del Guardiano del Faro
Più di una vittoria un'investitura in vista della finale europea di Stoccolma, voluta fortemente dalla parte dei giurati che meglio conoscono le regole del gioco e il glossario che va inteso, capito, e poi steso in un piatto o in un vassoio. Merluzzo e maiale, merluzzo e maiale, merluzzo e maiale. Non dimenticando l'ampia quota vegetale.
I temi ed il regolamento andrebbero letti e riletti meglio, con calma e con cognizione, sia da parte dei candidati che da parte del giudice meno esperto, me per esempio, coinvolto in una sessione di pesi massimi da cui potevo uscirne incolume solo grazie ai consigli del mite Giancarlo Perbellini: il Presidente di giuria.
Un grande chef moderato e gentile Giancarlo, di buone maniere e che predilige aver a che fare con cuochi intelligenti e diligenti, e che abbiano il senso del gusto, aspetto che in questo evento non è assolutamente mancato, ma meno dell'estro e della fantasia: quella che in sintesi si chiama personalità, e che a questi ragazzi non fa proprio difetto.
![]() |
| Rigotti |
I temi, e siccome non l'hanno scritto gli italiani il regolamento, saranno declinati su un pesce ed una carne, però dove tutto quanto arriva dal mondo vegetale è ammesso, anzi, richiesto, almeno al 50% del peso del contenuto, ricordandoci e non dimenticandoci che pasta e riso appartengono a quel mondo, e che non sono un mondo a parte.
![]() |
| Rigotti |
Ah, si, le salse, le guarniture, il limite di un piatto al piatto e di uno servito al piatto dopo averlo mostrato al vassoio prima di porzionarlo al tavolo; gli orpelli inutili o non mangiabili. Gli accompagnamenti obbligatori e quelli facoltativi.
E' il Bocuse d'Or, il Campionato del Mondo per gli chef, che ogni due anni si affrontano dopo allenamenti e preparazioni che neanche per i mondiali di calcio, salvo in alcuni paesi dove la competizione è più sentita.
![]() |
| Rigotti |
Qui sopra i piatti che hanno convinto (mediamente) la giuria composta da dieci persone, dove ho condiviso senza nessun merito lo spazio (anche) con questi quattro, che messi insieme ne fanno otto di stelle Michelin.
Romain Corbière de La Reserve de Beaulieu, Mauro Colagreco del Mirazur, Giancarlo Perbellini e Stephan Raimbault de L'Oasis de La Napoule.
E Alfio Ghezzi della Locanda Margon di Trento, Vito Mollica del Four Season di Firenze, Luciano Toma dell'Alma d Colorno e Fabio Tacchella, espertissimi di queste manifestazioni. Fuori foto solo il gdf e Luigino Filippi, l'uomo della Guida L'Espresso in Liguria ed autore di una propria Guida che comprende tutti quanti fanno da mangiare bene da Savona a Cannes.
Mi sono anche messo la giacca per l'occasione, e non me la sono nemmeno macchiata, così preso a comprendere i meccanismi e le regole di questo sport affascinante che si chiama alta cucina da concorso.
Buffolino
Buffolino
Buffolino
Zunino
Zunino
Zunino
Milone
Milone
Milone
Tomei
Tomei
Foto di gruppo finale
Et bon appetit bien sur, in bocca al lupo a Rigotti per Stoccolma.
Ma perché se è un Bocuse d'Or questa roba è scritta in inglese?

















































