mercoledì 7 marzo 2012

20 scatti dal "nuovo" Pascia


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Verdure disidratate

Passata di borlotti, cozze, olio alle erbe...

Per l'aperitivo...

Ricca e non banale la carta dei vini...

I diversi tipi di pane, alle olive taggiasche, al curry, ecc...

Insalata russa, salmone marinato, maionese allo zafferano...

Capesante arrosto in millefoglie ai cinque cereali.

Trippa (foiolo) in umido, patate prezzemolate e gamberi... (!)

Fagottino d'uovo di Parisi su fonduta di tome Alpe Buscagna e puntarelle.

Eccellente anche il burro.

Trancio di rombo arrosto, gratin al prezzemolo e zenzero, lenticchie di Castelluccio...

Gnocchetti di topinambour, triglie e olive Taggiasche

Risotto allo zafferano, salam d'la duja e ricci di mare...

Una buona bevuta "territoriale"...

Rossini di filetto di vitello e scampi...

Pre dessert al kiwi e mousse di frutto della passione...


Sacher in millefoglie,  gelato al caramello e chutney di mango... 

Servizio per tè e tisane d'autore.

Piccola pasticceria


E bravo Paolo Gatta, veramente un ottimo ristorante il suo Pascia di Invorio!

Ristorante Pascia
Chef Paolo Gatta
Via Monte Rosa, 9
28045 Invorio (NO)
Tel 0322 254008
http://www.ristorantepascia.it/
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martedì 6 marzo 2012

Un giorno in Convento


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Una delle due sale del Ristorante Massimo

La carta firmata da Giorgio e Davide Bonato, con la riproduzione di un opera del pittore biellese Celso Tempia


La carta vini conta oltre 500 etichette

Toast di carne cruda, foie gras e salsa balsamica

Millefoglie di verdure con ricotta tiepida all'olio d'oliva e zenzero.

Immancabile, da queste parti, il salam d'la duja  (sotto grasso)

Eccellente vitello tonnato, la carne proviene dalla macelleria Oberto.

Gli agnolotti ai tre arrosti

Uovo fritto in salsa di patate con profumo di tartufo...

... dal cuore cremoso

Uno sfizioso fritto di gamberi e teneri calamaretti con salsa agrodolce di fragole.

Chef Davide Bonato, 29 anni

Esibizione : gelato di crema all'azoto

Con vecchio aceto balsamico tradizionale di Modena

A seguire una visita nella chiesa del Convento.

E in caso di meeting o convegni, lo spazio non manca...

E ci sono anche 13 camere nuovissime, l'hotel è aperto da soli sei mesi.

Hotel Resort Il Convento
Ristorante Massimo
Via Hermada
13039 Trino Vercellese (VC)

Tel: 0161 801325 - 801321

Prezzi alla carta: antipasti e primi piatti entro i 10 euro
Secondi piatti da 12 a 18 euro. Dessert 4-5 euro

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lunedì 5 marzo 2012

Ma che bel castello...


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Salsiccia di Bra, crema di patate e julienne di verza

Baccalà fritto con cipolla rossa...

Terrina di bollito in salsa verde...

Sformato di carciofi, chips di topinambour, crema di pecorino...

Plin di polenta in guazzetto di baccalà al pomodoro...

Doppio raviolo di rombo e cime di rapa, salsa foie gras

Agnello al forno...

Pre dessert...

Sablée, mousse al caramello, cioccolato al latte e sorbetto al dolcetto

Tortino caldo al cioccolato amaro in salsa all'uovo e zafferano




Castello di Grinzane
Chef Alessandro Boglione

Grinzane Cavour (CN)

http://www.castellodigrinzane.it/


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venerdì 2 marzo 2012

Una generazione di sopravvissuti


- del Guardiano del Faro -

Il cretinetti avrà ventidue anni, massimo ventitre. Attaccato al muro c’è l’attestato che certifica una Sabrina - classe 1970 - quale sommelier professionista e responsabile del bar. Il cretinetti deve essere il figlio, quindi, forse ne ha due o tre di meno. Sabrina ha fatto in fretta, ma non credo così in fretta, vediamo se arriva. Al cretinetti intanto domando un bianco, ma fosse stato pure un  Rosso Conero o un Musigny per lui è chiaro che è uguale. Oltre a farti vedere il vetro e il colore del contenuto non riesce comunque a spingersi avanti neppure con le intenzioni. Un'unica forma di dialogo: c’è questo! Va bene?

No, non va bene perché questa ciofeca di Pigato  si vede da metri di distanza che l’hai aperto non sai neanche tu quando, o la tua mamma per te, chè il polso lo avrai sviluppato per scopi diversi. Gli si legge l’ossidazione da un metro, e al naso non potrà che confermare quanto facilmente intuibile. Ma lo faccio andar giù lo stesso con queste insulse patatine; neanche una fetta di prosciutto sei in grado di affettare, e allora adesso mi fermo e ti affetto io, piano piano. Si vede che alle elementari ti sono sempre venuti a prendere con la macchina, mica ti perdessi per questo villaggio di 800 abitanti. E sicuramente alle medie ti hanno proibito di andarci in bicicletta perché c’è un pezzo di salita, avresti potuto anche sudare cercando di arrivarci in cima. Il motorino alle superiori, con il casco e il giubbotto imbottito, così da non rischiare di vedere rotta quella testa vuota. E chissà quanti tè freddi prima di salire in macchina, se no con quella faccia i Carabinieri ti fermerebbero subito: un Negroni a te ti stenderebbe di schianto.

 E figuriamoci se non ti suonava anche il telefonino, e dover andar fuori dal locale per rispondere a quella spacca maroni che ti ha appena mandato tre sms per vedere se stavi veramente al bar a lavorare o in spiaggia con la tedeschina col culo grosso che sta finendo la focaccia salata con il cappuccino dolce. Lo sai che con tre gettoni telefonici, quelli che avevano lo stesso odore di ossidato di questo Pigato noi ci portavamo in giro tre ragazze diverse? La quindicenne curiosa di capire come andava il mondo e che saltava la scuola il mattino per cominciare a prendergli le misure, la diciassettenne già stanca del matinèe al cinema e che voleva vedere come andava la programmazione del pomeriggio, e la diciannovenne già sdoganata alla discoteca serale. Quel gettone dispari con le tre fessure dispari apriva tante di quelle fessure dispari che nessun telefonino riuscirà mai a fare. Ma lo sai che alle elementari era il vigile che doveva rincorrerci per riportarci a casa? Uno per volta, se no ci trovavano quattro ore dopo senza pranzo ma immersi nel fango del campo di calcio dell’oratorio.

E non appena  le gambe diventavano  lunghe abbastanza da avvicinarsi ad un paio di pedali, a casa ci vedevano la prima volta la mattina alle sette e la seconda la sera alle otto. Il motorino? Il casco? Ma come abbiamo fatto a non romperci mai la testa attraversando mezza Europa senza metterci un casco in testa? Ma eravamo proprio pazzi vero? Spendevamo più di coiffeur che di caschi integrali. No, ma ti rendi conto che neanche il poggiatesta era obbligatorio? Non ti dico le cinture di sicurezza, mai messe fino al primo editto inappellabile, ma neanche il poggiatesta sembrava indispensabile, più che altro una cosa da fighetti, da ostentare, come l’aria condizionata o i vetri elettrici.

Oh, questa è sicuramente Sabrina. Beh! Caspita. Si, me l’aspettavo così una Sabrina, la morettina che lascia il segno. Come mamma avrà molto sofferto, ti guarda come un deficiente, ma ormai è andata così. Oh, ma arriva anche il marito, che è sputato il figlio. Ma Sabrina, ma eri veramente troppo giovane, ma non potevi aspettare che il gettone lo inserisse qualcun altro?



Roberto! Questa sera Roberto ne compie 19. Tu quanti ne hai?
20.
Che fate stasera dopo la cena qui da noi?
Prepariamo qualche panino e poi prendiamo la barca da pesca, qui fuori Cannobio, andiamo a buttare le reti,  qualche persico ci cadrà dentro, e poi tiriamo dritto verso Ascona, c’è un night, di là, dove tirare tardi. Poi, verso le sei torniamo a tirar su le reti. Ci rivediamo qui in albergo per far colazione.






Solo una cosa ragazzi, da mamma, Mi raccomando che questo panino con coppa e maionese non  vi resti sullo stomaco...






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