lunedì 3 giugno 2013

Save the date | Un Mare di Champagne : il 27 giugno ad Alassio


Alexandre Penet, André Robert, Besserat De Bellefon, Billecart-Salmon,
Bonnaire, Breton Fils, Bricout, Bruno Paillard, Charles Heidsieck,
Christian Bourmault, De Sousa, Delamotte, Deutz, Devaux, Diamant,
Egly-Ouriet, F. Thill, Franck Pascal, Françoise Bedel, Gaston Chiquet,
Henri Goutorbe, Jacquesson, Laurent Perrier, Legras & Haas,
Louis Barthélémy, Louis Brochet, Michel Mailliard, Moët et Chandon,
Mumm, Paul Bara, Paul Louis Martin, Perrier-Jouët, Pertois Moriset,
Philipponnat, Pol Roger, Pommery, R&L Legras, Steinbrück,
Stéphane Breton, Taittinger, Thienot, Vieille France


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La data da evidenziare sul calendario è questa : 27 Giugno. A partire dalle ore 15.00 ci si potrà fare la doccia con gli Champagne di 42 maison diverse. Quante siano le etichette non è dato sapere, ma è facile immaginare che il salone del Grand Hotel di Alassio sarà particolarmente effervescente. Calici da alternare con ostriche, formaggi freschi, salumi e altre stuzzicherie by Selecta.



Dalle 19.30 si passerà all'aperto, nell'ampio piazzale a fianco del Grand Hotel di Alassio, fronte mare, dove verrà attrezzato uno spazio per proseguire la degustazione, stavolta abbinata ad alcuni finger food preparati dai cuochi del Consorzio Macramè, che hanno organizzato l'evento.


La storia di Macramé si riassume nel breve racconto prelevato dal loro sito internet : al termine della stagione 2012, stanchi ma felici, anche se non felicissimi, il Gabbiano e il Palma, ovvero Paolo e Massimo si ritrovano a fare quattro chiacchiere al bar. È qui ed ora che nasce l’abbozzo di ‘Alassio Street Food Festival’. Naturalmente uno Street Food che si rispetti deve avere un certo numero di attori; ecco che Paolo e Massimo fanno un elenco dei papabili ed é cosí che coinvolgono i colleghi sulla carta piú affini, anche se con alcuni la conoscenza é proprio superficiale.
I 7 cominciano ad incontrarsi e scontrarsi, riunioni fiume piene di entusiasmo dove nascono tante idee e progetti da sviluppare, dove si disquisisce di cucina e si gustano grandi etichette. Le voci dei 7 cominciano a sovrapporsi e piano piano a fondersi in un’unica melodia; come una trama di preziosi fili che con pazienza ed abile maestria diventa un bellissimo merletto. Ecco trovato il titolo che li rappresenta: Macramé. Ora ci vuole anche un sottotitolo: ‘Dire, Fare, Mangiare’…..forse si sarebbe potuto aggiungere anche Bere!I l logo é una ‘fusion’, come si dice oggi in cucina, di tutti questi elementi: un intreccio di linee dai colori marini che ricorda la sagoma di un’isoletta, la Gallinara, a ribadire anche il legame con il territorio.


Infatti, Macramé nasce per organizzare eventi che valorizzino Alassio e le sue eccellenze e risveglino la voglia di partecipazione in un momento in cui le buone idee contano piú di ogni altra cosa. (...) Dopo la prima fortunata edizione di ‘Alassio Street Food Festival’, il cui seguito è previsto per Ottobre, i 7 hanno organizzato ‘Liberi Tutti’ ovvero 7 Chef nella mischia e presto una grande sorpresa con la prima edizione di ‘Un Mare di Champagne’...


Per partecipare ci si può accreditare tramite il sito del Consorzio Macramé 



Fatto questo si potrà ritirare il ticket all'ingresso del Grand Hotel
Il costo per i due distinti eventi sarà molto contenuto: 30 euro per assaggiare un Mare di Champagne è veramente un regalo... e poi, volendo prolungare la giornata in maniera frizzante si potrà partecipare al Champagne Party, all' aperto, e con musica dal vivo; e il giorno dopo, andare a pranzo o a cena in uno dei sette ristoranti che hanno promosso l'iniziativa:

Sail Inn
Panama

 per ogni altro dettaglio è disponibile il sito internet qui evidenziato

Un  Mare di Champagne

Champagne Party


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sabato 1 giugno 2013

Winston & Dry Martini

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Mi viene incontro in un quadro tra i meno probabili. Uno come lui qui dentro cosa c'entra? E lui difatti si muove con circospezione in quell’ambiente. Lo conoscono, tutti, e lui lo sa. Anch’io lo conosco, ma lui non lo sa, anzi, lo saprebbe ma non se lo può ricordare, senza colpe.

Si muove con evidente disagio sotto il tempio. Almeno, io lo percepisco così.  L’amico che cerca di curarmi il corpo me lo riavvicina. L’incontro potrebbe scatenare scintille. Lui sa di aver dato molto al mondo che lui ama. Mi da la sensazione di chi stia ancora cercando consenso e riconoscenza, mai domo. Mi guarda così così, non sapendo che anch’io amo quel mondo che ha amato e che ama ancora tanto, quello degli alcolisti con un nome e un cognome.



Non più anonimi, lo colgo lì, ricordandogli che quando lui decise di dare da mangiare piuttosto che da bere alla gente, ero già lì a mangiare, ma lui mi chiese se volevo bere. Te lo puoi dimenticare un cuoco che appena ti siedi al tavolo ti viene a chiedere se prima vuoi farti due Dry Martini al banco? Il nostalgico Manara, che non disegna su un foglio ma che incide nella memoria con il ghiaccio. Andiamocene da qui, me lo dice chiaro: togliamoci dal Sacro e rifugiamoci nello Spirito.


A Giorgio non si poteva dire di no, a chi di Dry Martini in coppetta baby te ne poteva far bere anche sei senza mandarti a dormire in spiaggia, ma a mangiare due piatti di crostacei con qualche coppa di Champagne, buttato giù come la Perrier, a spegnere il gin. Per riaccenderlo più tardi, tornando a far girare il medesimo disco, ma a giri diversi. Giorgio oggi è mediatico: p.c. portatile, macchina fotografica digitale, blog acquisito. Winston e Dry Martini sul tavolo. La coppetta giusta, quella da appoggiare alle labbra tre volte: i tre sorsi biblici, finché sarà fragrante, e perché la tastiera abbia finalmente qualche cosa da dire oltre il banale. 


Casa sua non lo posso rivelare dove si trova, perchè sono già geloso, e perché, già così, sembra di stare sul set di C’è Gigi e la Cremeria. Il citofono non la smette di farsi sentire; sono i suoi amici, di tutte le età, neppure stupiti di trovare nuovi ospiti al suo tavolo.

Dove sarà finito il mixing glass? Non importa, ci si arrangia, come solo i maestri del bere miscelato e delle conversazioni ben miscelate sanno fare. "... le donne sono autorizzate a toccarmi solo dall'ombelico in giù, il resto è superfluo..." Tra le tante di una sera...

Transatlantici e Grand Hotel hanno fatto scuola. La Colombo, la Raffaello, la Michelangelo... Ti devi svegliare, e rimanere sveglio a lungo per arrivare a rivedere l'alba. Adesso il profumo del gin si confonde con la Noilly Prat e le erbe aromatiche, quelle che gli servono per cucinare quando ne ha voglia di farlo per se, ma soprattutto per gli altri. Chissà se tra vent'anni anch'io avrò piacere di ricevere al mio faro quelli come me, quelli come me ma che avranno vent'anni meno di me.



Mi dice che il posto più sfigato sulla terra ferma dove ha indossato la livrea da giovane uomo dei cocktail è il Negresco, sulla Promenade; non serve dire altro. Non si può : il citofono suona di nuovo, e i Dry Martini si allungano in lista d’attesa.                         Sigaretta?

Non fumo d’abitudine, fumo per condivisione. Tutti i vizi possono avere un senso, se decido che un senso lo debbano avere. Arriva anche l'invito a cena. Grazie Giorgio, Giorgio Manara, e grazie Gabriele, il mio farmacista che ha capito che sono curabile solo con l'omeopatia. Andiamo in cucina Giorgio: mi metto anch'io un grembiule da cucina. Gli piacciono molto le salse, come a me: sapide, cremose, acide, dolci, piccanti.

Sopra la cucina c'è una mensola da dove occhieggia l'Harissa du Cap Bon. Anch'io la uso al faro. C'è un faro mediterraneo inciso sopra le confezioni. E' il Manara di Djerba, El Manara in arabo significa Il Faro, il luogo della luce.





Da César Ritz a Carlo Cracco




L'uovo alla Benedict...


Risotto con i gamberi nascosti...


Un assaggio di fritto di St.Jacques e baccalà; salsa tartara


Bavarese di pera al coulis di lamponi


Cioccolato bianco e nero con pinoli tostati, uvetta e cedro candito... fatto in mezzora



GM & gdf



El Manara






venerdì 31 maggio 2013

Riscoprire i Balzi Rossi - seconda parte -


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Il piatto qui sopra parla chiaro ed  è in grado di riassumere il concetto, almeno così mi pare. Sul lato cucina non c'è molto da riscoprire, nel senso che questo profumato e freschissimo trionfo di crostacei al vapore si rivela già visivamente, così come poi si esprimerà al palato. Piatto "ricco" ma leggero, fresco e materico, dove le verdure, le erbe, i crostacei e l'olio da Taggiasche si prendono tutto lo spazio necessario. Tra le altre alterazioni che mi ha portato la lunga permanenza al faro, c'è anche l'iper sensibilità alla freschezza del crostaceo, che già a 50 chilometri dal mare non mi da le stesse sensazioni. E non parlatemi di crudo: di iodio ne ho fin dentro le ossa.

Piatto costoso ma appagante assai, così come le varie proposte alla carta, mentre a menù le piacevoli sorprese non mancano: innanzitutto per il buon rapporto qualità prezzo. La similitudine di stile di cucina con altri due classici ristoranti liguri di Ponente (La Conchiglia di Arma di Taggia e il San Giorgio di Cervo), si ritrova nella proposta congiunta e presentata al tavolo dal piccolo pieghevole che indica in 70 euro il costo per un menù a base di crostacei di prima qualità, con una bottiglia di vino inclusa. A questo punto passerei a tavola, che è poi quello che a quasi tutti quelli che guardano i blog gastronomici interessa, quando invece, un'introduzione per capire il chi, il come, il dove, il quando e il perché, secondo me continua ad essere fondamentale per capire qualche cosa in più, ancor prima di sapere quanto è buono quel trionfo di crostacei!

Andiamo a vedere questo menu:

Pani, focaccine e grissini, tutto molto fresco e buono
Involucro vintage per i fragranti grissini...

Un calice di Franciacorta per accompagnare...



... gli stuzzicanti canapé al burro d'acciuga, di foie gras e soncino e al peperone e capperi...

Il gamberone di Sanremo appena gratinato su insalata di carciofo crudo

La panzanella di astice

La bottiglia in accompagnamento

Lo scampone al vapore su crema e punte di asparagi

Gli gnocchetti al ragù di gamberi e pomodoro fresco al basilico

Il cappon magro tiepido di pesce bianco e crostacei...

E adesso qualche alternativa alla carta:

La panzanella di gamberi, astice e scampi

Le lasagnette al pesto, gratinate.

Il baccalà con bottarga di tonno,fagioli di Pigna e vinaigrette di pomodori arrostiti

Il crumble di lamponi con granita al Campari...

Il classico e soffice parfait al Grand Marnier con gelato di cioccolato amaro al profumo d'arancia

La piccola pasticceria

Con un calice di straordinario Porto Tawny


Menù degustazione: 60/70 euro b.c.
Alla carta: 70/110

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