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giovedì 31 maggio 2012

Il curry di gamberi alla Nino Bergese


- del Guardiano del Faro -

E’ consuetudine associare il nome del “Cuoco dei Re” all’insegna di due ristoranti: il primo è La Santa di Genova, che fu per molti anni considerato il miglior ristorante italiano ( due stelle Michelin all’epoca, in Italia…) e che fu aperto nel disastrato dopoguerra. Il secondo è il San Domenico di Imola, a sua volta rapidamente consolidatosi ai vertici della ristorazione nazionale del suo tempo. Prima di ciò, il formidabile cuoco piemontese ( molti lo immaginano ligure ma in realtà nacque a Saluzzo nel 1904 ) lavorò alla “corte” di nobili famiglie facenti parte della più alta aristocrazia piemontese. Fu Giangiacomo Feltrinelli a convincere il celebre chef a raccogliere in un libro –Mangiare da Re- oltre 500 ricette, tra le  più interessanti della sua lunga carriera. Libro da pochissimi giorni riedito da Feltrinelli. E così, di nuovo a Genova, a più o meno mezzo secolo di distanza dalla nascita di alcune delle sue ricette più famose abbiamo deciso di riprenderne, tra le altre, una a base di gamberi di Santa, per giustificare il periodico sterminio di bianchi di Borgogna. Cosa dire: riso pilaf, cipolle, scalogno,  curry e gamberi. Mi sembra che come abbinamento a Meursault e ai suoi vicini di casa dovremmo essere ben allineati. Ovviamente si tratta di un test match che potrebbe avere un seguito ancora più importante, trovando la disponibilità di qualche chef che voglia cimentarsi nel suo ristorante con questo vastissimo ricettario "d'alto rango". Non c'è dubbio, questa è roba di Altissimo Ceto ;-)


E un bel dentice da 6 chili a seguire...

Le bottiglie della giornata:

 per togliere la polvere dalla gola

Non perfetta, la stoffa c'è, ma è la bottiglia che non convince...


Rotondo e agrumato, uno spettacolo di Chablis

Ancor giovane e floreale, con il timbro del miele d'acacia

L'intruso, è un 2006 che si domanda del perché di tutto quest'alcol e questo legno...

Il più grande Aligotè mai bevuto, c'è sempre da imparare

Bello pieno, tondo, anzi: ovale

Dodici anni, l'apice di questo Puligny


Il grande vino della giornata, e cosa se non un Meursault D'Auvenay...


Apperò il Bouchard! 14 anni e non sentirli, buono, ma un po' troppo grosso

Un pinot noir a chiudere: stre-pi-to-so

Grazie a tutti e alla prossima


- gdf 2012  Belinopolis-