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mercoledì 22 maggio 2013

Ostaia da U Santu - seconda parte -


gdf


Le Guide concordano, dal Mangiarozzo alla Michelin, passando dalla menzione di Buona Cucina del Touring  al Bib Gourmand; e dove L'Espresso si prende anche la responsabilità di inserire questa cucina tra le prime 3/4 della città di Genova (14/20mi), affermando: "La cucina tradizionale ligure qui è al top..."

Sono belle soddisfazioni per la famiglia Barbieri, qui con successo da ormai 18 anni.

La cucina è grande e luminosa, i profumi delle erbe aromatiche del giardino entrano dalle finestre e si fondono con i condimenti e gli intingoli tipici di queste parti. La qualità e il prezzo di questi piatti riequilibra anche qualche umore probabilmente contrastato o addirittura alterato dalle difficoltà d'accesso alla casa rurale, e in seguito, anche per l'inattesa rusticità senza compromessi del dehors.


Ci metto non più di un minuto ad adeguarmi, anche perché nel dehors oggi non si può stare: tira vento e minaccia pioggia, e quindi alla domanda: preferite stare dentro? la risposta me la si legge in faccia. E allora andiamo a tavola con un atteggiamento aperto e ton sur ton : stradina rustica, ambiente rustico, piatti rustici e vino rustico.

Però tutto vero, nulla di costruito o artefatto, perché in Liguria queste situazioni sono normali, e i loro autori e interpreti assolutamente naturali e calati nel ruolo senza nessuna forzatura. Non fatevi ingannare dalle apparenze, con quella faccia un po' così che ti fa pensare "ma proprio qui dovevate venire a pranzo?" Belìn, mancassero i ristoranti a Genova... Ma non è vero, non fatevi abbagliare dalle apparenze, superati i pregiudizi e gli stereotipi; aprite un dialogo e vi si aprirà un piccolo mondo fatto di cultura e di umanità rara. Quindi tutto coerente, e dove il famoso rapporto Q/P non fa una piega, e dove solo la voce : coperto 3 euro, fa un po' sorridere.

Le crescentine con l'assortimento di salumi di buona qualità (5 euro)

Nel cestino del pane si evidenzia la focaccia con farina di mais

I ravioli verdi alle erbette, con un filo d'olio o con la salsa di noci (9 euro)

Le tagliatelle alle ortiche con il ragù di verdure dell'orto... (9 euro)

Stoccafisso alle noci e pinoli con intingolo di erbe aromatiche (12 euro)

Le acciughe fresche al verde, con olive e pinoli... (12 euro)

Vellutata di cioccolata (5 euro)

Budino di nocciole, cioccolato e rum... (5 euro)



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martedì 21 maggio 2013

Ostaia da U Santu - prima parte


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Vado spesso in difficoltà con l'italiano, preso dalla sindrome di Zelig, dalla vicinanza verbale con le persone che lo parlano diversamente. La malattia mi si aggrava durante i periodi in cui affronto di seguito cinque o sei ristoranti piemontesi, liguri, liguri piemontesi. L'effetto che sento dentro di me è paragonabile ad ingerire un gianduiotto al pesto.

Ecco, se pensate di aver già visto tutte le soluzioni possibili, se pensate di aver già verificato ogni possibilità, ogni collocazione possibile dove andare ad aprire un buon ristorante, allora guardatevi questo; perché se già non lo conoscete avete ancora una possibilità per stupirvi.



Non è una novità, non ho scoperto nulla, ma chissà quanti sono andati oltre Voltri perdendosi un qualche cosa che di più ameno e originale non saprei. Si! questa famiglia è qui da più di tre lustri, e il ristorante non è fuori dai circuiti delle Guide; al contrario, è ben recensito da quasi tutte, però se andate a leggere l’indirizzo lo troverete indicato sotto Genova, in mezzo alla confusione di dozzine di indirizzi rintracciabili nella caotica capitale ligure, e quindi vi potrebbe anche passare la voglia di scendere in città, e di cercare altrove qualche cosa di più tranquillo.



Invece non si può dire che l’Ostaia da U Santo è a Genova. Si può dire che è a Voltri, ma se vi immaginate di uscire dall’autostrada, parcheggiare ed entrare a mangiare in una buona trattoria periferica, allora sarete ancora in fallo e rimarrete in stallo, perché quell’autostrada con tutti quei viadotti e tunnel ve la ritroverete ai piedi, da guardare dall’alto in basso e non il contrario. Qui si sta tranquilli, di rumori dall'autostrada non ne arrivano, di foresti pochi, e ricordatevi che gli indigeni hanno sempre la precedenza sulle strade dell'entroterra, specialmente se sono loro che stanno scendendo.


Dall’ Aurelia Tom-Tom vi dirà di prendere una stradina che sale verso l’entroterra, con la bandierina d’arrivo posta a soli 1500 metri, distanza che sembrerebbe minima, ma che riserverà qualche sorpresa che non voglio svelare. Poi, superati con viva e vibrante soddisfazione quei lunghissimi 1500 metri dovrete per forza parcheggiare in uno spazio incredibilmente ampio! Belìn, ma allora si può allargare qualche cosa! Poi fidatevi, per forza, del cartello che vi indicherà l’Ostaia e anche il Santuario delle Grazie.



L’Ostaia da U Santu e il Santuario delle Grazie sono nella stessa direzione...è!  e per avvicinarvi dovrete avere ai piedi un paio di scarpe comode e salire lo stradino ghiaiato che vi condurrà finalmente nel cortiletto della casa rurale che ospita la trattoria, mentre il Santuario è proprio lì a due passi.


Le due cose sono in pratica collegate, o separate, a seconda dei punti di vista, da un breve percorso, un sentiero erboso protetto da un pergolato.  Sentiero che comincia dal "di fuori" della trattoria e divide in due gli orti e frutteti che in questo periodo profumano di fiori di rosmarino. Il Santuario è lì in fondo, mentre sulla sinistra si scorge il mare.

Il porto di Voltri dalla terrazza pergolata del ristorante

Quindi, prima si va a visitare il Santuario e poi, se la giornata è bella ci si può accomodare sulle panche in giardino per un pranzo all’aperto, oppure, se le condizioni sono avverse, entrare nella piccola sala interna da 30 coperti, ma solo dopo esser transitati dall’angolo bar per un primo bicchiere di Bianchetta genovese o per uno di Lumassina vivace di Spotorno.


Per il resto è tutto abbastanza “normale” secondo le usanze liguri. E' la gestione che mi colpisce al cuore.  Marito genovese e moglie emiliana che facevano altro nella vita fino a vent’anni fa… mi viene in mente una situazione molto simile, l'avete capito, proprio come quella di Né, e mentre lo penso mi viene servito questo vino che si chiama Sancio. E allora ditelo! Ciao Franck, bentornato.


Si rompe il ghiaccio e ci si fida delle proposte del giorno, che in settimana non sono così ampie nella scelta come durante il fine settimana, quando quella stradina d’affezione è parecchio trafficata, con buoni motivi.

E per chiudere questa prima parte un religioso e doveroso giro itinerante al Santuario, anche senza Clarisse, per poi andare a tavola con la coscienza a posto.









Il gatto ligure è sacro come in Egitto: questo è' appena sceso dall'altare del Santuario e si è messo comodo su una delle poltroncine che ci sono intorno...

Ci fosse vento, sapere almeno quale ti consola dal mal di gola


Ostaia da U Santu
Via al Santuario delle Grazie, 33
Voltri (Genova)

tel 010 6130477

Chiuso domenica sera, lunedì e martedì
Alla sera solo venerdì e sabato
Nel periodo estivo anche mercoledì e giovedì
(su prenotazione...)

fine prima parte

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