venerdì 4 maggio 2012

Bistrot Bourgogne # 02

La Montagne de Corton da "Les Terrasses de Corton" Logis  e Restaurant a Ladoix Serrigny
- gdf 2012 -

Kir Cassis
Tra le  tavole da ricordare per rapporto qualità prezzo della zona questa è tra  le prime della lista, si chiama Les Terrasses de Corton, si trova sulla statale che collega Beaune a Nuits St. Georges. Ha anche le camere, una fresca terrazza estiva o una calda saletta invernale con camino acceso. Cucina regionale e piccoli vini del comune, tra i più sottovalutati e meno conosciuti, ed è un peccato, perché costano poco e sono molto piacevoli, addirittura molto interessanti in annate particolarmente favorevoli come il 2005, 2006 o 2009.

Piccole frittelle al cipollotto, da accompagnare al Kir Cassis. Non Royal, solo kir, fatto con l'Aligotè.
Jambon persillé, in gelatina e aromatizzato con aglio, prezzemolo ecc... Non il migliore, ma ce la possiamo fare.

Escargot versione classica...
... o nella versione gratinata, su crema di formaggio di capra ( ! )
L'ottimo foie gras demi-cuit in terrina

Boeuf bourguignon e tagliolini al burro ...
Piccione parzialmente disossato e farcito di funghi...
Ladoix-Serrigny
Les Terrasses de Corton
38 Route de Beaune  21550 Ladoix-Serrigny, Bourgogne
+39 03 80 26 42 37

- gdf -

giovedì 3 maggio 2012

Il Coso

Il Coso
Ancora non sappiamo che nome attribuirgli. Ma va così, arriva in testa l'idea, il colpo di genio, azzecchi il capolavoro, sviluppi la tecnica migliorativa ma poi non sai come battezzarlo. Comunque non c'è fretta, il brevetto non ce lo porta via nessuno perché per il momento non vogliamo rivelare quali siano i quattro ingredienti fondamentali che contribuiscono a far stare insieme il dolce e il salato, il croccante e il cremoso, il bianco, il giallo e il rosso. Ora si tratta solo di azzeccare il colpo di marketing, evitare di farlo cascare sulla manica della giacca mentre lo si assaggia, e poi il tempo ci darà ragione. McDonald, Ferrero e Nestlè sono li in attesa di un cenno. I competitor del junky food mordono il freno.
Questo capolavoro è il frutto di una joint-venture  ligure piemontese, una  joint-adventure funzionale, tra un trafficante di patate e uno di super alcolici. Prima di metterci nelle mani di qualche agenzia di pubbliche relazioni che ci costruisca sopra un brand volevo briffare un  po' qui sul blog. Allora! Come lo chiamiamo Il Coso? Grazie a chi vorrà farci pervenire qualche feedback, in pubblico o sulla mail.

- gdf 2012 -

Bistrot Bourgogne # 01 di almeno 04


- del Guardiano del Faro -


Ormai lo sappiamo, dopo lustri e lustri di corse affannate tra una cantina e l'altra non è il caso di intervallare faticose degustazioni con altrettanto impegnative sedute pluristellate affaticanti per l'apparato gastro intestinale. Meglio un intermezzo, si alcolico, ma che almeno sul piano del cibo si risolva con uno snack, un piatto, un intercalare di piccoli aperitivi invece di copiosi rituali degni di miglior causa o di viaggi motivati da altre priorità.


Ma del buon vino -oui, c'est du bon vin - non ne deve mancare, anche se a dire il vero non posso fare a meno di chiudere ogni giornata a Beaune e dintorni senza un paio di birre extra strong in Place Carnot. Un paio di Bush a 12° ti risistemano e ti sciacquano e risciacquano via la giornata di dosso meglio di una doccia, facendoti dimenticare le detartrasi giornaliere a base di giovani chardonnay e le immersioni in tisane al pinot noir. Comunque rivediamo alcuni indirizzi utili allo scopo.


Con un pane  così buono, lievito madre e farine sceltissime...

Sarà inevitabile abusare delle ottime mostarde Edmond Fallet
Il quartiere del Faubourg de La Madeleine è noto ai borgognisti per la sua bella sequenza di locali adeguati allo scopo. Un grande parcheggio a prova di imbecille consente di abbandonare l'auto dove capita, anche a 1,2 di tasso alcolico un posto lo si trova sempre. Di fronte tante cose, L'Ecusson, Les Tontons, Les Caves Madeleine. Ci eravamo già stati in quest'ultima, e ci siamo tornati dal "barbuto BIO'" , a pranzo e a cena, cosa rara, ma il motivo c'è.

Patè de campagne artigianale e cornichons, con il Kir Royale
Les Caves Madeleine fa parte di un club che ufficialmente non esiste, di un circuito di locali francesi dove un decalogo non scritto li rende riconoscibili tra gli altri per la scelta dei vini biologici-biodinamici haut de gamme e uno stile di cucina più raffinata della media, e  che usa prodotti bio anche in cucina. In questo caso, un'altra originalità è rappresentata dalla possibilità di scegliere i vini sullo scaffale e metterli sul tavolo. Il prezzo per l'asporto è ovviamente inferiore, ma con qualche euro in più si può stappare qualsiasi bottiglia. In questo caso, il nostro Barba-Bio si dimostra preparato anche sulle produzioni di nicchia italiane, che siano vini biologici o prodotti come il riso. Agenda alla mano e via, confrontandosi verbalmente su produttori italiani e francesi, senza sciovinismo. Lui ascolta e prende nota sull'agenda. Noi ascoltiamo e stappiamo, anche cose meno note di quelle che appaiono in questo post. Qualche chicca me la tengo per altri scopi.

Canard roti finalmente tenera e ben cotta al sangue.

Boeuf Borguignon, il migliore del viaggio...
.... e il suo abbinamento, scelto sullo scaffale.
Molto buono anche lo stinco glassato e verdure al dente...




Tra pranzo e cena, tra carne e pesce, non si capisce più bene il senso logico delle scelte, se fosse importante trovarlo. Importante invece trovare un vero risotto al dente, comme chez nous, profumato di aglio, colorato di prezzemolo e arricchito da un glorioso filettone di cabillaud arrostito.
Qui ci vuole un grandissimo Aligotè.
Ma anche questo, con sboccatura 2006! Ormai uno sherry.
Ma sopra a tutto ci vuole questa: La Framboise di Roulot... prima di andare a lasciare il sangue in birreria. E abbiamo appena cominciato



Caves Madeleine
8 Rue Faubourg Madeleine  21200 Beaune, Bourgogne
Tel +39 03 80 22 93 30

- gdf -



mercoledì 2 maggio 2012

A Cervere, dal Renzo (seconda parte)


 - gdf 2012 -

Da qui in poi andiamo in discesa, che  ci godiamo con il vento in faccia. Intanto gustiamoci lo spettacolo di una delle più grandi espressioni di cucina piemontese contemporanea, in un ristorante che ha fatto passi avanti anche per quanto riguarda la qualità del servizio e la carta dei vini, e che quindi si piazza in maniera autorevole ai piani alti della ristorazione nazionale. Il menù della giornata parte con un messaggio assai significativo.  Roba hard! Avanguardisti astenersi o mettersi occhiali scuri e crema ad alta protezione, perché si inizia addirittura con una corposa insalata russa iper-concentrata e presentata con una filigrana di maionese.  


Il pane: eccellente. E volendolo confezionare in questi piccoli formati non è poi così facile raggiungere questa qualità di lievitazione, di omogeneità di cottura, di fragranza estrema...
Focaccia e grissini sono altrettanto impeccabili
Uovo morbido, gamberi, patè di tonno, asparagi...


Cosa ci sarà sotto?

La trippa!  La trippa con porri e lenticchie
Plin di seirass...


Carne e panatura da guardare per capire, e le  cinque  diverse verdure non sono da meno...

La finanziera che vale il viaggio
... e questi? Con guanciale e  al curry, quasi  innovativi ...






Vorresti andare a Cervere senza mangiare le lumache ai porri con erbette? No, non si può. E' vietato.




Solo un assaggio di formaggi, ma alla fine saranno il doppio, perché anche il Bettelmatt pretese di arrivare alla nostra tavola, e gli altri al seguito... con ciliegie al Grignolino.




Qui attraversiamo le Langhe in dolcezza, regione benedetta dal Dio della Gastronomia. Renzo è un perfezionista, ed ha ragione quando dice che nel bonet uno strato di granella di nocciola ci starebbe bene, messo proprio sotto, e non a lato. Il resto è superbo, così com'è.



martedì 1 maggio 2012

A Cervere, dal Renzo ( prima parte )


- del Guardiano del Faro -

Renzo, Il Guardiano della Finanziera
Sulla Savona Torino nel tratto Savona/Mondovì non si sente bene nessuna Radio. Anche Isoradio mi abbandona a Savona. Il primo CD che mi viene in mano è degli U2, è un best 80-90: quando il meglio doveva ancora venire.


The Unforegettable Fire lo faccio girare tre volte, poi commuto sulla radio. La prima che si sintonizza in automatico mi lancia nelle orecchie un messaggio diverso. Ligabue dice che il meglio deve ancora venire, ma lo dice con una voce opaca,  ormai palesemente ben poco convinta. Il messaggio è già sciocco di suo, e si intuisce dal tono di voce del Liga che non ci crede più neanche lui, perché pure per lui è finito il tempo in cui ballava sul mondo, ed ora, come per molti, è il mondo che sta ballando su di lui, anche a giudicare dal numero di pezzi inutili che è forse costretto a produrre per tirare avanti mollemente negli ultimi anni. Rimetto le mani nella tasca laterale, Ligabue alla radio chiama Litfiba in CD, Piero Pelù nel 1990 si chiedeva: vorrei sapere perché non è reato fare la puttana di stato ed abusare di ogni potere... Qui il vecchio e il nuovo si fondono, e mi convincono della mia condizione ideale: il  Re del Nulla. Volendolo ammettere e riuscendo a digerirlo, oppure l'opinione degli altri: il poeta della ca##ata, il vg di provincia, il Bukoswky annacquato, il Simonet dei lecc@culo, l'Hemingway bouchonné. Li salto tutti, li lascio tutti, anche l'uscita Sophie, perché la mia è la prossima. La imbocco velocemente prima che il Vasco mi ricordi che siamo ancora qui, sopravvissuti a noi stessi e agli altri.


Dal Renzo, ho rifatto i conti da buon ragioniere del 1979, ci vengo dal 1995, quando “del meglio”  per me ne era già arrivato parecchio e di torta di riso ne avevo già mangiata più di metà abbondante. Per Giampiero Vivalda  si stava invece aprendo un decennio folgorante per successo di pubblico e di critica, e presumibilmente anche economico. Una umile forchettina Michelin mi condusse fin qui, dopo un ora e tre quarti di strada dal già decadente biellese, in taxi, perché fui quasi costretto a venirci, ma senza l’onere di  dover guidare. Non mi è mai piaciuto guidare, neanche con le belle macchine, neanche con a fianco delle belle ragazze. Mi distraggo quando guido.


Forse è anche per questo che gli unici due amici che hanno fatto  e fanno gli avvocati per me quando ne ho bisogno e senza voler nulla in cambio hanno lo stesso nome, ed entrambi amano dissennatamente la grande cucina classica, entrambi amano i grandi vini francesi, entrambi non hanno la patente di guida, entrambi possiedono il passaporto diplomatico del più alto savoir vivre, roba che non trovi al discount delle conoscenze di tutti i giorni.

Cervere, i porri nel giardino del ristorante
E quindi se un "Paolo" mi invitò quel giorno in ufficio  con la scusa della “pratica da sistemare”, mentre invece si trattava di sistemare in un bicchiere adeguato un Cognac di Marcel Ragnaud 1929,  e poi mi intimò di sedermi su un taxi notturno per andare in una trattoria di Cervere; ecco, ieri come oggi, io posso protestare per un po’, come feci, ma poi, progressivamente, sempre di meno.

Erba di San Pietro, ottima nella frittata.
Ci dovremmo andare perché “dal Renzo” si mangia la miglior “Finanziera” del mondo. E da Biella non era e non è solo il mio avvocato pedemontano che partiva e che parte appositamente allo scopo. Anche un futuro direttore della Guida de L’Espresso non si tirò mai indietro di fronte all’evidenza.

E i piselli

Difficile quindi rimanere anonimi a lungo sotto il tetto dell’Antica Corona Reale (l’insegna, il nome del locale, ma che quasi nessuno cita) perché dopo la gentile accoglienza, dopo aver scelto e assaggiato qualche ottimo piatto dal menù è inevitabile incuriosire chi sta al piano della cucina.

Il Renzo gdf (Guardiano della Finanziera) si è rimesso la giacca da cuoco - ma secondo me non l’hai mai tolta definitivamente - forse l'ha di nuovo indossata perché il Giampiero è andato a vedere il “cinese” a Serralunga d’Alba, a La Rei - e credo abbia fatto bene - dunque eccolo qua, alla fine del nostro menù, a raccontarla su, come sempre,  sempre sorridente ma anche lui meno convinto che il meglio debba ancora venire.

Ma in questo caso un briciolo di verità e di contraddizione doveva ancora mettere in dubbio la mia convinzione : la finanziera, che è appena arrivata, ed è subito finita.







Antica Corona Reale - Da Renzo
Cervere (CN)


Fine prima parte


-gdf-