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mercoledì 14 gennaio 2015

Melograno a spicchi






Marco 50&50



Ci vorrebbe uno spicchio di sole, un posto accogliente dal quale si possa vedere uno spicchio di mare e potersi sedere&gustare uno spicchio di pizza.
Basta aprire Pignablog, andare alla ricerca del locale giusto, cercare di rallentare la salivazione perché mancano ottocento chilometri e il gioco è fatto.
Oppure iniziare la tre giorni a Ponente calando un tris d'assi in calata Cuneo, Oneglia, Imperia.


La Darsena a fine dicembre brilla di luce schietta, si offre senza filtri, ci vorrebbero quelli solari, barche di dimensioni direttamente proporzionali agli spazi in banchina sostano pronte a salpare allo scoccare del nuovo anno, prima però, fanno rifornimento di carburante, noi misceleremo verdicchio in bolle, Vitiano rosè, acqua fonte di vita, un Porto in porto, probabilmente Tawny , caffè e una grappa col gallo in copertina a darci la sveglia.


Farinata con machetto d'acciughe

Salivazione nella norma, nessun accenno di bocca felpata, estrema gentilezza e disponibilità di Elvezio, prezzi contenuti, gusto&digeribilità, questi le chicche, o meglio i chicchi del melograno, nello specifico arilli.

Bufala e origano ...

Origano e capperi

Gli spicchi, nello specifico, si susseguiranno senza soluzione di continuità, al triangolo base e imprescindibile formato da impasto bollente&fragrante con pomodoro e mozzarella di bufale di Cuneo, seguirà la rossa al tornasole che mi confermerà che siamo nel posto giusto per una tranci a raffica, abbondante pomodoro con capperi e origano profumatissimo apriranno stomaco&strada alla pizza ordinata per sfizio che risulterà centratissima, "indovinata", come la scelta di lasciare la nebbia brianzola per il sole belino, il disco della regina, (in sottofondo invece della regina della disco un Phil Collins sempre verde) ci farà spalancare gli occhi per gioia e stupore.

Melanzane, parmigiano, pesto ...

Pomodoro, sottili lamelle di melanzane siciliane, pesto ligure, parmigiano reggiano, aggredita come fossero le tre del pomeriggio e fossimo a digiuno dalla sera prima.




Sono le tre del pomeriggio, mi è bastato un tris per vincere facile ma potrei benissimo giocarmi un poker: mela, gorgonzola e noci aspettatemi.


Tiramisù maison




Via Des Geneys, 12, Imperia IM

M 50&50

lunedì 6 ottobre 2014

Ricominciare da zero


gdf


Chi non ha visto il Report televisivo di Rai 3 sulla pizza napoletana farebbe bene a ricercarlo sul web. Acronimi promettenti quanto fantasiosi e spesso disattesi come VPN o STG male si accostano alla dura verità emersa. Non che ci fossero grandi dubbi o grandi speranze, però una cosa è immaginare mentre la verifica fatta dal giornalismo d’inchiesta può veramente bruciare le dita. Farine, lieviti, salsa di pomodoro, mozzarella e olio potrebbero essere di migliore qualità e di provenienza meno incerta di quanto si è potuto osservare, mentre al tradizionale forno a legna è stato inferta una badilata definitiva. Fumi, residui di materiale combusto e sporcizia assortita chiudono un cerchio mortale intorno alla nostra cara pizza comfort food, che sarebbe meglio farsela in casa se non vogliamo ingerire materiale cancerogeno. Per non pensare alle intolleranze, il cui 90% sono originate da tre elementi : frumento, latte e derivati, solanacee. Praticamente i tre elementi fondamentali di quella che apparirebbe a prima vista come un'innocua margherita.



E allora, fidarsi è bene, ma anche passare un dito nel forno prima di ordinare la pizza non sarebbe male per tutelarsi. Mi invitano a farlo, qui, in questo moderno locale di Diano Marina, dove il forno elettrico (molto potente), è di quelli a piastra circolare, dove la pizza la puoi inserire senza doverti preoccupare di girarla, rigirarla, spostarla, alzarla e bla bla bla. Tu la metti lì e quando è pronta è il forno che te lo dice. Manca un po’ di poesia e di manualità a tutto questo, ma dopo aver avuto la conferma di come stanno mediamente le cose … beh, ben venga il forno intelligente, e ancor meglio farine di qualità garantita, con particolare attenzione ai celiaci, che chissà, forse proprio per eccesso di assunzione di farine 00 e Manitoba hanno sviluppato la malattia.



E ancora, olio extra vergine, e gli altri ingredienti che qui alla Tavernazero possono essere a chilometro zero o presidi Slow Food. Ci vuole un po’ di buona volontà e qualche grammo di cultura alimentare, in un settore dove la normalità non è questa ma le scorciatoie e le furbate .



Il successo così pare garantito, sia sul fronte pizza che sulla cucina cucinata, in un quadro generale (Diano Marina) dove a distanza di qualche anno ho trovato parecchi locali nuovi o rinnovati, almeno esteticamente. Dai wine bar al sushi bar su nastro rotante, passando da pizzerie e trattorie che si sono rifatte il look.



E anche il vecchio locale del nostro amico Roberto Rollino (La Femme) ha cambiato insegna e stile di cucina, ed è addirittura diventato il numero uno di TripAdvisor su una novantina di locali della bella cittadina della Riviera di Ponente. In fondo al post anche un accenno a quel locale ... intanto la Tavernazero.


Mise en place all'interno

La cucina a vista, e ben separata dalla zona dedicata al forno dove si preparano le pizze

Due gli spazi all'aperto, uno sulla via pedonale principale e l'altro in un riparato cortiletto

Fresco e profumato uvaggio dall'Abbazia di Novacella tariffato onestamente a 16 euro

Il pane fatto in casa è un bel biglietto da visita. Molto buono.

Quasi come una brandade provenzale questo brandacujun. Molto concentrato di sapore

Piccagge al pesto decisamente convincenti

Così come il fritto misto di pescato, asciutto e croccante.

Nell'onesta burridda di seppie c'è un fondo delizioso, ma troppe patate

E così non resta spazio per i dessert maison


Un altro plus: il locale è sempre aperto, tutti i giorni a pranzo e cena.
Si spendono mediamente 25/30 euro. Per le pizze ovviamente molto meno.

Tavernazero
Nico Gianassi & Daniele Sessa
Via Milano, 39
Diano Marina
Tel 0183493198


Due passi per vedere cos'è diventato il vecchio La Femme di Rollino, oggi un numero uno di TripAdvisor su 87 locali recensiti...

Oggi si chiama: da Arturo e Daniele , o Daniele e Arturo

Buoni propositi

La carta


gdf



domenica 21 settembre 2014

Un petalo tira l'altro



Marco 50&50

Tempo fa un amico napoletano mi ha regalato una Tee shirt, questo post è dedicato a lui.

Forse oltre che mezzo toscano, sono anche mezzo partenopeo, almeno per  quanto riguarda la pizza e l'amore che da sempre nutro per questi quattro ingredienti, eh si perché per me, ma soprattutto per il disciplinare, oltre a pomodoro, mozzarella, olio e basilico non ci va altro.

...e così, se pur gratificato da un buon risotto o da un piatto unico a base di polenta, spesso mi ritrovo a cliccare il "Pignablog" alla ricerca di conforto, sarò malato, ma dalle foto delle "loro" pizze a volte sembra scaturire quel profumo inconfondibile che allarga il cuore, i pizzaioli napoletani all'opera accanto ai loro forni mi mettono di buon umore e una gran fame addosso.

In Campania non ci sono liste interminabili di pizze dagli improbabili accostamenti, tutt'al più qualche variante sul tema che serve solo a confermarci che, comunque la si giri, "una è la pizza", con la farcitura sopra è meglio.

Ci sarà un motivo se il disco della Regina ha più visualizzazioni di quello della Regina della disco...

Qui al nord, trovare una buona pizza è come sperare di fare pesca d'altura nella piscina condominiale, negli anni sono andato sicuramente in tripla cifra quanto a Margherite sfiorite nonostante  l'impegno profuso i risultati sono stati davvero scarsi, ma la ricerca compulsiva ogni tanto regala un piccolo premio di consolazione, quello che ci dà la forza di non chiudere definitivamente nell'armadio il completo da cacciatore di pizza.



Qui hanno un bel marchio VPN, verace pizza napoletana, si sono classificati primi al campionato del mondo  pizza napoletana STG, specialità tradizionale garantita e hanno un'ottima scelta di birre, non solo e soltanto la solita spina nel fianco, arrivare di sera senza prenotazione è impensabile, allora gioco d'anticipo...




Diventa inutile e pericoloso giocare a m'ama non m'ama con i petali per decidere quale pizza scegliere:
“Perciò nun' è cercate

sti pizze complicate

ca fanno male 'a sacca
e 'o stommaco patì... »

(Scritta nella pizzeria Da Michele)



Ha già scelto?
Una Margherita STG e una Porpora, grazie



Birra Rossa a bassa fermentazione otto gradi euro sei del Birrificio Lambrate, doppio malto non pastorizzata e non filtrata

Notevole Margherita STG ad altissima digeribilità, fragranza indiscutibile, nessuna sete notturna.



Mentre il cielo gioca col mare al più bell'azzurro del reame, il mio sogno ad occhi aperti si infrange sul cielo indefinibile sopra Villa Taverna e se un napoletano in ascolto ride o mi parla delle pizze che fanno a Napoli mi mangio lui e la sua pizza.




Poi, davanti ad un'altra villa un grosso cane nero mi invita nemmeno troppo gentilmente ad andarmene, che sia un incrocio con un molosso napoletano...

Il critico gastronomico percepì chiaramente un profumo inconfondibile prima di sentire, inaspettato,  il suono del campanello, chiese chi è, rivolto a se stesso e alla porta chiusa.
Margherita, si sentì rispondere
Non ho ordinato alcuna pizza, non lo faccio mai, diventano gommose raffreddandosi
Sono Margherita, mi apri?


M 50&50