mercoledì 28 dicembre 2016

Il foie gras prêt-à-porter


gdf


Per quanti si chiedono ancora dove suona il piano della cucina Fabio Barbaglini rinnovo il LINK , mentre di nuovo c'è questa iniziativa gastronomica di alto profilo. E' un classico torcione di foie gras preparato con pochissimi ingredienti, nello stile "puro" dello chef originario di Arona.

Fegato grasso d'anatra, sale, zucchero, spezie e Marsala. Tutto qui, proprio per apprezzare la purezza del gusto di un vero foie gras d'autore, perché il trucco c'è, anche in mezzo all'apparente semplicità. Intanto non ci sono alcol potenti come lo sono i distillati che spesso si usano in marinatura ( Cognac, Armagnac ecc ... ) che se usati male rilasciano uno spiacevole sapore amaro al foie gras.

E poi, altro segreto del BarbaFoie (questo non svelabile), si nasconde nella miscela di spezie che già faceva la differenza nella preparazione al piatto ai tempi del Caffè Groppi di Trecate.


Nella confezione metallica troveremo insieme al torcione in sottovuoto anche una piccola composta di mela e zenzero e una scatoletta di sale Maldon. Altro non serve, se non una bella fetta di pane tostato ... ed un bicchierino di Sauternes.

Per riceverlo a casa o al ristorante bisognerà ordinarlo alla e-mail info@fabiobarbaglini.com oppure telefonare al numero indicato sul biglietto da visita che accompagna l'essenziale brochure che troverete nella scatola. Et bon appetit bien sur.




gdf


lunedì 26 dicembre 2016

Michelangelo Mammoliti : lo chef consapevole cucina a La Madernassa di Guarene


gdf


Tutto ciò che circonda il talento di questo vero "chef" ha origine nel 2003, mentre lui, il Michelangelo della cucina arrivò da queste parti un paio di anni fa, senza troppi clamori, tant'è che solo quest'autunno un po' tutte le principali guide hanno riconosciuto in lui IL giovane che -è facile ipotizzare- scalerà velocemente le classifiche della sua specialità: l'alta cucina.

Cuochi burberi, cuochi ostici, cuochi arroganti, supponenti, severi o semplicemente antipatici ce ne sono sempre di meno. Michelangelo, fin da subito, tornato da cucine disciplinate e formative di primissimo piano quali quelle di Meneau, Alleno, Gagnaire o Ducasse è già stato etichettato in maniera sbagliata, perché la sua maniera di porsi rivela semplicemente consapevolezza e non altro.

Consapevolezza, laureato in consapevolezza delle proprie capacità; non la consapevolezza da glossario di psicologia, ma bensì quella che si consegue studiando e lavorando, meglio ancora se a fianco di alcuni grandi Maestri francesi. Michelangelo pensa e bisbiglia in francese, legge Escoffier in originale e si pone al pubblico con eleganza e sicurezza rara per quell'età. Da un momento all'altro potrebbe mettersi a recitare Molière, non mi stupirebbe a questo punto.

La modestia non gli fa difetto, ma solo se gli dimostri di poter reggere il dialogo sui suoi livelli, cosa non semplice se hai la sua età. Ce la puoi fare -me ne accorgo da un sorriso sincero- se hai disperso energie, tempo e tanto denaro in giro per la Francia trois etoiles per 30 anni, se no Michelangelo -giustamente- sale in cattedra e ti regala la lezione che ti meriti, dimostrandoti nel piatto che la teoria, lo studio, l'applicazione e la ricerca della perfezione fa parte del suo carattere, del suo segno, lo stesso mio, il Leone.

Dettaglio, perfezionismo, finitura di ogni piatto gestito per forma, colore, temperatura, senso della misura e del gusto, qui a Guarene, a La Madernassa, dove c'è Michelangelo a dipingere e scolpire l'Alta Cucina, quella che non necessita di decoder per essere capita.

Michelangelo Mammoliti


Il miglior riesling piemontese dopo un sorso di Cavalleri.
La carta dei vini è nel complesso all'altezza della cucina
Sigaretta croccante di pasta brick farcita di besciamella al prosciutto di Sauris (leggermente fumè)

Cromesquis di foie gras

Il grande uovo nasconde delle tuiles di nero di seppia farcite di mousse di tonno e finti ravioli croccanti e farciti di uno stufato di guancia affumicata


Un altro amuse notevole: testina di vitello in crocchetta e capsi-gel effetto peperone bbq
Peperone d'Espelette
Bolle di gelée di prosciutto cotto, finissima filigrana croccante, salsa cremosa ed acidulata, erba cipollina cesellata. Grasso, sapido, cremoso, croccante, acidulo ... c'è tutto in un cucchiaio.

Cantarelli in zuppa di funghi alla senape e Vin Jaune del Jura. Tanta Francia anche qui


Il servizio del pane, giustamente posticipato, e di cui si sente solo marginalmente la necessità. Comunque impeccabile. Lievito madre, cereali, bianco, focaccine alle olive Taggiasche e "bianco di burro" ad effetto ricotta.

UMAMI
Panino al vapore, anguilla fritta (e panata) con contrasto di albicocca fermentata

Dopo il panino arriva questo, ben caldo e profumato di acqua di rose, a chiudere il gioco delle entratine in effluvio floreale

LE MIE RADICI
Riso riserva San Massimo cotto in infuso di sedano rapa, cardo gobbo di Nizza ed emulsione di castagno. Quasi tutti i piatti vengono rifiniti al tavolo con una salsa servita alla temperatura giusta.

INFANZIA
Carciofo arrostito e stufato, farcito di tuorlo d'uovo e gratinato con segatura di pane ... e

... emulsione di mortadella. 
Notare come è stato lavorato il gambo ... mai visto così prolungato

... e la densità ed il colore del tuorlo. Piatto super, per gusto complessivo e tecnica non ostentata.

Presentazione del trancio di rombo prima della cottura

SOTTOBOSCO
Fricassea di lumache, mousseline di patate della Bisalta, il loro jus ...

Ci vuole qualche cosa di adeguato, dalla scelta del giorno dei vini a bicchiere

Ecco il rombo in cottura delicatissima; con cannolicchio, porro, erbe fresche, acetosella ... ma la sorpresa sarà in quella finta oliva  servita a parte ... Cottura millimetrica, quasi esasperata, con il termometro calibrato sotto a quello che ci si può aspettare. Mi stupisco, e mi prendo la lezione.
Ma la temperatura risale grazie all'ennesima finitura al piatto.

BBQ
Profumatissimo spaghetto Pastificio dei Campi cotto
 in un infusione di prosciutto cotto di Cuneo al BBQ.
Bello, buono e abbastanza originale anche nella forma, per come viene servito, contenuto e contenitore.

LA REGINA DEI FIUMI
Filetto mi cuit di trota Fario -che rende meglio alla cottura mi cuit rispetto al rombo- con gamberi di fiume, regina dei prati, infusione di levistico e acetosella

NATURA
Germano reale cottura "bleu" poché in un brodo di spezie, ribes nero, radici, trombette dei morti, radici ... jus al caffè, ciliegia all'aceto. Un po' sparpagliato "ma è la somma che fa il totale", che è assai elevato. Grande materia prima come plus.


Invece del pre dessert una dolce infusione defatigante

INTO THE WILD
Cremoso al marrone di Cuneo, gel di cachi e anice stellato, nougatine Pekan

RAGGIO DI SOLE
Bocconcini fondenti al mandarino, mousse al Moscato, melone nel mango ... pure il comparto pasticceria parla una sorta di linguaggio comune, un francese sabaudizzato.

Altri generi di conforto a chiudere uno dei pranzi più significativi e di alto profilo del 2016 e, comunque superiore ad alcuni ben più blasonati.



gdf

domenica 25 dicembre 2016

La Madernassa, prima parte : il luogo



gdf


Prima il luogo, poi la cucina, ma ancor prima -come sempre- le persone che hanno creato tutto questo, recuperando, ristrutturando, costruendo, rimodernando, progettando e sviluppando idee che diventano cose assai concrete, come spesso accade da queste parti. Sempre in Langa, dove la densità di stelle Michelin per chilometro quadro è quasi imbarazzante rispetto al resto dell'Italia.

La Madernassa (pera autoctona), esiste da più di una decina d'anni, defilata e moderata un tempo, centrale e autorevole ora, dopo l'arrivo del fenomeno Mammoliti, che ha fatto saltare più di un banco partendo dal piano della sua cucina, che merita post apposito, eccome.


Prima di lui però Fabrizio Ventura e la sua famiglia, felici per come sono riusciti nell'intento di donare al turista gastronomico ed al cliente in genere un altro buon motivo per salire a Guarene, piccola località che vanta anche la presenza di un bellissimo Castello trasformato in albergo di lusso. 

Qui a La Madernassa l'atmosfera è invece bien decontracté . Grandi spazi e splendida vista, innanzitutto sui colli di Langa e Roero e poi in allungo sull'arco alpino innevato. Piscina, solarium, terrazze, jazz bar (anche per fumatori) ed altri spazi comuni pregni di comfort e buon gusto, fino a salire al primo piano e cambiare marcia, in direzione della cucina guidata dal 31enne Michelangelo Mammoliti, tornato due anni fa da un tour di alto spessore. Gagnaire, Meneau, Ducasse, Alleno ... tra gli altri.

Piscina colma di acqua anche in inverno

Terrazza e solarium


Il ristorante è al primo piano, suddiviso in due sale più una terrazza estiva


La pera

Ingresso

Salotto per fumatori ...

... e per alcolisti o lettori di guide ...

C'è pure un pianoforte

La cantinetta

Il corridoio che unisce le due sale del ristorante, che saranno a breve rinnovate dopo che La Madernassa è stata premiata con la prima stella Michelin, la più emozionante.

Essenziale apparecchiatura della tavola

Pratico tavolo di servizio

Cucina a vista. D'inverno in cinque, mentre in altre stagioni arrivano a ed essere in nove a lavorarci, mente Michelangelo parla da solo in francese e ai ragazzi in italiano ... Risposta dal gruppo?
OUI CHEF !!!

Ragazzo consapevole

Michelangelo Mammoliti, lo chef consapevole

Tratti comuni, a parte il profilo ...
Segno Leone. Pensare in Francese e parlare in Italiano.
Leggere Escoffier sul testo originale

Intanto questo, poi andiamo a tavola per uno dei miei pranzi più significativi dell'anno 2016




 gdf