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domenica 29 maggio 2011

Pranzare al Grand Hotel di Alassio ?


- gdf 2011 -


L'edificio è molto elegante, la posizione perfetta, gli spazi comuni interni epurati di ogni eccesso, i salotti raffinati e minimalisti, la collocazione del ristorante attraente e coinvolgente se lo scopo è guardare ed essere visti. La carta del "Passage" però invoglia poco, e non è un problema di prezzi, ancora comprensibili tenuto conto della posizione, del blasone dell'albergo e dello spessore dei portafogli che circolano nella cittadina che spunta prezzi al metro quadro dei mini alloggi che veleggiano al largo dei 15.000 euro . Ora, quello che stupirà chiunque si avvicinerà a questa carta, non saranno appunto i prezzi più che accettabili, quanto la descrizione dei piatti, che sembrano usciti dal triangolo della moda milanese. Ci siamo capiti, ok, non si pretende una cucina d'autore, ma per lo meno un po' più di contatto territoriale che modaiolo, o una qualche idea intrigante che stimoli il cliente curioso a varcare la soglia, ma questa è la scelta, e allora mentre stavo entrando mi sono chiesto più di una volta perché avrei dovuto imbarcarmi in una spedizione con destinazione Via Manzoni, Montenapo, Corso Vittorio... Perché? E la risposta è stata no.


Non si legge bene?
Insalatina, ricottina, burratina , tartare, prosciutto e melone, pomodoretto, risottino all'astice, gamberi al cognac, mousse, parfait soufflé...
-gdf-