martedì 15 gennaio 2013

Il Santo Spirito


 del Guardiano del Faro 


Benvenuti nella macchina del tempo! Più di un secolo di storia è qui documentato attraverso qualche centinaio di oggetti sparsi per il locale perlinato, dove tra streghe e pentole di rame, alambicchi e scope volanti, spicca una bella collezione di radio vecchie o antiche, che suonano la cucina ancestrale di questa famiglia.

I prodotti, come un tempo, arrivano quasi tutti da poca o pochissima distanza. Abbiamo concordato un chilometraggio TRE in questo caso. Cucina a chilometri tre, anche grazie alle attività agricole della famiglia. I coperti sono molti, anche i piatti sono parecchi, così come i clienti felici di ripercorrere con lo sguardo e con il palato il secolo di storia di questo albergo ristorante che si identifica totalmente con il luogo a cui appartiene.





Molini di Triora, conosciuto anche da chi non frequenta queste zone per la vecchia storia delle Streghe di Triora, appeal turistico che attira anche oggi un buon numero di turisti, particolarmente in estate. La notorietà dei luoghi è tale che ben oltre il 60% della clientela arriva dall’estero, anche da oltre Oceano.


Rocciatori, camminatori e ciclisti si sistemano qui, nelle semplici camere dell’albergo e si passano qualche giorno all'aria aperta, qualche settimana, tra sport dimagranti e cucina di un certo spessore. Particolare attenzione è rivolta ai vegetariani, sempre in crescita, ma qui non è un problema, perché i piatti “poveri” della tradizione erano già stati comunque codificati dentro quella filosofia da ben prima che se ne sentisse la necessità. 


Lo consigliava un tempo Veronelli, così come lo consigliano oggi il 97% dei clienti-recensori di TripAdvisor. I criteri li conosciamo, e in questo caso (non isolato) li riconosciamo anche sulla Guida Touring. La fascia qualità prezzo è quella là, quella che consente ai clienti “normali” di frequentare abitualmente un locale, e i piatti sono quelli che ti aspetti quando decidi di salire per una mezzoretta dal litorale per immergerti nella natura della Valle Argentina, che anche in questo periodo dell’anno (il più freddo) mantiene colori e calore inaspettati.

Focacce e sardenaira tenute in caldo sulla stufa che scalda anche il locale...

Frutta, pane e dolci a chilometro TRE

Il pane di Triora, di Molini...

Mariachiara Zucchetto mi serve il suo Vermentino preferito...

...con una ricottina fresca al cipollotto

Imprevista ma gradita zuppa di fagioli neri con zampone

Torta di riso in giallo e rosso, sformatino al basilico, tortino di patate, cipolla ripiena, fiore di zucca ripieno, polentina e formaggio d'alpeggio... ecc...

i tre ravioli:

Quello scuro è di farina di castagne e cacao, farcito di zucca e amaretto. Quello classico è farcito di borragine e ortica. L'ultimo di ricotta fresca e parmigiano.

Trofie al pesto e fagiolini. Qui il pesto si fa con le nocciole, non ce n'è di pinoli a Triora...

Trippa in umido di verdure e fagioli.

Purè di patate di montagna con spezzatino di cinghiale, in Porzioni Cremona.

la torta di mele del giardino, la cotognata, la crostata, e anche il gelato fatto in casa.

Finale iper alcolico, e alla sequenza manca anche il magico Filtro della Strega, che ti stende dall'alto della sua gradazione over 50°




Santo Spirito
Albergo e Ristorante
Piazza Roma 23
18010 Molini di Triora (IM)
Tel 0184 94019

gdf

lunedì 14 gennaio 2013

Triora e Molini di Triora in 20 scatti istintivi

 - gdf 2014 -

















Patrizia, l'ultima streghetta di Molini di Triora




 La Bottega di Angelamaria, Molini di Triora



- gdf Shake off The Ghosts -


domenica 13 gennaio 2013

Torniamo indietro




Prima il video, tieni il tempo
Ti metto un commento, me lo moderi
Ti metto un commento, non me lo pubblichi
Ti metto un commento, me lo pubblichi 10 ore dopo; freddo, peggio
Ti metto un commento, ti inventi uno che mi risponde
Ti metto un commento, non mi rispondi
Ti metto un commento, me lo modifichi
Ti metto un commento, mi rimbalza
Ci metto una foto, me la freghi; lo faccio anch’io, ma sono piccolo
Ti metto un'idea, la riprendi? Mi fa piacere; era buona!
Due punto zero?
Zero a uno
Grosso affare, il tuo, ma con il cervello di un  T REX

gdf

venerdì 11 gennaio 2013

Offerta speciale



 del Guardiano del Faro

Diversi anni fa, mentre facevo il consulente in un albergo mi capitò di dover affrontare un’emergenza strana, tra le altre che potrei cominciare a raccontare, essendo i fatti ormai prescritti. Quel giorno il nuovo chef si occupò della spesa e i fornitori iniziarono a consegnare quanto ordinato. La mattina seguente, insieme al proprietario, andammo a fare un giro in cucina senza particolari intenti, se non per guardare dentro ai frigoriferi che cosa fosse già arrivato e cosa sarebbe arrivato in giornata; così, anche per osservare come sapeva gestire gli spazi freddi il nuovo chef. Un caffè al bar dell’albergo e poi un giro di routine in cucina.

Aprendo un frigorifero designato a conservare le verdure restammo tutti e due senza parole. Nella prima decade di dicembre lo chef aveva messo in cambusa un muro di melanzane. Non ci stava più uno spillo in quel frigo, stipato da una cinquantina di chili di melanzane, nel mese di dicembre. Appoggiammo la tazzina del caffè e tornammo al bar per qualcosa di più forte, che ci aiutasse a capire le intenzioni di questo chef e le sue conoscenze sulla verdura di stagione.

Bisogna andarci cauti in quei casi, perché gli chef sono personaggi molto suscettibili, potrebbero prenderla non benissimo un'osservazione, per quanto motivata. Ma quando arrivò fu lui stesso ad aprire quella porta, quella del frigo murato di melanzane. La richiuse subito, come se fosse a sua volta sorpreso. Noi eravamo casualmente dietro di lui come i gufi e quindi, occasionalmente approfittammo per fare tre ingenue domande:

A: come mai così tante melanzane a dicembre ?
B: come mai così poche altre verdure di stagione?
C: cosa ci vuoi fare con tutte quelle melanzane?

Le risposte furono:
A: Perché erano in offerta speciale.
B: Perché rimaneva poco spazio per le altre
C: Non ci ho ancora pensato


Ci pensammo noi, guardando il numero di cene aziendali prenotate prima di fine anno, e di altre a scopo di incontro tra amici e parenti usi a scambiarsi auguri e regali prima di Natale. Quindi; melanzane alla parmigiana in tutti i menù! Perché piacciono a tutti, costano poco, e soprattutto ce ne vogliono parecchie per riempire ogni teglia. La cucina fu trasformata per tre giorni in un laboratorio di produzione meccanizzata di melanzane alla parmigiana che neanche alla Findus avevano mai visto una catena di produzione così ben organizzata.

Quindi tutto bene, offerta speciale finita, clienti felici, i conti a posto, e un cartellino giallo allo chef, che per altro non tardò a prendere il secondo grazie ad altri effetti speciali sulle offerte speciali.


Seguo ora la discussione relativa al buon report di Giovanni Gagliardi http://www.passionegourmet.it/  sulla sua cena di dicembre da Heinz Beck a La Pergola dell’ Hotel Hilton di Roma, dove alcuni fanno notare che gli asparagi sono totalmente fuori stagione. Parte la consueta presa di posizione tra chi vorrebbe il chilometro zero, chi si accontenterebbe del chilometro 5, chi vorrebbe maggior aderenza territoriale oltre che stagionale, chi se ne fotte e dice che l’alta cucina utilizza ogni ingrediente al meglio non importa da dove provenga. Ma chissà quale sarà il motivo di questa scelta?

Va anche tenuto conto che Heinz Beck è un tedesco che lavora in un ristorante stellatissimo della capitale all’interno di un Grand Hotel affollato di clientela internazionale. Tre motivazioni abbastanza convincenti per consentirgli di fregarsene dell’aderenza territoriale e sulla stagionalità o della provenienza delle verdure. Voleva gli asparagi e asparagi ha avuto, probabilmente via aerea dal Perù. Le tre stelle le ha lui e non glielo mena nessuno. Lo chef è lui. Quello che però non va bene in un ristorante di tale fama è la ripetitività dell’ingrediente, proposto tre volte al tavolo del Gagliardi in tre piatti diversi, come se ce ne fosse in esubero in cucina.

Quindi, chissà quale sarà stato il motivo di questa scelta? Forse gli asparagi erano in offerta speciale?