domenica 28 settembre 2014

Uno champagne paglierino solare

di Fabrizio Nobili

Se vai a cena in uno luogo che conosci bene, con una discreta vista panoramica su di una parete rocciosa che per la prima volta fu scalata da un giovane Riccardo Cassin nel lontano 1931, ci sono parecchie possibilità che il piatto principale sia un più che tipico riso e pesce persico.


Capita anche che lo chef abbia sprazzi di creatività in cucina e decida di preparare un menù degustazione che contempli sia portate classiche che qualcosa di inaspettato. Ciò che sorprende non è solamente la creatività moderata di qualcuno che per indole ed obiettivi deve produrre con precisione ogni cosa, ma l'inesauribile passione che questa volta l'ha portato a dare un titolo ai piatti e per giunta perfettamente attinente al loro contenuto: ad esempio “il sistema solare” è stato presentato su di un piatto blu come il firmamento, con un uovo in cereghino con tartufo nero al centro e tartine di foie gras e formaggio fresco a rappresentare i pianeti che gli vorticano intorno.

Per questo antipasto l'abbinamento scelto è stato il:

Blanc de blancs brut 2003 di Roederer



Uno champagne che è per la casa produttrice un gradino sotto il celeberrimo Cristal.
Esistono delle differenze fondamentali tra i due prodotti, e non solo perché il Cristal è uno degli status simbol per eccellenza dei magnati russi e dei rappers statunitensi e scorre a fiumi in un certo tipo di locali notturni.
Il suo colore giallo paglierino delicato con bollicine fini e persistenti a temperatura molto bassa rivela profumi più vegetali che floreali, ma in seguito si apre amabilmente con sentori di miele d'acacia e fiori bianchi. Vi si assommano note gessose e dolci derivanti dall'annata calda e dal dosaggio a limiti superiori del disciplinare che lo rendono in bocca molto gourmand, quasi ruffiano, ma senza oltrepassare questo limite.

Il corpo esile dello chardonnay ne permette comunque una beva fluida. La bella persistenza finale me lo fa senza dubbio preferire al fratello maggiore.


F.N.

sabato 27 settembre 2014

Belen e la Valle Argentina



Marco 50&50

Ciao gdf, sono Marco
E’ quasi mezzanotte, sto aspettando uno squillo da stamattina…
Allora ho fatto bene a non chiamarti…
???
Sto scherzando, adesso ti spiego


Oggi mi sono svegliato presto, sapevo che avrei dovuto chiamarti dopo la spremuta e non volevo farti aspettare, ma in albergo avevano esaurito le macine, ho preso la macchina piccola e sono andato alla ricerca di un distributore di carburante per me e per l’auto, per fortunatamente mi sono ricordato del Mulino Bianco, splendido, ben curato e ben gestito sulla strada per Badalucco, situato in posizione strategica a due passi dal mare, un passo dai monti e con piedi ben piantati in valle Argentina, alle Macine del Confluente avrei trovato sicuramente i miei biscotti.

Mi sono presentato come Antonio Banderas, mi hanno servito una colazione coi fiocchi, senza fiocchi d’avena, a bordo piscina e, oltre alle macine, mi hanno fatto assaggiare anche i nuovi biscotti inzupposi.

Le Macine del Confluente di Badalucco (IM)
Già che c’ero ho chiesto informazioni sulla disponibilità camere per Capodanno, tre su sei sono già prenotate, meditate gente anche perché qui è anche possibile farsi servire nel loro ristorante dotato di due bei camini, ottimi salumi, piacentini come il gestore ed un’abbondante e rassicurante porzione di ravioli al ragù bianco d’agnello aromatizzato alla menta che lasciano il segno, il tutto senza lasciare alcun segno sul portafoglio, che è una buona cosa.

Poi già che c’ero ho pensato di continuare il mio giro in valle Argentina, sai com’è, due foto, due passi, ho fatto due conti e ho deciso di rimare a Badalucco, la speranza come si dice è l’ultima a morire, anche se, fino ad allora, tracce di Belen non ne avevo trovate, eppure le origini materne sono liguri, magari ho sbagliato io a presentarmi a cena con un’utilitaria.



L’esterno dell’Osteria Cian de Bia’, la foto è presa dal sito


Ivo&Franca, i gestori, sono due produttori d’olio che accolgono i loro ospiti davvero bene e questo più che un post è una proposta, tornaci, torniamoci, sono curioso di vedere le tue reazioni, di sapere cosa scriverai dopo aver assaggiato i loro piatti e stappato i loro vini, di seguito le impressioni del cinque Settembre e qualche foto, quest’anno spengono tre candeline di gestione familiare ed accorta, sui tavoli dei loro ospiti ne accendono altre



Mise en place & il prosecco di Ruggeri





Sfocate ma calde frittelle di zucchine trombette


Insalata russa in versione casalinga e Argentina



Una ben stagionata bresaola della Valle Argentina e grana


Vitello tonnato



La frandula, patate sottilmente affettate, farina e pepe



Oggi pomeriggio mentre io ero in giro per la valle, Franca, la moglie di Ivo stava preparando la sfoglia impercettibile, come la ventilazione di Ciottiana memoria, dei ravioli burro&salvia&tantoamore, il ripieno è delicato come i primi tocchi adolescenziali, è un piatto che non va mai fuori carta, in effetti sarebbe assurdo, la carta in effetti non esiste ma, forse per la prima volta, la cosa non mi ha infastidito, ci si lascia guidare ma non ci si sente obbligati, la sensazione è che qui si venga in armonia&serenità per assaggiare quel che hanno preparato quel giorno per noi



Di seguito un altro piatto gustosissimo, gnocchi pomodorini e pesto, aglio decisamente percettibile, piatto decisamente buono



Un assaggio di arrosto con patate che non sono né bruciacchiate, né riscaldate, né “similessate”, né unte



Il coniglio non è stato abbastanza veloce, dispiaciuto per lui me ne rallegro, da volar via



Budino al creme caramel che più casalingo non si può, un limoncello finalmente non dolce, un conto leggero&digeribilissimo, come tutte le portate.




Caro gdf, spero di averti incuriosito, fatti aprire la cantina, lasciati tentare, lascia entrare i racconti che Ivo&Franca sapranno certamente regalarti, su Biagio, sul ponte con diritto di passaggio per i Badalucchesi, sul concetto d'accoglienza ormai in via d’estinzione che ho trovato a Cian de Bià.
Questo posto merita una tua visita, credo tu sia la persona giusta per cogliere e riuscire a trasmettere l'umanità che vi si respira, usa il cavatappi a raffica e, come per incanto, uscendo ti sembrerà di vedere Belen con la sorella.


M 50&50

venerdì 26 settembre 2014

Aoc Champagne Avize Grand Cru Brut 2000 Jacquesson

- by Dj Il Duca -

Non una super annata la 2000, anche in Champagne, con condizioni climatiche contrastanti, caratterizzate da temperature medie assai elevate, grandinate diffuse e la botrytis sempre in agguato.

Champ Caïn, Némery e La Fosse - tre parcelle piantate tra il 1962 e il 1983, sui terreni gessosi di Avize - determinano questo flacone riuscitissimo, pure Chardonnay.

La mia è una delle circa 32 mila bottiglie, con dosaggio da extra-brut – 3,5 gr./l – e sboccata nel primo trimestre 2009.

Oro nel calice, lucente, di perlage finissimo e senza soluzione di continuità.
Si racconta molto bene già dal naso, a partire da una sensazione di intatta freschezza, con, in dote, un té minéral fortemente dominante che, col passare dei minuti, concede lustro anche ai toni fruttati e floreali – granny smith, cedro confit, lime, fiori d’acacia, camomilla – e un timbro finale di mandorla e amaretto.

Al palato, freschezza e verticalità nervose creano un connubio formidabile con l’untuosità, la grassezza e la vinosità del sorso. Il direttore d’orchesta rimane, immancabilmente, la mineralità gessosa e salina, che assegna e calibra i tempi degli a-solo: ora l’agrume, poi la mandorla, ora il miele, poi il biscotto, in continua espansione.

Grande struttura, ma allo stesso tempo, armonia, eleganza ed equilibrio sono i tratti salienti di un flacone in forma smagliante, che chiude con ampia progressione e lunghissima persistenza, su aromi di cioccolato bianco, spezie, agrumi canditi e cenni finemente amaricanti. Vivissimo.

Champagne gastronomico – in tavola Pata Negra e, a seguire, risotto ai gamberi – ma invito a conservare almeno un calice a fine pasto. Gustatelo, centellinatelo lentamente, lo apprezzerete ancor più.


Non cerco grandi annate, bensì bottiglie emozionanti e questa vi rientra a pieno titolo.

giovedì 25 settembre 2014

Il Palio dei Risotti




Marco 50&50

In apertura Sarri a Imperia, come una paella, che ho condiviso col gdf, autore di gran parte delle immagini. Anche l'aperitivo offerto da Sarri è condiviso, Cellarius J.R.E



L’ordine di apparizione dei risotti sul monitor è ad estrazione, come per l’ingresso al canape dei cavalli al Palio.

La sorte ha guidato il mio dito sul mouse perché, come avviene a Siena, non tutti corrono o meglio concorrono al Palio dei risotti…



COSTARDI-Vercelli: pomodoro&basilico


OPERA RESTAURANT - Mozzo (BG) : zucca, provolone e liquirizia


L’CHIMPL - Vigo di Fassa (TN) : crescione di montagna, salmerino e mela (credito foto Passione Gourmet)


CARILLON - Paraggi (GE) : frutti di mare


DA PIETRO Castiglione delle Stiviere (MN) : nero di seppia, burrata e fave


Il BALUARDO - Mondovì (CN) ; pesto di erbe e polpo croccante


DAC A TRA - Castello di Brianza (LC) : giallo con ossobuco


SASSI DELLA LUNA - Cenate Sopra (BG) : asparagi


La VIGNA - Alassio (SV) : pescatora


MARASCIA - Calolziocorte (LC) :  filetti di persico


MASSIMO CAMIA - La Morra (CN) . erbe, spinacino e lumache

FLAVIO COSTA - Albissola M (SV) :Mari e Monti 


NUOVO MACELLO - Milano : salsiccia


VICO MERCATI - Vimercate (MB) : cavolo rosso e pistacchi


GUBBIOTTI LA BASTIGLIA - Spello (PG) : lumache su carciofo sotto il mattone


ANTEPRIMA - Chiuduno (BG) : mi sono pappato anche il post, fiori sul mare


PIAZZETTA - Montevecchia (LC) : pachino, scorfano, polvere di olive e capperi



PETZA S'APPOSENTU - Siddi (VS) : sedici erbe  ricci e mandorle


VILLA CRESPI - Orta San Giulio (NO) olio, vongole, timo e limone

MIRAZUR - Menton (France) : Quinoa, spugnole, patate, salsa parmigiano e spuma di prezzemolo 


COSTARDI - Vercelli : funghi&tartufi


CAFFE’ MOZART - Alassio (SV) : zucchine, olio alla vaniglia e gambero


CHALET EDEN - La Thuile (AO) : cannella, pane nero, e fontina


COLLETTO AGRIBIORELAIS - Adrara S:Martino (BG) : lattuga, burrata, limone candito e sarde


THE COOK - Arenzano (GE) : baccalà pesto prescinseua e crumble d’acciuga


MAGENES - Barate di Gaggiano (MI) : giallo Milano


EZZELINO - Frabosa Soprana (CN) : cime di rapa, mandorle tostate e pomata d'arancio


OPERA RESTAURANT - Mozzo (BG) : porcini cotti e crudi

IL BIVIO - Quinto Vercellese (VC) : al verde con broccoletti saltati.


PIAZZETTA - Montevecchia (LC) : asparagi, fonduta allo zafferano, pera, zenzero e tartare di branzino


ROSSO DI SERA - Castelletto Ticino (NO) : cipolla, arancia e foie gras


DA BALIN - Livorno Ferraris (VC) : con porcini trifolati


CREDENZA - San Maurizio Canavese (TO) : peperone, acciughe e prezzemolo


OCA CIUCA - Vigevano : coscette di rane e prezzemolo


DAVIDE ZUNINO - Sanremo : rapa rossa, midollo arrostito, scampi e gamberi crudi, limone salato 


DAVIDE PALLUDA - Canale (CN) : fondo bruno e spugnole


ANGIULLI - Candelo : porcini cotti e crudi + tartufo nero


LA FEMME - San Bartolomeo al mare (IM) :  porcini cotti e crudi

dopo le immagini dei chicchi, Pittori&Poeti, una chicca sul Palio, il sedici d’agosto la Civetta ha vinto il palio dell’Assunta, chissà chi vincerà il palio dei risotti…




M 50&50