del Guardiano del Faro
Prima di sdoppiarmi
saltuariamente e calarmi nella medievale personalità del Cavaliere di
Sterimberg, risalendo i secoli, nel periodo a ridosso del Carnevale usavo
travestirmi da Zorro, potendo anche confidare sull'amicizia di un Sergente
Garcia grande e grosso due volte me, da punzecchiare senza ritorsioni, più di
fioretto che di spada, infierendo liberamente ma senza colpo patire.
Bernardo, il cameriere muto di Zorro -ma non sordo- origliava e mi riferiva a gesti cosa pensasse di me qualche lamentosa Fata Turchina, incapace di creare interesse ai miei occhi, così presi ad osservare la lunghezza della spada, da sguainare a destra e a manca, ma soprattutto a vanvera.
Calandomi non dai balconi del Convento di Padre Felipe, ma dentro il più profondo sdoppiamento di personalità, riuscivo a convincermi ed a convincere quella nobildonna di Lolita Pulido, ma solo a metà, perché come ben sappiamo, a quella ex Lolita, di Don Diego de
Invece, al contrario, il Sergente Pedro Garcia intrecciava volentieri la chiacchiera carnevalesca e cordiali rapporti finanche amichevoli con Don Diego de
In realtà, non si trattava di vera spada, ma di una sciabola moderna, così come tramandatoci dai sacri testi di wikipedia. In questa confusione di ruoli, di oggetti e di personalità, la mitezza si confonde con momenti di Furia, anche se a ricordar bene il rumore dello zoccolo, il cavallo di Zorro si chiamava Tornado.
Sono Tornado (licenza
poetica) volentieri ieri a Novello, perché con gli anni e l'esperienza si impara a
usare ogni arma a seconda dei casi: di fioretto o di spada, e finalmente anche
la sciabola, adesso che finalmente ho trovato un maestro di sciabola che mi ha
dato modo e un motivo per usare un'arma che fino a ieri mi sembrava inutile.
Ingaggiammo una discreta schermaglia al primo incontro, ma secondo me è indispensabile provocarlo e farlo, per scardinare le diverse personalità e far venire a galla la pura verità, al di là delle maschere, anche quella là, la mia, quella di Zorro; Zorro e la sua e la mia mania di lasciare il segno ovunque valesse o valga la pena di lasciarlo.
Alessandro Neri del Grecale di Novello consiglia ed assiste, ma soprattutto tiene d'occhio cosa combino e prepara il bicchiere all'evenienza
... piedi fermi, gambe leggermente divaricate: un colpo secco a bottiglia fredda facendo scorrere la lama lungo il collo, in corrispondenza dell'imperfezione che ogni bottiglia rivela di avere al tatto, ma prima allentate la gabbietta, mi raccomando..
Di Champagne in Champagne, al GrecAle funziona così, in attesa della mareggiata in Langa
Ma prima le buonissime paste lievitate: il croissant salato farcito di toma con cappuccino di lenticchie...
... e l'eccellente focaccia/pizza, qui in versione marinara
I diversi pani e gli oli per aromatizzare, sia i pani, ma anche il gran crudo d'autore
Ostrica, gamberi rosa, scampo, baccalà, tonno, gamberi rossi, conditi diversamente e presentati su questo bellissimo vassoio di vetro ad effetto bolle d'acqua di mare...
Un fritto di pescatrice con verdure all'agro per mettere appetito
L'ostrica al sorbetto di lime
Il gambero rosa al mandarino fresco
Lo scampo ai carciofi...
I gamberi rossi alla gelatina di Campari...
... e la golosissima catalana di baccalà...
Potenti ravioli di sgombro, ceci e pomodorini secchi in intingolo Mediterraneo
Sembra una granseola, invece è un baccalà gratinato in sfoglia croccante...
L'ammirevole interpretazione del rotolo d'anguilla al Moscato con verdure all'agro
In giro per Torino, facendo due passi sotto i portici... curiosando tra antichi caffè
Tre gelati originali: al latte di mandorla, al tabacco dolce e al Barolo chinato
A carnevale...
... il GrecAle
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