Visualizzazione post con etichetta from the blue room. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta from the blue room. Mostra tutti i post

martedì 1 giugno 2010

Verdicchio and JBM

Gli-Eremi.jpg
Piacevole cena di lavoro nel mio ristorante preferito di pesce. Per colpa de La Distesa sono in piena fase di Verdicchio dipendenza, ma non ce l'hanno. Ho perorato la causa e credo che presto ne saranno provvisti. Mi sono dovuto accontentare del Villa Bucci 2005, sempre un bel bere, ben fatto, ma non riesco a togliermi la sensazione di 'costruito', il tipico sentore di 'anonimo', un Verdicchio che potrebbe arrivare da qualsiasi parte. Senza considerare il fatto che con quel costo di bottiglie de La Distesa me ne facevo almeno tre.
Sulla via di casa il ramdom mi regala ancora una volta il mio disco preferito dell'anno (so far), 'Not Even In July' di JBM, all'anagrafe Jesse
67523_image_main.jpg
Merchant. Le sue canzoni entrano in me (e qui entra in gioco anche il vino) dolcemente, si fanno mie, perfetto background per i miei pensieri notturni. Da un paio di mesi non mi stanco mai di ascoltarlo.
Ho letto di paragoni con Damien Rice, almeno nella voce. Non mi pare proprio. La voce invece mi pare ricordi un ispirato Ryan Adams, o meglio, un Ryan Adams che sappia scrivere grandi canzoni, che pur non considerarndo il suo nuovo inascoltabile disco, a questo livello credo  ci sia arrivato molto raramente. E poi quegli intrecci di chitarre acustiche che mi rimandano a 'Pat Garret & Billy The Kid'. Quando glieli farò sentire il Barotti sarà felice.

"Recorded in a church in upstate New York this album takes on the quiet, somber aura of the place it was created. "
– Amie Street Editors
E oggi mi è pure arrivato il vinile, finally!
Sul suo sito si può ascoltare tutto il suo bellissimo disco e leggere anche i suoi testi molto evocativi e poetici.
Si, il 2010 musicalmente è proprio un'ottima annata, speriamo che lo sia altrettanto per i vini.
'Please, don't make a sound and stop your racing around. You've got feet on the ground but your head is a kite. And your heart longs to be found. Feeling free don't come cheap anymore. Smile at me like you used to before. When the flames of a fire made you high. And you sat like a dog in the quiet. To breathe in the night I've waited out all your storms. The pain and doubt has weakened my bones. But I'll wait around even if it takes too long. I'll wait around until the feeling is gone'

lunedì 17 maggio 2010

bisogno di ballate

Capita mentre guido oppure a notte fonda, il bisogno di ballads, quelle giuste, voce calda e coinvolgente, le liriche un filo disperate ma senza esagerare, tutti gli strumenti al posto giusto che non devono mai prevaricare il testo e la melodia per creare un insieme armonico. 
JustinCurrie-03-big.jpg
Lo scozzese Justin Currie in questo è un maestro. Che sia un disco con la sua ex band Del Amitri o da solo, si va sul sicuro. Per la verità va benissimo anche quel piccolo gioiello pop sconosciuto a nome Uncle Devil Show fatto in anonimato assieme al conterraneo Kevin McDermott. 'I Had A Drink About You Last Night' (titolo very Armadillo) vale da sola il disco.
E la migliore definizione della ballata l'ha proprio data lui: 'The ballads break hearts and are filled with devastated mystery. They operate on the mind like photographs from an unreachable dream. Scenes from the small town rock and roll circuit speak of unfathomable sadness. Ruination and emptiness call from the souls of regular folks; immigrants, musicians and cleaners'.
'The Great War' è il suo nuovo disco, il secondo da solista, ed è stato un perfetto compagno di queste lunghe notti piovose di maggio. Il classico disco necessario anche se non entrerà mai in nessuna classifica dei dischi migliori dell'anno.
A fargli compagnia la bella sorpresa del Pommard 2006 di Fanny Sabre, Pinot Noir di Borgogna, bevuto per la prima volta e destinato a diventare una costante presenza nella mia cantina. Anche qui tanta eleganza e finezza per portare in equilibrio un corpo ricco e strutturato. Allieva di Pacalet è sicuramente una stella emergente della Côte de Beaune.
1503604224.JPG.jpeg



sabato 6 febbraio 2010

from the blue room

Di cassette ne ho fatte tante, per signorine, amici, feste o occasioni particolari, e in tanti ci siamo un po ritrovati nel protagonista di Alta Fedeltà. Poi sono passato ai CD ed ora voglio provare a sfruttare la rete che è anche più cheap. Vediamo che succede.

Cominciamo con un 'From The Blue Room', di cui qualche brother and sister ne ha già qualche volume in CD, che alla fine risulta abbastanza ispirato da questo post.
Le 10 canzoni sono tutte da dischi piuttosto recenti pescando ovviamente tra i così detti 'minori' ma grandi nel saper regalare belle emozioni.  Se la cosa avrà seguito andremo anche alla ricerca di qualche piccolo grande disco dimenticato troppo in fretta.
Ecco il menu:
1 - True Believer di Matthew Barber
2 - Highway Prayer di Adam Carroll & Michael O'Connor
3 - The One That Makes You Happy di Joe Firstman
4 - Best di Jon Dee Graham
5 - Short Intermission di Big Phony
6 - Jesus di Blind Boys Of Alabama with Lou Reed
7 - The First Time i Saw You di Joe Pug
8 - Even Though The Sky Was Falling (One Beautiful Day) di Karyn Ellis
9 - Go West di Austin Lucas
10 - Forever Young di Kenneth Pattengale

total time: 40:15
file: mp3 dimensione 71,8 Mb
rapidshare oppure drop.io


lunedì 23 febbraio 2009

dazed and confused



il titolo della canzone dei Led Zeppelin è anche un gran film (praticamente sconosciuto) di Richard Liklater e calza a pennello a questi ultimi giorni di casino.....lavoro (troppo), lutti, compassione (patire con), la consapevolezza di una perdita, qualcuno che ti dice ma non scrivi più?, due gatti che guardano la tv. Poi arriva la consueta cena di lavoro e questa volta porta la 'prima' del Bianco Riserva 2004 di Paraskos, assaggiato recentemente a Roma e finalmente 'bevuto' e il 'classico' Oslavje 2003 di Radikon. Gran bel bere: stessa regione (Venezia Giulia), uvaggi (ma ora non ho voglia di andare a capire i vitigni utilizzati ma credo siano molto simili), solforosa aggiunta nulla o prossima allo zero; i vini che amo, sani e digeribili.
Dopo la cena mentre guido arriva la consueta e spietata (perché ci azzecca sempre....damn) legge del random dell'iPod, una legge che non fa prigionieri: 'Not Dark Yet' ma nella bellissima interpretazione di Jimmy Lafave, 'Right To Be Wrong' di Joss Stone e ' Homecoming' di Vienna Teng:

I just want to be living as I'm dying
Just like everybody here
Just want to know my little flicker of time is worthwhile
And I don't know where I'm driving to
But I know I'm getting old
And there's a blessing in every moment every mile

Thin white terry bars of soap and a couple little plastic cups
Old Gideons Bible in the nightstand drawer saying "Go on open up"
Well I'll kneel down on the carpet here
Though I never was sure of God
Think tonight I'll give Him the benefit of the doubt

I switch off the lights and imagine that waitress outlined in the bed
Her hair falling all around me
I smile and shake my head
Well we all write our own endings
And we all have our own scars
But tonight I think I see what it's all about


mercoledì 11 febbraio 2009

keep your distance


here we go again, cena di lavoro. Tre ospiti: una statunitense, un canadese ed uno spagnolo. Ovvio che scelgo io il vino, mi piace vedere le reazioni ai vini che amo. Parto tranquillo, un vino che è una garanzia, Malvasia 2005 di Kante. Bottiglia svanita con apprezzamenti di tutti. OK saliamo. Bianco Breg Anfora 2003 di Gravner. Poco meno di un mese fa avevo bevuto a casa (con il barrott) il 2001; strepitoso. Qui è un'altra storia come è giusto che sia. E' tutto più carico, a partire dal colore. Credo che vada aspettato, troppo calore (alcol), meno equilibrio ed in definitiva meno eleganza. Reazioni diverse: lo spagnolo pensa ad uno sherry con il canadese che subito dice ma non è dolce! Morale si finisce un po a fatica la bottiglia....ed io che speravo di poter stappare anche un Paraschos.
Accompagnati in albergo vorrei guidare altrove ma poi arriva questa canzone, sarà meglio tornare a casa.

If I cross your path again
Who knows where, who knows when
On some morning without number
On some highway without end
Don't grasp my hand and say
Fate has brought you here today
Fate is only fooling with us, friend

CHORUS
Keep your distance
Keep your distance
When I feel you close to me
What can I do but fall
Keep your distance
Keep your distance
With us it must be all or none at all

It's a desperate game we play
Throw our souls, our lives away
Wounds that can't be mended
And debts that can't be paid
O I played and I got stung
Now I'm biting back my tongue
and I'm sweeping out the footprints
Where I strayed

mercoledì 4 febbraio 2009

a song to remember


Il disco degli Storyhill mi è stato regalato da Chris Cunningham (quello a destra) un paio di anni fa ad Austin, era appena uscito. L'ho ascoltato distrattamente per la prima volta qualche mese fa mentre lo caricavo sul Mac ed ho pensato fosse carino ma nulla di speciale. Ma ieri la mitica funzione random dell'iPod mi ha proposto questa canzone che continua a frullarmi in testa. Istintivamente avevo pensato subito ai Jayhawks ma poi.....
Beh eccola, un disco carino con qualche bella canzone degna di non essere scordata troppo in fretta.


Paradise Lost

from Storyhill (self-titled)

Everybody wants a piece of paradise
A house up on the hill with a view of heaven
Now everyone's here so close together
Paradise is lost and gone forever

Chorus:
When we were young we used to walk out in those fields
And run forever in the backyard woods
Now the old trails disappear in neighborhoods
With streets after what's gone for good

The hills above town used to be the best place
For starry eyed lovers and inspration
Now it's all paved
Every street's a dead end
And empty summer houses stand all along them

Chorus

Now there's no trespassing
There's no going back again
I only hope you remember
The way it was, what we had back then

Chorus

Everybody wants a piece of paradise
A house up on the hill with a view of heaven