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sabato 30 agosto 2014

Sale da bagno




Marco 50&50
“…le donne di Modena accettano un invito”

Alcune cose non si possono scegliere, come i parenti o i vicini di tavolo, perché tavoli ben distanziati a volte non bastano, bisogna essere fortunati, come con i vicini d'ombrellone.
Meglio, quest'anno non poteva andare, nessuno sotto al parasole attiguo o almeno così credevo, poi ho scoperto che quando io appoggio le infradito in spiaggia, loro, le ragazze di Modena, sono appena andate a letto e quando verso l'una io mi prendo una pausa dai raggi, loro raggianti arrivano, dopo pranzo solitamente faccio un sonnellino poi gioco con le formine per verificare l'elasticità del materasso e dopo la merenda mi presento in spiaggia mentre loro vanno in camera a dormire per evitare di dormire di notte.
Ieri pomeriggio non avevo sonno e la marmellata era finita così sono arrivato in battigia con largo anticipo, quattro pezzi di costume occupavano un pezzo della mia zona d'ombra e abbiamo fatto conoscenza, per dirla tutta ho fatto finta di nulla e loro pure.
Tra le onde le ho riviste, vedendomi mascherato avranno pensato ad uno scherzo di Carnevale e hanno chiesto aiuto sbracciandosi...




...l’addetto al salvataggio stava protestando con la Capitaneria per la mancanza di turiste tedesche, per farsi capire meglio aveva portato con sè i remi abbandonando il moscone in riva, in California non hanno nemmeno i mosconi ma ci si può aggrappare con soddisfazione alle boe



pensando di rendermi utile in poche bracciate le ho raggiunte, loro mi si sono abbracciate addosso trascinandomi sotto, l'acqua salata non mi è mai piaciuta così come gli scherzi in acqua, ma l'uomo mascherato non si scompone di fronte alle sfrontate di Modena, "ho rapito una secchia" dal bagnino e ho trasformato il loro bagno di sole in qualcosa di più umido...
Così abbiamo fatto amicizia ed un bagno al largo, lo stile ce l'hanno e la farfalla non è da tutte, quando mi hanno chiesto di voler migliorare la loro tecnica d'immersione le ho avvisate che le ultime teorie sconsigliano l'iperventilazione a favore del training autogeno e di una respirazione che deriva dalla disciplina yoga, ma loro volevano solo "guardare un po' sotto", non volendo giocarmele con un gioco di parole ho ceduto malvolentieri la mia maschera, il resto dell'attrezzatura comprese le pinne di pescecane era rimasto in terra lombarda.
Poi, il colpo di fortuna, al quale credo di aver risposto con un colpo di genio, vedremo...mi hanno detto che praticare lo snorkeling, con la sola maschera non dava loro soddisfazione.


Sono a San Giovanni in Marignano, seduto su una panchina bella ma scomoda…



…l’appuntamento è alle dieci sotto la torre…



…ho prenotato da Ivano un tavolo per tre nella veranda aperta ma chiusa…



…dovesse piovere non vorrei fare come questa turista…



...dopo le tagliatelle con i piselli…



…dopo la piada con crudo e squacquerone…



…dopo la teoria ed il corso in mare aperto, ci dovrebbe essere la prima lezione indoor sul corretto uso del boccaglio.

Domani, comunque, faccio un salto al Museo del Sale di Cervia, ho visto che nella mia zucca comincia a scarseggiare, sarà finito tutto sulla pelle delle ragazze di Modena.
“…che hai sulla pelle, che hai sulle labbra”




M 50&50

domenica 29 giugno 2014

I sogni nel cassetto della memoria...

- Marco 50&50 -

Ho aperto un cassetto per cercare una camicia pulita da mettere a cena ed è sgusciato fuori un sogno, poi, uno dopo l'altro sono arrivati i ricordi, mi sono infilato nell'ordine, in una tee shirt e nelle porte dell'ascensore ma ho lasciato aperto il cassetto della memoria così ho portato i ricordi a cena con me, romagnoli come i piatti, se fosse una coincidenza l'avrei persa, così come i ricordi  perché non esiste coincidenza che ti dica a che ora arriva né un ricordo che se ne vada per sempre, il passato è dietro ma anche dentro.


All'epoca dei fatti, un ragazzino piemontese, pranzando alla mensa scolastica, pronunciò la frase che sarebbe passata alla storia come la sua prima critica gastronomica: questo vitello tonnato manca di acidità, ma il Guardiano del faro era solo uno sceneggiato...

...la piada crudo e squacquerone non l'avevano ancora inventata e un altro ragazzino all'ora della merenda usciva dalla spiaggia, attraversava lo stesso Lungomare dal quale sto scrivendo, comprava tre piade vuote e tornava dai suoi genitori con un numero dispari di spicchi, la cresta gastronomica.


Era partito da Milano con destinazione Marittima, il mare, la pineta e le saline i confini naturali della cittadina famosa per il suo sale dolce tanto che alcuni lo servono come dessert. Avrebbe preferito la più nordica Sottomarina collocata geograficamente in una posizione comodamente passiva o Lido di Classe dove avrebbe potuto incontrare una francesina con un bel paio di tette e di Chanel, seguendo la scia del suo profumo.

Mentre il ragazzino piemontese imparava ad adattare passo e respiro sui sentieri della Valle, acquisendo fondo, regolarità e perseveranza che gli sarebbero servite per dare una cadenza giornaliera all'animaletto texano...

...un altro ragazzino guardava il grattacielo di Cesenatico dal balcone della camera del suo albergo di Cervia.


Solo qualche giorno dopo il ragazzino piemontese era seduto in prima classe con la prima della classe che gli aveva fatto copiare il saggio sul poeta dall'accento inglese. Convincerla ad accompagnarlo a Cesenatico promettendole ripetizioni di educazione fisica abbinate ad una condotta esemplare che non avrebbe mantenuto era stato uno scherzo, il destino ci aveva messo una buona parola

Quello stesso giorno un altro ragazzino mezzo toscano stava  correndo da Cervia in direzione di un grattacielo sul mare per raggiungere il suo obbiettivo, Cesenatico, dove solo qualche anno più tardi sarebbe tornato per inseguire i riccioli biondi di una ragazza milanese con la erre alla francese.

L'undici luglio ottantadue il ragazzino piemontese aveva portato una francesina a Madrid ma dopo le conchiglie di Santiago le aveva svelato che il vero obbiettivo era il Bernabeu


Ieri siamo usciti dal Mondiale, dalla finestra della mia camera d'albergo il grattacielo di Cesenatico sembra, come allora, vicino, oggi di corsa non potrei farcela per cui lascerò correre i ricordi. I riccioli biondi con i quali condivisi Cesenatico divisero con me una camera d'albergo pagata con i biglietti di una partita di Italia novanta.

Quando alla reception ci chiesero "i signori quanto si fermano?" guardai distrattamente l'orologio col datario poi a lungo lei, di sanissima costituzione, "almeno un paio d'ore" risposi.

Quella sera finimmo la serata alla Champagneria, una modella seduta al tavolo accanto beveva Krug Rosé con un ragazzino piemontese.

M 50&50