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venerdì 7 novembre 2014

Qualche buon motivo per non andare al Wine Festival di Merano

gdf

Centinaia e centinaia di chilometri per passare la giornata schivando persone alterate che vagano in branco con un  bicchiere in mano è uno sport estremo, tanto più incomprensibile proprio per via del prezzo del  biglietto, che per assurdo diventa il motivo che genera  tanto caos, perché proprio il prezzo condiziona ed invita la mente ad insistere fino a quando l'introito di liquido alcolico sarà equiparabile alla spesa.

Devono bere tutto il possibile, fino allo stordimento: alto il prezzo, altissimo il tasso alcolico. In coda per l'accredito, per il biglietto, per il bicchiere, per entrare in una sala, per uscirne, per avvicinarsi al banco del famoso produttore.

Puntinisti oltre l'astrattismo. Tapas da bere, una tappa dopo l'altra, senza costrutto, senza lasciare un tratto o un segno, rimandando il senso del bere ad un discorso futuro, tanto per dire che c'ero, che ho bevuto questo e quest'altro. 

Prima i bianchi? Prima le bolle? O prima i rossi? Non c'è un senso nel percorso, ognuno prende la sua strada trascinandosi dietro la propria compagnia di assetati, in viaggio senza meta, senza una logica di degustazione. Tanto per far festa, una wine fest di altissimo livello alcolico, dove anche lo schianto dei bicchieri agli incroci diventa la normalità di una giornata di follia collettiva.


Troppo alto il livello di alcol raggiunto nel sangue per poter  ragionare. Troppo alto il livello dei decibel, che raggiunge gli splendidi soffitti.  Tutto molto bello, ma ingestibile. Inutile alzare ancora i prezzi, tanto il mondo arriverà lo stesso, e ancora di più berrà per giustificare il viaggio e la spesa.

Un solo desiderio, dopo aver abbattuto l'ennesima muraglia umana che si accalca al banco dei migliori produttori, un ultimo bicchiere prima di rivedere la scalinata e la porta d’uscita, e finalmente respirare l’aria gelida che rinfranca e rischiara le idee, rasserena la mente, che torna a ragionare logicamente, conducendo le gambe nel palazzo di fronte, dove andare a farsi una buona birra in pace con il mondo.

gdf 5 minuti

domenica 10 novembre 2013

Wine Festival


gdf



Mi dice: ma siamo venuti fino a Merano per bere del vino o per passare la giornata a schivare le persone con un bicchiere in mano? Gli rispondo: Ingegnere... non mi dica che non lo sapeva... la fama dell'evento non si smentisce, quindi tenga ben stretto il bicchiere e buttiamoci nella mischia!

Ma in effetti, se non lo prendi come un lavoro, il divertimento dura relativamente poco, perché il caos è gestito da un ordine solo apparentemente teutonico, presto travolto dalla massa di appassionati e addetti ai lavoro pronti a giocarsi i timpani e le falangi pur di arrivare all'ambito banco di degustazione di qualche star dell'enologia mondiale.

Proprio ieri, mentre Pietro Pitzalis, da Reporter Gourmet, mi comunica sottovoce, con un sms, che dalle sue parti è partita/ripartita una nuova serie, una nuova rubrica legata al mondo del vino, che stavolta non sarà solo francese, e quindi cambia anche l'insegna oltre che i contenuti:


E allora, anche se le cose ricominciano da dove erano partite, potrebbero anche prendere una piega diversa in futuro; dunque, a testa bassa ad assaggiare in stile random tutto quello che, a naso aperto e a catalogo chiuso, mi passasse sotto gli occhi, facendomi l'occhiolino, a partire dalla nostra amica bulgara dagli occhi di ghiaccio che subito ci conquista con i suoi vini che portano a Merano il vento dell'est.

Da lì in poi, a stile libero, nuotando nella folle folla competente che roteava i bicchieri fino a slogarsi i polsi. Pausa pranzo e rientro, e le cose non cambiano, anzi, sembra di trovarsi a vivere una giornata sotto ad una cascata fragorosa che potrebbe travolgere tutti da un momento all'altro.

Ingegnere, andiamo a farci una bella birra fresca qui davanti?











gdf bretzel