- gdf 2013 -
Vorrei essere sicuro di essere morto, fisicamente intendo.
Prima che mi seppelliscano, sai com’è, sarebbe spiacevole, star li a
grattare con le unghie il metallo perché avevano deciso altri al tuo posto.
Da li puoi dire tutto quel che vuoi. Dal corner, vedi che bevo troppo, era Hyde Park, non Gorky Park; è Hyde Park.
Era ieri: sto di nuovo bevendo troppo. Lei mi sopporta elegantemente.
Il fatto che me ne renda conto e che lo sappiano in molti
non mi deve assolvere, ma mi conforta, perché così sono certo di non essere un alcolista anonimo.
Da tempo ho diviso il modo in due, ma recentemente ancor di
più drasticamente: il Tanqueray ce l’hai
fuori o dentro il frigo? E se proprio non ce l’hai, o ce l’hai piccolo ( esiste
) allora sei fuori.
Così magra no, che cosa è successo, sono dieci anni che ci
conosciamo, non puoi far finta di non conoscermi: solo perché non ti ho dato
l’indirizzo del faro? Per così poco? Il faro si vede, forse non lo volevi
vedere tu. Sono lento, sembro lento, come il gatto.
Se la mettessi a fare da sostegno ad una tendina canadese
per due rimarrebbe un altro posto libero. Filtrato da quello che non è neanche
il tuo, trasparente: ma per gentilezza, ti prego, non delegarmi il Martini.
Fallo tu, almeno il secondo: nervoso ,
acido, dirty, secco e definitivo come
una spiaggia d’inverno.
Sabbia in bocca, era
erba, è sabbia, gli scoiattoli curiosi a
svegliarci.
Puoi dire tutto quel che vuoi dal corner, senza rigurgiti,
ma ti pentirai sempre di aver piantato una canadese in Hyde Park.
