sabato 5 aprile 2014

A Milano non fa freddo


Marco 50 & 50

La mia Milano in riserva riserva sorprese e in previsione dell'Expo indossa il tacco dodici e si rifà il trucco, oggi lascio in pausa  il mio 50 lavoratore e porto in giro per la città il 50 che non si arrende.







Alla Statale i ragazzi indossano una felpa, jeans e scarpe da tennis, io porto addosso le stesse cose e una trentina d'anni in più, mentre  sono in coda per l'accesso al Duomo, qualcun altro si occuperà della stampa e della relativa coda, ora che hanno messo Mindy sotto pressione pensando che le gomme di Mork possano reggere da sole un carico da venti senza sgommare via.




Ma come le cose importanti della vita non sono cose, i problemi della vita non sono questi, al Policlinico passa davanti ai miei occhi un corto: sento un bambino inconsapevole chiedere ad una mamma affranta perché piangi, al secondo piano, accarezzo piano un'altra mamma che ha custodito un pezzo della mia adolescenza, la giovane badante mi dice che a Fortaleza c'è posto per me, esco.



Zefiro, messaggero di primavera è tornato, cammino per ore come un pompelmo, chissà se avrò bruciato un po' di grassi in previsione del pizza test dal nuovo Spontini in Santa Redegonda.


Da Luini ancora chiuso c'è già la fila di giapponesi in cerca dell'antidoto al sushi, il tempo di un click e appare l'insegna zebrata.

A Milano la pizza al trancio è questa da sempre, qui non ci si siede, meglio, è una pausa veloce, un po' di food in una street, con orario continuato dalle undici all'una tutti i giorni.




Solo tre scelte, tres bien, oggi è un venerdì di magro ma non digiuno, tengo il prosciutto per quando metteranno i funghi nel menù.
Parto con una rossa più mediterranea che irlandese



si rileverà di temperamento, focosa, come fosse appena uscita dal forno per la mia soddisfazione tra porzioni meno vistose




Le ruote si consumano come sull'asfalto in formula uno, impensabile non provare un altro trancio con una mescola diversa...




Non è una romana, non è una toscana ma è bollente, sempre disponibile e chiede solo di essere morsa.


M 50&50

venerdì 4 aprile 2014

Il Pirata


del Guardiano del Faro


Quando vedo queste cose penso istintivamente a tutti quei ristoratori che incontro durante l’anno e che vivono nella dolce attesa; l’attesa della nascita della loro stella Michelin, riconoscimento e gratificazione di tanto lavoro e di tanta attenzione ad ogni dettaglio per fare finalmente la differenza tra un locale normale ed uno degno del riconoscimento più ambito.


Ma a questi cosa gli vai a dire? Stai zitto e osservi. Luca e suoi sono qui in questo locale di Laigueglia dal 1987 e se non mi ci trascinava dentro Danilo Meo di Palatofine probabilmente mai ci avrei messo piede. E invece guarda questi che fanno. Le aragoste qui si spiaggiano da sole, volontariamente, mentre le cassette di scampi vivi e di gamberi pregiati trovano ogni sera una media di quaranta persone disposte a spendere quel che occorre per averli nel piatto al massimo della loro freschezza.


Sono in cinque quelli che alzano il PIL gastronomico nella cucina completamente a vista, a fianco del forno della Pizzeria. La pasta fresca ripiena sta uscendo in numero cospicuo e come vedete in colori e ripieno non banale; questi sono al nero di seppia nell’impasto e di zucca nel ripieno.


Il tempo di assaggiare una deliziosa zuppa di carciofi con julienne di seppie con fettine di farinata, la focaccia il pane e i grissini, e poi ancora la pizza e le altre golosità da forno che qui si impastano (a mano), si lievitano (madre), e cuociono (a legna), sempre e solo partendo da una farina che ha il suo perché.



Certo, non si pretende che questi tipi di farina e queste lunghe lievitazioni poi si impennino in forno dando forma al famoso cerchione morbido e profondamente alveolato. Questa è una pizza che ha un suo diverso perché, e che a me piace.

Un pensiero a quelle aragoste di qui davanti spiaggiatesi volontariamente però mi restano in mente, e a 90 euro il chilo servite e  preparate non mi sembra neppure una follia.



Come si dice in questi casi: questi prodotti e questa cucina meriterebbero però miglior cornice, veramente qualche cosa in più in termini di comfort potrebbero fare, però, si usa dire anche che se loro vanno avanti così, con questa cucina, questi prodotti in questi ambienti da 25 anni; dicevo, potrebbe anche voler dire che un cambiamento rischierebbe di far saltare certi equilibri psicologici dei molti clienti abbienti, quello ricchi ma borderline, quelli che delle stelle Michelin se ne fottono.


Il Pirata
Piazza Maglione, 3, 17053 Laigueglia (SV)
0182 499863

Aperto solo alla sera

Il link del sito internet

gdf

mercoledì 2 aprile 2014

Il meraviglioso ristorante Del Cambio di Torino in 25 scatti istintivi

gdf

Esco sorridendo, felice.
Il rinnovato ristorante Del Cambio di Torino guidato da Matteo Baronetto riaprirà al pubblico il prossimo 14 aprile, ma io lo adoro già da subito, in attesa di capire come si mangerà.

























gdf

martedì 1 aprile 2014

Alassio | Sibilla e Simone



del Guardiano del Faro

Sibilla l’avevo conosciuta alcuni anni fa. Stava dietro un banco da bar, un bel bar del centro di Alassio, proprio di fronte al famoso Muretto: il Caffè Roma. Nel suo ruolo di bar woman se la cavava benissimo, così come giocatrice da Poker Star. Mica male come presentazione.

Sibilla con i clienti numero 01 e numero 02


Arrivai li per caso, insieme a Chef Massimo Sola, per una compilation di Martini Cocktail in attesa di far venire le 13, orario fatidico dell’apertura del Palma. Al Palma arrivammo in realtà non prima delle 13.30 , ormai farfugliando, perché, lo sappiamo, un Martini è poco, due sembrano pochi, tre sono troppi; ma a Sibilla gli riuscirono così bene che non riuscivamo a smettere di bere e di ascoltare le sue tecniche strategiche al banco del Poker Star. Di banco in bancone fece saltare il banco e le nostre sinapsi.


Oggi non cercavo lei, ma un locale esotico segnalato dalla Michelin in Via Volta. Via è una parola grossa, ma di gente ne passa tanta. Avevo voglia di qualche cosa di strano, e quel locale Jap-Thai avevo deciso che poteva essere una buona soluzione. Invece no, perché l’ho trovato chiuso, mentre a fianco ho trovato aperto questo, che in insegna si presenta come la “carta per la farinata”, Papei de Turta.

La bella cucina a vista


Sibilla, se ha fatto la bar woman e la pokerista vuoi che non possa diventare anche una brava cuoca autodidatta? E come no, e allora dentro. Quando avete aperto? Oggi, lei è il cliente numero zero, mi fa intuire Simone. Di nuovo? Ogni tanto mi capita, e la cosa mi diverte. Mi diverte questo senso che mi porta istintivamente verso l’odore di nuovo, quello che mi piace anche quando passo davanti ad una concessionaria. Mi scopro attratto dall’odore di nuovo, anche se so che ci vuole del tempo perché si defili, si stemperi nell'aria fino ad armonizzarsi con le persone. Oggi meno nelle auto e più per i nuovi locali pubblici, questi ultimi, bisognosi di un rodaggio più di ogni macchina.

Cucina sotto vetro a vista e ambientazione ludica con nuance ton sur ton provenzali. Si, l’ambiente mi piace, anche se il locale non ha a disposizione il regolamentare dehors, quello che invita ogni turista ad accomodarsi al sole, disinteressandosi di quanto mangerà.




Qui invece chi vorrà entrare, lo dovrà fare per mangiare, perché di cucina stiamo parlando, attraverso piatti sfiziosi, che seguono diversi temi sviluppati nella maniera che potete leggere in carta. Diversi filoni, tra cui quello delle contaminazioni, e siccome la giornata l’avevo pensata con gli occhi allungati, eccomi accontentato.

Simone in sala

In bianco e alle olive Taggiasche, sia il pane che i grissini

I ravioli al vapore, però farciti di seppie e carciofi, salsa di soia

L'involtino croccante, però farcito con un vitello e verza. Salsa di pomodoro agrodolce

Tradizione: baccalà, cipolle e broccoli

Dessert: panna cotta, baci di Alassio spezzati, lamponi e menta

Papei da Turta
Via Volta 32
Alassio (SV)


Tel 328 303 5277

gdf con la promessa di tornare con una macchina fotografica migliore.