martedì 4 giugno 2013

Hotel Lamberti | Alassio

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Beh, se è stato possibile scavare profondamente nella sabbia come hanno fatto a fianco del Grand Hotel, ricavandone un grande, comodo e costoso parcheggio, mi chiedo come mai non sia possibile sotterrare, insieme alle automobili, anche le cabine da spiaggia. Sopra il parcheggio da tempo esiste un grande spazio libero: una bella piazza vista mare a un metro dalla sabbia; quindi non credo che il problema sia l'acqua, né tanto meno la sabbia.

In altre località è stato fatto, e così finalmente si può tornare a rivedere il mare sia dalla passeggiata che dai locali che la costeggiano. Chi è pratico della passeggiata lungo mare di Alassio sa bene che in stagione balneare questa diventa a tratti un labirinto che segue il percorso obbligato creato dalla disposizione della cabine degli stabilimenti balneari, montate in parallelo all'orizzonte marino.

In più, dalla terrazza e dalla veranda di moltissimi locali, l'unico punto di vista fisso che rimane a disposizione delle pupille è quello delle cabine da spiaggia. Anzi, il didietro delle cabine da spiaggia. Questo è, e questo continua oggettivamente ad essere. Questa scelta strategica fa venire la voglia di inventarsi una deviazione tra gli stradini interni cercando qualche alternativa, che forse sfuggirebbe se l'arguta scelta delle cabine anti vista mare non continuasse ad essere l'unica opzione possibile, da chissà quanti decenni passati e quanti in futuro.



Tu leggi Hotel e pensi alla cucina d'albergo, quella che serve per sostentare la platea da spiaggia, quella sdraiata tutto il giorno al sole e spalmata di crema, e che poi la sera, dopo cena, si va a sacrificare nello stretto budello leccando un gelato di crema. 

Ma se sulla guida de L'Espresso questo è considerato il secondo o il terzo locale più gettonato della città da Monsieur Le Directeur (che frequenta di persona questi tavoli), allora qualche dubbio che questa non sia esattamente una mensa da mezza pensione vista mare ti potrebbe venire. Anche perché dalle finestre e dal giardino del ristorante non si vede nessun mare. Dunque ancor più difficile conquistare il cuore di 40/50 clienti in ogni sera d'estate, e convincerli ad entrare qui "solo per mangiare e bere". Dico solo, perché lo sappiamo bene che questa opzione non è esattamente la prima quando un italiano in vacanza decide di mettere le gambe sotto un tavolo. Tanto più se si tratta di un ristorante costoso e ambizioso, dalla cucina suadente, dipinta come un acquerello, e che sta in una località tra le più esagerate quanto a euro per metro quadro occupato.


Il bar potrebbe essere un buon punto di contatto per i clienti che intendano buttar giù qualche cosa di miscelato prima di passare a tavola, ma anche questa previsione non sarà confermata, così come l'equazione tra camere d'albergo e tavoli frequentati dai medesimi clienti ospiti dell'hotel. Niente da fare: la mia breve carriera di  consulente alberghiero non è servita a nulla, salvo che questo Hotel Lamberti rappresenti l'eccezione che conferma le vecchie regole e le mie convinzioni.


Perché la realtà è rappresentata da ben altro. La clientela dell'albergo (24 camere vendute a prezzi moderati) è di target diverso rispetto a quella che frequenta questi moderni interni e la fresca terrazza.



Ed è ben altro che un "angolo bar" quello che trovo qui sotto la scalinata. La grande cantina climatizzata (a vista e sotto vetro) è sicuramente ben fornita, ed invita ad accomodarsi negli spazi comuni per una degustazione organizzata piuttosto che per bersi in compagnia qualche cru di prestigio con uno snack. Diverse soluzioni quelle trovate da Dario Cavalli e dal suo giovane e dinamico figliolo, Bruno, che hanno saputo uscire dallo schema più classico e collaudato, quello dell'alberghetto al mare in regime di pensione completa. La pensione sarebbe anche completa, ma l'offerta è di una qualità decisamente superiore alla media. Quindi ben vengano la cabine anti vista mare che mi hanno per una volta convinto a cercare altro.



Siamo decisamente sul pret à boire con questo giovane cru village...


Un assaggio di fragranti acciughe fritte su intingolo di pomodoro e basilico

Non mancano scampi e aragoste vive...


Eccoli gli scampi, posati gentilmente su fettuccine di zucchine trombetta

Tortino di polpo e fagioli di Spello, bottarga di tonno di Favignana ed emulsione di caramello

I raviolini di scamorza e astice in sughetto di zucchine,  pomodoro e olive Taggiasche

Il filetto di pescatrice farcita di gamberi, coulis di pomodoro alle olive e basilico.

Ottima l'inaspettata mini sacher...

... con il suo più logico abbinamento

la mezza sfera di tiramisù e spuma al caffè; millefoglie alla crema e frutti di bosco.

Scopro in carta anche un gentile omaggio al "com'era una volta Al Palma" della famiglia Viglietti...



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lunedì 3 giugno 2013

Save the date | Un Mare di Champagne : il 27 giugno ad Alassio


Alexandre Penet, André Robert, Besserat De Bellefon, Billecart-Salmon,
Bonnaire, Breton Fils, Bricout, Bruno Paillard, Charles Heidsieck,
Christian Bourmault, De Sousa, Delamotte, Deutz, Devaux, Diamant,
Egly-Ouriet, F. Thill, Franck Pascal, Françoise Bedel, Gaston Chiquet,
Henri Goutorbe, Jacquesson, Laurent Perrier, Legras & Haas,
Louis Barthélémy, Louis Brochet, Michel Mailliard, Moët et Chandon,
Mumm, Paul Bara, Paul Louis Martin, Perrier-Jouët, Pertois Moriset,
Philipponnat, Pol Roger, Pommery, R&L Legras, Steinbrück,
Stéphane Breton, Taittinger, Thienot, Vieille France


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La data da evidenziare sul calendario è questa : 27 Giugno. A partire dalle ore 15.00 ci si potrà fare la doccia con gli Champagne di 42 maison diverse. Quante siano le etichette non è dato sapere, ma è facile immaginare che il salone del Grand Hotel di Alassio sarà particolarmente effervescente. Calici da alternare con ostriche, formaggi freschi, salumi e altre stuzzicherie by Selecta.



Dalle 19.30 si passerà all'aperto, nell'ampio piazzale a fianco del Grand Hotel di Alassio, fronte mare, dove verrà attrezzato uno spazio per proseguire la degustazione, stavolta abbinata ad alcuni finger food preparati dai cuochi del Consorzio Macramè, che hanno organizzato l'evento.


La storia di Macramé si riassume nel breve racconto prelevato dal loro sito internet : al termine della stagione 2012, stanchi ma felici, anche se non felicissimi, il Gabbiano e il Palma, ovvero Paolo e Massimo si ritrovano a fare quattro chiacchiere al bar. È qui ed ora che nasce l’abbozzo di ‘Alassio Street Food Festival’. Naturalmente uno Street Food che si rispetti deve avere un certo numero di attori; ecco che Paolo e Massimo fanno un elenco dei papabili ed é cosí che coinvolgono i colleghi sulla carta piú affini, anche se con alcuni la conoscenza é proprio superficiale.
I 7 cominciano ad incontrarsi e scontrarsi, riunioni fiume piene di entusiasmo dove nascono tante idee e progetti da sviluppare, dove si disquisisce di cucina e si gustano grandi etichette. Le voci dei 7 cominciano a sovrapporsi e piano piano a fondersi in un’unica melodia; come una trama di preziosi fili che con pazienza ed abile maestria diventa un bellissimo merletto. Ecco trovato il titolo che li rappresenta: Macramé. Ora ci vuole anche un sottotitolo: ‘Dire, Fare, Mangiare’…..forse si sarebbe potuto aggiungere anche Bere!I l logo é una ‘fusion’, come si dice oggi in cucina, di tutti questi elementi: un intreccio di linee dai colori marini che ricorda la sagoma di un’isoletta, la Gallinara, a ribadire anche il legame con il territorio.


Infatti, Macramé nasce per organizzare eventi che valorizzino Alassio e le sue eccellenze e risveglino la voglia di partecipazione in un momento in cui le buone idee contano piú di ogni altra cosa. (...) Dopo la prima fortunata edizione di ‘Alassio Street Food Festival’, il cui seguito è previsto per Ottobre, i 7 hanno organizzato ‘Liberi Tutti’ ovvero 7 Chef nella mischia e presto una grande sorpresa con la prima edizione di ‘Un Mare di Champagne’...


Per partecipare ci si può accreditare tramite il sito del Consorzio Macramé 



Fatto questo si potrà ritirare il ticket all'ingresso del Grand Hotel
Il costo per i due distinti eventi sarà molto contenuto: 30 euro per assaggiare un Mare di Champagne è veramente un regalo... e poi, volendo prolungare la giornata in maniera frizzante si potrà partecipare al Champagne Party, all' aperto, e con musica dal vivo; e il giorno dopo, andare a pranzo o a cena in uno dei sette ristoranti che hanno promosso l'iniziativa:

Sail Inn
Panama

 per ogni altro dettaglio è disponibile il sito internet qui evidenziato

Un  Mare di Champagne

Champagne Party


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sabato 1 giugno 2013

Winston & Dry Martini

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Mi viene incontro in un quadro tra i meno probabili. Uno come lui qui dentro cosa c'entra? E lui difatti si muove con circospezione in quell’ambiente. Lo conoscono, tutti, e lui lo sa. Anch’io lo conosco, ma lui non lo sa, anzi, lo saprebbe ma non se lo può ricordare, senza colpe.

Si muove con evidente disagio sotto il tempio. Almeno, io lo percepisco così.  L’amico che cerca di curarmi il corpo me lo riavvicina. L’incontro potrebbe scatenare scintille. Lui sa di aver dato molto al mondo che lui ama. Mi da la sensazione di chi stia ancora cercando consenso e riconoscenza, mai domo. Mi guarda così così, non sapendo che anch’io amo quel mondo che ha amato e che ama ancora tanto, quello degli alcolisti con un nome e un cognome.



Non più anonimi, lo colgo lì, ricordandogli che quando lui decise di dare da mangiare piuttosto che da bere alla gente, ero già lì a mangiare, ma lui mi chiese se volevo bere. Te lo puoi dimenticare un cuoco che appena ti siedi al tavolo ti viene a chiedere se prima vuoi farti due Dry Martini al banco? Il nostalgico Manara, che non disegna su un foglio ma che incide nella memoria con il ghiaccio. Andiamocene da qui, me lo dice chiaro: togliamoci dal Sacro e rifugiamoci nello Spirito.


A Giorgio non si poteva dire di no, a chi di Dry Martini in coppetta baby te ne poteva far bere anche sei senza mandarti a dormire in spiaggia, ma a mangiare due piatti di crostacei con qualche coppa di Champagne, buttato giù come la Perrier, a spegnere il gin. Per riaccenderlo più tardi, tornando a far girare il medesimo disco, ma a giri diversi. Giorgio oggi è mediatico: p.c. portatile, macchina fotografica digitale, blog acquisito. Winston e Dry Martini sul tavolo. La coppetta giusta, quella da appoggiare alle labbra tre volte: i tre sorsi biblici, finché sarà fragrante, e perché la tastiera abbia finalmente qualche cosa da dire oltre il banale. 


Casa sua non lo posso rivelare dove si trova, perchè sono già geloso, e perché, già così, sembra di stare sul set di C’è Gigi e la Cremeria. Il citofono non la smette di farsi sentire; sono i suoi amici, di tutte le età, neppure stupiti di trovare nuovi ospiti al suo tavolo.

Dove sarà finito il mixing glass? Non importa, ci si arrangia, come solo i maestri del bere miscelato e delle conversazioni ben miscelate sanno fare. "... le donne sono autorizzate a toccarmi solo dall'ombelico in giù, il resto è superfluo..." Tra le tante di una sera...

Transatlantici e Grand Hotel hanno fatto scuola. La Colombo, la Raffaello, la Michelangelo... Ti devi svegliare, e rimanere sveglio a lungo per arrivare a rivedere l'alba. Adesso il profumo del gin si confonde con la Noilly Prat e le erbe aromatiche, quelle che gli servono per cucinare quando ne ha voglia di farlo per se, ma soprattutto per gli altri. Chissà se tra vent'anni anch'io avrò piacere di ricevere al mio faro quelli come me, quelli come me ma che avranno vent'anni meno di me.



Mi dice che il posto più sfigato sulla terra ferma dove ha indossato la livrea da giovane uomo dei cocktail è il Negresco, sulla Promenade; non serve dire altro. Non si può : il citofono suona di nuovo, e i Dry Martini si allungano in lista d’attesa.                         Sigaretta?

Non fumo d’abitudine, fumo per condivisione. Tutti i vizi possono avere un senso, se decido che un senso lo debbano avere. Arriva anche l'invito a cena. Grazie Giorgio, Giorgio Manara, e grazie Gabriele, il mio farmacista che ha capito che sono curabile solo con l'omeopatia. Andiamo in cucina Giorgio: mi metto anch'io un grembiule da cucina. Gli piacciono molto le salse, come a me: sapide, cremose, acide, dolci, piccanti.

Sopra la cucina c'è una mensola da dove occhieggia l'Harissa du Cap Bon. Anch'io la uso al faro. C'è un faro mediterraneo inciso sopra le confezioni. E' il Manara di Djerba, El Manara in arabo significa Il Faro, il luogo della luce.





Da César Ritz a Carlo Cracco




L'uovo alla Benedict...


Risotto con i gamberi nascosti...


Un assaggio di fritto di St.Jacques e baccalà; salsa tartara


Bavarese di pera al coulis di lamponi


Cioccolato bianco e nero con pinoli tostati, uvetta e cedro candito... fatto in mezzora



GM & gdf



El Manara