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martedì 14 giugno 2016

Il nuovo The Cook al Grand Hotel di Arenzano


gdf


Già dallo scorso mese di febbraio Elisa Arduini e Ivano Ricchebono si sono trasferiti qui al Grand Hotel di Arenzano, però hanno preferito attendere la bella stagione per presentare agli addetti ai lavori il loro nuovo The Cook, ricavato in una parte della vasta sala dedicata alla ristorazione in questo grande e storico albergo (più di 100 le camere), che in sostanza apre la Riviera uscendo da Genova Voltri.

Qui, gli spazi e il personale non mancano certo, perché la proprietà guidata dal Marchese Giacomo Cattaneo Adorno vuole evidentemente dare visibilità e lustro a quella che è la punta di diamante tra le loro diverse proprietà e attività, tra cui la casa vinicola di Gabiano Monferrato, da cui provengono i vini che hanno accompagnato i piatti di Ivano, più tranquillo, motivato ma anche più rilassato, non avendo qui incombenze diverse da quelle di fare un buon lavoro a seconda delle necessità di un grande albergo vista mare, con piscina, SPA, beach club e spazi comuni che si prestano ad ogni tipo di evento.


Chiaro, la priorità resta il mantenimento della stella Michelin al The Cook, insieme alla funzionalità di un servizio ristorazione allargato alle necessità della clientela "normale" di un grande albergo. Come si diceva, gli spazi e il personale non mancano, e quindi i presupposti ci sono tutti per una buona riuscita di un progetto ambizioso.


Da una delle tre terrazze, sul tetto del Grand Hotel Arenzano 

Un po' di pioggia arriverà, ma senza compromettere la bella serata declinata in tre diversi spazi: la loggia al primo piano, il Club Maraja a bordo vasca e il The Cook vero e proprio

Con Ivano nella Loggia  

Un parte della grande cucina 

The Cook, che si divide in due salette. Una ...

... e due, oltre allo spazio riservato en plein air 

Un campionario di piatti a disposizione dei fotografi 

Aperitivo finger al Maraja 


Praticamente metà della carta concentrata in più di mezza dozzina di francobolli gourmet 

Lo spiedino di crudi di mare ... 

L'eccellente meringa salata con foie gras e lampone 

profumo di mare ... e di oceano 

Il cappon magro mignon 

Il coniglio alla ligure ... 

... e molto altro 

Torniamo dalla piscina al ristorante per tre piatti abbinati ai vini della proprietà, tra cui uno chardonnay barriccato recentemente premiato con i cinque grappoli dalla Guida AIS 

I tre piatti presentati:
Fondale marino in carpione
Bottoni all'olio extravergine Taggiasco con perle di chardonnay su crema d'acciuga e tartufo nero
Petto di piccione alla soia, gambero, bisque erbette amare 

Al pass, per una trentina di coperti 

Il fresco e giustamente acetico carpione su fondale marino, blu creato con cavolo viola 

Molto elegante questo.
Acciuga e tartufo nero non assalgono per nulla la delicatezza del bottone di pasta fresca all'olio e chardonnay


Un bianco fresco e profumato da uvaggio di sauvignon e chardonnay (Corte) e il premiato Piemonte Chardonnay dei Marchesi Cattaneo Adorno, passato a lungo in legno nuovo; molto corposo, e che quindi necessita di piatti di peso per equilibrarsi. Per il piccione ci vorrà invece una barbera 100% (Adornes), anch'essa passata in legno nuovo per 18 mesi.


Il piccione alla soia e il gambero con la sua bisque, erbette amare ...

Si torna a bordo vasca con la pasticceria e con la torta di buon auspicio, proprio mentre Pellè sovverte i pronostici e la butta in porta al '90 contro il Belgio. 

Il sito della casa vinicola dei Marchesi Cattaneo Adorno

Quello del Grand Hotel Arenzano

E quello di The Cook

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martedì 11 novembre 2014

Uno su un milione


gdf


Proprio uno su un milione no, ma uno su 860 mila abitanti si. Uno su 860 mila ce la può fare. Un comune su 67. I numeri sono questi se parliamo di cucina degna di una stella Michelin, secondo la Michelin che valuta Genova e provincia conferendo una singola stella solo a The Cook.


Si narra che ormai la conversione in volume d’affari di una stella Michelin non sia più così automatica come negli Ottanta e Novanta, cosa anche abbastanza vera dove ne sono state distribuite a decine, sbriciolando il mercato. Ma in vista dell’Expo chi non è troppo distante da Milano potrà per almeno sei mesi vendersi al meglio. Se Milano appenderà il cartello tutto esaurito, stare in hotel sui laghi lombardi o all’inizio della Riviera Ligure cambia poco ai fini del tempo necessario per tornare al mattino nei padiglioni fieristici.


L’interesse sale, e anche chi segue i grafici dei food blog italiani se ne sarà reso conto. Secondo gli esperti è già iniziato l’effetto Expo anche sul web, portando dall’estero verso i food blog italiani che aggiornano le loro pagine costantemente una quantità di traffico molto superiore alla media.


Anche il piccolo Armadillo Bar corre e conta ormai un numero di singoli contatti che si va stabilizzando sopra quota 2500 al giorno, di cui oltre il 50% dall’estero: Stati Uniti, Francia, Spagna ecc … Insomma, si stanno informando, ci stanno osservando, chi per motivi di turismo, chi di lavoro.


Le opportunità non mancheranno per chi si sarà ben posizionato sul mercato del food and wine, ospitalità inclusa, e il caso del Poggio Hotel e del ristorante The Cook di  Elisa e Ivano Ricchebono è uno di quelli più interessati alla questione, se sapranno sfruttarla, operando bene individualmente o, forse meglio, affidandosi ad un’agenzia milanese che gli garantisca qualche bel mese di lavoro sicuro.


Dove li mandi nei prossimi mesi di luglio ed agosto gli stranieri che vagheranno in giro per una Milano semi deserta? Ecco, allora nessun mugugno stavolta, ditelo che esistete e che state al mare e avete un bell'acquario ad un’ora e un quarto dalla Tangenziale Milanese.

Samantha


Tutto questo bla bla bla per girare intorno ad una bella giornata tematica, anzi mono tematica, in cui Ivano si è esibito in una furiosa performance tutta focalizzata su un ingrediente difficile come lo stoccafisso, uscendone molto bene, nonostante appunto la difficoltà tematica, giocandosela bene con accostamenti, cotture e consistenze che hanno dato un bell’appoggio alla consueta sequenza di vini di Borgogna di un certo peso specifico.


Tre Chablis e due Meursault, a partire dal village 2012 di Dauvissat, fresco, agile, dritto e minerale, passando da un Raveneau 2006 che inizia ad assumere complessità sconosciute a livello di lieu dit, giungendo al ricco, grasso e potente grand cru 2008 Le Clos di Droin. A seguire il cattedralico Meursault Charmes 2009 di Matrot, passando per il sorprendente 2010 di Tessier e chiudendo sull'ormai rilassato Clos Vougeot 1996 di Bouchard Pere et Fils.


Menu tematico: stoccafisso per tutti!
... con patate, aglio, erbe e pomodoro fresco

... accomodato, con olive e germogli di piselli

... in crocchette, salse all'aglio, al pomodoro e al prezzemolo

... in Parmentier ...

con crumble d'acciughe... et voilà!

... nei tagliolini, cotti nel suo brodo

... nella farcitura dei tortelli ...

... grande abbinamento ...

... e in crema delicata di formaggi e tartufo ...

... tanto per finire il vino, con gelatine di Pigato e di mostarda di ciliegie



gdf