E siccome piove arriva anche parecchia gente a rifugiarsi qui dentro, comprensibilmente. Ma non per la loro percezione del mondo che li porta a chiedersi perché alcune coppie che si sono rifugiate nel loro elegante bar insistano nell’ordinare dei bicchieri di acqua minerale e dei caffè, ma solo dopo essere passati dal bagno. Mi sembra normale: piove, la temperatura è scesa, la piazzetta è colma di pozzanghere, la mente si potrebbe emozionare e la vescica potrebbe anche pretendere qualche attenzione.

Non si capacitano che ci sia della gente che non batte ciglio a strapagare l’acqua e il caffè nel loro locale quando potrebbero benissimo andarsene a casa a bere acqua e caffè e lasciare il posto al tavolo ai soliti, quelli del giro degli aperitivi. L’acqua sale sui marciapiedi, e la gente si rifugia, ai tavolini e al bagno. Stavo per andarmene scocciato quando squilla il telefono del più giovane dei tre. Il dramma è in atto. Lei ha fatto il pieno nella macchina di lui nel distributore più costoso della città, e ci ha messo dentro il liquido sbagliato. Ok? Gasolio nella macchina a benzina.

Sarebbe più grave il contrario, ma lui non la prende benissimo e la manda clamorosamente a quel paese in viva voce. Lei fa altrettanto in quadrifonia, perché dice, già ne ho combinata una abbastanza grossa e avvilente, ma se ancora mi massacri di parole allora reagisco e te ce manno. L’ego dei due a quel punto sta in parità, e quindi parte il tentativo di ricongiungimento.

Dice che viene li: ti aspetto dice lui, la aspetto, penso io.
Sarà una Sophie o una Sabrina? Butto una fiches da 7 euro sul secondo Martini dopo il primo gin tonic materializzando una Sophie, una di quelle biondine da un metro e settanta che hanno bisogno di tutto. L’alternativa sarebbe una strabiliante e orgogliosa Sabrina’s ( che lo ricordo, diversamente dalle Sophie’s è mora dalla testa ai piedi ), e che con uno sguardo farebbe fuori tutti e tutto.

Invece no, c’è una terza possibilità. Ragazzo mio, stai perdendo tempo. Vacci tu a diluire il gasolio con un po’ di benzina, perché se ci va “lei” fa il pieno, e con la coda fuori.





lunedì 3 dicembre 2012

L'opinion leader ( rroba non tagliata )


- del gene del faro -

Messo alle strette e costretto all’angolo dall’opinionista, dall’opinion maker e dall’opinion markett, l’opinion leader si sentì per un lungo momento molto meno leader di quel che pensasse. La certezza di identità dell'opinion leader cominciò a vacillare di fronte al confronto con i suoi simili, innanzitutto perché se sei leader dovresti essere leader e non uno dei tanti, almeno così stanno le cose se osservate dal punto di vista dell’opinion reader, che non sarà ne' opinion ne' leader, ma neppure opinion lader. Se poi è un opinion non leader a lesionare il carisma dell’opinion leader apriti cielo. La crisi scoppia.

Ma vediamo di sviscerare i ruoli prima di esporre il concetto. L’opinionista è uno che esprime opinioni su un argomento che conosce bene: le espone e le commenta sui mezzi di comunicazione che gli vengono messi a disposizione. Quando invece comincia a commentare e pontificare anche su argomenti che conosce vagamente passa di ruolo e ce lo siamo giocato, perché diventa tuttologo.

L’opinion leader lo sappiamo cos’è. Una figura astratta che dovrebbe essere in grado di trascinare le folle dietro al suo fascino e all’allure di cui si circonda, assecondato dalla gente per ciò che esprime: parole, concetti, stile di vita, abbigliamento, accessori, auto… ecc

L’opinion maker produce opinioni e le offre ad un editore che lo paga per questo. Normalmente è un giornalista stipendiato. Anche l’opinion markett il più delle volte è un giornalista, ma oltre che dal suo datore di lavoro prende compensi e generi di conforto anche da chi è oggetto della sua ottimistica ed entusiastica opinion.

L’opinion reader, lo dice la parola stessa, non ha opinioni -lui non ne sa un belino di come va il mondo- e quindi legge quelle degli altri, ma come dicevo più su, è comunque meglio dell’opinion lader, che non necessità di definizioni ulteriori credo.

Nel faccia a faccia tra i diversi opinion leader in crisi  di identità emerse un malessere dovuto al fatto uno o più opinion non leader erano probabilmente più stimati e apprezzati dei presunti leader dal pubblico non pagante,  e sotterraneamente odiati per le loro idee ma pubblicamente apprezzati e stimati dagli stessi leader, costretti loro malgrado a rilevarne l’evidenza.

Questo disagio si accentuò quando un paio di opinion leader chiesero ad un opinion più leader di loro di intervenire su un opinion non leader perché placasse i suoi pensieri, riconducendoli a più pragmatici intenti, infatti la cosa li infastidiva al punto da render meno liscia la superficie della loro pelle. Pruriti e orticaria erano i primi sintomi visibili, quindi meglio cercare di arginare in maniera diplomatica l’opinione di un opinion non leader ma evidentemente più che un leader per loro stessi.

L’opinion non leader se la rise, capendo di aver ri-colto nel segno, e perché così facendo aveva ottenuto il riconoscimento pubblico del ruolo di stimato leader anarchico dell’opposizione del governo democratico degli opinion leader.


- gdf -



sabato 1 dicembre 2012

L'Osteria Cascina dei Fiori e quelli usciti dal "circuito"


- dal Guardiano del Faro -


Succede così. Perché se non vi siete mai tinti i capelli non avete niente da nascondere. Però se non siete mai andati ai convegni e ai congressi a fare piatti strani la gente potrebbe anche dimenticarsi di voi. 



Se esci dal "giro" può succedere che nessuno si ricordi più di te. Perché se stavi ad una stella, 16 su 20 e più di 80 su 100 secondo me non è possibile che tu ti sia improvvisamente rincoglionito. E anche perché se sei  stato uno dei sette soci fondatori della J.R.E. proprio stupido non dovevi essere.


Musetto di maiale, fagioli dell'occhio, sedano crudo e germogli 

Hai lasciato fare, sei uscito dal "circuito" in un momento storico contrario, e secondo me hai fatto bene a starne ai margini, ad aspettare che la follia passasse, guardando intorno a te, il tuo territorio, la tua famiglia, il tuo locale che compie 23 anni, tuo fratello e le belle bottiglie che non vi siete bevuti in qualche momento di crisi o sconforto.




Gli immobili alla fine vincono, e quei magnifici sette sono sempre nel mio cuore. E' ora di fare i conti, e io sono ragioniere, e quindi avevate ragione a defilarvi, ma adesso è  tornato il momento di riscoprire una delle migliori espressioni di questi territori. E, aspetto non secondario, approfittare delle perle di cantina rimaste fin troppo a sonnecchiare.


Farro, orzo, grano saraceno, kamut, finferli e gocce di prezzemolo


Trippa di vitella ( Martini di Boves) verdure e borlotti di Villata


Vuoi Gaja?


Giacosa?




Da rimarcare tutto, ma i bicciolani speziati su tutto: Bowmore, what else?



"Chateau Margaux per me è anche una sottile menzogna, mia, nascondendo un disagio profondo e illudendomi di poterlo compensare scomparendo da tutti in una nebbiosa sera d’inverno e infilandomi quasi furtivamente in una trattoria di campagna alla ricerca di beni materiali effimeri quali una mortadella di fegato, un risotto al tartufo e un brasato; con Chateau Margaux 1988..."


22 anni fa

- gdf 2013 -

Osteria Cascina dei Fiori 
Via Strada Rotta
Regione Forte Cascina dei Fiori
Borgovercelli (VC)
Tel. (+39) 0161 32827

Quelli strani, quelli senza sito internet.