martedì 8 maggio 2012

VinidAmare, o anche no



- gdf 2012 -

Io qui sopra leggo Città di Camogli e Associazione Italiana Sommelier. Quindi molto probabilmente sono “ questi “ i soggetti che hanno organizzato  l’evento. L’anno scorso molti lamentarono problemi legati alla “location” prescelta: il delizioso lungomare di Camogli, che per l’occasione venne attrezzato con decine di gazebo che ospitavano e proteggevano la testa delle decine di produttori di vini o oli liguri.

Sulla sinistra, Il Cenobio dei Dogi, visto dal lungo mare

Qualcuno temeva la pioggia, qualcuno temeva il caldo, qualcuno lamentava il problema logistico della situazione en plein air e relativi disagi, per esempio il reperimento del ghiaccio per rinfrescare i vini. Perché quel giorno fu caldissimo, il termometro andò verso i trenta gradi e fu durissima per tutti portare a casa la pelle, con i vini che bollivano e la gente che vagava su e giù per la deliziosa Camogli sudando dai pori litri di vermentino e Rossese. Forse l’orario era troppo anticipato, forse la data era troppo spostata verso l’estate, forse si poteva fare diversamente per migliorare le cose quest’anno; invece le cose sono andate peggio.

La bellissima sala ristorante dell'Hotel

Perché, se prendi in considerazione un grande e bellissimo Hotel come Il Cenobio dei Dogi, potendo scegliere all’interno della struttura quale spazio è il più funzionale ed adeguato, forse dovresti anche valutare in base all’affluenza dell’anno precedente quale metratura e quale ricambio d’aria sia necessario. Sopra alla sala prescelta, ne esiste un’altra, ben più capiente, ben più bella E anche nella zona bar c’è uno spazio ben più adeguato, anche per dialogare, però gli organizzatori hanno deciso che andava già bene così.

Quindi si è deciso di stipare le decine di produttori gomito a gomito lungo due lunghissimi piani di lavoro in una sala troppo stretta, e poi di lasciare entrare a flusso continuo centinaia di persone che dopo mezzora dall’inizio dell’evento avevano già saturato il volume d’aria e ogni centimetro quadro di pavimento. Ora, essendo arrivato presto, con una buona ora d’anticipo, ho potuto far due chiacchiere con alcuni produttori e bere in santa pace qualche bicchiere prima che la marea umana montasse, prima che i decibel salissero troppo, prima che gli organizzatori incassassero tanti piccoli “sette euro” a persona e a bicchiere, prima che l’aria diventasse irrespirabile; e capire che cosa si stava bevendo diventò a quel punto assolutamente secondario rispetto al desiderio comune di andarsene.

Non so come sarà organizzato questo evento l’anno prossimo, però so, io come molti altri con i quali mi sono confrontato, che l’anno prossimo avrò/avremo già un altro impegno quel giorno, e i vini li andremo ad assaggiare singolarmente, direttamente dai produttori. Ma immagino anche che vista dall’altra parte, questa verrà etichettata come una manifestazione di grande successo di pubblico. E questo è innegabile.

La sala attrezzata per la degustazione: ore 15.00
Ore 16.00

- gdf 2012 Camogli -

Bistrot Bourgogne # 04


 - gdf 2012 -

Aperitivo, con cereali, salmone ed erba cipollina

In molte cittadine francesi esiste da sempre una Grand Rue. E normalmente si tratta di una strettissima stradina che taglia in due la località dai tempi della sua millenaria fondazione, se non di più. La Grand Rue di Nuits St.Georges invece è veramente una bella e spaziosa Grand Rue. Rifatta nella pavimentazione e adornata da opportuno arredo urbano invita a farsi percorrere più volte, magari alla ricerca di una delle migliori enoteche di Francia: Le Cavon de Bacchus. Ma percorrendola da sud verso nord, la porta della Cote de Nuits invita ad una immediata sosta a La Cabotte, il migliore ristorante bistrot della zona.

Serata dedicata ai vini di Meo Camuzet, anche il bianco, veramente ben riuscito

Pochissimi i coperti disponibili, sempre presi d'assalto dalla clientela locale e da qualche turista con in mano la bibbia rossa. Il limite del locale è rappresentato, oltre che dalla mancanza di spazio, anche dalla mancanza di separazione netta tra cucina e sala, e quindi sarà inevitabile portarsi dietro qualche ricordo odoroso di buona cucina. Qualcuno potrebbe anche protestare per la carenza di luce che impedisce di fare buone foto, ma in qualche modo, con qualche equilibrismo, ce la caviamo lo stesso.




I pregi invece sono più dei difetti, perché la cucina continua ad essere molto convincente, perché i prezzi sono ancora congrui, e soprattutto perché la carta dei vini è tra le più divertenti della Cote d'Or; addirittura esagerata in rapporto alla quantità di posti a sedere. E potrebbe quindi sorprendere osservare quale sarà il target di bottiglie che verranno stappate in una serata da bistrot, dimostrando la verità dell'articolo 1 della legge dei rappresentanti di vini: se non hai carta dei grandi vini, anche molto costosi, non puoi affermare che non li venderai mai. Quando li avrai in carta allora lo saprai, saprai che è vero il contrario.

Canette roti...

Doppia immagine per questa composizione emblematica di un certo modo di intendere un piatto "bistrot" di alta qualità e di coerente stagionalità: quattro grandi asparagi scottati e raffreddati, vinaigrette ( magari all'aceto di Jerez ), prosciutto pata negra molto stagionato, maionese soffiata all'aglio ed erba cipollina, pane croccante. Lo vorrei di nuovo ora, qui davanti, adesso!
Ottimo anche il cabillaud à la nage acidulé... fuori carta.
Variazione d'agnello all'aglio confit e Parmentier...

Un piccolo dessert?
E facciamo notte con qualche formaggio...

Con una bollicina di mezzanotte, Boulard stavolta

La Cabotte
24, Grand Rue
Nuits St. Georges ( Cote d'Or )
Tel:+39 (0)3 80 61 20 77
Chiuso Domenica, Sabato e Lunedì a pranzo
Coperti: 30
Carta: 45-65 euro / Menù 28-52 euro


- gdf -

lunedì 7 maggio 2012

Maranello: La Gazzella



 - del Guardiano del Faro -



Potendo  scegliere dove non sentirmi bene lo farei in prossimità di una qualche località nota per la sua qualità e la sua specializzazione nel rimettermi in sesto la parte sofferente. Non so, invento ora: fossi soggetto a crisi di cuore mi pare che a Montecarlo siano messi beni sul tema. E così via, tra proverbiali cliniche svizzere o centri diagnostici italiani o francesi, non importa, basta  essere al posto giusto nel momento giusto.



La vetturetta che mi portava in giro l’altro giorno ha così deciso di lasciarmi a piedi in una località dove, evidentemente, si sentiva più al sicuro che altrove. Faceva rumori strani, poi anche qualche odore strano – per attirare l’attenzione – ed infine si è fatta venire la febbre costringendomi a fermarmi per verificare la situazione. Tre sintomi fanno una malattia.




Devo dire che ha scelto bene, per lei, ma anche per me. Lei che si sarà detta: beh! Se proprio devo finire nelle mani di un meccanico qualsiasi lontano da casa, mi pare che da queste parti non siano messi male tradizionalmente. E anch’io ci ho pensato che qui, tradizionalmente, sanno cosa mettere in tavola.  Quindi Maranello, buon per lei che ha risolto il suo problema - non così banale – in una sola notte di sofferenza, e buon per me che ho trovato un ottimo ricovero per i miei visceri affaticati e per la mia mente tumultuosa, qui, in questo piccolo grande angolo di ospitalità emiliana.



L’ospitalità, anche se sei più o meno sconosciuto, ti sarebbe comunque dovuta, ma  ho imparato a non dare nulla per scontato, e quindi ho sondato piano piano la situazione, sono entrato alla locanda, ho conosciuto uno per volta i protagonisti e poi – dopo meno di mezzora – ho capito che meglio di così non mi sarebbe potuta andare, dallo sconforto al sorriso,  e allora mi sono abbandonato ad una 24 ore di Maranello che non dimenticherò mai più.



E così, tra alta tecnologia degna dei più moderni cambi automatici Ferrari, design e criteri degni dei più moderni concetti architetturali scandinavi, risparmi energetici fotovoltaici di luce e calore, abusi energetici  a 12 cilindri di culatelli e mortadelle degni  delle più grandi culture tradizionali, sono affondato in un bagno di Lambrusco che mi ha confortato tutta le notte.


Ma prima di andare a letto:




La Favola


Tortelloni ripieni di ricotta e spinaci, ragout di spugnole fresche...
Qui la versione tricolore, da provare.


Carlo Alberto Marchetti, l'ottimo padrone di casa

Elli, la mascotte de La Gazzella
La Gazzella

Finalmente è arrivata l'auto sostitutiva per passare il pomeriggio


- gdf 2012 Maranello -


La Gazzella

Via Vandelli, 416 

 41053 Maranello Modena

Tel 0536 944597




sabato 5 maggio 2012

Bistrot Bourgogne # 03



- gdf 2012 -



Si tratta di locali che non possiedono caratteristiche facilmente paragonabili ai wine bar dalle nostre parti. Si possono definire, e si definiscono spesso Caveau Municipal; enoteche dove sono in vendita e in degustazione le produzioni di molti dei produttori che si identificano meglio con il comune dove operano.  Anche i vignerons di estrema nicchia forniscono con discreta regolarità questi covi di alcolisti che accorrono da mezzo mondo per accaparrarsi qualche bottiglia appena uscita da Domaine prestigiosi, oppure semplicemente per farsi un idea sull’ultimo millesimo uscito, assaggiando per pochi euro a bicchiere i vini della stessa appellation ma di diversi produttori. E in ultimo, qualcuno dispone anche di qualche piatto regionale che consente di trasformare una degustazione in un brunch mattutino a base di grand cru, escargot, formaggi fermier, jambon persillé o terrine di vario genere. Stappando bottiglie come questa direttamente sulla mappa dei cru della Cote d'Or.



Ne ho selezionati tre per questa rubrica dei  “Bistrot Bourgogne”, perché si trovano su tre comuni diversi e perché forniscono diversi servizi al cliente. Cominciando da sud eccoci a Chassagne Montrachet, dove il Caveau Municipal è posto al piano basso dell’edificio che ospita al piano superiore un ottimo ristorante stellato, Le Chassagne di Stéphane Léger.


Quindi, che al Caveau non venga fornito un servizio di snack diventa un disagio facilmente sopportabile. Si fa così: si assaggiano una decina di Chassagne Montrachet recenti dalla ricca selezione disponibile settimanalmente, si paga qualche euro per il disturbo e poi si sale al piano per un pranzo di qualità. Oppure, se si compra qualche bottiglia, neanche i bicchierini d’assaggio verranno conteggiati. E se l’acquisto è di una certa somma o di una quantità impegnativa da portarsi appresso, allora ci penseranno loro a mandarvi a casa le cassette. E se non trovate quello che cercate qui, un altro Caveau, a due passi da questo, potrà essere ugualmente utile allo scopo.



Julien Wallerand
Il secondo Caveau interessante per qualità di prodotti ma anche per la personalità del gestore è quello di Puligny Montrachet, nella piazza con il famoso monumento/scultura dedicato ai vignerons. E siccome sono proprio i vignerons appena tornati dalle vigne  i primi clienti a fermarsi per un bicchiere nel tardo pomeriggio, direi che ci si può fidare – come ho sempre fatto- di Julien Wallerand, che conobbi ormai sette/otto anni fa, non appena aprì il suo Caveau,  che ora è molto cresciuto ed è stato parzialmente trasformato, per consentire un maggior confort alla bella clientela internazionale che si affolla per qualche assaggio, per uno snack en plein air ( in estate ) e per portarsi via qualche bella bottiglia, d’ici et d’ailleurs.


Consigli per gli acquisti: sono curioso di vedere su quale listino comparirà questo ;-)
Adesso andiamo a nord, in Cote de Nuits, andiamo per berci qualche "rosso"


I due Caveau precedenti, essendo nella zona dei bianchi, serviranno preferibilmente vini bianchi di Chassagne, Puligny e Meursault. Per i rossi consiglierei una soluzione più nordica, e precisamente a Gevrey Chambertin, dove la famiglia Charlopin gestisce il proprio caveau ma propone anche i vini degli altri produttori di Gevrey.


Ultimamente un po’ meno, ma a periodi alterni non sarà strano trovare perle etichettate Mortet, Dugat-Py, Claude Dugat, Rousseau, Esmonin ed altri miti locali. Inoltre, qui non mancherà la possibilità di rifocillarsi con escargot, Citeaux, Brillat Savarin, Epoisses etc…




Gli indirizzi precisi non mi sembra il caso di dettagliarli, è così bello far due passi per le stradine di Puligny, di Chassagne, di Gevrey, di Meursault... senza l'ansia o l'affanno di dover trovar tutto e subito e poi ripartire di corsa per tornare ad una scrivania milanese. E così bello vagare come gatti randagi tra i vicoli dei villaggi e in questo modo magari scoprirne anche altri di questi luoghi.

- gdf 2012 -