Visualizzazione post con etichetta Ferran Adrià. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ferran Adrià. Mostra tutti i post

mercoledì 6 novembre 2013

Stampante di menù di ristorante in 3d | L'alta risoluzione a tavola


del Guardiano del Faro

Fernand Point stava seduto su una comoda poltroncina collocata sotto un grande platano nel giardino del suo ristorante  tristellato di Vienne. Si stava facendo fare la barba mentre leggeva una lettera proveniente da Parigi. Alternava la lettura e il taglio di barba sorseggiando un calice di Dom Perignon. Leggeva quella lettera, che non era la prima e non sarebbe stata l’ultima a contenere un invito a Parigi per il grande cuoco di Vienne.

Una volta ci andò, a Parigi, per dovere verso il suo amore. Ci andò per il suo viaggio di nozze, ma si rese subito conto che non era nel suo modo di intendere la vita viaggiare. La fatica, il peso, l'altezza, la stanchezza, gli alberghi... Da una parte gli dispiaceva deludere i suoi amici, colleghi e clienti che tentavano di precettarlo ed ospitarlo nella Capitale mondiale della Gastronomia, ma per lui Vienne era ben più di un campanile, perché lui stava bene solo all'ombra della Pyramide.

Quel pomeriggio Madame Mado Point colse sul suo volto il disagio e avvicinandosi amorevolmente gli disse: Non preoccuparti, se proprio non ti va di andare in giro per il mondo, tutto il mondo verrà da te. E così fu.

Fernand Point - La Pyramide - Vienne

  
Finalmente me l’hanno consegnata. Speriamo funzioni. Intanto gli ingredienti. Non tutti facili da trovare. E poi il prezzo, notevole. Però, poi, pensa che bello non doversi più muovere per avere quel che vuoi a casa, al meglio, sempre che le ricette siano state inserite esatte, codificate in 3d senza errori da quei furbacchioni di chef, che vorrebbero che la gente andasse ancora fin da loro per mangiare quei meravigliosi piatti d’autore. 

Basta con quella inutile applicazione che ti dice solo dovresti andare, perché ci devi comunque andare con i tuoi mezzi. Ti teletrasportasse capirei il senso, ma se mi devi solo dire dove dovrei andare, se ti limiti a comunicarmi un indirizzo gps, allora ti ci mando io.

Invece questa si che è una diavoleria tecnologica davvero utile. Accidenti, tiene parecchio spazio, bisognerà rivoluzionare un po’ la cucina, ma vuoi mettere il risparmio? Sono trent’anni che mi faccio decine di migliaia di chilometri in giro per l’Europa per andare a pranzo o a cena dai miglior chef europei. Da solo è pesante. Il viaggio sarebbe bello con la compagnia giusta, ma da solo non ne ho più voglia.

E pensate a quelli che prendono addirittura un aereo per qualche piatto d’autore. Per poi avere un bellissimo ricordo di tante altre cose, su questo sono d’accordo, ma raccontare un piatto, mi rendo sempre più conto che abbia poco senso, perché difficilmente quando lo andrò a provare lo troverò uguale o avrò le stesse sensazioni di chi me lo sta raccontando.

Invece così si, così il piatto è sicuramente come l’ha pensato lo chef. Come si fa? Beh, il procedimento è di una logica e di una facilità di esecuzione disarmante. Ci si collega con il p.c. al sito del ristorante, ovunque esso stia, e si scarica il file di un singolo piatto o di un intero menù di degustazione previo pagamento del suo prezzo con carta di credito.


Poi, si accende la stampante 3d, anzi, meglio accenderla un po’ prima, perché le diverse temperature degli scomparti dovranno raggiungere i gradi necessari per la preparazione. Che siano positivi o negativi, ma qualche minuto di attesa è indispensabile per avere a disposizione il piatto servito alla giusta temperatura.

Invece delle cartucce colori e del nero andranno inserite altre cartucce, contenenti liquidi e polveri corrispondenti agli ingredienti, negli appositi contenitori. Vedi quant’era avanti Adrià quando inventò le Texturas? Da Fernand a Ferran, da principio a principio, ma più o meno il principio è quello, e a breve sui siti specializzati saranno in vendita i liquidi e le polveri liofilizzate di almeno 150 ingredienti, e siamo solo all’inizio. Fondere e formare due tipi di cioccolato per fare cremini o fondere plastica e formare una statuina non fa molta differenza per una stampante 3d. I cioccolatieri di Parigi spero mettano presto le informazioni necessarie on-line.



Chiaro, se scaricassi qualche piatto estremamente, complesso, tipo El Bosque Animado di Quique Dacosta di cui parlavo giusto ieri su Reporter Gourmet dovrei rivolgermi direttamente alla dispensa on-line dello specifico ristorante, e pagare un po’ di più per avere tutti gli ingredienti precisi, come solo lo chef può aver selezionato. 70 ingredienti per quel piatto, accidenti, ci metterà un bel po’ di tempo questa stampante 3d, credo.



Intanto cominciamo con qualche cosa di più semplice: il dripping di pesce di Marchesi per esempio. Viene preciso preciso il dripping. Potrei addirittura fare una play list del mio menù degustazione ideale con questo aggeggio. Fare un Greatest Hits dei migliori dieci piatti dello scorso secolo, di dieci cuochi diversi, riordinarli in una cartella e poi inviarla alla stampante, et voilà, ecco il mio menù degustazione in 3d che comincia a uscire. Non potrò avere la versione 3d della brioche de foie gras di Fernand Point, e questo mi lascia comunque infelice,  per non essermi alzato/nato abbastanza presto per far colazione con quella brioche, ma che spero di ritrovare nella quarta dimensione.

gdf 12 minuti

lunedì 13 febbraio 2012

Nuove applicazioni


 - gdf 2012 -

"Dans le premier film de la série d'animation Wallace & Gromit des Studios Aardman intitulé  (A Grand Day Out) (1989), c'est leur goût immodéré pour le cheddar qui pousse nos deux héros, le distrait Wallace et le discret Gromit, à construire une fusée pour aller sur la Lune qui, comme chacun sait, est un immense fromage..."



Tra i contraddittori  virtuosismi e relative applicazioni ammesse dalla scienza dell'alimentazione e messe in pratica da quel diavolo di chef che fu Ferran Adrià mi piace ricordare queste quattro palle che vedete qui sotto.




Nieve-Fizz : Ferran Adrià 2009 (foto mia)

Di questa roba negli ultimi giorni ne è scesa una quantità impressionante, un pioggia acida y nevificata venuta giù  in quantità tale da non potersi sciogliere. Per quasi tutti intesa come un disagio io la vedo invece come uno spreco incredibile. Un danno, una perdita, un possibile svago mancato, un bene popolare e democratico perso per strada.
Da fans della prima ora di Wallace and Gromit trovai geniale la loro specializzazione mirata alla ricerca di una fonte illimitata di un alimento "cult". Per loro era il Cheddar l'obbiettivo, e impegnarono tutte le loro energie per raggiungere la loro "Luna": un intero satellite di formaggio a disposizione, di cui poter disporre senza limiti.
Invece di un satellite noi siamo proprietari addirittura di un pianeta, dove i ghiacciai si sciolgono, dove  le calotte vanno in frantumi, ma in compenso dove nevica tanto.
E allora perché non chiedere a Ferran Adrià di rientrare dalla finestra per fare finalmente qualche cosa di più interessante che la pubblicità statica al caffè italiano? Se è riuscito a far palle di neve con il gin fizz in cucina a metà autunno - e su una spiaggia - cosa volete che sia per lui trovare il modo di applicare la medesima tecnica in pieno inverno e in tutta l'Europa per far venir giù "nieve gin tonic"?  Tutti felici! Non solo i privilegiati clienti del Bulli. Io i soldi di un caffè glieli darei, un euro a palla, e anche la Tanqueray credo non si tirerebbe indietro per qualche cents. Trovarsi per strada a fare a palle di gin tonic non avrebbe prezzo.


gdf

Qui di seguito altre applicazioni: la uno, la due, o la tre.





domenica 6 febbraio 2011

L'avrei voluto scrivere io # 2



... " In Spagna, Ferran Adrià ha letteralmente stravolto la cucina spagnola, ma non ha creato una cucina nuova, ha "inventato", di bel nuovo, una cucina chimica, basata strutturalmente e unicamente su nuovi metodi di trattamento della materia, che ha molto sorpreso, ma a causa della sua estraneità alla vera cucina, ha già esaurito il suo compito culturale e rimane solo una vecchia novità."

Gualtiero Marchesi.





.