lunedì 23 aprile 2012

Armadillo's pizza


- Lucien & gdf -


Courmayeur, la mia seconda o terza casa, la prima per Lucien. Ma deve proprio nevicare anche a fine aprile qui? Ma si, non è certo la prima volta che accade e non sarà mai l'ultima. Era proprio a fine aprile, anzi, ad essere precisi erano le 8 del mattino dell 25 aprile 1982 quando ne venne giù così tanta che potevamo fare il baby con menta (whisky, neve e sciroppo di menta) aprendo solo una finestra e trovando la neve fresca al livello del davanzale del bar della caserma. E verso sera ne era venuta giù così tanta da far fatica a intravedere il distributore dell'Agip che ci stava davanti, davanti alla Perenni, al Centro Sportivo Esercito. Si usciva comunque, si poteva appoggiare il garand su un cumulo di ghiaccio ed entrare in discoteca all' Abat Jour. Io e l'uomo Rossignol, vicino di casa a casa e vicino di branda qui tra i ghiacci.

Le targhe di molte auto del personale immigrato che lavorava negli alberghi,  nei  ristoranti e soprattutto nelle pizzerie erano siglate CS. I più ironici le avevano ribattezzate Courmayeur Sud. Quel sarcasmo è stato ripagato a distanza di tre decenni, perché adesso esiste veramente una uscita autostradale che si chiama Courmayeur Sud. Così i valdostani  sono stati accontentati.

E allora no? Non ci vogliamo fare un bel percorso calabrese di pizze e birre 30 anni dopo? E nevica di nuovo. Ma quale casualità. Questa volevo e questa è caduta. Fuori stagione e fuori pista: roba da armadilli. E anche la cabina che portava sulle piste il maestro di sci Lucien è davanti alla porta del Fuoripista, e ci fa pensare:  ma come facevamo a starci dentro in quella pericolosa scatoletta gialla ed essere felici ugualmente?
E gli sci in dotazione, manco a dirlo, sono ancora i "biellesi" Rossignol.


La birra Armadilla
Ci vorranno pizze adeguate

Qualche minuto di attesa
Tra poco arrivano, la pizza vive d'attesa
Marinara?
Napoletana?
No, questa si che è strong: fontina e mocetta di capra
Ma si può far meglio con i calabresi di Courmayeur: 'Nduja, cipolla di tropea, bufala e basilico: BOOM! La pizza armadilla

FUORI PISTA 


Pizzeria a Courmayeur

V. DELLA VITTORIA 13 - DOLONNE - COURMAYEUR (AO) - 


Merci Lucien

- gdf  -

domenica 22 aprile 2012

On the road again

                                                               - by Hazel -

Il locale migliore per ascoltare buona musica che conosca e’ senza dubbio la ‘dillo mobile. Recentemente c’e’ stato un cambio della guardia.Pensione anticipata per il vulvone e benvenuto allo Yeti,piu’ consono alle strade,sterrate e innevate, battute dall’uomo armadillo. Nella sostanza nulla e’ mutato:rimane la macchina piu’ rock’n’roll del pianeta! Ad ogni viaggio ti puoi perdere in centinaia di, più o meno sconosciuti, gruppi o solisti setacciati nel Klondike musicale. In tempi non troppo remoti nessuno sapeva dare un nome o un titolo a tutto quel ben di dio proveniente dagli altoparlanti,se non andando alla fonte Ipod rischiando di uscire fuoristrada. Ora,grazie ad una delle piu’ grandi invenzioni dai tempi del vibratore, tutte le informazioni arrivano sul display dell’autoradio. Non chiedetemi come,io sono fermo al medioevo.
C’e’ musica da mattino come quella di Bahamas che ovviamente e’ un canadese dal tipico nome dell’Ontario ossia Afie Jurvanen. Intorno alle 10,30 io sorseggerei un bel succo agrumato beneventano di Podere Veneri Vecchio.



Al pomeriggio dalle casse esce una voce forte tanto quella della giovane Tina Turner, quando il vecchio Ike la percuoteva come un tamburo.HOLD ON.Tenete duro gente, benedite la mia anima ed io benediro’ la vostra. Abbiate fede,tra poco ci sara’ un armadillo meeting e poi un altro ancora.

YEAH! YOU GOT TO WAIT!
YEAH! YOU GOT TO WAIT!
BUT, I DON'T WANNA WAIT!
I DON'T WANNA WAIT

Anche nel bicchiere rimangono gli umori sudisti, Alabama o Salento poco importa. Viscerale come la signorina Brittany e’ il Salice Salentino dell’adorabile Natalino Del Prete contadino d’altri tempi.




E mentre giunge il crepuscolo i Dirty Three dividono in due l’anima e il corpo e sara’ sangue sudore e carne. 


Ci vuole un Porto d’annata, dear Gdf dove sei? Quinta do Infantado e’ il nome giusto.

Boa noite.




P.S. i vini provengono da Villa Favorita meta del trip enomusicale.


- Hazel -

sabato 21 aprile 2012

Clos Vougeot e dintorni

Chateau de La Tour  della famiglia Labet: il più grande proprietario all'interno del Clos con 6 ettari
- gdf 2012 -
Qui invece il profilo di  Chateau di Clos  Vougeot arrivando dai Grands Echezeaux, da Flagey Echezeaux

Le mura nord del Clos,  dove ci sono alcune tra le più pregiate parcelle del Clos. Muro che lo divide dal grand cru Musigny


Cavallo nel villaggio di Vougeot, probabilmente biodinamico

Sono 85 i proprietari dei 50,6 ettari del Clos, ma solo Chateau de La Tour è insediato all'interno

Le etichette sono due: Clos Vougeot e Clos Vougeot vecchie vigne

Andiamo in cantina
Come si dice: "verre à la main"

Tra i migliori assaggiati sicuramente il V.V 2008, ma Labet produce anche altri vini  meno noti fuori dal Clos

Poi ci sta anche una visita didattica a Chateau  du Clos de Vougeot, risalente al 12 secolo

Un bagno di cultura e di civiltà cistercense
Nove secoli di storia

Qui si cominciò a fare il vino dall'inizio del dodicesimo secolo

Furono i monaci della vicina Abbazia di Citeaux a creare Clos Vougeot e il castello

Impressionanti le dimensioni delle presse, così come pensare allo scavo manuale del pozzo per l'acqua

E infine uno scorcio della Sala dei Cavalieri del Tastevin
E di  seguito tutte le altre informazioni disponibili sul sito ufficiale di Chateau de la Tour  e Chateau Clos Vougeot:


Le Château de la Tour a été construit en 1890 par les ancêtres des familles Labet et Déchelette, qui ont leurs racines dans le vignoble bourguignon depuis la fin du 15èmesiècle.
Il s’élève dans la partie haute non loin du manoir cistercien, propriété des Chevaliers du Tastevin sur une superficie de 6 hectarCe fameux clos, sans doute le plus célèbre de la côte de Nuits est voisin des Musigny, de la Romanée-Conti et des Chambertin.
L’exploitation viticole et commerciale est aujourd'hui assurée par François Labet.es, ce qui en fait le plus important propriétaire de Clos de Vougeot.

                                                                                                                                                                   
                                                             http://www.pierrelabet.com

http://www.closdevougeot.fr/fr/

- gdf 2012 -

lunedì 16 aprile 2012

Il terzo descrittivo


- gdf 2012 -




Come si dice? Se un sedicente esperto di vini, aspirante sommelier, corsista ais, corista web  o appassionato self made va oltre il terzo descrittivo quando vi “decanta” un vino - come si dice? -   ve lo sta menando. Ecco, quindi oggi ho deciso di farlo anch’io mentre mi bevo da solo questa bottiglia che mi ero dimenticato in fondo ad una cassetta che credevo vuota.


Che il paglierino sia abbastanza pronunciato mi sembra chiaro. L’intensità è evidente, non serve il Photoshop per migliorare la foto. Alla prima botta sotto il naso i descrittivi sono già più di tre. Allora hanno ragione quelli che spesso ce lo menano sapendo di menarlo? In questo caso direi di si. Perché se parti dalla camomilla, passi dal cedro, rincorri un bergamotto ma ti ritrovi sotto il naso una foglia di porro verde valeva la pena di crederci fino in fondo al quarto descrittivo. Me se ne volete ancora ci sarebbe anche della susina acerba, del mentolato, della pesca bianca a mezza maturazione, del mango d’importazione e di maturazione incompleta marinato con la steccona di vaniglia bourbon. E questo retro gusto di salvia che  non ti stanca mai? E la profondità abissale della mineralità succhiata dalla piante in quel terreno? E la persistenza? Noiosa tanto insistente. La biodinamica al potere. Quella non di moda, quella per sempre. A 400 euro a bottiglia però. I contadini è giusto retribuirli non solo per coerenza al loro lavoro, ma anche alla luce dei risultati conseguiti. Biodinamica spietata e meritocrazia mai usurpata. Tutto qui dentro.  Fai così caro il mio contadino ambizioso bio, comincia oggi per il prossimo secolo, e magari ce la farai.



A questo punto qualcuno mi rimprovererà di aver completamente disperso tutti gli insegnamenti di Madame.
Chiedo di nuovo scusa a Notre Dame, spero di poter rimediare inchinandomi e consegnandole il mio umile volume, a breve e con dedica. Brividi. Come rimettere sotto il naso il secondo bicchiere di questa roba, marcata dall'annata con il timbro.

Si lo so, si tratta solo del profumo dell’uva, del suo terroir - particolarmente difficoltoso questo in particolare- della buccia, della sua macerazione, dell’oidio, del savoir faire millenario. E tutto ciò per ottenere cosa?  Oui! c’est du bon vin! Solo per fare del buon vino. Da picchiare i pugni sul tavolo da quanto è buono.

Quindi dove sta il problema? Da nessuna parte se non avessi deciso di condividerne un bicchiere con una bar woman sotto casa, la Gianna, che però mi ha liquidato con un :
questo vino non mi piace, sa di legno e di cerini bruciati, di fumo uscito dal camino, sa di vecchio e anche un po' di banane troppo mature. Vado avanti?
No, sei già a tre descrittivi abbondanti.
Vuoi provare il mio gin tonic?
In che senso?


Tu mettiti lì che arrivo. Tanqueray va bene?
Ecco. Si, ci fosse il Ten.
Ce l'ho, adesso mettiti li tranquillo che ci penso io a farti bere bene.




Adoro le ragazze stupide, perché dicono tante verità, anche a loro insaputa.