Sintonizziamoci. La verdura mangiamola appena colta. Invece con la frutta ci si può comportare diversamente, perché
secondo me è meglio coglierla non al limite della maturazione per poi riservarsela in
casa un paio di giorni, per guardarla, annusarla, prima ancora di consumarla,
per sommare il piacere del gusto a quello della vista e dell’olfatto.
La notizia è di qualche giorno
fa, una notizia di quelle che andava lasciata evolvere per qualche breve tempo
prima di farci sopra qualche riflessione, come una pesca non maturata per
palpeggio ma per naturale evoluzione dei suoi zuccheri.
Dunque, Alain Ducasse ha deciso
– sicuramente insieme ad una equipe di esperti di marketing e di comunicazione -
di eliminare le carni dalla carta del suo ristorante parigino collocato dentro
il Plaza Athénée. Decisione che sembrerebbe ardita ma che invece
segue l’inevitabile spinta che prima arrivava solo dal basso, come le
rivoluzioni, ma che anche dall’alto aveva già mandato messaggi forti e chiari in passato,
proprio da Parigi, da Alain Passard, tanto per dire, che a L’Arpege prima eliminò
la carne, e poi, gradatamente, pressoché anche tutti i prodotti ittici.
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| il mio ultimo pigeon au foie gras al Louis XV ? |
Ma perché il Padrino della cucina francese ha
deciso di far partire la rivoluzione da
Parigi e non da Montecarlo? Ecco, a Montecarlo il terreno poteva essere
facilmente inteso come più pronto al cambiamento, laggiù, di fronte al mare e
con alle spalle il Giardino di Provenza, a cui Ducasse ha sempre dedicato un
menù tematico, un soft-veg-gourmet.
Lo stesso riscontro di comunicazione, web o
cartaceo, ci suggerisce la risposta, perché raramente si è vista una ricaduta mediatica
di queste proporzioni atomiche per un annuncio che se fatto da chiunque altro
(anche a suo tempo da Passard) non avrebbe avuto un così grande rilievo, pressoché
planetario. Questi, i nostri amici francesi, con altri due o tre colpi di questo calibro sono e saranno in grado spostare l'attenzione su Parigi e non su Milano l'anno prossimo. Una volta che gli extra europei saranno qui per l'Expo, beh, magari un giretto a Parigi ? Un salto a Montecarlo? Due Chateaux in Loira? Una bicchierata a Bordeaux e una in Borgogna? Dai, due bollicine a Reims ...
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| Questo è un piatto vegan ... |
Le rivoluzioni partono da Parigi, dall’alto o dal
basso, e quando si incontrano senza spargimento di sangue è bene prestargli
buona attenzione, perché la prossima tendenza è questa, e se avete delle
obbligazioni in scadenza, non le rinnoverei all’uno per certo di cedola, ma
forse aprirei un bistrot di golosa cucina vegetariana, ma con poche alghe, e senza
seitan, senza tofu, per cortesia, artigiani fa rima con vegetariani.
Ci vuole fegato e cervello però per mettere in atto il
progetto, due materie prime che dal Ducasse parigino spariranno dalla carta, ma
resteranno ben fresche ai piani alti della sua società.
Un'ultima riflessione egoistica mi spinge verso una decisione contro corrente, che stavolta non andrà tradita, per nessun motivo al mondo; stavolta bisognerà essere rapidi come una lepre, perché novembre è
dietro l’angolo, e questo novembre potrebbe essere l’ultimo per concedersi una
vera Lièvre à la Royale al Louis XV, rimasto per ora indenne dalla stellata rivoluzione
Ducassiana partita da Parigi alla conquista del mondo.
gdf
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