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giovedì 9 giugno 2011

La Mano Rossa


- del Guardiano del Faro -



Un vino per dame e cavalieri, anarchici e sognatori, idealisti e anticonformisti. Fuori da ogni certificazione questo Rossese viaggia libero da condizionamenti pur osservando tutte le regole di una doc o di una certificazione biologica o biodinamica. Se sei in un certo modo è più bello dimostrarlo con i fatti piuttosto che mettendo in tavola delle certificazioni. In tavola ci metti i bicchieri, non le seghe mentali, non la legge scritta ma la mano rossa e il frutto del suo lavoro. E così ne ho di nuovo bevuto un litro, grazie ad Alberto Rosa che ha detto no ad illustri commentatori del mondo del vino, lasciandoli fuori dalla porta, sempre per i solito motivi, sottigliezze importanti per lui, difficilmente comprensibili ai più, ma ci vuole tempo per capire, anche anni. Io ci ho messo 5 anni per ottenere un invito ad assaggiare la sua produzione confidenziale dentro il suo nascondiglio, tra le vecchie pietre di Dolceacqua, luogo per dame e cavalieri, sognatori che vagano con la mente sino ai tempi degli alchimisti e di Mago Merlino. Ma nel suo vino non c’è nessun trucco, bio in vigna Arcagna, giusto qualche fascia sopra a quella di Testalonga e mise en bouteille senza solfiti aggiunti. Etichettatura ai confini della realtà, quella degli altri; 1500 bottiglie di vino buono, che sa di terra, la terra degli ulivi e dei rovi di more.


Un 2010 prematuro che sconta la gioventù dell'annata e una scelta di vinificazione che ne scarica ancor più il colore, un vino che non macchia il pavimento, se ne dovesse cadere qualche goccia, ma non succede. Un 2009 che è invece il fatto compiuto, beato chi ne ha in cantina qualche bottiglia di questo aspirante Pommard. Ma non è neppure corretto fare dei paragoni cosi lontani, scendiamo in verticale verso la 2008, bella e profumata come una principessa che abbia la tendenza a darsi come farebbe una graziosa cortigiana. Le annate precedenti le avevo bevute random, in giro per feste popolari occitane e mai nei ristoranti, luogo nel quale questo vino delicato e sensuale non ha accesso. Luci basse e Chet Baker per questa piccola verticale, questo è il filotto buono, filotto che potrebbe proseguire con un nuovo millesimo che vorrebbe segnare un ulteriore distacco dalla consuetudini di cantina, dall’acciaio e vetro al ritorno all’epoca della pietra, una scelta che potrebbe aprire una nuova strada, ed è incredibile che questa possa essere frutto di una scelta che guarda più indietro che avanti, ma le fantasie e le intuizioni di Mago Merlino non si pongono limiti di spazio e tempo, è il principio di indipendenza di pensiero, è quello che conta, il risultato sarà solo una conseguenza del lavoro della Mano Rossa, che ringrazio per avermi consentito di entrare nel suo mondo di sognatore - gdf -




... e grazie anche ad Aga, dama , compagna di viaggio e ispiratrice di una giornata speciale.

Azienda Agricola Alberto Rosa
- La Mano Rossa -

Vino, olio, erbe, miele.

Via Provinciale 49
Dolceacqua (IM)

Tel: 329 3552952 ( a volte risponde...)

Mail: untoccoditerra@tiscali.it